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Calcio e dintorni

Cantanti nel pallone

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Calcio e musica è un binomio che ha segnato da sempre la scena italiana. Spesso i cantanti si sono apertamente schierati con la loro squadra, dedicandole magari anche accorate canzoni. Altre volte la passione viene mascherata, ma è comunque viva e sorprende ancora di più quando viene scoperta. Certe volte poi una tifoseria decide di identificarsi con un dato cantante o con una data canzone, che diventa improvvisamente un canto rappresentativo. Caso per caso, vediamo come alcune squadre di A sono rappresentate dai cantanti che hanno dominato, o dominano, il panorama musicale italiano.

GRAZIE ROMA ROMA ROMA

Se si pensa ad un cantante tifoso non si può non pensare immediatamente ad Antonello Venditti. Forse l’esempio più celebre di autore al servizio di un’ideologia calcistica, tanto che i suoi brani sono diventati canzoni ufficiali della società. L’inno giallorosso, Roma (non si discute, si ama), è stato composto nel 1974 ed è stato suonato per la prima durante il derby del 1 dicembre 1974, vinto dai giallorossi per 1-0. Significativo il fatto che il brano sia stato scritto l’anno dello scudetto biancoceleste, come ulteriore affermazione del tifo inesorabile. Inizia così l’identificazione dei tifosi giallorossi con le canzoni di Antonello Venditti. Connubio che si farà ancora più forte nel 1983, quando dopo la conquista dello storico scudetto il cantautore romano incide Grazie Roma, un vero e proprio omaggio a quella squadra strepitosa. Non c’è due senza tre e nel 2001 arriva Che c’è, scritta per la conquista del terzo scudetto. Gli ultimi anni hanno visto dei momenti di tensione tra la tifoseria giallorossa e Venditti, con una spaccatura che si è creata quando il cantante ha affermato, nel 2011, che il suo inno ormai non rispecchiava più la Roma che stava vivendo. Ma, frizioni a parte, il rapporto Tra Roma e Venditti non muore mai e Antonello quando può continua ad omaggiare il suo grande amore, dopo il 2006 ad esempio la parte del brano Giulio Cesare che recita “Paolo Rossi era un ragazzo come noi” diventa “Francesco Totti era un ragazzo come noi”.

Ovviamente non solo Venditti ha omaggiato la Roma nel panorama musicale. Altro grande tifoso giallorosso era Lando Fiorini e la sua Forza Roma, forza lupi divenne l’inno ufficiale tra il 1978 e il 1983, pare per volontà del presidente Dino Viola che non voleva un inno scritto da un cantante così politicamente esposto come Venditti. E ancora Francesco De Gregori, che nel 1982 pubblica quella poesia che è La leva calcistica della classe ’68. In molti hanno visto in Nino, il protagonista della canzone, un omaggio ad Agostino Di Bartolomei.

Molti sono i riferimenti musicali del passato, noti magari ad un pubblico più attempato. Ma non mancano di certo punti d’appoggio per i tifosi giallorossi più giovani. Nella scena musicale di oggi tifosissimi della Roma, come dimostrano le loro canzoni, sono Carl Brave e Franco 126, che hanno esordito in coppia per intraprendere poi la strada da solisti. Da “un urlo tra i palazzi, la Roma avrà fatto un gol” della canzone Enjoy alla simpatica frecciatina all’ex laziale Zarate in Spunte blu, le loro canzoni, sia in coppia che da soli, non rinunciano ad esprimere la loro fede calcistica.

La folla di tifosi giallorossi accorsi al Circo Massimo per il concerto di Antonello Venditti dopo la conquista del terzo scudetto

LE LUCI DI SAN SIRO

Da Roma a Milano. Come i giallorossi, anche l’Inter è una squadra decisamente ben rappresentata a livello musicale. Una delle canzoni più comunemente associate ai nerazzurri è il capolavoro di Roberto Vecchioni Luci a San Siro. In realtà il tema originario del pezzo non ha nulla a che fare probabilmente col calcio, è il racconto nostalgico di un ragazzo che ricorda la sua Milano, ma l’ambiguità del testo ha aperto a molteplici interpretazione. Tra le tante, quella dell’omaggio all’Inter, forse intenzione non originaria, ma sicuramente esito decisamente gradito. Le luci di San Siro sono quelle che si accendono quando gioca l’Inter, ma anche i cuori dei tifosi che si infiammano per la loro squadra.

