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Il cammino dantesco di Davide Astori

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Il cammino dantesco di Davide Astori

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Team Numero Diez

In un anno particolarmente complicato per i colori viola, con il cambio in panchina e con l’addio di diverse colonne portanti della rosa, la certezza della Fiorentina si chiama Davide Astori. L’addio di Sousa, le partenze di Borja Valero e Gonzalo, unite a quelle probabili di Kalinic e Bernardeschi, hanno messo la parola fine ad un ciclo iniziato con Montella e terminato col tecnico portoghese. La Fiorentina ha vissuto anni importanti, con un posto in Champions e una finale di Europa League quasi sfiorati, eppure la fine di questo ciclo lascia l’amaro in bocca. Per ripartire subito è stato scelto Stefano Pioli, tecnico di sicuro rendimento e affidabilità. Il tecnico si è trovato subito a fare i conti con una rosa da reinventare e per ripartire ha deciso di fare affidamento su uno dei pochi punti fermi rimasti in Toscana. Davide Astori raccoglie la fascia di capitano lasciata dal collega Gonzalo e viene eletto nuovo leader della squadra viola. Un riconoscimento decisamente meritato per un giocatore che, nonostante le frequenti e ingiuste critiche, si è sempre affermato come uno dei migliori difensori del nostro campionato. Un cammino dantesco quello di Astori, che ha attraversato simbolicamente le tre dimensioni ultraterrene narrate dal sommo poeta alla ricerca di se stesso.

PARADISO E INFERNO

Cresciuto nelle giovanili del Milan, Davide Astori viene acquistato nell’estate 2008 dal Cagliari. Dopo un anno di gavetta, il centrale lombardo si guadagna un posto da titolare nella retroguardia sarda, raccogliendo l’eredità di Diego Lopez. Astori s’impone subito come un centrale di belle speranze e trova il suo primo gol in Serie A proprio contro la Fiorentina. Gioca due stagioni di altissimo livello, fino all’annata 2011-2012, che segna una netta cesura nella sua carriera.

Il 23 ottobre 2011 Astori si frattura il perone in seguito ad un contrasto di gioco con Ezequiel Lavezzi. L’infortunio lo tiene lontano dal manto verde per circa 3 mesi. Al rientro Astori non è più quello di prima. Perde la sicurezza che lo ha contraddistinto nelle sue prime tre stagioni in rossoblu, rendendosi protagonista di prestazioni assai altalenanti. Gioca col Cagliari altre due stagioni, oltre quella dell’infortunio. Quella 2012-2013 risulta macchiata dalle due autoreti contro Inter e Milan. Quella successiva vede dei lampi dell’Astori pre-infortunio, ma anche larghi sprazzi dell’Astori dell’ultima stagione.

Comunque sia, nonostante un calo di prestazioni, Astori rimane un titolarissimo della retroguardia sarda. L’interesse intorno a lui è però un po’ scemato e ne approfitta la Roma, che lo acquista ad una cifra relativamente bassa. Due milioni di prestito più 5 di riscatto. Il centrale si rende inoltre protagonista di uno strano intreccio di mercato, con il rifiuto all’ultimo secondo alla Lazio per dire sì ai rivali cittadini giallorossi. Proprio grazie a questo comportamento, Astori viene accolto in maniera assai calorosa nella capitale.

PURGATORIO

L’anno vissuto a Roma è stato molto particolare per Astori. Arrivato nella capitale dopo il pesante addio di Benatia, acquistato dal Bayern in seguito una stagione mostruosa in giallorosso, è stato accolto in maniera trionfale dopo il suo rifiuto alla Lazio. Il suo acquisto ha fatto però storcere il naso ad alcuni, vista la presenza in rosa già di un centrale mancino titolare: Leo Castan. Inoltre le ultime stagioni a Cagliari non erano state così positive e l’eredità di Benatia era davvero pesante.

