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Caos Barcellona: perché LaLiga sta bloccando tutti i nuovi acquisti?

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Lewandowski

CAOS BARCELLONA – Nelle ultime settimane sta tenendo banco il caso del Barcellona. Il club catalano, infatti, pur essendo martoriato dai debiti, continua l’opera di rifondazione del suo roster. Sono già complessivamente quasi 140 i milioni spesi per rinforzare la rosa di mister Xavi. I nuovi acquisti del Barcellona, Kessié, Raphinha, Koundé, Christensen e Lewandowski rischiano però di non poter esordire in campionato coi Blaugrana.

LaLiga ha infatti posto il veto sul tesseramento dei nuovi acquisti per delle pecche nella documentazione del club Azulgrana riguardo i propri conti. La notizia sembra dare una stangata ai tifosi del Barcellona e rischia di compromettere l’intera campagna acquisti del club. Ma cos’è successo esattamente?

CAOS BARCELLONA – LA FINANZA CREATIVA DEI BLAUGRANA

Andiamo con ordine. Il Barcellona sta sfruttando ogni possibilità per risollevarsi economicamente e azzerare il proprio debito. Come riportato da ESPN, i Blaugrana, all’inizio della sessione estiva di calciomercato, avevano un debito salariale di 144 milioni e un monte ingaggi di 560 milioni. Ciò significa che, per poter fare marcato, il Barcellona dovrebbe prima racimolare circa 704 milioni di euro. E così il presidente Laporta ha cercato in tutti i modi di far risorgere un club, a detta sua, “clinicamente morto”, vendendo degli asset importanti e ipotecando i guadagni futuri del club, per concentrarsi sui ricavi nel breve periodo.

Così si spiega la cessione del 24,5% dei Barça Studios (società che si occupa delle licenze, degli NFT, dei Token e del metaverso del Barcellona) per 100 milioni di euro a Socios.com. La sponsorizzazione di Spotify per i prossimi 12 anni, dal quale il club riceverà complessivamente circa 435 milioni (e, a causa del quale, sarà costretta a rinominare lo stadio in “Spotify Camp Nou”), e circa 62,5 milioni già da quest’anno. E, soprattutto, la vendita del 25% dei propri diritti tv per i prossimi 25 anni. Quest’ultima cessione è il pomo della discordia. Il motivo per il quale LaLiga non permette il tesseramento dei nuovi acquisti del Barcellona.

CAOS BARCELLONA – PERCHÈ LA LIGA HA BLOCCATO I TESSERAMENTI?

Il Barcellona si è reso, infatti, complice di una manovra non proprio correttissima nella trattativa per la cessione dei propri diritti tv. Com’è noto, i Blaugrana hanno ceduto il 25% dei ricavi dei propri diritti audiovisivi dei prossimi 25 anni al fondo di investimento statunitense Sixth Street.

Il problema è questo. Il Barcellona, nella sua documentazione ufficiale, ha dichiarato di aver concluso l’affare per 667 milioni di euro. LaLiga ha però accettato solo 517 milioni di euro. Mancano dunque all’appello 15o milioni di euro, rifiutati dalla federazione spagnola, che il Barcellona deve trovare per poter tesserare i suoi nuovi acquisti entro l’inizio della stagione. Ma come mai LaLiga ha bloccato i 150 milioni del Barça?

Il Barcellona ha fondato una società terza insieme a Sixth Street, chiamata Locksley Invest. Questa nuova società è adibita alla commercializzazione dei diritti audiovisivi del club spagnolo ed è stata creata appositamente per questa trattativa. Ed è proprio a questa società che il Barcellona ha venduto i propri diritti tv. Ufficialmente, quindi, Locksley Invest ha acquistato i diritti TV del Barcellona per 667 milioni. Di questi, però, Sixth Street avrebbe versato solo 517 milioni, i restanti 150 milioni sarebbero stati versati dal Barcellona stesso per riacquistare, alla fine dell’accordo di 25 anni con Sixth Street, i propri diritti tv.

Dunque, Locksley Invest avrebbe acquistato una parte dei diritti tv del Barcellona grazie a 150 milioni che il Barça stesso ha versato. Con questo diabolico stratagemma il Barcellona avrebbe dunque gonfiato le proprie entrate, cercando di convincere LaLiga che la cifra a bilancio fosse effettivamente 667 milioni. LaLiga ha però bloccato il tutto, non ritenendo legittimo questo giro di soldi. Ha dunque deciso di accettare nel bilancio del Barça solo i 517 milioni che sono stati effettivamente versati da un’altra società, la Sixth Street.

CAOS BARCELLONA – COSA SUCCEDE ADESSO AI NUOVI ACQUISTI?

