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Champions time: alla scoperta del Girone E

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Il girone del rendez-vous, così potremmo chiamare il Girone E della Champions League che sta per arrivare. Il girone dove il Napoli ritrova il Liverpool, già affrontato lo scorso anno, nella stessa competizione, facendo un gran bella figura, battendo al San Paolo i Reds per 1-0, con gol allo scadere di Insigne. Poi ci sarà il Salisburgo, affrontato dai partenopei in Europa League, orfani però della loro guida in panchina Marco Rose. Infine, il Genk, fresco campione del Belgio e squadra ricca di tanti giovani pronti a stupire.

I favoriti per il primo posto del girone sono indubbiamente gli uomini di Klopp, subito dietro il Napoli, che avrà l’obbligo di passare il turno e di combattere con gli inglesi. Staccate dalle due, ecco Salisburgo e Genk, che si contenderanno il posto per i sedicesimi di Europa League. Occhio però a sottovalutarle, sono squadre giovani che non vanno prese sottogamba. Il palcoscenico è quello più adatto a sorprese del genere e i talenti delle due squadre vorranno mettersi in mostra.

LIVERPOOL

Campioni d’Europa, automaticamente super favoriti per la vittoria del girone e anche per la vittoria finale della competizione. Una squadra che con Klopp ha trovato nuova linfa, dopo tanti anni passati nel baratro della mediocrità. Un undici di livello assoluto, a partire dal portiere, attualmente il migliore al mondo nel suo ruolo, Alisson Becker. Passando poi per la difesa, comandata da un altro migliore del suo ruolo, Virgil van Dijk, che insieme a Matip e ai terzini Robertson e Alexander-Arnold, creano uno dei reparti arretrati più temuti al mondo, capace sia di difendere che di offendere. Fondamentale il concetto che il tecnico ha inculcato ai suoi: persa la spalla? Aggressività per recuperarla immediatamente, con difensori e anche centrocampisti in pressing con alta intensità, non permettendo agli avversari di giocare o costringendoli a ricominciare da dietro.

Fonte immagine: profilo Instagram ufficiale di Virgil Van Dijk.

Poi c’è la fase offensiva, che parte da centrocampo con il grande lavoro sulla mediana di Fabinho, passando dalle geometrie di Henderson per arrivare alla mobilità e alla capacità di buttarsi negli spazi di Wijnaldum. Da qui, viene innescato l’attacco, un tridente di quelli “falsi”, ma che, ormai, è rodato alla perfezione. Sulle fasce le due frecce Salah e Manè, al centro, ad agire da falso nueve, Firmino. Le ali, nel gioco di Klopp, godono di grande autonomia, mentre il lavoro sporco deve essere fatto dal centrale. Il brasiliano ha il compito di smistare tutti i palloni che gli arrivano, fare da tramite tra centrocampo e attacco e farsi trovare pronto in area. Bobby, così lo chiamano in Inghilterra, è il vero uomo in più di questo attacco. Niente nuovi acquisti, squadra che vince non si cambia.

Fonte immagine: profilo Instagram ufficiale di Roberto Firmino.

NAPOLI

Il Napoli viene da un’ultima esperienza in Champions assolutamente positiva, ma che non è bastata agli uomini di Ancelotti per passare il girone. Tre squadre a 12 punti, tra cui anche il Liverpool, insieme al Paris Saint-Germain. Ha deciso la classifica avulsa, che ha penalizzato i partenopei. Ora però è un altro anno, un altro girone, altri avversari (tranne i Reds). Il Napoli arriva a questa competizione con innesti di qualità in più: Lozano, Manolas, Di Lorenzo ed Elmas e Llorente ad allungare la rosa, con quest’ultimo che potrà mettere in campo tutta la sua esperienza in campo internazionale: la rete, seppur controversa, che ha regalato la finale al Tottenham l’ha segnata proprio lui. Il sistema di gioco sarà il classico 4-4-2, base del calcio in cui crede Ancelotti. Modulo che però, a seconda delle fasi di gioco, cambia. In attacco è un 4-2-3-1, in difesa diventa una difesa a 5, con l’instancabile Callejón che si occupa di tutte e due le fasi. A proposito di reparto arretrato, al di là delle ultime uscite, è innegabile che, almeno sulla carta, Carletto ha tra le mani uno dei reparti più forti d’Europa: da Koulibaly a Manolas, a protezione di Meret, portiere che lo scorso anno ha dimostrato tutta la sua affidabilità.