Altro grande tifoso dell’Inter è Luciano Ligabue. Suo forse l’omaggio musicale più bello scritto ad un calciatore, ovviamente si parla di Una vita da mediano. Il cantante di Correggio pone Oriali come esempio di vita, esalta il suo ruolo sporco, dietro le quinte, mai in prima scena. Oriali è il lavoratore medio, che ogni giorno lotta per portare a casa il pane, ma alla fine la fatica e le botte possono regalare un mondiale. E ancora l’Inter in Hai un momento Dio? in cui Liga, se potesse fare 3 domande a Dio, chiederebbe chi verrà acquistato dai nerazzurri. Come la maggior parte dei tifosi probabilmente.

Chiudiamo la rassegna di cantanti nerazzurri con un altro celebre esempio, stavolta più recente. nel 2007 Max Pezzali pubblica l’album Time Out, da cui viene estratto il singolo Sei Fantastica. Dopo essere stata presa a cuore da moltissime coppie, in realtà Max spiega che il brano è sì una canzone d’amore, ma per la sua Inter. A dire la verità dal testo si intuiva la matrice calcistica della canzone, ma la rivelazione del leader degli 883 ha tolto ogni dubbio. E ora Sei Fantastica invece che essere cantata dagli innamorati per la loro amata, viene cantata dai tifosi nerazzurri per la loro Inter.

Luciano Ligabue riceve una maglia col suo numero 7 dopo una visita ad Appiano Gentile

MILAN FREESTYLE

Dall’altra parte di Milano forse non c’è una rappresentazione così ampia come per i nerazzurri, ma piuttosto diversa. Storica voce dei rossoneri è sicuramente Enzo Jannacci, che nel 1984 compose Mi-mi-la-lan! che sarebbe diventato l’inno dei rossoneri. Al di là di questa, il Milan pervade la produzione di Jannacci “Zero a zero anche ieri sto Milan, sto Rivera che ormai non mi segna più” canta in Vincenzina e la fabbrica.

Il tifo rossonero però ha ritrovato ultimamente nuove voci rappresentative, provenienti dal mondo di quel rap che ha segnato con decisione i primi anni di questo secolo e che continua a rinnovarsi tuttora. Dai Club Dogo, con Jake La Furia che ricorda “gli anni d’oro di Van Basten” fino a quella che oggi è probabilmente la voce più rappresentativa del tifo rossonero, quella di Emis Killa. Immerso a pieno nel mondo del calcio, ha condotto Goal Deejay a Sky e ha scritto Maracanà in occasione dei Mondiali brasiliani del 2014. Oltre alle innumerevoli presenze in Curva Sud, nel 2013 ha scritto MB45, canzone che fa evidente riferimento a Mario Balotelli, al tempo attaccante dei rossoneri. Tale è il legame che il rapper ha persino invitato la punta azzurra sul palco a un suo concerto.

IL NOSTRO CANTO LIBERO

Torniamo ora a Roma, questa volta sponda Lazio. Celebre tifoso laziale, anche se, in nome della sua conclamata riservatezza, non l’ha mai dato a vedere, era Lucio Battisti. Fu addirittura suo padre, dopo la morte del figlio, a rivelare la profonda fede biancocelesti di Lucio, tanto era geloso nel custodirla. La Curva Nord omaggia ogni domenica la sua immortale voce, prendendo come inno I giardini di marzo. Nessun legame diretto con la Lazio, ma solo la voglia di celebrare un grandissimo tifoso attraverso il canto libero dell’irriducibile curva nord.

Oggi la voce dei tifosi biancocelesti è senza dubbio Tommaso Paradiso, frontman dei Thegiornalisti. Ancora nessuna canzone per la sua Lazio, ma una partecipazione decisamente attiva, tra storie su Instagram e interventi in radio. Il video di Sold Out pieno di bandiere biancocelesti sicuramente strizza l’occhio alla sua Lazio. Gran tifoso anche Briga, che è ormai protagonista in prima persona all’interno della squadra vista la sua vicinanza a molti calciatori biancocelesti.

Toccante, infine, la dedica di Fabrizio Moro a Gabriele Sandri, morto tragicamente nel 2007. La partita è l’accorato racconto di un ragazzo che esce per andare allo stadio e non tornerà mai più a casa a salutare la madre. Un grido contro l’assurdità di morire per una partita, che sbatte in faccia la consapevolezza che troppe volte il calcio assume una dimensione troppo grande di quella che realmente deve avere.

