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Campionato primavera: guida alle final-eight

Il 20 maggio 2017 sono iniziati i play off per le final-eight del campionato primavera: il turno preliminare in questione ha visto coinvolte ben otto squadre; di queste, solamente due accederanno alla fase finale per giocarsi il titolo che attualmente si trova nella bacheca della Roma.

LA FORMULA

Il campionato Primavera, intitolato a Giacinto Facchetti, si divide in tre gironi da quattordici squadre ciascuno per un totale di quarantadue squadre.

Le 14 squadre si affrontano in gare di andata e ritorno.

In ogni girone, le prime due si qualificano alle Final-Eight, mentre vanno ai play off la terza e la quarta di ogni girone, insieme alle due migliori quinte.

Questo permette ai play off di avere otto squadre a disposizione che si affronteranno fra loro in un torneo ad eliminazione diretta. Solamente due di queste otto accederanno alla fase finale.

Giunte al turno preliminare, le squadre si affrontano in un torneo con un tabellone “tennistico”.

In tutte le gare giocano in casa le squadre meglio piazzate e in caso di parità, si procederà con supplementari e rigori.

Durante la fase finale, invece, le partite si giocheranno tutte nella stessa regione, scelta precedentemente: quest’anno verranno disputate in Emilia Romagna.

LA STAGIONE IN CORSO

Lazio, Juventus, Atalanta, Fiorentina, Inter e Chievo i nomi delle sei squadre che accedono direttamente al turno conclusivo del tabellone. Sei squadre che hanno disputato una stagione di altissima intensità, tenendosi alle spalle delle volte anche squadre più attrezzate, gestite da società che puntano maggiormente sul settore giovanile.

LA FIORENTINA TUTTO-ATTACCO

Prima di tutte merita di esser citata la Fiorentina che passa da seconda solo grazie alla differenza reti, dimostrandosi poco cinica ma altamente prolifica. I Viola si qualificano grazie al miglior attacco del campionato, 84 gol in 26 partite: hanno siglato 7 gol al Milan, 11 allo Spezia , 14 al Trapani, 8 al Perugia e 14 al Brescia, grazie al 12-1 dell’ultima giornata, nel quale sono andati a segno Sottil (due volte) , Gori (con quattro reti), Illanes, Trovato (doppietta per lui), Peres, Diakhate e Pinto.

Il fattore che mette maggiormente in evidenza lo splendido lavoro del mister Federico Guidi è la capacità di far andare in rete i toscani con una facilità mostruosa, ma senza affidarsi ad un bomber. Nessun giocatore gigliato, infatti, è presente nella top 10 dei marcatori della stagione, ma ben 5 giocatori hanno timbrato il cartellino almeno 8 volte: Jan Mlakar ha fatto 12 reti, 10 per Sottil e Joshua Perez. 9 per il talentino Diakhate e 8 per Gori. La forza della Viola è stata quella di riuscire a rendere il gol un obiettivo di squadra e non dei singoli.

L’ATALANTA DEI MIRACOLI

Se in Serie A la Dea di Gasperini ha chiuso la stagione con uno storico piazzamento europeo, grazie a giovani quali Conti, Caldara, Kessiè, Gagliardini e Petagna fra gli altri, anche in Primavera l’Atalanta ha fatto benissimo, dimostrando di poter reggere una stagione ad alti livelli anche se privata molto spesso di talenti lanciati in prima squadra.

I successi dei nerazzurri, però, sono tutt’altro che un caso e lo vediamo dalla stagione dei bergamaschi poiché in tutte le categorie hanno centrato l’0biettivo stagionale: gli Under 15 hanno chiuso secondi dietro l’Inter qualificandosi alla fase finale;  gli under 16 si sono aggiudicati un campionato dominato, chiuso a +7 sulla seconda, raggiungendo di diritto la qualificazione alle final-eight; l’under 17 ha vinto il campionato a +2 sull’Inter grazie ad una fase offensiva da paura che ha prodotto 89 gol stagionali; i ragazzi del Gasp hanno chiuso in zona Europa nel massimo campionato, infine la Primavera.

La squadra guidata soprattutto da giocatori come Latte Lath, Melegoni e Bastoni – i quali hanno già assaporato i grandi palcoscenici nazionali – ha raggiunto il primo posto valido quindi per le finali nelle quali si giocherà lo scudetto. E in un girone nel quale erano presenti squadre come l’Inter, difensivamente impeccabile (solo 18 reti subite) e una Roma campione d’Italia uscente e mostruosa in fase offensiva (82 reti messe a segno) le 15 marcature di Christian Capone sono risultate decisive.

INTER SEMPRE-PRESENTE

Poi abbiamo l‘Inter del giovanissimo Andrea Pinamonti. Il Biscione è una presenza fissa nella fase finale poiché è riuscita a qualificarsi sempre almeno ai playoff dimostrandosi quindi una potenza assoluta nel campionato primavera aldilà dei trionfi o dei fallimenti della prima squadra.

