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Champions time: alla scoperta del Girone D

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Champions time: alla scoperta del Girone D

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La coppa dalle grandi orecchie è diventata un’ossessione. Lo è diventata soprattutto per chi, più di tutti, si è avvicinato al trofeo più ambito d’Europa, chi lo ha sfiorato senza avere la possibilità di portarlo a casa. Atlético Madrid e Juventus si sono alternate dal 2014 al 2017 nel triste ruolo di perdenti finaliste, e l’urna di Nyon ha deciso, come se fosse uno scherzo del destino, che nel Girone D della Champions League 2019-20 fossero inserite proprio la squadra Campione d’Italia e la società rojiblanca, un binomio al quale abbiamo assistito anche lo scorso anno nel corso degli ottavi di finale. Ancora una volta, dunque, Atlético e Juventus: culture, idee, collettivi e giocatori agli antipodi. Uno spettacolo assicurato. D’altronde le due gare andate in scena lo scorso febbraio ne sono la testimonianza più lucida. Al perentorio 2-0 con il quale gli spagnoli sconfissero la Juve nel turno d’andata, rispose uno schiacciante 3-0 autografato con dedica dal giocatore più determinante del mondo nell’ultimo decennio. Cristiano Ronaldo, in quella notte, si prese sulle spalle l’intero Allianz Stadium e diede vita ad una delle più emozionanti rimonte che l’Italia, prima, e l’Europa, poi, ricordi.

Le favorite per il passaggio del turno non possono che essere le sopracitate Atlético Madrid e Juventus. Ma guai a sottovalutare l’equilibrio e la creatività del Bayer Leverkusen, possibile imbucata in una festa che vede, apparentemente, solo due invitati speciali. E poi dall’Est ecco la mai doma Lokomotiv Mosca. La squadra russa, dopo uno stupefacente 2° posto in campionato alle spalle dello Zenit, avrà l’arduo compito di guastare la festa a chi parte favorito con la speranza di raccogliere più quanti punti possibili in casa.

JUVENTUS

I bianconeri, inutile dirlo, partono con i favori del pronostico. Ma soprattutto rientrano tranquillamente nel novero delle squadre maggiormente attrezzate alla conquista della Champions League, il grande obiettivo – finora mancato – della gestione Agnelli. Doveroso ripartire da quella nefasta notte di Torino, quando l’Ajax per quasi un’ora di partita giocò un calcio meraviglioso, incontenibile, che rese la Juventus piccola piccola dinanzi a chi piccolo lo era per davvero. Oggi la squadra che si presenta ai nastri di partenza della nuova Champions è una squadra diversa: non tanto nei giocatori, che pure sono cambiati e dei quali avremo occasione di parlare, ma soprattutto nelle idee e nella filosofia del gioco. L’arrivo di Maurizio Sarri in panchina ha portato in casa Juve una ventata di rinnovamento. Spazio, dunque, al fraseggio, ai tocchi di prima, alle azioni corali, al talento e alla velocità di gamba e di pensiero.

(Fonte: Profilo Instagram Juventus F.C.)

Vero è che assimilare concetti di gioco così radicali non sarà facile. E non è un caso che la Juventus che abbiamo visto vincere prima a Parma e poi in casa contro il Napoli, più che la nuova e armoniosa Juve di Sarri sembrava essere ancora quella cinica, spietata e letale Juve di Allegri. Ma i giocatori adatti al metodo-Sarri ci sono e sarà solo una questione di tempo. In difesa – il cui equilibrio è fondamentale per il tecnico toscano – è arrivato il brasiliano Danilo, nell’ambito dell’operazione che ha visto salutare Cancelo in direzione Manchester City, e soprattutto Matthjs De Ligt.

