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Camaleontico Milinkovic-Savic

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Milinkovic-Savic

È esploso, tutto all’improvviso, il talento di Sergej Milinkovic-Savic. Il centrocampista serbo, dopo che la passata stagione aveva giocato tra alti e bassi, è stato capace di mettere in mostra tutte le sue doti. Forza fisica, tecnica, aggressività, colpo di testa. Caratteristiche, che lo rendono un centrocampista moderno e completo. Come si direbbe nel calcio di oggi: un tuttocampista. Attacca, difende, segna, fa segnare. La sua duttilità si sposa perfettamente con il modello tattico proposto da Simone Inzaghi. Andiamo a scoprire nel dettaglio, come e quanto il classe 1995 è migliorato.

L’EVOLUZIONE OFFENSIVA

Finora Milinkovic-Savic può vantare 24 presenze in campionato. Lo scorso anno furono 25 quelle totali. Ecco perché arrivati a questo punto della stagione può essere utile confrontare il rendimento tra quella attuale e quella passata. La maggior pericolosità del serbo in zona-gol non si riassume soltanto a livello realizzativo. I 4 gol fatti fino a questo momento, in rapporto all’unico gol segnato la scorsa stagione, sono solo un piccolo assaggio dei miglioramenti dell’ex Genk. Il numero dei tiri totali effettuati dal centrocampista ci aiuta a comprendere ancor di più la sua evoluzione offensiva. Fino ad oggi Milinkovic ha provato a concludere 48 volte, contro le 36 della passata stagione. Questione di fiducia? Non solo. Il giocatore, oltre ad essere diventato un pilastro della formazione biancoceleste, ha anche modificato la sua posizione in campo. Inzaghi, spesso e volentieri ha deciso di avanzarlo, facendolo agire alle spalle degli attaccanti come trequartista atipico. Il suo avvicinamento all’area avversaria è uno dei fattori che ha portato Milinkovic-Savic ad essere uno dei giocatori più pericolosi dello scacchiere laziale.

QUALITÀ DI PALLEGGIO

Sono pochi i calciatori che possono abbinare una fisicità dominante ad un’ottima tecnica e abilità di palleggio. Savic è uno di questi. Il serbo, nonostante i suoi 191 cm, possiede una buona tecnica di base. Anche i numeri lo confermano. Fino ad ora il centrocampista laziale ha effettuato con successo 645 passaggi, che paragonati ai 573 della passata stagione, dimostrano un netto miglioramento anche in fase di impostazione e fraseggio con i compagni. Oltre a segnare molto, Milinkovic-Savic ha dimostrato anche di saper far segnare gli altri. I 3 assist effettuati fino a questo momento sono espressione della capacità del giocatore di poter fare l’ultimo passaggio. Quello determinante. Anno scorso la casella degli assist non fu riempita: ennesima dimostrazione dei passi avanti fatti dal calciatore. Il dato sulle chanches create (ovvero i passaggi vincenti non tramutati in gol) mette maggiormente in risalto l’effettiva efficacia di Milinkovic come rifinitore. 31 chanches create contro le 20 della scorsa annata. Numeri da assist-man che denotano e sottolineano l’intelligenza tattica e tecnica del giocatore nel prendere sempre la scelta più giusta.

STRAPOTERE FISICO

Dulcis in fundo la qualità che Madre Natura ha deciso di donare al serbo: la forza fisica. In un calcio in cui intensità e fisicità sono qualità imprescindibili, Milinkovic-Savic le sa abbinare al meglio, e per questo motivo è definito come il prototipo del centrocampista moderno. Anche i numeri sono dalla sua parte. Con 28 palloni intercettati, il giocatore nativo di Lleida si è superato rispetto alla passata stagione quando concluse a 25. Il laziale oltre ad essere abile nell’inserirsi in fase offensiva, è anche molto bravo nel proteggere la propria difesa. L’operazione di filtro compiuta quest’anno da Parolo, Biglia e lo stesso Milinkovic ha migliorato ed aiutato notevolmente l’operato del reparto difensivo biancoceleste. Anche la casella dei tackle vinti conferma il costante progresso del 22enne. Sono 15 i tackle vinti in più tra l’anno passato e questo. 26 nel 2015-2016, 41 nel 2016-2017. Tutte queste doti passano in secondo piano se si decide di analizzare la qualità migliore del centrocampista serbo: il colpo di testa. Soffermarsi sui gol segnati di testa sarebbe riduttivo, anche se 3, sui 4 totali, è un ottimo bilancio. Ciò che maggiormente mette in luce l’abilità nel gioco aereo è il dato sui contrasti aerei vinti. Le volte in cui Milinkovic ne è uscito vincitore sono state ben 104. Anche in questo caso c’è stato un miglioramento rispetto all’anno scorso, quando vinse 86 duelli.

LA DUTTILITÀ TATTICA

Simone Inzaghi ha saputo valorizzare al meglio le qualità del serbo, non soltanto schierandolo con continuità, ma soprattutto liberandolo tatticamente. Il tecnico piacentino ha spesso cambiato la posizione di Milinkovic-Savic nel rettangolo di gioco. Nel 4-3-3 ricopre il ruolo di interno sinistro con compiti di inserimento in fase offensiva. Insieme a Radu e Keita formano una catena composta da tecnica, forza fisica e rapidità. Quando invece Inzaghi ha deciso di passare al 3-5-2, anche il ruolo dell’ex Genk è parzialmente cambiato. Con questa soluzione tattica Milinkovic-Savic ha più possibilità di sganciarsi in zona offensiva. Come si è visto contro la Roma in Coppa Italia, la difesa a 3 garantisce maggiore copertura centralmente, e questo dà la possibilità al serbo di avvicinarsi ai due attaccanti (in quel caso Felipe Anderson ed Immobile). Decisivo è stato, in quell’occasione, il suo inserimento per il gol del vantaggio laziale. In altri casi Inzaghi ha deciso addirittura di schierarlo seconda punta, a sostegno di Immobile. L’ex tecnico delle giovanili biancocelesti ha optato per questa soluzione quando Keita era impegnato in coppa d’Africa. In questo modo Felipe Anderson veniva spostato sulla destra e Milinkovic centralmente.