In quella che doveva essere la stagione buona per la Roma, Astori parte titolare nello scacchiere di Garcia, al fianco di Manolas. I giallorossi non vivono una stagione all’altezza delle aspettative e molti giocatori pagano questa delusione. Tra questi Astori, che non disputa una stagione negativa, ma viene duramente beccato dai tifosi giallorossi. Tra l’eredità di Benatia, il misterioso infortunio di Castan, l’ascesa di Manolas e la concorrenza di Mapou, Astori annaspa in un mare di critiche.

Astori chiude la stagione con 30 presenze tra campionato e coppa e una rete, decisiva per l’1-0 ad Udine. Nell’estate 2015 la Roma decide di non esercitare il diritto di acquisto e Astori torna al Cagliari. Si chiude male un’esperienza travagliata per il centrale azzurro. Davide non lascia un bel ricordo a Roma, ma obiettivamente la sua stagione è stata sufficiente. Nonostante la delusione, l’anno di purgatorio romano si rivelerà fondamentale per la sua esplosione in viola.

INFERNO E PARADISO

Tornato a Cagliari, Astori trova subito una nuova sistemazione. Viene infatti acquistato dalla Fiorentina per una cifra di 6 milioni complessivi. A Firenze Davide cerca riscatto dopo la stagione a Roma, ma inizialmente non rientra tra i titolari di Paulo Sousa. Le qualità del centrale italiano emergono presto e quel posto tra gli 11 lo conquista già nella prima parte di campionato. Piano piano Astori torna quello di Cagliari. La sua prima stagione è positiva, con 42 presenze e 1 gol.

Nella tormentata stagione appena trascorsa, Davide Astori è stato probabilmente il miglior giocatore della Fiorentina. Si è caricato il peso della difesa sulle spalle, lasciato solo dal calo repentino di Gonzalo Rodriguez e da folli scelte di mercato che non hanno garantito a Sousa un terzo centrale di livello. Astori si è distinto con 40 presenze, 2 gol e tantissime ottime prestazione. Ha fatto rivedere ciò che ha messo in mostra nei primi anni in Sardegna.

Ora, alle porte di una nuova alba, Astori ha finalmente trovato il suo posto. Eredita da Gonzalo la fascia da capitano, simbolo del lavoro e della perseveranza del centrale azzurro. Questa fascia ripaga la gavetta a Cagliari, l’infortunio al perone, le critiche a Roma. Astori è oggi un pilastro della Fiorentina e uno dei migliori difensori centrali della Serie A. La conquista della fascia di capitano è la chiusura di un cerchio, del viaggio dantesco che l’ha portato dalla perdita alla faticosa riconquista del paradiso.

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I tifosi del Lecce alzano la voce: “Cacciate fuori gli attributi, pretendiamo vittorie”

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Lecce

Appena 4 punti conquistati nelle ultime dieci partite di Serie A dal Lecce che, nonostante ciò occupa la 14ª posizione in classifica. Numeri che la rendono la peggior squadra al pari del Frosinone, un periodo di forma a dir poco negativo.

La sconfitta rimediata contro l’Inter – avversario di assoluto livello – è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso: i tifosi salentini, infatti, hanno manifestato il loro dissenso in merito alle prestazioni messe in campo dagli uomini di D’Aversa negli ultimi periodi. Un campanello d’allarme che dalle parti di Lecce sperano possa far invertire il recente trend.

IL MESSAGGIO DEI TIFOSI

Cacciate fuori gli attributi. Pretendiamo solo vittorie, adesso solo vittorie. Meritateci, siamo sempre con voi”.

La prossima sfida vedrà i giallorossi affrontare il Frosinone. Una gara – come esposto in precedenza – tra le due squadre più in crisi del campionato. Dopo un periodo di ‘flessione’, le due formazioni sono chiamate a fare risultato per non cullarsi troppo del vantaggio maturato sulle ultime tre della classe e generare così un’ondata positiva nel proprio ambiente.

Il match del “Benito Stirpe” di Frosinone, programmato per domenica 3 marzo alle 15:00, promette battaglia. I tifosi si aspettano una risposta concreta sul campo: nient’altro se non la vittoria.