La spettacolare coreografia della Curva Nord per omaggiare Gabriele Sandri

TORINO COME SANREMO

La squadra più tifata d’Italia, ma quanto è rappresentata la Juventus nel mondo della musica? Uno tra i più celebri tifosi bianconeri è Eros Ramazzotti, nonostante l’origine romana. Ma la Vecchia Signora affiora nelle rime di due importanti rapper dei giorni nostri. Il primo è Fabri Fibra, che ha più volte ribadito la sua fede bianconera e nella canzone Andiamo a Sanremo associa la sua voglia di imporsi nella musica col suo amore per la Juventus. I due grandi amori di Fibra accostati, accomunati dall’Ariston, celebre teatro dove si svolge l’annuale festival della canzone italiana e sponsor della Juventus che il rapper ammirava da piccolo.

L’altra voce è quella di Shade, impegnato proprio in questi giorni sul palco dell’Ariston. Il rapper è celebre soprattutto per i suoi freestyle e uno di questi è stato realizzato proprio con la collaborazione della società nell’ottobre 2017. “Faccio questa roba ed è il bianco che abbraccia il nero e so che lo vestirò sempre come Del Piero”. Non ci sono molti dubbi sull’amore di Shade per la sua Vecchia Signora.

Infine altra celebre voce juventina è quella di Paolo Belli, che ha contribuito all’incisione di Storia di un grande amore, nuovo inno dei bianconeri dal 2007.

Il rapper Shade con la maglia della sua Juventus

AMORE ALL’IMPROVVISO

La musica a Napoli ha una tradizione a dir poco invidiabile. Molti sono stati gli esponenti della musica napoletana che si sono affermati sulla scena italiana, ma quanti hanno portato con sé anche la squadra della loro città? Impossibile non pensare ad una pietra miliare della musica partenopea, ‘O surdato ‘nnamurato, canzone che è stata presa a rappresentanza della squadra azzurra, spesso anche con fare irriverente da parte degli avversari. La canzone è diventata talmente rappresentativa che non solo è stata interpretata da due grandi come Nino D’Angelo e Massimo Ranieri, ma persino da Diego Armando Maradona. Proprio Nino D’Angelo ha portato il Napoli nel suo lavoro, sia musicale che cinematografico. “A bandiera tutta azzurra ca rassomiglia ‘o cielo e ‘o mare ‘e sta città” canta in Napoli Napoli, colonna sonora del film Quel ragazzo della Curva B, film manifesto dell’amore di Nino per Napoli.

Non mancano ovviamente le voci più recenti a rappresentare il Napoli. Su tutti il rapper Clementino, tifoso vero della Curva B che anche dopo il successo non ha smesso di sostenere la squadra in mezzo ai suoi fratelli. A lui si deve una versione rap del motivo che sta accompagnando in questi ultimi anni il tifo napoletano, Un giorno all’improvviso. Infine spicca uno degli ultimi arrivati sulla scena musicale, il vincitore dell’ultima edizione di X-Factor Anastasio. Oltre ad essere un tifosissimo degli azzurri, ha composto una canzone in onore di Maurizio Sarri. Il tecnico ex Napoli diventa l’incarnazione della passione e del duro lavoro, l’esempio per raggiungere i risultati nella vita e la guida a cui tende il giovane rapper.

Nino D’Angelo in “Quel ragazzo della curva b”

PENISOLA MUSICALE

La Serie A può vantare una sostanziosa rappresentazione nel panorama musicale. Storico tifoso del Bologna è Gianni Morandi, che ne è stato anche presidente onorario dal 2010 al 2014. Fedele rossoblu è anche Cesare Cremonini, anche se “da quando Baggio non gioca più” forse il suo Bologna non è quello di prima. Per la Fiorentina ci sono Marco Masini e Piero Pelù, mentre tifosissimo del Sassuolo è Nek, che ha anche scritto l’inno dei neroverdi. Altro inno per una squadra di A è stato scritto dai Sonohra, che nel 2013 hanno scritto Vola con noi per il loro Chievo. Prima i mussi volanti cantavano sulle note di Ivana Spagna, anche lei tifosa dei clivensi, più volte identificatasi nella squadra per il fatto di essere partita da zero e aver raggiunto la vetta.

Un altro celebre tifoso della Fiorentina è Gaetano Curreri, leader degli Stadio. La band ha scritto nel 2011 Gaetano e Giacinto, testo dedicato a due grandi campioni come Facchetti e Scirea. Loro sono due punti di riferimento, per la loro capacità di aver lottato nella vita. Gaetano e Giacinto sono esempi di un calcio che forse oggi non c’è più, sono i personaggi che tengono in vita i sogni dei bambini, che aiutano anche gli adulti a sopravvivere giorno dopo giorno. Chiudiamo questa rassegna con uno dei maggiori esponenti della scena indie odierna, forse il vero volto di questa nuova tendenza musicale che sta conquistando i giovani di oggi. In Frosinone Calcutta commenta l’assurdità delle notizie che si leggono al giorno d’oggi sui giornali ponendo come esempio la notizia della promozione dei ciociari in Serie A. Una notizia che un tifoso del Latina come lui non deve aver preso troppo bene.