Come riportato sopra, al Barcellona servirebbero circa 704 milioni per rientrare nei parametri del Fair Play Finanziario spagnolo. Se togliamo quindi i 150 milioni che LaLiga ha cancellato dal bilancio, il Barcellona è ancora molto al di sotto dai parametri che permetterebbero al club di tesserare i nuovi acquisti. Il tutto non tenendo conto che il club di Laporta ha speso circa 140 milioni per mettere a segno i suoi colpi di mercato.

Il Barcellona è quindi costretto ad azionare nuove “leve” per produrre i ricavi necessari al tesseramento dei nuovi giocatori. Il club punta a vendere un altro 24,5% dei Barça Studios, incassando altri 100 milioni di euro. Ma neanche questa mossa potrebbe bastare.

Si rendono infatti necessarie le cessioni di alcuni giocatori (come Depay o Aubameyang) e un’ulteriore riduzione del monte ingaggi, il tutto a neanche cinque giorni dall’inizio della Liga. Si spiegano così, per esempio, le pressioni del Barcellona per forzare Frenkie De Jong a lasciare il club. O anche la cessione a parametro zero (ma che permette di risparmiare sul monte ingaggi) di un ottimo prospetto come Ricki Puig al Los Angeles Galaxy. O ancora, e presunte richieste di un’ulteriore riduzione dell’ingaggio chiesta ai senatori Piqué e Busquets.

Insomma, nonostante manchino pochissimi giorni all’esordio in campionato, il destino del nuovo Barcellona di Laporta sembra ancora avvolto nell’ombra. Riusciranno i tifosi Azulgrana a vedere in campo già dal 13 agosto i vari Kessié, Raphinha, Christensen, Koundé e, sopratutto, Robert Lewandowski nel match contro il Rayo Vallecano allo stadio Camp Nou? O meglio, allo stadio Spotify Camp Nou?

 

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Pronostico Francia-Polonia, statistiche e consigli per la partita

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Francia

 

PRONOSTICO FRANCIA-POLONIA – Oggi pomeriggio alle ore 16 cominceranno gli ottavi di finale dei mondiali 2022. La prima partita sarà Olanda-Stati Uniti, mentre alle 20 ci sarà Argentina-Australia. Uno dei due scontri tutto europeo è Francia-Polonia, che si affronteranno domenica pomeriggio, sempre alle ore 16. I transalpini riusciranno a superare agevolmente l’ostacolo Lewandowski?

COME ARRIVANO LE DUE SQUADRE?

La Francia ha perso l’ultima partita dei gironi contro la Tunisia, in una partita dall’esito abbastanza inutile. Infatti la Francia era già certa del primo posto e Didier Deschamps ne ha approfittato per far rifiatare praticamente tutti i titolari. Lo stesso è successo ieri sera al Brasile e Portogallo, che hanno perso contro il Camerun e la Corea. Quindi queste sconfitte non vengono considerate come dei passi falsi clamorosi come lo sono state invece quelle di Argentina, Germania e Spagna. Convincente invece la vittoria per 4-1 contro l’Australia, dove ha brillato Adrien Rabiot. Contro la Danimarca invece la Francia deve ringraziare Kylian Mbappé, autore di una doppietta che ha deciso il match.

Anche la Polonia viene da una sconfitta, partorita contro l’Argentina per 2-0. La squadra di Lewandowski ha comunque passato il turno in virtù della differenza reti, superiore di solo un gol rispetto al Messico. Poteva però finire diversamente, infatti prima del gol di Al-Dawsari Messico e Polonia erano in perfetta parità, sia per differenza reti che gol fatti. Inoltre la loro sfida era finita in pareggio. Quindi l’unico metro di giudizio disponibile rimasto era la somma dei cartellini gialli, che vedeva sorridere ai polacchi. Czeslaw Michiewicz è stato bravo a dare la giusta indicazione ai suoi di non farsi ammonire in alcun modo negli ultimi 20 minuti contro l’Argentina. Alla fine però il gol al ’95 dell’Arabia Saudita ha negato questo metro di giudizio relativo al fair play e così la Polonia è passata come seconda del girone grazie ai suoi quattro punti e a una differenza reti di solo una lunghezza superiore al Messico.

PRONOSTICO FRANCIA-POLONIA

L’attacco della Francia è il terzo migliore dei mondiali, 6 reti, proprio come il Portogallo, mentre i gol subiti sono 3, poiché ne hanno subito uno in ogni partita dei gironi. Probabile quindi che la Francia faccia valere la sua superiorità tecnica e riesca quindi a vincere il match, ma difficilmente Lloris riuscirà a portare a casa il primo clean sheet dei mondiali contro una squadra dove gioca uno dei migliori centravanti dell’ultimo decennio, Robert Lewandowski. La Polonia però non è solo lui, infatti gli altri due eroi di questa nazionale sono il “napoletano” Piotr Zielinski, autore del primo gol contro l’Arabia Saudita, e soprattutto il portiere juventino Wojciech Szczesny, che è riuscito a parare ben 2 rigori in 3 partite. Il problema della Polonia sarà riuscire a servire il loro miglior capocannoniere, cosa che non è successa contro l’Argentina. Il segno consigliato è quindi l’1, quotato non molto. Se si vuole alzare la quota si può combinarlo con un OVER 1,5. Ma attenzione non esagerate, perché questa partita non è detto finisca in goleada.