(Fonte: profilo Twitter @Miralem_Pjanic)

L’acquisto del centrale olandese è stato il trasferimento pù importante della sessione estiva dei bianconeri. Con De Ligt la Vecchia Signora ha preso uno dei migliori difensori centrali del futuro. Nonostante le difficoltà intraviste nelle prime uscite stagionali, De Ligt rimane un giocatore dotato di una personalità senza eguali e di concetti difensivi moderni, che vanno sì limati e curati, ma che lo hanno portato ad essere l’oggetto del desiderio delle più grandi squadre del globo. A centrocampo si aspetta il recupero di Ramsey, calciatore che a naso potrebbe replicare quello che a Napoli è stato in grado di fare Hamšík, sempre sotto la guida di Sarri. Il gallese, oltre a tanta esperienza, al centrocampo della Juve porta dinamismo, qualità in fase d’inserimento e fiuto del gol, quello che è mancato nelle ultime stagioni dopo gli addii di Vidal e Pogba.

Infine l’attacco. Al centro di tutto ovviamente Cristiano Ronaldo. Non è un insulto dire che la Juventus stia sempre più diventando ronaldocentrica, è più un dato di fatto: l’asso portoghese lo scorso anno ha segnato 28 gol stagionali, quasi il triplo degli altri due migliori marcatori juventini, Mandžukić e Dybala, che si sono fermati a quota 10. Ed è proprio su CR7 che la Juventus deve fare affidamento per riportare una coppa che a Torino manca da ormai troppi anni. Può essere una piacevole sorpresa Gonzalo Higuaín. Dopo l’infelice parentesi al Milan e al Chelsea l’argentino è ritornato alla base ed è riuscito, almeno per il momento, a convincere Sarri. Così come Douglas Costa, praticamente inesistente l’anno passato. Attenzione, invece, ai musi lunghi. Dybala parte come riserva del Pipita, Rabiot e Bernardeschi continuano a scaldare la panchina ed Emre Can ha pubblicamente dichiarato di essere stato illuso dalla società. La stagione è appena iniziata, la rincorsa alla Champions anche.

(Fonte: profilo Twitter Juventus)

ATLÉTICO MADRID

Durante l’estate abbiamo più volte parlato delle grandi potenzialità del nuovo Atlético Madrid che stava per nascere. A calciomercato concluso, possiamo tranquillamente confermare quella che prima era solo una sensazione: quest’anno l’Atleti c’è e deve vincere. Gli spagnoli sono reduci da una mini rivoluzione estiva: via Godín, Juanfran,, Lucas, Filipe Luis, Rodri e Griezmann; dentro Felipe, Trippier, Herrera, Llorente e João Félix. Soprattuto João Félix. Perché il giovane attaccante portoghese, dopo l’esplosione in maglia Benfica, ha il pesante fardello di dover ripagare in qualche modo i milioni spesi dai colchoneros. E le prime partite stagionali promettono bene.

(Fonte: profilo Twitter Atletico Madrid)

Il faro dell’Atlético non può che essere il Cholo Simeone. Il tecnico argentino è ormai una garanzia sotto tutti i punti di vista, un’allenatore che ha trasmesso una mentalità vincente fuori dal comune. I tanti acquisti estivi possono ovviamente rappresentare un’incognita, ma stiamo parlando comunque di ottimi calciatori. Per sostituire il capitano dell’era Simeone, Godín, gli spagnoli hanno deciso di puntare sul brasiliano ex Porto Felipe e sul 24enne spagnolo Mario Hermoso, all’occorrenza anche terzino sinistro, colonna dell’Espanyol e già nel giro della Nazionale. Di grande spessore è stato l’acquisto di Kieran Trippier dal Tottenham per 25 milioni di euro: terzino destro di spinta con particolare attenzione ai calci piazzati. In mezzo al campo le colonne portanti rimagono Koke, divenuto capitano, e Saùl.

(Fonte: profilo Instagram Atletico Madrid)

Gli arrivi di Llorente e Herrera garantiscono al Cholo alternative di livello. In attacco ecco il colpo più importante dell’estate: João Félix è il giocatore chiamato a raccoglier la pesante eredità di Griezmann, passato al Barcellona. Un giocatore di classe sopraffina che in Champions League potrà definitivamente affermarsi, a soli 20 anni, tra le stelle più luminose del firmamento europeo. Una menzione di riguardo la meritano anche Diego Costa e Álvaro Morata, chiamati a turno ad affiancare il fuoriclasse portoghese. I loro gol saranno fondamentali, la loro presenza decisiva per tentare l’assalto alla Coppa dei Campioni, una maledizione anche per l’Atleti.

