Nasce in Angola da genitori congolesi, poi si trasferisce in Francia a 2 anni e ottiene la cittadinanza francese nel novembre 2019. Una cosa è certa: Camavinga sa già cosa significa girare il mondo. Lo ha fatto per esigenze personali sue e dei suoi genitori, in tenera età.

Lo potrebbe fare nuovamente in un futuro molto prossimo.

L’ESORDIO IN PATRIA

Di Camavinga si è iniziato a parlare qualche anno fa. É il 6 Aprile 2019, si gioca la sfida tra Angers e Rennes, valida per la trentunesima giornata di Ligue 1. E all’ 89′ lo Stadio Jean Bouin conosce per la prima volta Eduardo Camavinga, che subentra per il Rennes.

Il centrocampista franco-angolano non ha neanche 16 anni, ma di lui si parla già un gran bene. Qualcuno addirittura osa fare già paragoni importanti, che vengono prontamente scacciati via.

Fonte foto: fattorecampo.it

Eppure nella partita successiva contro il Nîmes Olympique i minuti giocati diventano 24. E dopo meno di un mese, precisamente l’1 Maggio 2019 ,Camavinga scende in campo da titolare nella partita casalinga contro il Monaco. Finirà 2-2, senza né vinti né vincitori. Ma Camavinga in quel giorno si prende, definitivamente, il suo Rennes. Dopo 4 giorni ne gioca 90 contro il Tolosa e, alla fine di quella stagione, conterà 7 presenze per un totale di 364 minuti giocati.

Come ciliegina sulla torta di quella stagione, il Rennes sconfiggerà il Paris Saint-Germain in finale di Coupe de France. Camavinga non gioca neanche un minuto nella competizione; in ogni caso mette comunque in bacheca il primo trofeo della sua carriera.

BORN TO BE A STAR

Vien da sé che, se a 16 anni hai già un trofeo in bacheca e più di 6 ore complessive di gioco nella massima serie francese, prima che arrivino le copertine dei giornali è solo questione di tempo.

Alla fine della stagione 2018/19 vince il premio come “Rivelazione dell’Anno” della Ligue 1. Nell’ottobre dello stesso anno, il Guardian lo inserisce nei primi posti dei “60 migliori classe 2002” e nel mese di novembre diventa ufficialmente un cittadino francese.

Con l’inizio della stagione 2019/20 Camavinga decide di aprire le danze nel migliore dei modi. La vittoria per 1-0 in casa del Montpellier è solo l’antipasto di ciò che avverrà al Roazhon Park il 18 agosto 2019.

Il PSG, che a fine stagione arriverà a giocarsi la finale di Champions League, perde 2-1; il 18 mette in atto una prestazione magistrale, annullando totalmente la manovra orchestrata da Verratti e siglando un assist.

Fonte foto: trasfermarkt.it

La stella del franco-angolano si è definitivamente accesa!

Camavinga spicca e si differenzia dai suoi coetanei per la maturità con cui gioca il pallone. Se si pensa ad un 16enne che sta giocando la sua nona partita in Ligue 1, contro il PSG, sicuramente non ci aspetta di vedere l’esperienza e la caparbietà mostrata dal giovane centrocampista. Invece con Camavinga ci si trova difronte un giocatore sempre lucido. Intensità nell’alternare fase offensiva e difensiva e sicurezza di gestione della palla nei momenti delicati di una partita.

Nel mese di settembre si presenta anche all’Europa. 4 partite su 6 in un deludente girone di Europa League. Prestazioni ulteriormente macchiate dal rosso ricevuto contro il Cluj il 24 ottobre 2019, che gli costa due giornate di squalifica. In questa competizione, gioca anche davanti al pubblico italiano, in Lazio-Rennes 2-1 del 3 ottobre.

CHE TIPO DI GIOCATORE È?

Lo scorso maggio è finita la sua terza stagione consecutiva in maglia Rennes, che, nel frattempo, gli concede la numero 10.

É un centrocampista mancino dall’impostazione più difensiva che offensiva. Nella maggior parte dei casi occupa la posizione di mediano al centro di una linea a tre. Ma non sfigura neanche come mezz’ala sinistra o come centro-sinistra in una linea nevralgica a due.

Dotato di un fisico robusto e di una buona gamba, ha sicuramente nel passaggio il suo punto forte. É, infatti, un mediano con il compito di spezzare l’azione avversaria, ma anche di crearla.

Ma soprattutto è il punto di riferimento per tutto il Rennes, il cui raggio d’azione rarissimamente non passa dai suoi piedi. In questi anni è migliorato anche sotto l’aspetto dell’aggressività agonistica, molto importante per un mediano come lui. D’altro canto pecca ancora un po’ dal punto di vista della conclusione a rete: non è propriamente il prototipo del centrocampista assaltatore che va di moda al momento; non vede tanto la porta: 2 gol e 5 assist in 82 partite totali con il Rennes.

   TUTTI LO CERCANO

Dopo due stagioni da titolare, in cui ha dato il meglio del suo repertorio, tutta Europa è sulle sue tracce. Addirittura girava voce che potesse essere uno dei convocati della Francia per questo Europeo.

Le richieste dei top club, in questi ultimi mesi, sono molto più concrete e insistenti, anche in virtù del quinto posto nella classifica dell’European Golden Boy 2020 e della seconda posizione nella lista di NXGN 2021, dietro al solo Ansu Fati, a cui si aggiunge il quinto posto nella lista dei migliori 2002 stilata dal CIES Football Observatory a marzo.

Camavinga

Fonte foto: besoccer.com

Ma l’aspetto che lo rende un “bocconcino” ancora più prelibato è il suo contratto: la scadenza indica giugno 2022. Ma non sarebbe una follia pensare che Camavinga possa migrare verso altre destinazioni già nel corso di quest’estate.