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Al Mondiale ogni storia vale, Cody Gakpo

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Gakpo

L’esterno d’attacco del PSV Eindhoven si è reso protagonista di un esordio di Mondiale sorprendente. Cody Gakpo ha attirato l’attenzione dei maggiori club europei e punta alla gara contro gli Stati Uniti.

LA NAZIONALE

L’esterno di attacco sta trascinando la nazionale degli Orange, la quale ha concluso in prima posizione del Gruppo A. Il numero otto ha messo a referto tre reti in altrettante partite del Mondiale. Prima di lui soltanto tre giocatori sono riusciti a segnare in tre gare consecutive della competizione: Johan NeeskensDennis BergkampWesley Sneijder.

Marten De Roon, suo compagno di Nazionale, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha dichiarato:

È in gran forma, stava già giocando bene in Olanda. In estate c’erano tante voci che sarebbe andato in una grande. Alla fine, è rimasto, forse anche per avere più chance in Nazionale. Secondo me ha fatto un’ottima scelta. Farà un grande torneo e poi per il PSV sarà molto difficile tenerlo”.

Cody Gakpo si candida a ruolo di rivelazione del torneo. Nonostante abbia segnato in tre occasioni distinte, la stella degli Orange ha siglato una tripletta perfetta: un’incornata di testa contro il Senegal, un mancino fulminante contro l’Ecuador e una rasoiata di destro contro i padroni di casa del Qatar.

La squadra di Van Gaal soffre di una crisi d’identità: non è una Nazionale che esprime un gioco brillante. Tuttavia, gli Orange non hanno una difesa impenetrabile e anzi non sono una formazione rocciosa. Per sbloccare i match inchiodati sul risultato di pareggio a reti inviolate serve affidarsi alla buona stella del proprio miglior giocatore.

Il commissario tecnico non vede di buon occhio gli esterni, dato che chi gioca sulle fasce deve sapere sacrificarsi in fase difensiva e, all’occorrenza, ripiegare in avanti. Motivo per cui, nonostante nasca come ala sinistra con la Nazionale viene schierato come falso nueve affianco a Memphis Depay.

È un giocatore che ama spaziare su tutto il fronte offensivo tant’è che riceve, in media, otto passaggi progressivi a partita con una percentuale di realizzazione che sfiora la perfezione.

Gli expected goal e assist sono relativamente bassi. Ciò significa che, in fase realizzativa, capitalizza anche le occasioni meno invitanti ovvero promettenti. Si mette sempre in condizione di calciare verso la porta e dal suo tiro scaturiscono sei palle gol a partita.

Cody Gakpo, nonostante la stazza, gode di un’innata eleganza, che ne fa un giocatore unico. L’esterno mancino gode di una struttura fisica imponente, ma ha le doti di un brevilineo. Questo fa in modo che, in Eredivisie, vinca buona parte dei duelli aerei nei quali è impegnato.

Dribblomane seriale, la sua giocata non è mai fine a se stessa. Il numero otto della Nazionale completa la quasi totalità dei dribbling tentati. Quando si salta l’uomo non si deve pensare a esaltare la tifoseria. Un insegnamento che ha appreso nell’Under 19 del PSV Eindhoven quando coach Brusselers gli impartì una severa lezione:

“Sei forte, però basta cazzate. Vuoi diventare un giocatore? Devi smetterla di fare il deficiente con la palla al piede”.

PSV EINDHOVEN

Nato in un distretto di Eindhoven, fin da piccolo è tifoso dei rosso e bianchi e supporta i suoi favoriti dagli spalti del Philips Stadion. Cody Gakpo è figlio d’arte: il padre faceva parte della nazionale olandese di rugby. Dà i primi colpi a un pallone nel cortile di casa con i fratelli e successivamente entra a fare parte dell’Accademy del club della sua città.

Il 25 febbraio 2018 fa la sua prima apparizione ufficiale in Eredivisie nella vittoria per 3-1 contro il Feyenoord. Il 26 settembre dello stesso anno mette a segno la sua prima rete ufficiale nella gara di KNVB beker contro l’Excelsior Maassluis.

In questa stagione è sbocciato come un tulipano, andando in doppia cifra di gol e assist e, tra club e Nazionale, ha messo a referto 18 reti e 16 assistenze. Stando a quanto riportato da Calciomercato.com, l’ex centravanti olandese Ronald De Boer si è espresso così sulla questione:

“Prima dell’inizio della stagione potevano venderlo al Leeds per molti soldi, poi hanno detto no per puntare alla Champions. Ora penso che valga 80 milioni di sterline”.