Il vero problema dei ragazzi di Stefano Vecchi, che ora ad interim si occupa anche della prima squadra, è l’incubo romano: lo scorso anno i nerazzurri si fermarono solo in semifinale, perdendo ai tiri di rigore contro i capitolini, l’anno prima persero ai quarti di finale contro la Lazio. Andando ancora dietro di un anno si fermarono alle porte delle finali, perdendo contro la Roma nell’ultimo turno degli spareggi preliminari. Ma non finisce qua: in questa stagione i nerazzurri hanno salutato la coppa Italia di categoria perdendo in semifinale proprio contro la Roma, uscendo sconfitti nel doppio scontro sia a Roma (1-0)  sia a Milano (1-2).

LA GIOVANE LAZIO

I biancazzurri di Andrea Bonatti, che ha preso il posto dello storico mister Bollini, oggi allenatore della Salernitana, hanno centrato ancora una volta le finali.

Una Lazio che nel finale di stagione aveva rischiato più di qualcosa ottenendo un punto in due partite contro Milan e Spezia, ma con la quasi certezza del primato solitario.

Inzaghi, allenatore della prima squadra – che quest’anno ha disputato una stagione al di sopra delle aspettative – ha dimostrato a più riprese come la società romana sia intenta a puntare sui giovani, schierando in campo profili interessanti come  Crecco, Murgia e Lombardi, capaci di attirare su di se le attenzioni di tutta Italia.

Chi però ha trascinato la Lazio al primo posto del trofeo Giacinto Facchetti è stato senza dubbio il giovane centravanti Alessandro Rossi.

Romano classe 97, alto (1.84) e intelligente tatticamente, ha fatto del fiuto del gol il suo miglior elemento, mettendo a segno ben 24 reti in 22 partite, stabilendo quindi una media mostruosa; nella classifica capocannonieri l’unico a tenergli testa è stato il bomber giallorosso Soleri (suo coetaneo) capace di segnare le stesse reti nello stesso numero di partite giocate.

IL CHIEVO CHE NON T’ASPETTI

In realtà chi segue regolarmente la primavera si aspettava senz’altro di vedere i clivensi fra le prime sei potenze del campionato visti i trascorsi e vista la crescita graduale di questi ultimi anni: un quinto posto, tre quarti posti, un terzo posto e un primo posto.

Chi invece segue solo la categoria maggiore sarà sorpreso di scoprire come i gialloblu hanno un settore giovanile molto forte: in Serie A la squadra di Verona è conosciuta addirittura come il gruppo più vecchio del campionato, con giocatori come Sorrentino (38 anni), Bressan (36), Spolli (34), Gamberini (35), Cesar (34), Dainelli (37), Frey (33), Sardo (38), Izco (34), Pellissier (38) e Gobbi (36).

Una crescita del settore giovanile culminata con la vittoria dello scudetto nel 2014 e che ha visto l’esplosione di giocatori come Gelson Fernandes, Memushaj, Farias, Acerbi, Dramè, Paredes e Mbaye.

E INFINE LA JUVE

La Vecchia Signora che in Serie A stradomina la scena da sei lunghissimi anni, nel campionato giovanile fa più fatica, imponendosi comunque come una delle forze del campionato.

La squadra di Fabio Grosso ha fatto di Clemenza il fulcro del suo gioco ed ha trovato nel giovane classe 2000 Moise Kean (fresco di debutto in Serie A) il finalizzatore perfetto. Proprio Clemenza ha fornito il maggior numero di assist per la squadra di Torino (8) e ha messo a segno il maggior numero di reti (12).

Una Juve che, alternando Marco Baroni a Fabio Grosso ha vinto 4 volte su 6 il proprio girone, non alzando mai però il trofeo. Questo può essere il suo anno.

SI ENTRA NEL VIVO

Sono iniziati i play off che porteranno alle final-eight e nei primi quattro incontri abbiamo già avuto una dimostrazione importante di ciò che saranno le fasi finali:  La Roma, campione d’Italia uscente, ha eliminato il Sassuolo battendolo per 4-1, mettendo fine quindi al sogno emiliano di giocare le finali davanti al proprio pubblico.

Il Genoa batte per 2-3 l’Entella nel derby ligure. La Virtus esce sconfitta dopo una stagione epocale che li ha visti eliminati dalla Coppa solo in finale contro la Roma.

Anche la Samp passa il turno vincendo 3-0 contro l’Empoli: i blucerchiati vincono anche senza le reti di Ibou Balde, fratello minore dell’esterno laziale Keita, che indossa proprio la maglia che fu di Icardi.

Per finire saluta il torneo il Verona che esce col Torino solo ai tiri di rigore.

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