Fonte immagine: profilo Instagram ufficiale di Kalidou Koulibaly.

In fase offesiva, invece, l’attacco diventa una questione per sei. Il centrocampista da supporto alla manovra e si piazza al limite dell’area, in questo caso Fabián Ruiz, calciatore dalla qualità tecniche incredibili. Sulla sinistra poi, si muove il doppio asse, formato dall’esterno sinistro, Insigne o Zieliński, coadiuvato dal terzino sinistro, che è quello che sale di più, in questo caso Ghoulam o Mário Rui. Ovviamente, il tutto insieme alle due punte, Lozano, Mertens o Milik, con Callejon sulla destra pronto a tagliare dentro o a fornire assist, giocando più largo. Una squadra, versatile, veloce e tecnica, che però ha l’obbligo di passare il girone e provare a giocarsela con il Liverpool. Non sono ammessi errori, è arrivato il momento del Napoli.

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Fonte immagine: profilo Instagram di Lorenzo Insigne.

RB SALISBURGO

Poi, arrivano le altre due. In terza fascia c’è il Salisburgo, squadra che da tanti non riusciva ad entrare nella fase a gironi di Champions League, venendo sempre eliminata ai play-off. Condannata all’Europa League, ha sempre fatta cose molto buone, anche grazie alla gioventù messa in campo dall’ex-tecnico Rose e grazie al progetto Red Bull, che, anche con il Lipsia, sta investendo sulla filosofia del lancio dei giovani. Gli austriaci sono sicuramente di livello inferiore rispetto alle prime due, ma non sono assolutamente da buttare. Tra questi, spiccano Dominik Szoboszlai e Erling Braut Håland, insieme anche al giovane difensore centrale Maximilian Wöber. I primi due, sono tra i prospetti più interessanti della loro generazione, il terzo è un calciatore, che, nonostante la tenera età, ha già alle spalle esperienze importanti con Ajax e Siviglia.

Fonte immagine: profilo Instagram ufficiale di Dominik Szoboszlai.

Il nuovo allenatore Jesse Marsch, non ha voluto stravolgere un modo di giocare che a tanti era piaciuto. Anche lui, con i suoi uomini, va alla ricerca di un calcio offensivo e spumeggiante. Chiaramente, rispetto al campionato, il livello si alza quando si entra nel palcoscenico più importante d’Europa. Ed ecco perché, a prendere per mano la squadra sarà il capitano, Andreas Ulmer, terzino, 33 anni, leader del gruppo. Con gli austriaci, ha collezionato più di 350 presenze, garantendo sempre la stabilità di tutto il reparto arretrato, spesso accorciando verso il centro della difesa, per rinforzarla ulteriormente. Occhio poi, ai talenti provenienti dall’oriente: il giapponese Minamino e il sud-coreano Hee-chan Hwang, che in campionato sta facendo benissimo.

Fonte immagine: profilo Instagram ufficiale di Andreas Ulmer.

KRC GENK

In quarta fascia c’è il Genk, squadra, anche questa, molto giovane, meno aggressiva del Salisburgo, ma più equilibrata e compatta. Il cambio di allenatore, da Philippe Clement a Felice Mazzù, non ha cambiato molto le cose a livello di gioco. Sia trazione offensiva che difensiva sono sempre molto ragionate. Avanti, si cerca, se possibile, di trovare spazi per lanciare l’unica punta Samatta. Questo compito, sarà nelle mani soprattutto del giovane centrocampista Sander Berge, norvegese, che da un paio di anni è considerato come un prospetto estremamente interessante. Grazie alla ottima visione di gioco, avrà il compito di innescare il centravanti tanzaniano. Quando questo però non fosse possibile, la tendenza si sposta e va verso il fraseggio, in attesa che si apra qualche spiraglio. In difesa, persa la palla, non si punta subito ad aggredire l’avversario, ma si tenta di ricompattare i ranghi. Una volta trovato l’equilibrio, si passa alla fase di recupero della sfera.

