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Kudus e Rico Lewis: la Champions League chiude i battenti

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Kudus e Rico Lewis: la Champions League chiude i battenti

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La fase a gruppi della Champions League volge al termine, dopo aver eletto le 16 squadre che si contederanno i prossimi ottavi di finale. In ocassione dell’ultima giornata, ritorna anche la rubrica per mettere in evidenza il migliore giocatore under-23 del martedì e del martedì.

Dopo una fase a gruppi in cui è stato spesso protagonista, la palma di migliore del martedì se la guadagna Mohammed Kudus. Il trequartista ghanese dell’Ajax ha annientato la difesa dei Rangers con le sue giocate, permettendo ai lancieri di blindare, perlomeno, un posto in Europa League. Nei match del mercoledì, invece, la palma di migliore se la guadagna un improponibile sconosciuto, emerso dalle giovanili del Manchester City. Si tratta di Rico Lewis, che a neanche 18 anni, si carica il Manchester City sulle spalle, aprendo le marcature nella rimonta dei citizens sul Sevilla.

MOHAMMED KUDUS

4 gol e 2 assist in 6 partite sono un bottino che non dovrebbe passare inosservato, specialmente in Champions League. Ed invece per Kudus è, inspiegabilmente, successo così. Nell’Ajax etichettato sin da subito come la mina vagante del girone A, il ghanese ha indossato le vesti del tuttocampista goleador.

La sua storia parte da molto lontano: precisamente da due gravi infortuni. Uno al ginocchio, nell’ottobre 2020, lo costringe al forfait per cinque mesi, ricaduta compresa, dopo aver tentato di bruciare le tappe. L’altro, a novembre 2021, lo stronca nella stagione che doveva essere quella della consacrazione. L’Ajax della scorsa stagione resiste anche senza di lui, superando il turno a punteggio pieno. Ma agli ottavi di finale dice addio alla Champions League. L’estate passata ha segnato una diaspora tra i lancieri, in cui è andato via anche l’allenatore Ten Hag. Al suo posto c’è Schreuder, che mette subito Kudus in cima alle sue preferenze.

Il centrocampista ghanese ha grandi abilità nel portare palla e nel finalizzare. Schreuder, in mancanza di un vero e proprio bomber lo rende il suo nuovo numero 9. Il ruolo di punta, con libertà di svariare su tutto il fronte d’attacco, lo valorizza a pieno. E nei 452 minuti giocati in Champions League, mette a referto ben 4 reti.

Nel match di martedì scorso, ad Ibrox, casa dei Rangers, ha dato il mostrato del repertorio. Un assist a Berghius, dopo solo 4 minuti ed un gol alla mezz’ora, su un pallone gustosissimo ricevuto da Wijndal e piazzato alle spalle di McGregor. A questa rete si sommano anche quella del match di andata e quelle a Napoli e Liverpool, con relativa esultanza in tre stadi diversi. Ibrox, Johann Cruijff Arena e Anfield. Concludendo, così, al meglio questa sua Champions League.

RICO LEWIS

Rico Lewis si è preso la scena dell’Ethiad Stadium al suo esordio assoluto da titolare in Champions League. Pep Guardiola lo ha gettato in campo, a giochi praticamente fatti, nella corsa al primo posto. Ed il terzino inglese ha ripagato il suo allenatore con una prestazione di altissimo livello, culminata con una rete più importante di quanto sembra.

Il Manchester City ha ospitato il Sevilla tra le mura domestiche, dando largo spazio ai giovani in uscita dall’Accademy. Tra questi sbuca il promettente Palmer, già con qualche presenza tra i grandi alle spalle. Ma anche Sergio Gomez (2000) e i due acquisti estivi: Ortega e Alvarez. Inevitabilmente, però, l’attenzione è caduta su Rico Lewis, classe 2004 inglese caricato della pesante eredità di sostituire Joao Cancelo e Kyle Walker nel ruolo di terzino destro.

