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La nostra prima pagina

L’ultima follia

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Cassano

Antonio Cassano e la sua vita rinchiusa dentro quel pallone. Una vita particolare, tutt’altro che semplice, tutt’altro che scontata, a tratti molto difficile ed imprevedibile. La giornata di ieri ci ha fatto vivere l’ennesima delle sue bravate, l’ennesima “cassanata”. Perché alle 13.45 la notizia era soltanto una, e sembrava essere quella definitiva: Antonio non sta bene, ha nostalgia di casa e dopo otto giorni dalla firma sul contratto con il Verona lascerà il ritiro e smetterà di giocare, una volta per tutte.

Anzi no. Perché alle 16.00, in conferenza stampa, Fantantonio ribalta tutto. Altro capovolgimento, altro dietrofront, perché il barese decide di restare ed i suoi occhi sembrano definitivamente raccontare il vero.

LA SCELTA GIUSTA

C’era grande entusiasmo per il ritorno al calcio di Antonio Cassano, che non gioca una partita ufficiale dal campionato 2015-16. Allenamenti intensi, grandi giocate in amichevole. Antonio non poteva lasciare così. Per amore della sua Carolina, per l’orgoglio, o forse solo per non lasciare con un’altra sceneggiata fuori dalla norma.

Le scuse ai tifosi:

“I tifosi? Non volevo andare via per un’altra squadra, avrei appeso le scarpe al chiodo. Se si sono sentiti offesi chiedo scusa, loro sono il tredicesimo uomo in campo, questo è poco ma sicuro, se sono irritati mi dispiace, ma dico loro che dopo due giocate glielo avrei fatto dimenticare. Ho perso 7 chili e ho tante motivazioni, faremo una grande stagione insieme”.

La nostalgia di casa:

“Devo ringraziare il presidente Setti, Fabio (Pecchia, ndr) e il direttore Fusco. Già alla prima difficoltà di ieri mi hanno detto ‘fai venire su la tua famiglia’. Sono stato un anno e mezzo a casa, riabituarmi a fare il ritiro non era facile e mi è venuta la nostalgia: il miracolo me l’hanno fatto facendo venire su la mia famiglia. Questo miracolo voglio ricambiarlo con una stagione super”.

In attesa del miracolo:

“Cosa mi ha detto mia moglie? Mi ha detto ‘non possiamo non vederti giocare, io e i nostri bimbi’. Ci siamo emozionati tutti quanti, ho sbagliato e chiedo scusa ai tifosi, ma sono tornato indietro. La mia forza sono mia moglie e i miei figli. La gente mi ha dato tanta carica, la decisione di pancia era una ca…ata clamorosa, forse la più grande di quelle che ho fatto. E’ il momento giusto, voglio fare l’ultimo miracolo della mia carriera”.

https://www.youtube.com/watch?v=7wHbNgk6sqI

TELENOVELA SENZA FINE

Una carriera caratterizzata da mille eccessi e colpi di testa, ma anche ricca di momenti indimenticabili, di lampi di classe cristallina. Indimenticabile il suo primo gol in Serie A con la maglia del Bari, contro l’Inter.

Cassano, a suo modo, è stato un genio, fin dall’esordio, da quel gol circense contro l’Inter che lo lanciò nel grande calcio, nel calcio che conta. Poteva diventare un simbolo della Roma di Totti e De Rossi, poi un campione nel grande Real Madrid. In mezzo, il mancato trasferimento alla Juventus. A 24 anni non ha saputo cavalcare l’onda del successo e si è lasciato trascinare da vizi e capricci, dalla sensazione di essere “arrivato”.

Il fallimento con i blancos avrebbe potuto rappresentare un punto di non ritorno della sua carriera, se Riccardo Garrone non avesse creduto in lui. A Genova, sponda blucerchiata, Cassano si rilancia prepotentemente e trova l’amore della sua vita, ma l’idillio termina a causa dell’errore più grande: gli insulti al presidente. Lo scudetto con il Milan, l’approdo alla sua amata Inter, poi Parma e ancora Sampdoria, per chiudere idealmente un cerchio. Poi la lunga inattività e la decisione di tornare, a Verona, dove avrebbe ritrovato il suo gemello del gol, Giampaolo Pazzini. Sembrava l’inizio di un nuovo, entusiasmante capitolo, invece è arrivato l’ennesimo colpo di scena: Cassano lascia dopo una settimana, la nostalgia prende il sopravvento. Tornerà a casa, dalla moglie Carolina e dai figli Christopher e Lionel, e cercherà di voltare definitivamente pagina. Le Cassanate sono finite? Per niente: nella conferenza stampa indetta per chiarire la sua decisione, Cassano fa marcia indietro e sorprende ancora.

La letteratura calcistica e sportiva, così, non perderà nell’immediato uno dei suoi protagonisti più controversi ed amati. Forse.