(Fonte: profilo Twitter Uefa Champions League)

BAYER LEVERKUSEN

Le squadre tedesche sono sempre squadre da non sottovalutare. Ancor di più se si parla del Bayer Leverkusen, che non sarà quel Bayer del 2002 che riuscì a contendere la Champions al Real Madrid – poi perse la finale, il campionato all’ultima giornata e la finale di Coppa nazionale – ma è pur sempre una squadra pericolosa e con la quale meglio andare con i piedi bene piantati per terra.

(Fonte: profilo Instagram Bayer Leverkusen)

Le Aspirine hanno chiuso l’ultima stagione al quarto posto, guidati dall’olandese Peter Bosz, subentrato a dicembre e capace di rilanciare le ambizioni di una rosa di ottime individualità. La più interessante è ovviamente quella di Kai Havertz, stella classe ’99 già al centro del progetto della Nazionale tedesca. A soli vent’anni il tedesco ha collezionato 30 gol e 22 assist in 108 presenze, è il gioiello della squadra di Bosz e su di lui ha messo gli occhi il Bayern Monaco. Nasce come ala destra dotata di un mancino vellutato e terrificante al tempo stesso, anche se ormai si è trasformato in un trequartista. Sulle fasce, infatti, giocano Bellarabi, funambolo della fascia destra dal 2014 al Bayer, e il giamaicano Leon Bailey, estroso esterno sinistro che abbina velocità e potenza.

(Fonte: profilo Facebook Kai Havertz)

Il capitano del Bayer Leverkusen è Lars Bender – in rosa c’è anche il fratello gemello Sven, ex Dortmund – centrocampista centrale che può giocare anche in difesa. In questo inizio di campionato – 7 punti nelle prime tre – sono stati utilizzati poco i nuovi acquisti Diaby, Alario e Sinkgraven. Molto più utilizzato è stato Demirbay, arrivato dall’Hoffenheim per più di 30 milioni di euro e che in poco tempo si è imposto titolare negli schemi di Bosz, chiamato a rimpiazzare un altro gioiello del calcio tedesco come Julian Brandt, acquistato dal Borussia Dortmund per 25 milioni.

(Fonte: profilo Instagram Bundesliga)

Un po’ di dubbi rimangono sulla tenuta mentale di una squadra, che lo scorso anno ha iniziato piuttosto male la stagione. Anche l’esperienza europea ci racconta di una società che storicamente ha fatto sempre fatica ad andare avanti nelle competizioni continentali. Peter Bosz ha raggiunto la finale di Europa League nel 2017 alla guida dell’Ajax, dando vita a quel ciclo coinciso con l’exploit dello scorso anno. Ma l’anno seguente sulla panchina del Dortmund ha chiuso il girone senza vincere neanche una partita. Insomma, le potenzialità per far bene ci sono tutte. Ma bisogna lavorare meglio e più degli altri.

LOKOMOTIV MOSCA

La cenerentola del Girone D della Champions League è ovviamente la Lokomotiv Mosca. Mai sottovalutare gli avversari, si sa, ma in questo caso il sorteggio ha inserito i russi, a differenza della scorsa edizione, in un girone molto complicato. Eppure la Loko rimane una squadra comunque competitiva che non va presa sottogamba.

L’allenatore è Yuri Semin, 72 anni, un totem del calcio russo. In campo il capitano è il croato Vedran Corluka, che in carriera vanta diverse presenze con Tottenham e nazionale croata. Al suo fianco ecco un ex juventino: Benedikt Höwedes, classe ’88, che in Italia ha vestito la maglia bianconera per tre volte trovando anche una rete. A centrocampo quest’estate è arrivato dall’Inter Joao Mario, presentato in pompa magna e che pare essersi ambientato piuttosto bene in quel di Mosca. Le stelle dei “Ferrovieri” sono, però, due giovani trequartisti. Si tratta di Anton e Alexsey Miranchuk: fratelli gemelli dall’innata qualità. Classe ’95, sono i due gioielli della squadra moscovita che si affida alla creatività del mancino di Alexsey e al fiuto del gol di Anton, che ha chiuso l’ultima stagione con 16 reti totali. Hanno partecipato, senza essere titolari, ai Mondiali di casa dell’estate scorsa. Ora hanno raggiunto la piena maturità tecnica per poter spiccare il volo verso campionati più importanti. Vedremo.