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Calcio e dintorni

Torres, le parole di Greco alla vigilia del match con il Gubbio

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TORRES GUBBIO GRECO

TORRES GUBBIO GRECO – Dopo la vittoria contro la Carrararese, la Torres torna al Vanni Sanna per ritrovare quella vittoria in casa che manca dal 5 novembre, 2-1 contro il Montevarchi. Il tecnico rossoblù Alfonso Greco, alla vigilia della gara, ha chiesto di dare continuità dopo il successo in Toscana.

Queste le dichiarazioni complete, ai microfoni di Centotrentuno:

SUL MATCH DI CARRARA

Avevamo bisogno di una vittoria del genere, ottenuta sapendo soffrire. Abbiamo dimostrato coraggio ma anche cattiveria nel sfruttare le occasioni create. Aspetto che invece non avevamo avuto in altre occasioni recenti. Credo sia stato un bel segnale, dato con lo spirito che serve per questa categoria. Questa è la strada giusta per noi. Ora serve la corretta mentalità per continuare a fare punti pesanti andando a giocare con uno spirito da battaglia contro chiunque. Dobbiamo dare continuità

LA PARTITA CON IL GUBBIO

“Sarà l’ennesima prova complessa e piena di insidie per noi. Loro sono in fiducia e sono una squadra con tante qualità, soprattutto nel reparto avanzato. Arrivano da una serie di vittorie anche contro squadre dirette avversarie per la zona playoff e non vorranno fermarsi a Sassari. Noi però abbiamo preparato la sfida come sempre con la voglia di giocarcela contro qualunque avversario, e vogliamo fare bene davanti al nostro pubblico. Sarà una partita intensa”

SULLA DISPONIBILITÀ DI RUOCCO

No, ancora è troppo presto. Abbiamo deciso di non rischiare. Non lo porterò nemmeno in panchina perché altrimenti potrebbe esserci la tentazione di schierarlo a gara in corso ma sarebbe pericoloso per il suo completo recupero. Il piano è quello di aggregarlo al gruppo a partire dalla prossima settimana per poi convocarlo in vista della trasferta contro la Fermana del 17 dicembre”

SULLA SITUAZIONE DEGLI ALTRI GIOCATORI

Heinz si trascina da tempo dei fastidi muscolari e decideremo solo all’ultimo se aggregarlo almeno in panchina oppure no. Lombardo ancora è indisponibile così come i lungodegenti Sanat e Scotto. Rientra invece dalla squalifica Dametto”

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Calcio e dintorni

Continua il caso D’Onofrio: rischia anche Trentalange!

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Behrami

Un mese fa, più precisamente il 10 novembre 2022, è stato arrestato Rosario D’Onofrio. L’ex procuratore capo dell’Aia (Associazione italiana arbitri) è stato uno dei 42 arrestati per traffico internazionale di droga. Subito dopo l’arresto, avvenuto dopo l’indagine della Dda di Milano e la Guardia di Finanza, D’Onofrio si è dimesso dalla propria carica nell’Aia. 

TRENTALANGE RISCHIA

D’Onofrio entrò all’interno dell’Aia sotto la guida Nicchi ed è stato nominato procuratore capo sotto la guida TrentalangeProprio quest’ultimo, dopo l’indagine condotta dalla FIGCrischia il deferimento. A riportarlo è ANSA che scrive: Il capo della Procura della Federcalcio, Giuseppe Chinè ha notificato l’atto di chiusura indagini sulla vicenda del procuratore Aia Rosario d’Onofrio, arrestato con accuse di narcotraffico. Nel corso delle indagini sono emersi “comportamenti disciplinarmente rilevanti” del presidente dell’Aia Alfredo Trentalange che rischia ora il deferimento. Il n.1 della Figc Gabriele Gravina ha appena convocato per il 19 dicembre un consiglio federale con al punto 4 dell’ordine del giorno “situazione Aia: provvedimenti conseguenti”.

 

 

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Calcio e dintorni

Scappini a 360° tra obiettivi e futuro con la Torres

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SCAPPINI TORRES LEGA PRO

SCAPPINI TORRES LEGA PRO – Stefano Scappini, centravanti della Torres, ha parlato a Serie C…entotrentuno del momento stagionale, concentrandosi anche sugli obiettivi futuri. La sua rete contro la Carrarese è stata una “boccata d’ossigeno” – così come l’ha definita l’attaccante”- per tutto il mondo rossoblù.