Tra le pretendenti, spiccano su tutte PSG e Manchester United. Sono queste le società che stanno facendo i passi più concreti verso il franco-angolano, sfruttando il fatto che il Rennes non voglia perderlo a zero.

PROFETA IN PATRIA

Se il viaggio di Camavinga continuasse a Parigi, raggiungerebbe il top nella sua patria e continuerebbe a giocare in una Ligue 1, che lo vedrebbe crescere ancora.

Il PSG è indubbiamente il meglio sulla piazza, se il 10 rossonero volesse restare in patria.

Fonte foto: eurosport.com

La manovra sarebbe utilissima soprattutto per i parigini, che, in mediana, hanno Gana Gueyé. Il senegalese non ha brillato in questi ultimi 12 mesi ed è anche un classe ’89. Camavinga sarebbe un immenso glow-up per la squadra attualmente allenata da mister Pochettino.

In quest’ottica, darebbe nuova linfa fisica e tecnica ad un centrocampo già denso di giocatori molto tecnici come Verratti e Paredes, a cui si aggiunge anche il nome di Wijnaldum e, forse, anche quello di un altro probabile enfant prodige come Xavi Simons.

Camavinga è diverso da tutti questi giocatori: non ha la visione di gioco di Verratti, né gli strappi di Wijnaldum e Paredes. Ma, di contro, può dare equilibrio e stabilità al centrocampo; sarebbe il metronomo che detta i tempi e tocca palloni giocabili. Inoltre mostra freddezza e maturità calcistica tale da potersi già prendere il posto da titolare ed essere il perno su cui costruire.

IN PREMIER SULLE ORME DI UN CONNAZIONALE

Differentemente dal PSG, il Manchester United ha già fatto un’offerta ufficiale al Rennes. 25 milioni per prenderlo già in questa estate e sistemare il centrocampo per il futuro immediato, ma anche per il presente. La cifra è sicuramente molto bassa: meno della metà dei 60 milioni richiesti dal Rennes. Ma la volontà del giocatore e le pressioni dei Red Devils potrebbero sparigliare le carte in tavola.

L’esigenza di acquistarlo subito nasce da un’altra esigenza per gli inglesi: capire cosa ne sarà di Paul Pogba. Anche il centrocampista ex-Juventus è in scadenza il prossimo anno e anche lui potrebbe cambiare maglia.

Il destino incrocia le strade di due giocatori che condividono lo stesso reparto e la stessa nazionale. Questi, però, sono molto diversi dal punto di vista tattico.

Pogba è uno degli esempi più limpidi del centrocampista-assaltatore di nuova generazione. Con possanza fisica (191 cm per 84 kg) e grande energia, l’ex-Juve è un vero e proprio rullo compressore in mezzo al campo. Si è fatto le ossa in Italia, alle spalle del trio Pirlo, Vidal e Marchisio e sotto la guida tecnica di Antonio Conte prima. Ha fatto il salto di qualità con Max Allegri, poi. E nel 2016 è tornato al Manchester United, proprio dopo l’Europeo in Francia. Spicca per forza fisica, corsa e soprattutto propensione offensiva ed è uno dei migliori centrocampisti goleador che ci siano in circolazione. Un giocatore capace di assicurare alla sua squadra la doppia cifra di reti a stagione e che, più di una volta, ha tolto le castagne dal fuoco, sia allo United, sia alla Juventus, sia alla sua Francia.

Fonte foto: ilbianconero.com

Camavinga invece è un equilibratore di centrocampo. Un giocatore altrettanto fisico e forte, ma che non spicca per la sua tendenza al gol. Garantisce equilibrio e stabilità, infonde sicurezza alla squadra e permette, a chi gioca davanti a lui, di essere più spregiudicato in zona-gol. Quindi, a modo suo, anche lui partecipa all’azione offensiva, seppur non in prima persona. Inoltre darebbe al Manchester United maggiore freschezza e ricambi in un ruolo che conta il solo Matić come mediano puro.

A Manchester stanno valutando proprio l’acquisto del classe 2002 per rinfrescare il pacchetto di centrocampisti e per colmare il buco che potrebbe lasciare Pogba. Anche se la speranza è, ovviamente, quella di averli entrambi a disposizione.

PARAGONI PESANTI

Vien da sé che Paul Pogba non è il profilo ideale con cui paragonare Camavinga. Sono due giocatori molto diversi che, anzi, si completano a vicenda; infatti l’uno cura e migliora i difetti dell’altro.

Volendo azzeccare i termini di paragone transalpini, possiamo citare i nome di altri due centrocampisti: Claude Makélélé, ma soprattutto Patrick Vieira. Proprio quest’ultimo è il profilo più simile a Camavinga.

Con il primo ha in comune le doti di equilibratore delle due fasi e la rapidità dei movimenti.

Col secondo, invece, molte cose in più. Entrambi centrocampisti muscolari e redivivi, entrambi mediani di rottura ed equilibrio, entrambi non propensi a segnare tante reti (il record stagionale di reti siglate da Vieira è pari alle 6 siglate nelle stagioni 2000/01 e 2004/05), ma altrettanto propensi ad essere la roccia su cui la squadra può affidarsi quando ne ha bisogno.

Il paragone con un giocatore in attività, invece, chiama in causa Sergio Busquets. Per descrivere Busquets basterebbe la dichiarazione del suo ct in nazionale Del Bosque:

Se guardi la partita non vedi Busquets, ma se guardi Busquets vedi la partita“.

Camavinga sembra percorrere la stessa strada: tanti palloni toccati, molti tocchi intelligenti e altrettanta capacità di passare inosservato. Con il dono di esserci sempre, quando serve.

Fonte immagine in evidenza: astamfordbridgetoofar.com