(Fonte: profilo Twitter Lokomotiv Mosca)

In attacco il bomber è Fedor Smolov, anche lui colonna della Nazionale (14 reti in 39 presenze), autore di un buon inizio di campionato e con una ottima confidenza con la porta avversaria. La sorpresa potrebbe essere la rinascita del metronomo polacco Krychowiak, che dopo esser esploso al Siviglia, ha fatto molta fatica ad imporsi al PSG e al West Brom. Non si preannuncia, dunque, un girone facile per i russi. Che hanno però tutte le intenzioni di migliorare il malinconico ultimo posto della scorso anno.

CALENDARIO

Prima giornata 18/09: Atlético v Juventus, Leverkusen v Lokomotiv Moskva

Seconda giornata 01/10: Juventus v Leverkusen, Lokomotiv Moskva v Atlético

Terza giornata 22/10: Atlético v Leverkusen (18:55 CET), Juventus v Lokomotiv Moskva

Quarta giornata 06/11: Lokomotiv Moskva v Juventus (18:55 CET), Leverkusen v Atlético

Quinta giornata 26/11: Lokomotiv Moskva v Leverkusen (18:55 CET), Juventus v Atlético

Sesta giornata 11/12: Atlético v Lokomotiv Moskva, Leverkusen v Juventus

(Fonte immagine di copertina: profilo Twitter di Miralem Pjanic)

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Calciomercato

La Rassegna Social del Diez – Enzo al Chelsea, impresa Cremonese!

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Punto d’informazione, di impressioni e passioni condivise, i social network oggi più che mai raccontano le emozioni dei tifosi. Numero Diez vi presenta la rassegna dedicata ai più importanti messaggi della giornata di ieri.

 

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Coppa Italia

Barak si gode la vittoria della sua Fiorentina: “Siamo stati bravi, contava solo vincere”

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Barak

La Fiorentina supera il Torino per 2-1 e accede alle semifinali della Coppa Italia. Nel post partita, ai microfoni di Mediaset, il centrocampista dei viola Antonin Barak ha espresso tutta la sua soddisfazione per il passaggio del turno:

LA PARTITA “Abbiamo fatto molto bene. Queste sono partite secche e vanno vinte. La prestazione non conta, siamo stati bravi. Peccato solo per il gol subito ma siamo contenti di essere in semifinale”.

AMRABAT “Non voglio parlarne, sono cose di spogliatoio e non sarebbe giusto. Lui è un grande professionista ed un giocatore molto importante per noi”.

 

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Zaniolo scrive una lettera ai tifosi: “Mi metto a completa disposizione della Roma”

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Il trend topic del periodo, in casa Roma, si chiama ovviamente Nicolò Zaniolo. L’ex Primavera dell’Inter ha chiesto la cessione e dopo una serie di note vicissitudini è in collisione con il club capitolino che lo ha escluso dal progetto tecnico. Per porre rimedio ad una situazione apparentemente irreparabile, Zaniolo ha scritto una lettera alla redazione dell’ANSA.

LE LETTERA

“Sono state dette e scritte molte cose che mi riguardano in queste ultime settimane e parecchie non sono veritiere. Sono arrivato a Roma da sconosciuto e Roma e i romanisti mi hanno accolto come uno di loro. Mi hanno trasmesso fiducia, coraggio e affetto nei momenti terribili e bui degli infortuni. A Tirana, con quel gol, sentivo di aver ricambiato tutto ciò che avevo ricevuto, contribuendo a regalare una gioia indimenticabile a tutti i romanisti.

