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Champions League, guida al Girone B

L’urna di Montecarlo non è stata sicuramente benevola con la squadra di Luciano Spalletti. Dopo aver rincorso disperatamente l’ingresso nel calcio che conta per sei lunghi anni, ci si aspettava che qualcuno lì in alto facesse il tifo per l’Inter. Ovviamente, essere inseriti in quarta fascia (contano solamente le prestazioni degli ultimi 5 anni in ambito europeo) significava certamente candidarsi ad un girone di ferro.

Tolto il modesto Lokomotiv Mosca era difficile pensare ad un avversario abbordabile come testa di serie, e il destino ha deciso infatti per il Barcellona. In seconda fascia il ventaglio di possibilità era già più ampio, ma anche qui il vento è andato decisamente a sfavore dei nerazzurri, accoppiandola con il Tottenham (la peggiore della seconda urna, forse alla pari del Manchester United). Per quando riguarda la formazione di terza categoria la scelta è ricadurta sul PSV Eindhoven, un avversario non irresistibile ma composto da tanti giovani con voglia di stupire.

Analizziamo i punti di forza e di debolezza sia delle avversarie che dell’Inter stessa, cercando di capire su cosa dovranno puntare i nerazzurri per accedere agli ottavi di Champions League.

PRIMA FASCIA – BARCELLONA

Peggio di così non poteva andare. Al di là dello spauracchio Real Madrid i catalani rappresentano la formazione più ostica possibile sulla carta. Se è sì vero che i blancos detengono il titolo da tre annate consecutive, bisogna anche considerare che nelle ultime stagioni non ha mai praticamente fatto mercato in entrata e, al contrario, ha perso la pedina più importante di tutte, un tal 5 volte pallone d’oro Cristiano Ronaldo. Il Barcellona d’altro canto si tiene stretto Leo Messi ed ha provveduto ad arricchire la formazione con innesti di qualità: Lenglet (dal Siviglia), i carioca Arthur e Malcom, e dulcis in fundo Vidal, uomo mercato anche proprio in casa nerazzurra. A questo si aggiunge un enorme voglia di rivalsa dei ragazzi di Valverde, visto che la coppa dalle grandi orecchie non veste blaugrana dal 2015.

PUNTI DI FORZA

I punti di forza del Barcellona sono molteplici e variopinti ma, neanche a dirlo, il pericolo numero uno rimane sempre il Diez, sua maestà Lionel Messi. Il vero e proprio faro della squadra, epicentro di tutta la manovra offensiva degli spagnoli. Attraendo su di sé ben più di un avversario dona al Barcellona il vantaggio di attaccare sempre con la superiorità numerica a favore, il che rende complicato sbilanciarsi per qualsiasi avversario. Gol a profusione e una visione di gioco sempre più affinata unica rendono l’argentino il giocatore più imprevedibile dei catalani e il primo da neutralizzare.

Se si riuscisse ad annullare il neo-capitano sarebbe decisamente un passo avanti per la vittoria, ma la corazzata blaugrana ha tante, troppe frecce al proprio arco. Il 4-3-3 iperoffensivo scelto da Valverde in questo avvio di stagione sembra essere il giusto compromesso fra vittorie e spettacolo, e permette soprattutto di far coesistere, tra gli altri, i due acquisti più costosi del club e di tutto il calcio spagnolo: Dembelé Coutinho. Il duo agisce liberamente sulla zona mancina del campo, con Coutinho nel ruolo di mezzala, nelle vesti precedentemente indossate da Iniesta. Dembelè invece, grazie al suo ambidestrismo, ha sia il compito di perseguire l’azione sulla fascia cercando il fondo o il dialogo con Jordi Alba, che di rientrare sul destro per cercare la porta o il fraseggio breve con Suarez, Messi o lo stesso Coutinho.

Conclude il quartetto avanzato un certo Luis Suarez. La sua intesa con Messi è ormai da annali del calcio, e la devozione per tutto il reparto offensivo lo rende una mina vagante a 360 gradi. Se ai quattro giocatori offensivi aggiungiamo anche Ivan Rakitic, fresco vice-campione del mondo, possiamo delineare il quadro di una squadra votata molto all’attacco e che, per sfortuna degli avversari, ci riesce alla perfezione. I numeri? In questo avvio di Liga ha segnato una media 12 gol in 3 partite con ben sei giocatori diversi a segno: guarda caso, proprio i sei sopracitati.