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Dove vedere Lazio-Milan in tv e streaming

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In foto: Rafael Leao, attaccante del Milan, a duello con Adam Marusic, esterno della Lazio - Serie A, Coppa Italia, Europa League, Champions League.

DOVE VEDERE LAZIO-MILAN IN TV E STREAMING – Nell’attesa di conoscere i risultati degli ultimi due recuperi, per la Serie A si torna in campo già venerdì con una partita molto importante. Allo Stadio Olimpico di Roma infatti, andrà in scena LazioMilan, una delle ultime occasioni per i biancocelesti di rientrare nella corsa alla prossima Champions League. Per il Milan invece bisogna assolutamente tornare a vincere per una tranquillità utile anche in Europa.

COME ARRIVANO LE DUE SQUADRE

Dopo l’importante vittoria sul campo del Torino nel recupero della 21ª giornata, la Lazio è tornata a perdere nella difficile trasferta contro la Fiorentina. Un continuo di alti e bassi per gli uomini di Sarri, autori di una brutta prestazione contro la viola. L’ottavo posto in campionato è un dato ancor più allarmante, con il quarto posto occupato attualmente dal Bologna che dista ben 8 punti. Perdere venerdì, con 11 giornate rimanenti, complicherebbe notevolmente la stagione dei biancocelesti che potrebbero dire quasi addio al treno Champions.

Per il Milan invece, dopo le due brutte sconfitte contro Monza e Rennes, è arrivata la bella prestazione contro l’Atalanta, seppur con un solo punto portato a casa. Vincere contro la Lazio sarebbe una boccata d’ossigeno importante per gli uomini di Pioli, continuando a tenere a debita distanza tutte le inseguitrici che si sono rifatte sotto dopo le ultime uscite.

DOVE VEDERE LAZIO-INTER IN TV E STREAMING

La gara LazioMilan prevista per venerdì 1 Marzo sarà trasmessa in esclusiva su DAZN, dove potrà essere seguita in streaming live e on demand tramite app o sito ufficiale avvalendosi di una Smart Tv, Pc, smartphone, tablet o console.

LE PROBABILI FORMAZIONI

LAZIO (4-3-3): Provedel; Lazzari, Casale, Romagnoli, Marusic; Guendouzi, Cataldi, Luis Alberto; Isaksen, Immobile, Felipe Anderson. All.: Maurizio Sarri.

MILAN (4-2-3-1): Maignan; Calabria, Thiaw, Gabbia, Theo Hernandez; Bennacer, Reijnders; Pulisic, Loftus-Cheek, Leao; Giroud. All.: Stefano Pioli.

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ESCLUSIVA – Ferretti, sindaco Rozzano: “Con l’Inter fermi da ottobre, deadline ad aprile”

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Giovanni Ferretti, sindaco di Rozzano - Inter

San Siro è tornata un’ipotesi concreta per il futuro di Inter e Milan. Dopo alcuni mesi nei quali l’uscita delle due squadre da Milano sembrava ormai destino già scritto, nelle ultime settimane si sono registrati incontri nei quali il sindaco Sala e i suoi funzionari hanno provato a convincere i dirigenti rossoneri e nerazzurri a rimanere nella Scala del Calcio. Alle squadre sono stati presentati progetti di ristrutturazione dello stadio ormai vetusto, anche se né Milan né Inter sembrano convinte della fattibilità della proposta.

Nessuna delle due squadre ha chiuso definitivamente la porta a San Siro, ma se per il Milan si parla insistentemente di San Donato – si è tenuta a fine gennaio una conferenza di presentazione del progetto – per l’Inter al momento tutto tace. I nerazzurri hanno individuato un terreno a Rozzano come ipotetica nuova casa, ma non si registrano novità sostanziali dalla fine del 2023. Per questo abbiamo intervistato il primo cittadino del comune milanese Giovanni Ferretti.