Il Manchester United di mister Ten Haag, sfumato il trasferimento nella scorsa sessione di calciomercato, ha messo nel mirino l’esterno del PSV Eindhoven. È probabile che, al termine della Coppa del Mondo, i red devils tenteranno l’affondo sul gioiello del calcio nederlandese.

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L’Uruguay cambia guida tecnica: per il futuro si pensa a Bielsa

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Il Mondiale dell’Uruguay è terminato ieri. Nonostante la vittoria contro il Ghana per 0-2, La Celeste è uscita ai gironi per il minor numero di reti realizzate, a confronto con la Corea del Sud (2-4 per i coreani), visto che la differenza reti era uguale (0, ndr).

Un’eliminazione fatale per il commissario tecnico Diego Alonso: infatti, secondo l’esperto di mercato Nicolò Schira, la Federazione uruguaiana non è rimasta soddisfatta del lavoro del tecnico e non sarebbe disposta a prolungare il suo contratto.

Tra i possibili candidati per la nuova guida tecnica c’è Marcelo Bielsa, lontano dalla panchina dal 27 febbraio 2022, quando il Leeds lo esonerò dopo la sconfitta contro il Tottenham per 0-4. Qualora accettasse, Bielsa si siederebbe sulla terza panchina di una nazionale sudamericana, dopo quelle di Argentina (1999-2004) e Cile (2007-2011).

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Thuram all’Inter: perchè Marotta non deve lasciarselo scappare?

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Inter, Marcus Thuram è il primo obiettivo

Periodo di riflessioni in casa Inter, soprattutto per quanto riguarda il reparto offensivo. Con Lukaku perseguitato dagli infortuni e con un futuro in nerazzurro nebuloso, Correa perennemente discontinuo e Dzeko spesso trascinatore della squadra ma impossibilitato a reggere la titolarità per tutta la stagione per una mera situazione anagrafica, l’unico vero caposaldo dell’attacco interista si rivela essere Lautaro Martinez.

Proprio per questo Marotta e la dirigenza sembrano intenzionati a iniziare a muoversi per il mercato di gennaio, e uno dei nomi principali sul taccuino dell’ex dirigente juventino sembra esser quello del figlio d’arte Marcus Thuram.

Il classe ’97 in scadenza con i tedeschi del Mönchengladbach a giugno 2023 potrebbe vestire in nerazzurro già in quest’inverno con un esborso intorno ai 10 milioni di euro, ma la trattativa pare complessa e tortuosa, soprattutto per via delle limitate disponibilità economiche dell’Inter.

CARATTERISTICHE TECNICHE

L’attaccante francese risponderebbe però alle esigenze di Simone Inzaghi per il suo attacco, alla luce della futuribilità e della completezza tecnica del giocatore.

Parliamo infatti di un attaccante duttile e dotato di molte caratteristiche interessanti, che trova nell’attacco della profondità e nella freddezza sotto porta le sue qualità principali. È dotato tra l’altro di un‘ottima progressione, coadiuvata ad una forza fisica oltre la media.

Inoltre è un attaccante dinamico e moderno, in grado di agire e di dimostrarsi pericoloso in varie zone del campo, creandosi spazi, difendendo palla e puntando con esplosività gli avversari.

LE STATISTICHE E LA TENDENZA AL “DIALOGO” COI COMPAGNI

Oltre ai 10 gol in 15 presenze nella prima di questa stagione, la statuaria prima punta ex Guingamp ha collezionato 3 assist: numeri interessantissimi per una prima punta, che dimostrano anche una predisposizione alla partecipazione con la squadra.

Inutile dire che, nel contesto nerazzurro che da anni si è consolidato nell’attacco formato da due punte, la predisposizione all’assist e alla collaborazione con un’altra punta sia una caratteristica molto importante, quasi indispensabile.

Thuram rappresenterebbe nell’attacco interista non solo una notevole risorsa tecnico/tattica, in grado di giocare con tutti gli attaccanti a disposizione e in grado di interpretare più compiti (proprio come chiede Inzaghi), ma sarebbe anche un investimento per il futuro e darebbe finalmente stabilità ad un reparto che, a parte Lautaro Martinez, negli ultimi anni è sempre sopravvissuto con operazioni di mercato temporanee e d’esperienza, a discapito della progettualità e della linea verde.

La cifra di 10 milioni tra l’altro sarebbe assolutamente vantaggiosa, dato che il giocatore ne vale almeno il doppio. L’Inter ha bisogno di svecchiare la propria rosa, e sarebbe importante sfruttare l’occasione Thuram, che tornerebbe utile non solo per la seconda parte di questa stagione, ma anche per il futuro.

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