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Cercasi svolta alla carriera

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I racconti delle vite calcistiche dei giocatori sono costellati da momenti unici e irripetibili nel loro svilupparsi. Istanti decisivi che, specie nel prologo della propria storia sul campo, creano speranze figlie di un pre determinismo che finisce col battezzare i giocatori. Il tutto sta nello stabilire se questo sia un fenomeno causale o casuale. Quindi se si sta assistendo a un fuoco di paglia fine a se stesso oppure all’inizio di un qualcosa di grande.

Età anche di poco superiori ai 20 anni rappresentano uno spartiacque in questo discorso, un simbolico momento nella carriera di un professionista per stabilire la caratura della stessa. Nella frenesia di un calcio sempre più esigente nei confronti di leve sempre più giovani chiamate ad essere pronte spesso e volentieri prima del tempo alcuni giocatori faticano a emergere, continuando a rappresentare promesse mai realmente esplose.

Numero Diez analizza dunque 4 attaccanti italiani in particolare che su tutti, nel nostro panorama calcistico, rappresentano potenziali crack ancora inespressi appieno.

ANTONINO LA GUMINA

Fonte: profilo instagram @la_gumina20

La parabola di Antonino La Gumina sembrava e sembra tutt’ora rappresentare un fenomeno di per sè positivo e in costante crescita. Anno dopo anno l’attaccante siculo ha saputo distinguersi fra le fila del Palermo a tutti i livelli. Dalla scalata alle giovanili fino alla prima squadra, con una parentesi fra le fila della Ternana. L’anno della “definitiva” esplosione è senza dubbio la stagione 2017-2018, quello del ritorno nel capoluogo siculo. La cavalcata rosanero verso i playoff di quell’anno ha lui come indiscusso protagonista: i suoi 12 gol e 2 assist hanno fatto la differenza nel cammino in serie cadetta.

Un percorso che gli è valso la chiamata da parte dell’Empoli, che su tutti ha deciso di investire sul suo talento anche in Serie A. Il palcoscenico della massima serie intimidisce all’inizio la fiamma del suo talento, con la titolarità conquistata definitivamente con Iachini dopo alcune difficoltà con Andreazzoli nel trovare spazio. Il 25 novembre 2018 è una data indelebile nel suo racconto calcistico: la vetrina del Carlo Castellani lo vede segnare la sua prima rete in campionato nella vittoria contro l’Atalanta.

L’ottima stagione di La Gumina in Serie A non pone dubbi sulla sua titolarità la prossima stagione in Serie B, nel segno di un nuovo inizio per lui. Fonte: profilo instagram @la_gumina20

Un fattore, quello del gol, capace di esaltare il carisma degli attaccanti affamati di gloria: ed ecco che la rete ai bergamaschi rappresenta l’inizio di una fase positiva per lui. Titolarità conquistata, un’altra rete (contro il Bologna) e 3 assist vincenti serviti ai compagni nei match contro Frosinone, ancora Bologna, e Sampdoria. Tutto sembrerebbe volgere al meglio.

Ma ecco sopraggiungere un pericolo costante e deleterio nel mondo dello sport, quello dell’infortunio. Una lesione al legamento collaterale del ginocchio destro pone la parola fine alla sua stagione. Un fattore che complica la sua controversa scalata verso la continuità dei grandi del calcio cui aspira a unirsi. All’età di 23 anni il tempo rimane ancora relativamente dalla sua parte, con la prossima annata in cui verrà chiamato al definitivo e continuativo salto di qualità nella serie cadetta.

ANDREA FAVILLI

Fonte: profilo instagram @andreafav30

Quando si dice che il calcio d’estate fa sognare i tifosi il nome Andrea Favilli entra prepotentemente in gioco. 26 luglio 2018 è la data da ricordare, poco meno di un anno fa. Nel palcoscenico dell’International Champions Cup va in scena Juventus e Bayern Monaco. Un protagonista su tutti si prende la scena sul rettangolo di gioco fruttando appieno l’occasione di mettersi in mostra in amichevole. La doppietta del giovane bianconero crea i presupposti migliori per il futuro.

L’abbondanza offensiva della Vecchia Signora gli impedirebbe di trovare il giusto spazio nel corso della stagione, motivo per cui i bianconeri decidono di cederlo in prestito al Genoa. Quella del Grifone sembrerebbe a un primo impatto essere la vetrina perfetta per diventare grande e pronto al definitivo salto. Il talento c’è, la voglia non manca, i presupposti sembrerebbero insomma esserci tutti.

Fonte: profilo instagram @andreafav30

Ma vuoi per i continui problemi fisici riscontrati lungo il percorso, vuoi per l’inaspettata esplosione di Krzysztof Piątek l’attaccante toscano non riesce a trovare lo spazio sperato. Fra le fila dei rossoblù addirittura finisce col calcare il rettangolo di gioco solamente in 6 occasioni senza mai segnare.