L’INTERVISTA

I più attenti noteranno che non si tratta della prima chiacchierata con il sindaco. Avevamo già intervistato Ferretti a metà ottobre, quando ci aveva detto di aver incontrato Antonello, AD Corporate dell’Inter, ad inizio mese. Siamo partiti da questo punto.

Sappiamo delle novità tra Inter, Milan e il comune di Milano. Lei ha avuto modo di parlare con i dirigenti dell’Inter in questi mesi?

No. Apprendo le novità sul tema stadio dai giornali. L’Inter non ci ha avvisato di nulla, siamo fermi all’incontro di ottobre. La prelazione sul terreno a cui è interessata l’Inter per lo stadio scadrà il 30 aprile e credo che quella data possa essere decisiva. Se non ci saranno novità, vorrà dire che Rozzano sarà abbandonata come idea per costruire lo stadio. Se ci dovesse essere una proroga o, come mi auguro, uno studio di fattibilità, allora vorrà dire che le intenzioni sono serie”.

In questo momento dunque l’ottimismo dei mesi scorsi è svanito?

“Non conosco i dettagli della proposta di Milano. Credo che giocare in uno stadio vuoto non sia l’obiettivo delle due squadre. Non credo sia facile ristrutturare lo stadio per due, se non tre stagioni, e consentire allo stesso momento al pubblico di accedervi. Credo che i lavori potranno garantire una presenza solo parziale di pubblico. A meno di garanzie importanti, credo che questa proposta debba essere riformulata“.

Ha un messaggio da lanciare all’Inter per spingerla ad approdare a Rozzano?

“I pro e i contro sul lasciare Milano devono essere valutati dalle due squadre. In tutta Europa la direzione è quella di avere uno stadio di proprietà, che garantisce indotti e fatturati importanti. Inter e Milan hanno manager capaci che sapranno fare la scelta migliore. Come ho già detto Rozzano non ha mai avuto uno stadio, quindi mal che vada si rimarrà come sempre, anche se io mi auguro che la scelta dell’Inter possa ricadere sulla nostra città“.

Si ringrazia Giovanni Ferretti per la grande disponibilità.

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Calcio Internazionale

Sirene tedesche per De Zerbi: è il piano B del Bayern Monaco

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Brighton De Zerbi

Roberto De Zerbi è tra i nomi più caldi in vista del molto probabile valzer di panchine che coinvolgerà le big europee la prossima estate. Il tecnico del Brighton, al momento settimo in Premier League, ha attirato su di sé le attenzioni di Liverpool e Barcellona, che al termine della stagione saluteranno rispettivamente Klopp e Xavi. Oltre ad una possibile permanenza in Premier o un trasferimento in Spagna, per De Zerbi potrebbe farsi strada la possibilità di un’esperienza in Bundesliga.

Come riportato da Sky Deutschland, infatti, il tecnico bresciano è finito nella rosa delle alternative come futuro allenatore del Bayern Monaco per il prossimo anno. Il Bayern infatti ha già annunciato che le strade tra il club e il tecnico Thomas Tuchel si separeranno al termine della stagione. L’obiettivo numero uno dei bavaresi resta Xabi Alonso, che con il suo Bayer Leverkusen sta volando verso la vittoria del campionato tedesco. Il Bayern sta comunque valutando anche dei piani B e C, nel caso in cui dovesse fallire l’assalto al tecnico spagnolo, e nelle analisi è rientrato anche De Zerbi.

Il tecnico 44enne ad oggi ha un contratto fino al 2026 con il Brighton. Gli inglesi non vorrebbero salutare colui che ha portato il club per la prima volta in Europa. Ed è per questo che sono pronti ad offrirgli un rinnovo di contratto. Al momento, però, le possibilità che De Zerbi resti sulla panchina dei Seagulls sembrano essere poche, viste le tante big interessate al suo profilo. Intanto, comunque, De Zerbi resta focalizzato sugli ultimi mesi di questa stagione che potrebbero regalare ancora gioie ai tifosi del Brighton. Il club inglese, infatti, oltre ad essere in lotta in campionato per un posto in Europa, è agli ottavi di Europa League, dove affronterà la Roma.

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