Nella cornice della Festa dello Sport indetta a Trento dalla Gazzetta dello Sport, ho intervistato durante la festa del Milan degli Immortali, Zvonimir Boban. Ecco le risposte in un momento di passaggio per il Milan costruito da lui e Maldini.

Zvonimir Boban, tanta voglia di un Milan Lecce vittorioso e ti dico di più, di giocare bene: 

“Speriamo proprio. Ovviamente quella è l’idea e la speranza, di vedere un Milan che fa risultato giocando bene. É un momento difficile ma il calcio è così: bisogna soffrire per ottenere risultati, stiamo soffrendo un po’ troppo ma ci arriveremo.”

Io ho contestato una frase: “Pioli è allenatore normale“, perché l’allenatore del Milan dev’essere speciale e mai normale? 

“Non saprei, mettono degli aggettivi su tante persone. Pioli è una persona seria, intelligente e matura. É un uomo forte di grande esperienza, che ha sempre fatto giocare bene le proprie squadre con risultati alle volte di grande livello, altre volte di meno ma è normale. Speriamo che con noi abbia la definizione di quello che è lui come allenatore, come persona e cercando di fare risultato insieme.”

Ultima domanda personale: ti sei forse un po’ pentito di essere tornato al Milan, o hai voglia di portarlo dove una volta tu l’hai lasciato? 

“Sinceramente quando sono arrivato al Milan nel 1991 sono dovuto andare a Bari facendo cinque mesi di gavetta. Quando sono tornato ero la ruota di scorta anche in quella preparazione, sono andato dritto per la mia strada lottando per me stesso e per la mia società quindi non mi pento di nulla. Siamo appena all’inizio, sono passati solo tre mesi.”

Si, perché c’è una premura di questa società: tutti i club hanno bisogno di amalgama e organizzazione, ma col Milan c’è tanta fretta. 

“É normale, il Milan è una grande società che da qualche anno non sta portando ciò che i tifosi vorrebbero e ciò a cui tutti noi siamo abituati. Ci vorrà del tempo per ricostruire.”

Fonte immagine di copertina: canale YouTube @CarloPellegatti