Il giovane attaccante classe 1997 è ad oggi ancora lontano dai livelli di tempo. Momenti in cui ha mostrato la versione migliore di sè: dai 22 gol in 42 presenze fra le giovanili della Vecchia Signora agli 8 gol nella serie cadetta in stagione con l’Ascoli. Premesse ad oggi non mantenute come ci si sarebbe aspettato.

ALBERTO CERRI

Fonte: profilo instagram @albertocerri27

Il gioiellino del Cagliari ha tutto per poter diventare un grande. La sua corporatura fisica rappresenta lo stereotipo della prima punta fisica, capace di conciliare talento e potenza, sia nel concludere a rete che nel far salire la squadra. Il club sardo punta molto sulle sue doti nella speranza che queste possano esplodere definitivamente. I 9 milioni investiti per strapparlo alla Juventus ne sono una prova evidente.

Il resto sta tutto a lui e alla volontà di trasformare le premesse in solide realtà. La capacità di trasformare i discorsi sulla carta in certezze è la chiave di volta che rende un calciatore veramente tale. Un elemento sempre più imprescindibile nell’economia della propria squadra e nell’immaginario collettivo. Un aspetto sul quale Alberto Cerri ha ancora molto su cui lavorare.

Fonte: profilo instagram @albertocerri27

Sono tante le piazze nelle quali il giovane attaccante ha cercato di spiccare definitivamente il volo, senza però mai riuscirci. Dal Parma al Virtus Lanciano, passando quindi per SPAL, Pescara, Perugia e quindi Cagliari. In bilico costante fra il promettente e il mancato talento, quest’anno fra le fila dei sardi ha mancato di mostrare quanto di buono creato nelle annate precedenti. Su tutte quella del 2017-2018 al Perugia, dove i suoi 15 gol in 33 presenze hanno fatto sperare in un destino migliore.

Per la prossima stagione Parma e Brescia si sono fatte avanti per imbastire una trattativa col Cagliari. Il club di Casteddu tuttavia prosegue dritto sulla propria strada, con l’intenzione di dare alla punta emiliana la giusta dimensione nel quale poter esprimere il proprio potenziale ancora inespresso.

FEDERICO BONAZZOLI

Fonte: profilo instagram @federicobonazzolireal

Dulcis in fundo ecco Federico Bonazzoli. Quello che più di tutti rappresenta l’emblema simbolo di quel movimento giovanile dalle promettenti premesse che poi col tempo vanno a perdersi.

Il prologo della sua storia racconta di un attaccante dal talento cristallino, cresciuto in quel settore giovanile dell’Inter che ha visto crescere talenti come Bonucci, Balotelli e per ultimo Zaniolo. Il Golden Boy e capocannoniere della Viareggio Cup 2015 però non riesce a convincere appieno fra i professionisti.

Il potenziale di Bonazzoli trova nel termine inespresso la sua definizione ideale. Basti pensare che in 108 presenze coi club l’attaccante ha messo a segno solamente 11 reti. Un dato più che negativo per una punta. Fonte: profilo instagram @federicobonazzolireal

Comincia dunque la sua Odissea in giro per il Bel Paese. Dalla mancata occasione coi nerazzurri alla Sampdoria, passando quindi per Virtus Lanciano, Brescia e Padova. Quella che vive è un’autentica “crisi del nove” figlia della mancanza di continuità. Stagione dopo stagione, infatti, cresce sempre più la diffidenza bei suoi confronti su un talento mai realmente sbocciato.

Il tempo, una volta dalla sua parte, adesso è un nemico e un fattore per lui controproducente. Nessuno dei 14 allenatori che lo hanno visto fra le proprie fila ha saputo valorizzarlo appieno, non trovando al tempo stesso un riscontro dalle premesse intorno al suo nome.

 

(Fonte immagine di copertina: profili instagram @la_gumina20, @andreafav30, @albertocerri27 e @federicobonazzolireal)

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Flash News

Verso Turris-Avellino: Rastelli recupera Aya

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Turris Avellino

In casa Avellino, continua la preparazione verso il match contro la Turris in programma domenica alle 17:30. Gli irpini, dopo il pareggio casalingo contro la Juve Stabia, sono obbligati a vincere per sperare ancora nei playoff.

Il tecnico Massimo Rastelli però, dovrà ancora far fronte alla situazione infortunati. Aya ha recuperato definitivamente ed è tornato ad allenarsi in gruppo ma è l’unica nota positiva. Dall’Oglio e Di Gaudio infatti, stanno ancora smaltendo i fastidi lavorando a parte. Così come Ricciardi e Micovschi, che stanno continuando il programma di recupero prima del reintegro.

L’Avellino ha disperato bisogno di trovare punti lontano dal Partenio Lombardi. Il rendimento esterno, sino ad ora, è stato disastroso. Soltanto 4 punti conquistati in 8 uscite, frutto del pareggio contro il Foggia e della vittoria di Francavilla, alla prima in panchina di Rastelli.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram Us Avellino

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ESCLUSIVA – Luca Toselli sulla Juve: “Giusto confermare Allegri”

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Juventus

La Juventus sta attraversando uno dei periodi di maggior difficoltà della sua storia. Risultati che faticano ad arrivare e dimissioni improvvise di tutto il C.D.A., situazioni che non fanno passare nottate tranquille ai tifosi bianconeri. In esclusiva per Numero Diez la voce di Luca Toselli, influencer grande esperto e tifoso della Vecchia Signora seguito da centinaia di migliaia di persone sui propri account social. Di seguito l’intervista.