Il Sevilla, decisamente con i migliori undici a disposizione, va in vantaggio grazie alla rete di Rafa Mir alla mezz’ora. Nella ripresa, però, è proprio l’ultimo golden boy di casa City a suonare la carica. Con una discesa di prepotenza e voglia di fare bene, Lewis raccoglie un suggerimento di Julian Alvarez e catapulta la palla alle spalle di Bono. La rete del terzino è la spinta decisivia per far scattare la molla della corazzata di Guardiola, che dopo 20 minuti completa la rimonta proprio con Alvarez e al minuto 83 arrotonda con Mahrez. Con questa vittoria, la squadra mantiene l’imbattibilità e chiude il girone di Champions League a quota 14 punti. Una piccola parte di questo successo è del difensore inglese, già definito come l’ultimo “figlio dell’Ethiad“.

CONFRONTO TRA I DUE

Mohammed Kudus si porta dietro una narrazione che lo dipinge come un futuro crack. Se non, addirittura, già come certezza. L’Ajax ha investito da tempo su di lu, facendolo crescere e proteggendolo dagli assalti provenienti dal calciomercato, per permettergli di sbocciare come deve. Ed il lungo e duro lavoro, minuzioso e attento, ha dato i suoi primi frutti. Kudus è un giocatore su cui molte squadre di alto calibro hanno messo gli occhi. Non solo per le sue doti tecniche invidiabili, ma anche per la sua abilità a destreggairsi in più ruoli. Da trequartista puro, ha saputo distinguersi come mezzala di intensità e corsa, così come da esterno alto nel tridente. Fino a diventare una seconda punta affidabile e rocciosa, a discapito dei suoi 177 cm di altezza che potrebbero suggerire il contrario. Probabilmente già nella prossima sessione di calciomercato sarà tra i nomi più caldi in lizza per lasciare l’Olanda, con tante pretendenti che lo stanno seguendo attentamente.

Rico Lewis, invece, è un nnome di primo pelo in questo palcoscenico. Al debutto da titolare in Champions League e, in generale, alla sesta assoluta tra i grandi, il difensore inglese attira su di sè tutti i riflettori. Le doti tecniche non si sono viste a pieno, ma se Guardiola ha deciso di lanciarlo dal primo minuto, ci sarà da fidarsi. Dal canto suo, Lewis ha messo in mostra un ottima abilità nel portare palla e grandi doti da passatore, a cui si unisce corsa, sacrificio e grinta da vendere. Questo 17enne, che ne farà 18 tra poco meno di tre settimane, vuole diventare protagonista nell’immediato futuro. E da come ha iniziato, le promesse fanno ben sperare. Nel frattempo, il Manchester City se lo gode, con la sua carismatica risposta ad un test da non sottovalutare: è pur sempre una notte di Champions League.

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Champions League

Cambiasso elogia l’Inter: “Secondo tempo con l’Atletico dominato, l’esultanza di Arnautovic non è casuale”

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Cambiasso

Nel post partita di Inter-Atletico Madrid, gara d’andata degli ottavi di finale di Uefa Champions LeagueEsteban Cambiasso, il Cuchu per i più affezionati, ha commentato positivamente la prestazione della sue ex squadra. L’Inter sta convincendo su tutti i fronti e mantenere la rete inviolata in 21 partite stagionali su 32 non è per molti. Sommer è il migliore nei top 5 campionati su questo punto di vista, con soli 14 gol subiti.

Il merito va attribuito a una compattezza di squadra rara da vedere in altre squadre, con un reparto difensivo difficilmente penetrabile. Centrocampo e attacco sono semplicemente devastanti e abbinano quantità e qualità in maniera sinergica.

L’ex centrocampista argentino ha espresso la propria opinione a riguardo negli studi di Sky Sport al termine del match contro gli spagnoli guidati da Simeone.

ANALISI DEL MATCH – “È stata una partita molto tattica e pensata. L’Atletico ha avuto più possesso palla, ma l’Inter ha avuto le occasioni più chiare e nella ripresa ha anche dominato il gioco. Vittoria meritata“.