Non che il reparto arretrato sia da meno. Un portiere di primissimo livello e in netta crescita come Ter-Stegen e una spina dorsale di tre campioni del Mondo, come Piqué-Umtiti-Busquets, rendono difficilmente penetrabile la retroguardia blaugrana. La difesa del Barcellona è al momento la seconda migliore di Spagna con 2 reti al passivo.

PUNTI DI DEBOLEZZA

Se proviamo ad analizzare i punti deboli di qusta armata ci si rende conto che, in qualche modo, combaciano proprio con i punti di forza. L’attaccamento spasmodico a Messi è il primo problema degli spagnoli. Quando la Pulce non è in giornata (non che capiti spesso…), la squadra imploderebbe su sé stessa in quanto privata del proprio punto di riferimento. Dal punto di vista tattico la propensione esagerata della squadra, soprattutto sulle fasce, risulta una lama a doppio taglio. Uno squilibrio eccessivo mette in mostra il fianco agli avversari, pronti ad affondare nella carne qualora si dovessero trovare in un contropiede favorevole.

Per accentuare queste situazioni ci affidiamo al terzo ed ultimo punto debole dei blaugrana, la ricerca ossessiva del gioco palla a terra. La ragnatela di passaggi è il punto forte del Barcellona, atto ad avvinghiare gli avversari come un boa sino a quando, stremati, non si lasciano affondare. Spesso ricercano il passaggio anche in situazioni estreme, e questo è ciò può condannarli: un recupero palla al momento dell’azzardo avversario vorrebbe dire inferiorità numerica al contropiede.

SECONDA FASCIA – TOTTENHAM

Anche qui la fortuna ha sbeffeggiato i nerazzurri, ponendoli faccia a faccia con la più tosta dell’urna. Il Tottenham di Pochettino è un squadra davvero temibile la quale, tra l’altro, ha riconfermato in toto il gruppo, non eseguendo nessuna operazione di mercato. La scorsa annata si è piazzata terza in Premier League, dietro le due di Manchester, e alla medesima posizione sia per numero di gol segnati che concessi. In un campionato competitivo come quello inglese distinguersi, e avere continuità di risultati, non è facile, a maggior ragione senza effettuare gli stessi investimenti degli altri club. Anche il percorso in Champions League dello scorso anno non fu affatto negativo: primo posto nel girone lasciandosi alle spalle il Real Madrid.

PUNTI DI FORZA

La qualità migliore degli Spurs è indubbiamente la qualità del gioco. Pochettino ha una filosofia molto “guardiolana” del calcio, improntata ad un attento possesso palla. Molto capace nella tenuta del pallino e a verticalizzare nel momento di frattura delle difese avversarie, il Tottenham è una squadra davvero ostica da battere. Basti pensare che in otto partite di Champions lo scorso anno, è uscito sconfitto soltanto una volta, a Wembley contro la Juventus.

Il secondo punto di forza è l’estro. La moltitudine di fantasisti in rosa rende il Tottenham una squadra imprevedibile. Giocatori come Eriksen, Alli, Son e Lucas Moura si rivelano una spina nel fianco a difesa schierata e in contropiede. La scorsa stagione, tolto uno spento Lucas Moura ritrovato solo quest’anno, i tre “tenori” hanno segnato ben 46 reti e impacchettato 41 assist.

Ultima nota dolente per l’Inter e tutti gli avversari del Tottenham è la flessibilità. Nelle prime quattro partite di Premier League Pochettino ha schierato ben tre moduli differenti: 4-2-3-1, 3-5-2 e 4-3-1-2. Complice forse l’esodo nazionale di Son, gli Spurs si stanno rivelando una squadra non incatenata ad una idea tattica, ma sono adattabili facilmente all’avversario che hanno di fronte.