SUL MATCH DI CARRARA

La partita di Carrara era una partita difficile da affrontare, soprattutto dopo la sconfitta contro il Fiorenzuola. Abbiamo interpretato bene il primo tempo, poi nel secondo abbiamo sofferto, siamo stati fortunati ma nel calcio ci sta anche questo. Ci sono tante cose da migliorare, ma ci portiamo a casa questi tre punti perché sono una bella boccata d’ossigeno”.

SULL’AMBIENTE DI SASSARI

Mi aspettavo un ambiente con richieste e attenzioni importanti. Sapevo che Sassari fosse una piazza storica, ha fatto anche campionati importanti in passato, mi aspettavo queste ambizioni. Per noi giocatori questo deve essere uno stimolo per fare sempre meglio e arrivare sempre più in alto. Non è semplice dopo un ripescaggio affrontare un campionato così difficile rischia di presentare insidie sempre dietro l’angolo. Ora stiamo ritrovando la quadra e proveremo a fare sempre meglio a partire da sabato 10 contro il Gubbio. Come sono quando non riesco a far gol? Sono un attaccante vecchio stampo, vivo per il gol e si vede. Oggi per esempio non ho fatto gol nella partitella e mi sono arrabbiato (ride, ndr). Questa è la mia forza, quando non ci sarà più vorrà dire che dovrò smettere”.

SUL CAMPIONATO E SUGLI OBIETTIVI STAGIONALI

La squadra che mi ha impressionato di più è la Reggiana per la sua compattezza. Contro di noi, nel momento in cui più stavano soffrendo ci hanno fatto due gol e poi l’hanno vinta. Anche la Lucchese mi ha fatto una buona impressione, pure il Pontedera che ha trovato la sua quadratura e non è una squadra facile da affrontare. La Vis Pesaro fece una grande partita contro di noi, lo stesso il Fiorenzuola. Ma la classifica conta fino a un certo punto, ora si fanno importanti le motivazioni e l’atteggiamento. Giocare con l’ultima o con la prima da gennaio in poi sarà ancora più complesso, nessuno regalerà nulla.

Lo dicevo oggi con i miei compagni, bisogna salvarci il prima possibile e poi si vede. Questo è un campionato difficile, perché perdi una partita e sei sotto, ne vinci una e sei ai playoff. Dobbiamo assolutamente raggiungere l’obiettivo della salvezza e poi quello che si raggiunge è tanto di guadagnato. Ora però è presto, dobbiamo ragionare di partita in partita”.

Per i sassaresi, nel prossimo turno, c’è il Gubbio, secondo in classifica a -1 dalla Reggiana capolista.

Non so se ritornerà Ruocco, però il Gubbio è una squadra quadrata, molto difficile da affrontare, allenata da un tecnico molto bravo ed esperto della categoria. I due davanti sono molto forti, per non parlare di Arena che già l’anno scorso mi ha impressionato tanto ed è uno dei giovani più promettenti. Dovremo affrontare la partita con il massimo della concentrazione ma cercare di farla anche noi”.

OBIETTIVI PERSONALI

Il mio obiettivo personale lo tengo per me, quello di squadra so che vogliamo far bene. Siamo una squadra giovane, io cerco di dare l’esempio: ce la metteremo tutta per fare un campionato importante”.

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Calcio e dintorni

Marchetti durissimo su Blessin: “Sei l’allenatore più povero e falso che abbia avuto!”

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Dopo la dolorosa retrocessione in Serie B il Genoa aveva deciso di confermare Blessin come allenatore. Tuttavia quest’ultimo è stato appena esonerato per lasciar per ora spazio a Gilardino.

Nelle ultime ore l’ultimo post su Instagram di Blessin ha ricevuto più di 300 commenti di saluti da parte dei tifosi della sua ormai ex-squadra.

A far scalpore però sono state le parole di Federico Marchetti, che ha lasciato Genoa nello scorso giugno.

Queste le fredde e dure parole del portiere nei confronti di Blessin:

Sei il manager più povero, falso e presuntuoso che abbia avuto nella mia lunga carriera. Avete preso in giro tutti i genoani dal giorno , avete relegato una squadra che si sarebbe potuta salvare con le vostre ridicole idee calcistiche. Ora che sei finalmente a casa fatti un bagno di umiltà e vedi Davide Nicola e cerca di imparare da lui“.

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