Fonte immagine: profilo Instagram ufficiale di Sander Berge.

Tra gli altri da tenere d’occhio, sicuramente il terzino Joakim Maehle, messosi in grande luce durante gli Europei U-21. Così come si è messo in mostra, il rumeno Ianis Hagi, figlio del grande Gheorghe, trequartista dotato di grande classe, capace di mettere in difficoltà molte difese avversarie. Una squadra compatta, giovane, che potrebbe creare qualche grana a tutte. L’obiettivo, però, è il terzo posto nel girone, per provare a fare bene in Europa League, dopo aver ascoltato la musica della Champions, che tante squadre desiderano sentire nel loro stadio.

CALENDARIO

Prima giornata: 17/09
Napoli – Liverpool
Salisburgo – Genk

Seconda giornata: 02/10
Genk – Napoli
Liverpool – Salisburgo

Terza giornata: 23/10
Salisburgo – Napoli
Genk – Liverpool

Quarta giornata: 05/11
Liverpool – Genk
Napoli – Salisburgo

Quinta giornata: 27/11
Liverpool – Napoli
Genk – Salisburgo

Sesta giornata: 10/12
Napoli – Genk
Salisburgo – Liverpool

Fonte immagine di copertina: profilo ufficiale Twitter del Napoli

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Flash News

Il giornalista terrorizza la Juventus: “Situazione pericolosa come quella del 2006”

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Juventus

Il terremoto in casa Juventus ha destabilizzato il mondo bianconero. A seguito di un rapidissimo Cda straordinario, tutte le cariche più importanti della dirigenza si sono dimesse dai propri ruoli. La motivazione è ancora sconosciuta ufficialmente, anche se alcune voci ipotizzano dei guai seri a bilancio. In molti, quindi, si stanno chiedendo i reali motivi che si celano dietro la vicenda e diversi tifosi cercano risposte sui social.

“COME NEL 2006”

In questo senso, le risposte provenienti dal web non sono rassicuranti, anzi. Farà scalpore un Tweet del noto giornalista Tancredi Palmieri che preoccupa tutto l’ambiente bianconero. In poche righe, Palmieri terrorizza il tifo Juventino con le seguenti parole.

Secondo il direttore di Sky Italia, la situazione della Juventus potrebbe essere pericolosa come quella del 2006, qualcosa di enorme sta per scoppiare”.

Ricordiamo che nel 2006 la compagine bianconera venne retrocessa in Serie B a seguito dello scandalo Calciopoli.

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Calcio Internazionale

Gomez carica l’Uruguay: “Contro il Ghana una finale”

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Maximiliano Gomez, attaccante dell’Uruguay, ha parlato ai microfoni di Teledoce dopo la sconfitta contro il Portogallo.

L’attaccante ha caricato i suoi per la sfida contro il Ghana, decisiva ai fini della qualificazione:

“Dobbiamo già pensare alla prossima sfida col Ghana. Giocheremo l’ultimo incontro della fase a gironi come se fosse una finale e ci auguriamo di riuscire a vincerla”

Gomez ha anche analizzato il match di stasera:

“Sono contento di aver avuto l’opportunità di scendere in campo, ma al tempo stesso mi dispiace per il risultato perché abbiamo disputato un grande secondo tempo. Il Portogallo è una grande squadra e sapevamo di trovarci di fronte degli ottimi calciatori”.

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Calcio Internazionale

Messico, tegola Guardado: stop di 10 giorni

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Tata Martino

Tegola in casa Messico, a 2 giorni dal match clou contro l’Arabia Saudita.

