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Calma apparente

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Mattia Caldara si sta rivelando uno dei prospetti più interessanti del panorama calcistico italiano. I suoi numeri di quest’anno (oltre ai gol) dimostrano il grande apporto del difensore nella cavalcata europea dell’Atalanta. Il suo volto, come quello di un ragazzino, e la sua calma apparente possono sembrare il suo punto di debole, ma in realtà sono la sua forza. 

MATURARE ALL’IMPROVVISO

Da sempre l’Atalanta è considerata come una delle società più lungimiranti quando si parla di giovani e di settore giovanile. I grandi investimenti portati avanti negli anni dalla società bergamasca hanno sempre fruttato, sia dal punto di vista sportivo, che da quello economico. Quest’anno però la società di Percassi ha saputo sfruttare al meglio i prodotti del proprio settore giovanile. Grande merito di questo risultato è di Gianpiero Gasperini. L’ex tecnico del Genoa, dopo aver collezionato soltanto 3 punti in cinque partite, ha deciso di attuare una vera e propria rivoluzione per salvare la propria panchina. Le partite della svolta furono due: Crotone-Atalanta e Atalanta-Napoli. Contro i calabresi (anche se si giocò nel neutro di Pescara) Gasperini decise di apportare la prima grande modifica della propria stagione: Petagna al posto di Paloschi. Nel match successivo il cambiamento fu ancora più radicale: Conti, Caldara e Gagliardini, oltre a Petagna, si appropriarono del ruolo da titolari. Proprio Mattia Caldara, al suo esordio da titolare in Serie A, convinse tutti con una prestazione a dir poco perfetta. Da lì in poi il bergamasco spodesterà definitivamente Zukanovic, e guiderà la difesa a 3 di Gasperini.

La storia di Caldara è fatta quindi di una maturazione improvvisa, di un assestamento nella massima serie praticamente assente, e di una crescita esponenziale. Cresciuto interamente nel settore giovanile orobico, il difensore bergamasco comincia a farsi le ossa in Serie B dall’altra parte dello stivale: a Trapani. In Sicilia colleziona 20 presenze e 2 gol, al suo primo anno in prima squadra. La stagione successiva non arriva la conferma in pianta stabile a Zingonia, e così Caldara è costretto a muoversi ancora in prestito. Questa volta però si avvicina a casa ed approda a Cesena. In Romagna scenderà in campo per 27 volte, siglando tre reti. Ad inizio stagione Gasperini decide di confermarlo stabilmente nella rosa atalantina, pur sapendo però che sulla carta i titolari sono altri. Toloi, Masiello e Zukanovic dovevano formare un trio difensivo di assoluto livello.

Caldara, nonostante i buoni numeri e le ottime prestazioni degli anni passati in B, sembrava non avesse quel quid in più per poter giocare la Serie A da titolare e quindi anche da protagonista. Pensare di poter esplodere in un anno, per un classe 1994, sembrava pura follia. In un calcio dove i ragazzi del nuovo millennio iniziano ad emergere (vedesi Kean), e in un ambiente predisposto al lancio del giovani, per Caldara questo sembrava essere l’ultimo treno della sua vita. Quell’Atalanta-Napoli ha cambiato tutto.

COSTANTEMENTE CALDARA

Le prestazioni fino a questo momento di Mattia Caldara sono state assolutamente eccellenti, ma soprattutto continue. La maturazione e la crescita del giocatore è balzata agli occhi di tutti partita dopo partita. Lo stile di gioco gasperiniano ha aiutato il difensore a mettere in mostra le proprie qualità: l’anticipo, la lettura difensiva, il gioco aereo, l’uno contro uno. Nel gioco di Gasperini, in cui tutti i difensori devono partecipare alla manovra quando la squadra è in possesso palla, e devono marcare preventivamente ed essere aggressivi nella fase di non possesso, è emersa la fisicità abbinata all’agilità di Caldara. Anche i numeri lo confermano.

Caldara ha una media di 1,4 tackle a partita, non molto se si pensa ad un difensore centrale. La verità è che il bergamasco sceglie sempre perfettamente il tempo di intervento. Difatti connesso a questo dato c’è la percentuale di tackle vinti a partita: l’85%. Questo significa che il bergamasco interviene quasi sempre in maniera corretta sul pallone, scegliendo in maniera impeccabile il momento nel quale intervenire. A conferma della pulizia e della precisione difensiva del centrale della Dea ci sono i numeri relativi ai falli commessi e ai gialli sommati finora. Soltanto 1,3 a partita, sono i falli commessi da Caldara fino a questo momento in campionato, e difatti sono solamente 3 i gialli che gli sono stati mostrati dai direttori di gara. Così come successo con Rugani nel passaggio dall’Empoli alla Juventus, anche il 23enne dell’Atalanta dovrà per forza di cose rendere più cattivo il proprio modo di giocare e di scendere in campo. Bonucci, Chiellini e Barzagli sapranno dargli consigli adeguati quando approderà definitivamente alla Juventus.