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I Nostri Approfondimenti

Pronostico Brasile-Corea del Sud, statistiche e consigli per la partita

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PRONOSTICO BRASILE-COREA DEL SUD – Si sta sempre più delineando il quadro dei quarti di finale dei Mondiali. Domani, presso lo Stadio 974 di Doha, andrà in scena Brasile-Corea del Sud, sesto ottavo di finale della competizione. Il fischio d’inizio della gara è previsto per le 20 ora italiana. Analizziamo nel dettaglio statistiche e il pronostico di Brasile-Corea del Sud, una sfida che, almeno sulla carta, sembrerebbe tutta dalla parte della Seleção.

COME ARRIVANO LE DUE SQUADRE

Il Brasile è reduce da due vittorie e una sconfitta ed ha conquistato il primato nel girone G, davanti a Svizzera, Camerun e Serbia. I verdeoro, nonostante la sconfitta contro il Camerun, hanno dominato il girone e contro la Corea non vorranno invertire la rotta. D’altronde sono da molti considerati i possibili vincitori della ventiduesima edizione della Coppa del Mondo.

Di fronte a Casemiro e compagni ci sarà la Corea del Sud, che ha agguantato la qualificazione agli ottavi di finale all’ultima giornata, grazie alla vittoria sul Portogallo di Cristiano Ronaldo. Per la formazione asiatica non sarà semplice superare il Brasile, ma questi Mondiali hanno dimostrato che anche le nazionali più piccole possono rivelarsi particolarmente ostiche.

I PRECEDENTI

Brasile e Corea del Sud si sono scontrati sette volte nel corso della loro storia. Il confuto totale è tutto a tinte verdeoro: sono sei, infatti, le vittorie del Brasile. La Corea, invece, ha vinto solo un match, nel 1999.

L’ultimo precedente risale allo scorso 2 Giugno, amichevole giocatasi al Seoul World Cup Stadium. Il match terminò con un schiacciante 5-1 in favore della Seleção. Per il Brasile andarono in rete Richarlison, Neymar (doppietta), Coutinho e Gabriel Jesus. Il gol della bandiera dei coreani, invece, fu firmato da Ui-jo Hwang.

PRONOSTICO BRASILE-COREA DEL SUD

Il Brasile, almeno sulla carta, è nettamente favorito per l’accesso ai quarti di finale. La vittoria della Seleção è infatti quotata a 1.32. Per il segno 2, invece, la quota è pari a 10.92. La possibilità che i 90 minuti regolamentari terminino in pareggio è quotata a 5.39. Finora la formazione allenata da Tite non ha mai segnato più di due goal a partita e la difesa verdeoro è tra le migliori della competizione: per questo motivo, la somma di reti del match potrebbe non superare quota 2.5.

Secondo il nostro pronostico, ad accedere ai quarti di finale sarà il Brasile, per questo il segno che consigliamo è 1. Da non sottovalutare, dunque, anche la possibilità di inserire UNDER 2.5.

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Calciomercato

Juve, sirene inglesi per Rabiot: il Newcastle ci proverà a gennaio?

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Le recenti prestazioni di Adrien Rabiot, protagonista in Serie A con la Juventus e ai Mondiali con la Francia, non sono certo passate inosservate. Secondo alcune indiscrezioni provenienti dall’Inghilterra, la mezzala transalpina piace molto ad un altro club bianconero, il Newcastle, che con la guida tecnica di Eddie Howe è rapidamente diventato uno dei progetti più interessanti dell’intera Europa calcistica.

Magpies infatti sono attualmente al terzo posto in Premier League, e un giocatore dal pedigree come quello di Rabiot sarebbe un notevole rinforzo per continuare a lottare per una clamorosa qualificazione in Champions League. La Juve, d’altro canto, rischia di perdere il francese a parametro zero, ed il rinnovo sembra attualmente ben distante dal concretizzarsi; l’unico modo per monetizzare dalla sua partenza sarebbe dunque cederlo nell’imminente finestra di mercato invernale.

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Calcio e dintorni

Colpo esterno della Torres: Carrarese sconfitta grazie a Scappini

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CARRARESE TORRES LEGA PRO

CARRARESE TORRES LEGA PRO – La squadra di Alessandro Greco torna alla vittoria dopo un mese. Lo fa in trasferta, contro un’ostica Carrarese, grazie a un rigore di Scappini al 38’ del primo tempo. Tra l’altro, il primo rigore realizzato dai rossoblù su tre a disposizione, dopo gli errori di Suciu contro il San Donato Tavarnelle e quello dello stesso Scappini contro l’Olbia.

LA GARA

Carrarese (3-5-2): Satalino; Imperiale, D’Ambrosio, Marino; Grassini, Della Latta, Mercati, Schiavi, Cicconi; Energe, Giannetti. A disposizione: Rovida, Folino, Cerretelli, D’Auria, Bozhanaj, Andreoli, Pasciuti, Coccia, Capello, Samele. Allenatore: Dal Canto

Torres (4-4-2): Salvato; Heinz, Antonelli, R.Pinna, Girgi; Campagna, Lora, Masala, Liviero; Diakite, Scappini. A disposizione: Garau, Luppi, Pinna S., Suciu, Lisai, Gianola, Tesio, Ferrante, Bonavolontà, Carminati, Sorgente, Carboni. Allenatore: Greco.