Il centrocampista Andres Guardado, infortunatosi nel match contro l’Argentina, dovrà stare fermo ai box 10 giorni stando a quanto riportato da L’Equipe. I messicani, fermi ad un punto in classifica, sono obbligati a vincere, per tenere vive le chances di qualificazione in un girone super equilibrato. L’altra sfida vedrà di fronte Argentina e Polonia, con i primi a quota 3 e i polacchi in testa al gruppo con 4 punti, frutto di una vittoria e un pareggio proprio contro il Messico.

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Flash News

La lettera di addio di Andrea Agnelli ai dipendenti della Juventus

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Agnelli

Andrea Agnelli, prima delle dimissioni arrivate in serata, ha rivolto una lunga lettera di addio a tutti i dipendenti del club.

“Cari tutti,
Giocare per la Juventus, lavorare per la Juventus; un unico obiettivo: Vincere. Chi ha il privilegio di indossare la maglia bianconera lo sa. Chi lavora in squadra sa che il lavoro duro batte il talento se il talento non lavora duro. La Juventus è una delle più grandi società al mondo e chi vi lavora o gioca sa che il risultato è figlio del lavoro di tutta la squadra.

Siamo abituati per storia e DNA a vincere. Dal 2010 abbiamo onorato la nostra storia raggiungendo risultati straordinari: lo Stadium, 9 scudetti maschili consecutivi, i primi in Italia ad aver una serie Netflix e Amazon Prime, il J|Medical, 5 scudetti femminili consecutivi a partire dal giorno zero. E ancora, il deal con Volkswagen (pochi lo sanno), le finali di Berlino e Cardiff (i nostri grandi rimpianti), l’accordo con Adidas, la Coppa Italia Next Gen, la prima società a rappresentare i club in seno al Comitato Esecutivo UEFA, il JMuseum e tanto altro.

Ore, giorni, notti, mesi e stagioni con l’obiettivo di migliorare sempre in vista di alcuni istanti determinanti. Ognuno di noi sa richiamare alla mente l’attimo prima di scendere in campo: esci dallo spogliatoio e giri a destra, una ventina di scalini in discesa con una grata in mezzo, un’altra decina di scalini in salita e ci sei: “el miedo escénico” e in quell’attimo quando sai di avere tutta la squadra con te l’impossibile diventa fattibile. Bernabeu, Old Trafford, Allianz Arena, Westfallen Stadium, San Siro, Geōrgios Karaiskakīs, Celtic Park, Camp Nou: ovunque siamo stati quando la squadra era compatta non temevamo nessuno.

Quando la squadra non è compatta si presta il fianco agli avversari e questo può essere fatale. In quel momento bisogna avere la lucidità e contenere i danni: stiamo affrontando un momento delicato societariamente e la compattezza è venuta meno. Meglio lasciare tutti insieme dando la possibilità ad una nuova formazione di ribaltare quella partita“.

La nostra consapevolezza sarà la loro sfida: essere all’altezza della storia della Juventus.

Io continuerò a immaginare e a lavorare per un calcio migliore, confortato da una frase di Friedrich Nietzsche: “And those who were seen dancing were thought to be insane by those who could not hear the music”.

Ricordate, ci riconosceremo ovunque con uno sguardo: Siamo la gente della Juve!

Fino alla fine…“.

LA FINE DI UN’ERA

Questo il toccante saluto di Andrea Agnelli al suo popolo, quello bianconero. Una storia iniziata nel lontano maggio del 2010, quando fu eletto presidente, diventando il quarto esponente della famiglia Agnelli alla guida del club.

19 titoli complessivi: 9 Scudetti, 5 coppe Italia e altrettante Supercoppe Italiane.

Andrea Agnelli, nel bene e nel male, ha segnato indelebilmente, 12 anni di storia del calcio. Dallo stadio di proprietà al progetto Superlega, l’ormai ex presidente bianconero ha rivoluzionato il gioco.

Agnelli è stato capace di riportare la Juventus sul tetto d’Italia, provando a ripetersi, non riuscendoci del tutto, in Europa. 12 anni di successi e di tonfi clamorosi, di gioie e dolori, di esultanze e liti con i tifosi.

 

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