Nel sistema di gioco di Gasperini è di vitale importanza, per i difensori e quindi per la squadra intera, cercare di anticipare l’avversario e di intercettare il maggior numero di palloni possibili. Caldara, anche sotto questo punto di vista è stato determinante. 3,4 intercetti a partita e 5,3 disimpegni corretti. Numeri importanti che confermano, qualora ce ne fosse ancora bisogno, la grande affidabilità del bergamasco e la leadership con la quale si è imposto al centro del reparto arretrato. Anche dal punto di vista fisico il centrale dell’Under21 si è dimostrato pronto e preparato all’impatto con la massima serie: 66% di successo nei duelli aerei e dribblato solamente 0,3 volte a partita. Infine poi l’apporto del difensore in fase offensiva è di assoluto spessore. A parte i 7 gol segnati (3 di testa, 1 di sinistro e 3 di destro), Caldara ha dimostrato anche di essere capace di giocare il pallone e di avere le capacità per impostare l’azione dalle retrovie. L’84,5% di passaggi riusciti ne è la conferma.

Il numero 13 atalantino ha poi anche già scoperto il suo personalissimo rapporto con gli errori. L’unico, e forse maggiormente evidente, errore stagionale è stato quello nella partita interna contro il Sassuolo. Caldara infatti, durante un giro palla di allegerimento, non si è accorto del pressing immediato di Pellegrini (suo compagno in Under21) e gli ha soffiato il pallone lanciandosi in campo aperto verso Berisha. Il centrocampista romano non ha poi sbagliato davanti al portiere ed ha portato avanti gli emiliani. Un errore di inesperienza; un calo di concentrazione che però è stato immediatamente resettato dal giovane difensore. La crescita di Caldara passerà anche per questi errori.

FAME E FREDDEZZA

I sette gol di Mattia Caldara dimostrano la fame e la freddezza del giocatore. Testa, destro, sinistro, il difensore ha segnato in tutti i modi e ha dimostrato di avere la cattiveria necessaria negli ultimi e decisivi metri.

Il primo gol in Serie A è quello a Pescara. Il suo colpo di testa al centro dell’area di rigore è decisivo per la squadra di Gasperini per lo 0-1 finale.

La seconda rete è l’unica segnata di sinistro, ma è forse la più bella realizzata in campionato. Dopo un’azione manovrata sulla sinistra con lo scambio tra il Papu Gomez e Gagliardini, Caldara si fa trovare pronto all’altezza del dischetto del rigore e al volo piazza la palla sul secondo palo.

La fortuna aiuta gli audaci, si dice. In un’annata strepitosa anche la buona sorte si è schierata al fianco del numero 13 orobico. Dal doppio rimpallo con Szczesny e Manolas la palla carambola addosso a Caldara e conclude la sua corsa in rete.

La doppietta al San Paolo, oltre ad aver permesso all’Atalanta di strappare tre punti fondamentali, ha permesso alla Dea di compiere il passo decisivo nella corsa verso l’Europa League. Nel primo gol l’orobico sfrutta il rimpallo su Conti e si fa trovare pronto come un rapace al centro dell’area.

Il secondo gol ci mostra il lato folle di questo ragazzo così pacato e calmo. Dopo aver difeso perfettamente nella propria metà campo, Caldara decide di sganciarsi dalla linea difensiva e di seguire il contropiede condotto da Spinazzola. La conclusione è da attaccante vero.

Anche a Genova il difensore dimostra di possedere cinismo e freddezza. Dopo il prolungamento dell’angolo è il più scaltro di tutti, e insacca da pochi passi.

Il gol più recente (quello casalingo contro il Bologna) è forse il più pesante di tutti quelli segnati. Nell’anticipo pomeridiano del Sabato i felsinei avevano messo in seria difficoltà la squadra di Gasperini. Dopo essere passati in vantaggio per 2-0, i terribili ragazzi del Gasp si erano fatti rimontare prima da Destro e poi da Di Francesco. La zampata vincente di Caldara vale tre punti d’oro per la corsa verso l’Europa League.