LE PAROLE SU ARNAUTOVIC – “Sono molto contento per Arnautovic, si vede che sente le partite. L’esultanza non è casuale. Si vede che si far voler bene dai tifosi e dai compagni, che sono andati in massa ad abbracciarlo dopo il gol”.

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Champions League

Napoli-Barcellona, Capello: “Azzurri troppo insicuri ma negli ultimi 20′ c’è stata una reazione”

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Capello napoli

Stagione turbolenta quella del Campioni d’Italia che, dopo la vittoria del campionato dello scorso anno, stanno ora faticando, trovandosi al momento in nona posizione in classifica. Il Napoli di Aurelio De Laurentiis ha cambiato tre volte la guida tecnica in meno di un anno. Dopo Luciano Spalletti, infatti, sono arrivati Rudi Garcia e Walter Mazzarri, prima e ora Francesco Calzona. Il tecnico, attualmente CT della Slovacchia, ha firmato tre mesi mantenendo il doppio incarico. Per lui si tratta di un ritorno sulla panchina azzurra, dopo l’esperienza da vice di Sarri tra il 2015 e il 2018.

Fabio Capello, ai microfoni di Sky Sport, ha parlato dell’esordio del nuovo tecnico contro il Barcellona nell’andata degli ottavi di finale di Champions League al Maradona, match terminato in parità.

LE SUE PAROLE

NAPOLI IN DIFFICOLTÀ – “Ho visto i giocatori insicuri, hanno giocato con paura, come se il Maradona non fosse il loro stadio. Passaggi deboli e sempre orizzontali, il pressing del Barcellona ha messo in grande difficoltà il Napoli. Poi i venti minuti finali alla rovescia, dove il Napoli è rinato: grazie a Lindstrom, Raspadori e Politano, dopo una ottima prima parte di Meret che ha tenuto la squadra in partita“.

ULTIMA PARTE DI GARA – “Negli ultimi 20 minuti il Napoli mi è piaciuto, giocando veloce e compatto ha messo in difficoltà il Barça. Il Napoli deve far partire da qui la gara di ritorno. Non è solo una questione di testa. Lobotka è stato osannato lo scorso anno, stasera si nascondeva. Questo significa che c’è insicurezza“.

BRUTTO GESTO –Kvaratskhelia non mi è piaciuto: non deve fare quei gesti, se esci devi abbracciare il compagno, non fare così“.

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Napoli-Barcellona, Cannavaro: “Osimhen è un campione, Kvara deve avere rispetto dei suoi compagni”

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Ieri sera è andata in scena il primo atto degli ottavi di finale di Champions League tra Napoli e Barcellona. Il match è terminato 1-1, con il pareggio siglato da Osimhen dopo il momentaneo vantaggio degli ospiti firmato Lewandowski. Fabio Cannavaro ha analizzato la partita ai microfoni di Amazon Prime Video, commentando il gol dei padroni di casa e soffermandosi sulla reazione poco felice di Kvaratskhelia dopo essere stato sostituito. Di seguito le dichiarazioni dell’ex difensore e pallone d’oro del 2006.

LE PAROLE DI CANNAVARO

I DUE GOL – “Ingenuo il difensore sul gol di Osimhen, devi aspettare e non andare a terra. Ha commesso due errori insieme. Osimhen è un campione, un giocatore che fa la differenza e che fa la fortuna di ogni allenatore. Il gol di Lewandowski? Quando un difensore si fa passare il pallone in mezzo alle gambe, ammazza il suo portiere. La palla non deve mai passare in mezzo alle gambe, è la regola numero uno per i difensori”.

LA REAZIONE DI KVARA DOPO IL CAMBIO – “Devi avere rispetto anche per i tuoi compagni che stanno entrando in campo e che si allenano ogni giorno come te. Un allenatore nuovo magari vuole anche dare la possibilità a che è più fresco. Questi atteggiamenti, per un allenatore, danno fastidio”.

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Calcio Internazionale

“NAPOLI C’È” – La Rassegna del Diez

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La rassegna stampa è senza alcun dubbio il miglior modo per iniziare la giornata. Ecco quindi le prime pagine dei principali quotidiani sportivi internazionali per la giornata di oggi.

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