L’ERA ANDREA AGNELLI

Nove Scudetti, cinque Supercoppe Italiane e cinque Coppe Italia, questi i successi della Juventus nei dodici anni di gestione Andrea Agnelli. Quali parole ti senti di rivolgere nei confronti dell’operato dell’ormai ex presidente?

“Un ringraziamento per gli anni che ci sono stati di vittorie e successi nonostante gli ultimi non siano andati bene. Probabilmente la presidenza di Andrea Agnelli era ormai giunta al termine. Il fatto che si sia arrivati alla divisione per altre cause è un dispiacere ma probabilmente ci stava dopo dodici anni un cambio in cima alla piramide della Juventus”.

LE PREOCCUPAZIONI DEL MOMENTO

Da tifoso che sente la maglia bianconera come una seconda pelle, quali sensazioni stai provando in questo periodo così delicato?

“Confusione e sorpresa. Non mi spaventa il fatto di avere un presidente, bensì la dinamica e le tempistiche nel quale è avvenuto questo cambiamento. Vista dalla nostra prospettiva viviamo questo avvenimento in modo confusionario e, come un qualcosa in continua evoluzione”.

LE POSSIBILI NUOVE FIGURE DIRIGENZIALI

Prima Del Piero poi Trezeguet: due leggende del club che si sono proposte di tornare per aiutare la loro vecchia squadra. Pensi che potrebbero contribuire alla rinascita del club?

“Vedo molto più adatto Del Piero a livello dirigenziale, Trezeguet penso sia maggiormente un uomo da campo. È ovvio che due figure del genere che nel momento più buio della storia bianconera hanno deciso di scendere all’inferno con la Vecchia Signora è un qualcosa che non può fare altro che piacere”.

IL RUOLO DI MASSIMILIANO ALLEGRI

L’unico mai messo in discussione in questi giorni così intensi è stato Massimiliano Allegri. Si è parlato di possibili dimissioni non accettate, condividi la scelta di tenere il tecnico o avresti optato per un altro profilo?

“Riguardo Allegri penso sia un discorso in continua evoluzione. In caso di dimissioni di Agnelli per un nuovo progetto tecnico avrei capito un immediato cambio in panchina ma, in questa situazione di confusione, cambiare anche l’allenatore sarebbe stato un problema per i giocatori. Allegri dovrà tenere il ruolo di collante in questo momento così delicato”.

LA POSSIBILE REAZIONE IN CAMPO DELLA SQUADRA

In conclusione, come credi possa reagire la squadra sul lato sportivo al rientro dalla sosta? Riusciranno i ragazzi a gestire il peso di giocare in queste condizioni?

“Questa è la mia più grande paura. Sicuramente il momento non è felice e, qualcuno, potrebbe avere delle preoccupazioni a livello di campo. Sappiamo tutti benissimo che all’interno del rettangolo verde di gioco la testa conta tanto e, tutta questa situazione extra-campo, potrebbe provocare dei malumori”.

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Calcio Internazionale

Barcellona, interesse per Onana: le ultime

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Onana

Il Barcellona, nonostante i problemi riguardo alla liquidità, agirà sul mercato di gennaio: sono infatti tanti i nomi di Inter e Milan e che piacciono al club blaugrana.

BARCELLONA-MILANO: ASSE CALDO

Al Barcellona piacciono tanti nomi dell’Inter: si comincia da Lautaro e Skriniar concludendo con Brozovic. Ma non si ferma qui, infatti passando all’altra parte di Milano piacciono molto sia Rafael Leao, che Bennacer.

Secondo Tuttosport, però, l’obiettivo principale del Barcellona per gennaio è un portiere che faccia da vice a Ter Stegen: tutti gli indizi portano ad Onana. L’ex Ajax è un obiettivo concreto dei blaugrana, che stanno preparando un piano per sferrare l’attacco finale a gennaio.

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Calcio Internazionale

Tata Martino non è più il CT del Messico: le ultime

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Messico

Nonostante la vittoria del Messico ieri sera, ormai l’esperienza di Gerardo Martino sulla panchina della Nazionale Messicana sta per volgere al termine. Decisiva sembra essere stata infatti la non qualificazione agli ottavi di fiamme dei Mondiali in Qatar.

MESSICO-TATA MARTINO: È FINITA

Lo ha confermato lo stesso Tata Martino ieri sera dopo la partita con l’Arabia Saudita:

Dovrò trovarmi un altro futuro, la mia esperienza sulla panchina del Messico è terminata quando l’arbitro ha fatto il triplice fischio. Il mio contratto con la Nazionale termina qua”.

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