CAOS CALMO

Caldara rappresenta il futuro del calcio italiano, e si carica in spalla (insieme a Rugani e Romagnoli) la responsabilità di portare avanti la grande tradizione dei difensori italiani. Dopo annate difficili dal punto di vista del ricambio generazionale, finalmente il nostro campionato sembra aver ritrovato quegli elementi di spicco che ci mancavano. Il difensore bergamasco rappresenta il prototipo perfetto non solo come difensore (attento, intelligente tatticamente e ordinato), ma soprattutto come uomo (umile e ambizioso). La sua grande forza interiore lo sta portando a raggiungere traguardi straordinari, sia personali che di squadra. Il coronamento di un sogno, ovvero il raggiungimento dell’Europa, sarebbe il trampolino di lancio perfetto per la carriera di Mattia. Quella calma e quella pacatezza, giudicate come un limite di personalità, in realtà sono la forza che ha portato Caldara a diventare uno dei difensori più forti del nostro campionato.

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Rigore con stile di Hakimi, la profezia di Conte all’Inter è stata annullata

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Conte

Achraf Hakimi ha smentito con grande stile Antonio Conte segnando il rigore decisivo con un “cucchiaio”, regalando il passaggio del turno ai quarti di finale della Coppa del Mondo al suo Marocco. Con la rete che ha eliminato la Spagna dal Mondiale, l’esterno del PSG ha cancellato la profezia del suo ex allenatore ai tempi dell’Inter.

PROFEZIA CANCELLATA

Nell’aprile del 2021, dopo che l’Inter batté il Verona con una rete di Darmian, in una sfida che praticamente stava per consegnare lo scudetto ai nerazzurriConte si lasciò andare a una presa in giro verso il marocchino nel post partita, ecco come commentò: “Da lontano Hakimi tira bene, ma l’importante è che non tiri i calci di rigore. I rigori non li tirerà mai, devono morire tutti gli altri prima di farlo tirare a lui. É veramente una pippa peggio di me quando giocavo”.

Una frase che dopo il rigore di oggi pomeriggio suona strano e chissà se dopo questo Mondiale, Antonio Conte si sarà ricreduto su di lui.

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Luis Enrique dopo la sconfitta: “Prossima settimana parleremo del futuro”

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Luis Enrique

Dopo la clamorosa sconfitta ai calci di rigori c0ntro il Marocco, la Spagna è stata eliminata da Qatar 2022. Il commissario tecnico delle furie rosse, Luis Enrique, ha commentato così in conferenza stampa tutta la propria amarezza. Ecco le sue parole:

Noi siamo la Spagna e la rappresentiamo, quindi dobbiamo complimentarci con il Marocco. Sono stati migliori di noi nella lotteria dei rigori. Il calcio è uno sport meraviglioso, però poco chiaro visto che una squadra può vincere senza attaccare. Abbiamo dominato completamente, però i rigori ci sono stati fatali. Sono molto orgoglioso dei nostri giocatori, gli faccio i complimenti. Ho scelto i primi tre tiratori, gli altri li hanno decisi loro. Bono è un portiere spettacolare e oggi è stato superbo. Abbiamo dato il 100% e dovremo aspettare un’altra opportunità. Mi dispiace tantissimo per i tifosi, ci abbiamo provato”.

L’ex allenatore di Roma e Barcellona si è espresso anche sul suo futuro: “Questo non è il momento di parlarne. Ora voglio solo andare a casa e vedere le mie persone. La prossima settimana parleremo del futuro, devo assimilare questa sconfitta“.

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Avellino-Andria a porte chiuse: ricorso respinto

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ricorso respinto

La Corte D’Appello Nazionale ha respinto il ricorso dell’Us Avellino. Il match contro l’Andria si giocherà a porte chiuse.

Nulla da fare per i tifosi biancoverdi; la gara, in programma domenica alle 17:30, si disputerà in assenza di pubblico. Un fattore non da poco, come dichiarato da bTito nel post partita contro la Turris. L’Avellino ha già giocato senza l’apporto dei propri tifosi nel corso di questa stagione: in quell’occasione il Giugliano vinse 0-1 al Partenio Lombardi.

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Ferran Torres non ci sta: “Abbiamo giocato contro dodici persone”

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Arsenal

Parole pesanti di un arrabbiato Ferran Torres al termine della sconfitta ai calci di rigore contro il Marocco.

“Sono triste per la sconfitta, non la meritavamo. Non abbiamo concretizzato quanto fatto, ma sono orgoglioso della squadra, dal primo all’allenatore. Frustrato? Non mi piace parlare di queste cose, ma ci sono stati momenti in cui abbiamo giocato contro dodici persone. Ora proseguiamo a lavorare, i rigori sono una lotteria. Ci eravamo allenati, ma non ci ha aiutato. Il calcio ci deve qualcosa. È una sconfitta che ci fa male, ora proveremo a convincere Busquets e i veterani a continuare. Siamo con il mister fino alla morte“.

La frustrazione pervade la Nazionale spagnola che per il secondo Mondiale di fila abbandona la competizione alla lotteria dei calci di rigore, questa volta non segnandone neanche uno.

 

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