Qualità, forza fisica, duttilità, intelligenza. Il camaleontico Milinkovic ha stregato la nostra Serie A.

 

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Calcio Internazionale

L’Italia scopre Buchanan: tre italiane si fanno sotto

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Una delle nazionali che maggiormente si è guadagnata la simpatia e gli apprezzamenti di tifosi e addetti ai lavori nel corso di Qatar 2022 è stata senza dubbio quella del Canada; nonostante gli zero punti conquistati dai nordamericani nel girone possano far pensare il contrario, Davies e soci hanno infatti messo in mostra un calcio audace e propositivo, peccando probabilmente di ingenuità contro squadre ben più esperte ed attrezzate come Croazia Belgio, che al Mondiale precedente avevano addirittura raggiunto il podio finale.

Tuttavia, come di consueto, la rassegna iridata è stata un’ottima occasione per diversi talenti in rampa di lancio di mettersi in mostra; tra di essi spicca il nome di Tajon Buchanan, ala classe ’99 attualmente in forza al Club Brugge, che in Qatar ha impressionato per la sua facilità nel saltare l’uomo e per la sensibilità del suo piede destro. Tali doti non sono sfuggite solo alla dirigenza del Napoli, al cui interessamento si era già accennato nei giorni scorsi, ma neanche a quelle di Milan e Juventus, che secondo alcune indiscrezioni provenienti dal Belgio avrebbero deciso di iniziare a monitorare il 23enne canadese.

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Flash News

Il Barcellona è pronto a farsi avanti per Martinelli dell’Arsenal

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Il Barcellona sta preparando il colpo di gennaio per assicurare a Xavi un nuovo innesto in zona offensiva.

Il nome è quello di Gabriel Martinelli, attualmente in forza all’Arsenal. Il giovane talento brasiliano sta partecipando al mondiale in Qatar con la nazionale verdeoro e si sta mostrando una valida alternativa la davanti nonostante gli svariati fuoriclasse che ha il Brasile in attacco.

Per il classe 2001 questo è l’anno dell’esplosione definitiva, al momento in Premier League ha già collezionato 5 gol e 2 assist in 14 partite, ovvero la sua squadra parte 1-0 una partita su due.

Potrebbe quindi essere il profilo giusto per il Barcellona attualmente primo in classifica e con un’Europa League da vincere a tutti i costi.

 

 

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Flash News

Inzaghi esalta il Frosinone: “Per batterlo servirà la miglior Reggina”

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Brescia Lopez

Scontro ad alta quota in Serie B, dove si affrontano Reggina e Frosinone. Nella conferenza della vigilia Filippo Inzaghi, tecnico dei calabresi, ha presentato così la sfida contro la capolista:

“A inizio ho sempre detto che Genoa, Cagliari e Parma hanno squadre superiori rispetto alle altre, ma non scopriamo il Frosinone. Noi siamo un po’ il Frosinone dello scorso anno. Hanno azzerato, hanno lottato e così si ritrovano ai vertici”.

Entrando nei particolari del match:

” A loro piace comandare la partita, esattamente come noi, credo che sarà una bella partita. Non mi preoccupo degli avversari, penso alla grande occasione che abbiamo davanti al nostro pubblico. Per vincere servirà la miglior Reggina“.

Ha poi parlato anche del possibile 11 titolare:

” Ci attendono due gare ravvicinate, 4-5 giocatori tra domani e il fine settimana li cambierò, ma ho ancora questa notte per pensarci. Menez? Ha lavorato bene e si merita quello che ha. Ho un gruppo fantastico, mi si spezza il cuore a lasciare qualcuno fuori“. Infine un’ultima battuta anche sulla classifica: “Si sta chiudendo il girone di andata e, nonostante qualche battuta d’arresto non mi sono mai scoraggiato. Servono solo stimoli ulteriori per mantenere la classifica che, se abbiamo, è perché ce la siamo meritata”.

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Salernitana, Iervolino a sorpresa: “Saremmo felicissimi se il Napoli vincesse il campionato”

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Salernitana

Ospite della trasmissione Si gonfia la rete su Radio CRC, è intervenuto il presidente della Salernitana Danilo Iervolino. Il patron dei campani, tra le varie domande, riportate da SalernoSport24, ha espresso il proprio parere sul cammino della squadra e sul campionato di Serie A.

Sulla Salernitana

“Non vorrei essere troppo mieloso, ma penso che il nostro campionato sia straordinario, ricordo che quando ero piccolo vi era un grande dislivello mentre oggi anche le squadre meno facoltose si scontrano a viso aperto con le prime della classe. Dobbiamo continuare su questa strada, cercando di ottenere punti anche con le big”.

Sul campionato

“Penso che non si debba perdere la concentrazione e l’impegno, e al riguardo la sosta sicuramente non avrà tale effetto. Le squadre che hanno fatto bene continueranno a fare bene. Noi saremmo contenti come Salernitana, di avviare il progetto della città della Sport a Salerno. L’obiettivo è quello di creare una vera e propria cittadella dello sport salernitano. Non ci cambierebbe l’entusiasmo, arrivare decimi o dodicesimi, ci importa fare bel gioco e saremmo felicissimi se il Napoli vincesse il campionato“.

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