Non mancano poi le alternative nella ricca panchina dei londinesi: giocatori come Aurier, SissokoWanyamaLamela e Llorente farebbero la differenza in molte squadre di vertice.

PUNTI DI DEBOLEZZA

Difficile trovare punti deboli ad una squadra così rodata, ma certamente l’inesperienza è fra questi. Qualificata ai gironi di Champions League solamente da tre stagioni, agli appuntamenti importanti la squadra londinese ha sempre toppato, rivelando la propria inadeguatezza quando le partite pesano di più. Basti pensare che negli ultimi tre anni i migliori risultati raccolti sono stati un ottavo di finale di Europa League e un ottavo di finale di Champions, peraltro mandato al vento lo scorso anno disponendo di un doppio vantaggio (il 2-2 a Torino e il provvisorio 1-0 firmato Son).

Simile al Barcellona, un’altra debolezza degli Spurs è la tendenza a specchiarsi. Invece di chiudere la partita in cassaforte, arretrando il baricentro, spesso e volentieri tendono a mantenere un gioco offensivo prendendosi rischi oltremisura. La sfida di Londra contro la Juventus della scorsa Champions League ne è, ancora, un chiaro esempio.

TERZA FASCIA – PSV EINDHOVEN

Attenzione, squadra assolutamente da non sottovalutare. Vista dagli occhi dei più come la cenerentola del girone, la squadra campione d’Olanda la scorsa stagione ha perso solamente tre partite in campionato, segnando ben 87 reti. E quest’anno non è da meno: in 4 partite ha segnato 14 gol subendone tre, e si è qualificata ai gironi con una doppia vittoria (3-2 in Bielorussia e 3-0 in Olanda) ai danni del BATE Borisov.

PUNTI DI FORZA

Il PSV è una squadra che, come tipico delle olandesi, punta molto al gioco veloce. Gli attaccanti esterni Bergwijn e Lozano, mattatore della Germania ai Mondiali, costituiscono la minaccia principale, grazie anche alla collaborazione dei terzini e soprattutto delle sponde del numero 9 de Jong. In campionato soltanto il trittico ha già siglato 10 gol.  A differenza di Barcellona e Tottenham, che tenderanno a fare la partita, gli olandesi opteranno spesso per i lanci lunghi in profondità sulle ripartenze. A difesa non schierata è facile subire attacchi devastanti per l’Inter.

PUNTI DI DEBOLEZZA

Facile capire che ad una squadra di questo livello manchi l’attitudine. L’ultimo ottavo di finale disputato in Champions League risale alla stagione 2006-2007. Poco abitutati alle grandi sfide, a maggior ragione la tenera età media della squadra, già solamente il palcoscenico di un Meazza tutto esaurito potrebbe far tremare le gambe a molti baldi giovani.

La debolezza per eccellenza delle squadre di questo calibro è la mancanza di campioni. A decidere una sfida di alto livello è spesso e volentieri la grande individualità, che al PSV manca. La personalità dei numeri uno che l’inter vanta in rosa permette ai nerazzurri di partire quasi sul punteggio di 1-0, specialmente in casa.

POSSIBILITÀ DI PASSAGGIO

Un girone peggiore non poteva capitare, anche se l’Inter stessa non sarà avversario gradito per le altre. Il ritorno in Champions dopo anni di assenza è un’arma a doppio taglio, sia perché incentiva i giocatori, sia perché li responsabilizza molto senza avere grande esperienza come singoli e gruppo. La gara d’esordio, a San Siro contro il Tottenham, può già dire molto sulle possibilità di passare il girone.

Ipotizzando che il Barcellona faccia en plein, è chiaro che i nerazzurri dovranno giocarsi soprattutto con il Tottenham le possibilità di accedere agli ottavi, e il debutto a San Siro sarà fondamentale. Non vincere, o addirittura perdere, vorrebbe dire sperare di fare punti con il Barcellona o che gli Spurs inciampino con il PSV. Se l’andamento rispetterà le aspettative, per avere la certezza matematica basteranno allora 10 punti, oppure 9 se nel doppio confronto dovesse avere la meglio l’Inter nella differenza reti.

Questo è ciò che attende l’Inter, un girone di difficoltà 9.5/10.

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