A 23 anni ho vissuto esperienze che molti miei colleghi non vivono in un’intera carriera: cadere, rialzarsi, cadere di nuovo, rialzarsi ancora, vincere. In questi ultimi mesi ho attraversato un periodo delicato, in cui risultava difficile capire quale sarebbe stato il mio futuro professionale. Mi sono però sempre impegnato sul campo e in allenamento con la massima professionalità”, ha aggiunto il giocatore.

Zaniolo è stato anche vittima di minacce da parte di presunti tifosi: “Per la prima volta in questi giorni ho avuto paura, per me e per la mia famiglia, e mi sono sentito abbandonato. Non mi era mai successo e mi sono spaventato molto. Il futuro è nelle nostre mani: io tendo la mia e mi metto a completa disposizione della famiglia della Roma“.

 

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Corvino: “Cessioni? A Lecce rimane chi lo considera un onore”

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Janitzek

Nella mattinata di oggi, ha parlato, in conferenza stampa, il responsabile dell’area tecnica del Lecce Pantaleo Corvino. Tra le dichiarazioni rilasciate spicca il calciomercato, tra entrate e uscite. Il dirigente sportivo dei salentini, inoltre, ha commentato la “complicata” finestra invernale dei club di Serie A.

Le parole di Corvino

SERIE A –Questa è l’occasione di fare il punto della situazione. La sessione invernale, inutile negarlo, è la più complicata: in 30 giorni bisogna riparare per continuare a far bene nel campionato di A che si sta dimostrando ricco di insidie. Basti pensare che il Milan campione d’Italia è in crisi, l’Udinese non ha vinto per dieci gare di fila. Quindici punti in altrettante partite da matricola nella prima parte di stagione: c’era tanto scetticismo attorno a noi. Un punto a partita in media: aspettative sicuramente al di là di ciò che si pronosticava. Oggi, a fine mercato, abbiamo venti punti in venti gare: la nostra media è rimasta intatta. I numeri parlano chiaro: abbiamo un esterno che ha fatto già sei gol e due prime punte che, in totale, ne hanno segnati sette. Fossero giocatori di altre squadre, si avrebbe una risonanza differente“.

MERCATO LECCE – “Abbiamo mantenuto l’ossatura di questa squadra: molti calciatori sono finiti nel mirino di diversi club, ma da parte nostra abbiamo deciso di tenere il meglio. Questo è un aspetto assolutamente positivo. Tra le criticità, sicuramente, vi è il fatto di dover tenere conto di coloro che giocano poco: i cinque partenti ci hanno chiesto, a tempo debito, di trovare spazio altrove e abbiamo così deciso di accontentarli. Non volevamo tarpare le ali a nessuno. A Lecce rimane chi lo considera un onore“.

ACQUISTI –Mancava un centrocampista offensivo e abbiamo immediatamente preso Maleh al primo giorno di mercato, ci mancava un’alternativa a un terzino destro e abbiamo investito su Cassandro. Negli ultimi giorni di mercato abbiamo inoltre preso Romagnoli e Ceccaroni. Abbiamo fatto del nostro meglio: forse potevamo fare di più o di meno, ma adesso bisogna avere fiducia nei confronti di una squadra che, lo ripeto, ha fatto 20 punti in altrettante partite. Competiamo con squadre che da anni conoscono le difficoltà della A“.

HJULMAND E STREFEZZA –Hjulmand è in scadenza nel 2025 perché abbiamo diritto unilaterale di prolungare. Stesso discorso per Strefezza“.

FALCONE –Noi siamo leali con tutti: per rendere questo club sostenibile bisogna fare i conti con l’indice di liquidità. Non solo noi, ma anche altre società. Spendere due milioni federalmente non era possibile“.

TUIA –Ho fatto una premessa: era necessario che ci fosse anche una richiesta a tempo debito da parte di altre società interessate. Tuia ha manifestato la volontà di andare via nella giornata di sabato. Se abbiamo un’emergenza in quel reparto e ci viene chiesto di andare via, dobbiamo avere il tempo di rimediare. Nella vita c’è sempre chi è burattino e chi burattinaio“.

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