Queste le formazioni messe in campo da Dal Canto e Greco. Gara bloccata nella prima parte di gioco, complice anche un tempo che rende difficili le giocate. Al 38’, però, la svolta del match: Cicconi atterra Campagna in area dei carraresi: Scappini è freddo di fronte a Satalino e insacca. 0-1 Torres. Cresce il nervosismo tra le due compagini e il Sig. Angelucci ammonisce Heinz, Giannetti e Energe.

La gara, anche dopo l’intervallo, regala poche emozioni, vivendo di episodi. Al 63’, ghiotta occasione fallita dai padroni di casa: Heinz fa fallo su Bozhanaj in area e l’arbitro assegna il rigore, ma Emerge non riesce ad approfittarne, colpendo il palo. All 78’ altro legno della Carrarese, questa volta con Capello che, a botta sicura, sbaglia un gol già fatto. Nel finale, Salvato tiene in vita la Torres e inchioda lo 0-1 finale in favore dei rossoblù.

LA SITUAZIONE IN CLASSIFICA

Un successo esterno importantissimo per i sassaresi, sempre al dodicesimo posto ma di nuovo a +5 sulla zona playout. Inoltre, i sardi hanno accorciato sulla zona playoff, da -8 a -5, trovandosi in un “perfetto limbo”, guardando con un pizzico di sicurezza in più all’obiettivo stagionale: restare in serie C senza passare per gli spareggi.

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Calcio Internazionale

Chi è Alejo Veliz, l’attaccante nel mirino di Lecce e Sassuolo

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CHI É ALEJO VELIZ, L’ATTACCANTE NEL MIRINO DI LECCE E SASSUOLO – Salito alla ribalta per la doppietta al River Plate nell’ultima partita di Gallardo, Alejo Véliz è diventato infatti un idolo del Rosario Central allenato da Carlitos Tevez e si è dimostrato come uno degli attaccanti più interessanti del campionato argentino.

CHI É ALEJO VELIZ – L’INFANZIA E I PRIMI PASSI NEL CALCIO

Nato il 19 settembre 2003 da un’umile famiglia di Gödeken, 190 chilometri a ovest di Rosario e più di 400 da Buenos Aires, fin da piccolo Alejo ha avuto due passioni, il calcio e il malambo, una danza folkloristica maschile: il padre Sergio lo ha portato a giocare nella scuola calcio di Gödeken quando aveva tre anni, ma tre anni dopo la famiglia si è trasferita a Bernardo de Irigoyen, città natale della madre Andrea, a 97 chilometri a nord di Rosario, in cui ha continuato a giocare nell’Unión Deportiva y Cultural. Qui ha continuato ad allenarsi in entrambe le discipline, sviluppando una non indifferente agilità che gli è rimasta utile nel calcio.

CHI É ALEJO VELIZ – L’APPRODO AL ROSARIO CENTRAL

Il 2019 è l’anno in cui Véliz ha iniziato a farsi notare, dopo aver vinto il titolo di capocannoniere nella Liga Galvense con 26 gol che ha portato all’interessamento del Colón, che l’ha ingaggiato per un periodo di prova (dove non c’era la pensione e i suoi nonni lo accompagnavano agli allenamenti) e poi al Rosario Central. A Rosario supera i due test preliminari, ma la pandemia gli impedisce di debuttare e mette in dubbio addirittura la sua voglia di continuare a giocare: Alejo però persevera nel suo obiettivo e nel 2021 debutta con la maglia dell’Academia Rosarina, per poi essere promosso nella Reserva in cui ha debuttato in Copa Sudamericana contro i venezuelani del Deportivo Táchira.

CHI É ALEJO VELIZ – L’ARRIVO IN PRIMA SQUADRA E LE VOCI DI MERCATO

Il 2022 è stato invece l’anno della sua consacrazione: fin dall’inizio del campionato Véliz ha giocato per 90 minuti nel Rosario Central nell’ala protettiva di Carlos Tevez, trovando il primo gol contro i Newell’s il 21 luglio. In seguito sono arrivati altri cinque gol e un assist, che l’hanno reso uno dei giocatori seguiti dall’Under 20 della Nazionale argentina e hanno fatto sì che molti club europei abbiano messo gli occhi su di lui, fra cui Lecce, Sassuolo, Bologna e Salernitana.

CHI É ALEJO VELIZ – UNA PUNTA VECCHIO STILE

Véliz si presenta come un attaccante da area di rigore, non eccessivamente tecnico, ma molto abile a tenere su la squadra con i suoi 187 centimetri di altezza. In Europa potrebbe diventare molto interessante, se saprà unire la sua forza con il miglioramento nella lettura della profondità e nella visione di gioco.

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