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Champions time: alla scoperta del Girone F

Quando a Nyon la pallina contenente l’Inter di Conte è stata assegnata al Girone F un sospiro di disapprovazione si è levato tra le fila dei sostenitori nerazzurri: il gruppo con Barcellona e Borussia era l’ultimo che si desiderava per il ritorno in Champions League di Antonio Conte e la quarta estratta, lo Slavia Praga, non allevia la sentenza di un girone di ferro che significa sfide importanti e incontri di cartello sin dagli albori della nuova Champions League. 

IL BARCELLONA 

Del Barcellona di Valverde possiamo dire ben poco che non sia già stato detto: i campioni di Spagna hanno fallito l’acquisto di Neymar, che li avrebbe resi per distacco i primi candidati alla vittoria del trofeo continentale, ma hanno rinforzato il centrocampo con l’arrivo di Frankie De Jong dall’Ajax e acquistato Griezmann per un attacco atomico completato da Suarez e Messi. L’inizio stentato di stagione non deve ingannare sulle reali potenzialità di una squadra in grado, senza Griezmann e De Jong, di segnare tre goal al Liverpool campione d’Europa, e con un Messi formato Champions League a disposizione. Dopo una stagione vissuta sottotono a livello europeo, le intenzioni della banda Valverde sono ben chiare: a cinque anni dall’ultima volta, la Champions League è il primo obbiettivo dichiarato della stagione. 

Fonte immagine: profilo IG ufficiale @FCB

Il consolidato 4-3-3 del club blaugrana vede ancora Pique al centro della difesa, con Umtiti e Lenglet costretti a giocarsi un posto al fianco del catalano. Sulle fasce il neo acquisto Firpo parte indietro nelle gerarchie mentre Semedo ha ormai patrocinato la fascia destra, un tempo territorio di caccia di Dani Alves e rimasta da allora senza padrone. A centrocampo la qualità di De Jong ha di fatto ribaltato le gerarchie che vedevano Rakitic come fondamentale per gli equilibri di Valverde. Con l’olandese a sinistra e Busquets al centro, lo spazio per il croato si riduce, soprattutto in virtù delle ottime prestazioni di Arthuro Vidal e del rampante Arthur. Il brasiliano, dopo una stagione vissuta da protagonista, non ha intenzione di risedersi in panchina e per questo la competizione per il terzo slot del centrocampo di Valverde sarà il fil Rouge della stagione al Camp Nou. Nessun dubbio davanti, dove al fianco di Leo Messi, ora infortunato, Griezmann e Suarez (anch’egli infortunato) troveranno la propria collocazione, in attesa di scoprire se Dembelé riuscirà a ribaltare le gerarchie precostituite di uno degli attacchi più forti d’Europa. 

IL BORUSSIA DORTMUND 

La squadra di Favre si è finalmente rialzata dopo alcuni anni complicati a livello di continuità: lo scorso anno, dopo aver conteso il titolo al Bayern per gran parte del campionato, i gialloneri hanno mollato a poche giornate dal traguardo, chiudendo a due punti dai bavaresi e perdendo la possibilità di laurearsi campioni di Germania sette anni dopo l’ultima volta. Oggi, con un Reus al cento per cento e un Sancho in totale rampa di lancio, il Borussia rappresenta una delle più floride realtà d’Europa a livello di puro talento presente in rosa: gli innesti di Thorgan Hazard e Julian Brandt, il ritorno di Hummels e le conferme di Sancho e Marco Reus hanno portato il club in un’altra dimensione, tant’è che ai nastri di partenza della Bundesliga in molti ritenevano il Dortmund più pronto del Bayern a competere fino alla fine per il Meisterschale. 

Il 4-2-3-1 adottato da Favre vede Hitz in porta coperto dal giovane Hakanji e da Math Hummels, un ritorno di sicura esperienza scaricato dal Bayern e affamato di rivincita. Sulle fasce Akimi, dal vivaio del Real MAdrid, si gioca il posto con l’eterno Piszczez e con Schulz sulla sinistra, mentre a centrocampo il duo consolidato Witsel – Waigl supporta il tridente di trequartisti capitanato da Marco Reus. Proprio il numero undici, ormai dirottato dietro la prima punta Paco Alcacer – che prosegue con medie mostruose i suoi anni a Dortmund – ha trovato la continuità che gli è sempre mancata per imporsi come uno dei massimi interpreti di quel ruolo risultando determinante sia sotto il profilo tecnico sia, sopratutto, psicologico. Sulle fasce la gioventù giallonera sale al potere: Thorgan Hazard, Julian Brandt e Jadon Sancho si alternano sulle corsie di destra e sinistra segnando goal a grappoli e candidandosi a vere rivelazioni della stagione incipiente. 

Fonte immagine: profilo IG @Sancho

L’INTER DI CONTE 

Punteggio pieno in campionato, l’arrivo di Lukaku e un tecnico che sa ciò che vuole e come ottenerlo. La nuova Inter ha il profumo della consapevolezza che le aleggia intorno e la vittoria con il Cagliari, ultima in ordine di tempo in Serie A, testimonia proprio il desiderio di acquisire sempre più fiducia nei propri mezzi per confrontarsi con le grandi d’Europa. Nel girone i nerazzurri non partono favoriti, con Barcellona e Dortmund un gradino avanti per questione di pura qualità, ma l’assetto di squadra costruita per vincere e per tornare a certi livelli rende i ragazzi di Conte imprevedibili per qualsiasi avversario. Inoltre il fattore San Siro, sempre pienissimo quando si tratta di Inter, potrà incidere nel corso di un girone complicato ma affascinante. 

Fonte: profilo Instagram ufficiale di Romelu Lukaku

A livello tattico l’unica squadra a schierarsi con la difesa a tre sarà proprio l’Inter di Conte che del muro difensivo eretto da Handanovic, Godin, Skriniar e De Vrij ha intenzione di fare la propria forza. A centrocampo, in attesa che Barella raggiunga la condizione adatta, Sensi continua a mantenere la leadership tecnica al fianco di Brozovic, con Vecino a far da scudiero ai più talentuosi compagni di reparto. In attacco, dopo l’arrivo di Sanchez, Conte ha l’imbarazzo della scelta: Lukaku ha già iniziato a segnare, Lautaro smania per farlo mentre il cileno non vede l’ora di ritrovare il campo per tornare quello di un tempo. Antonio Conte sa di avere un enorme potenziale tra le mani, dovrà solo riuscire a farlo fruttare sin dalle prime partite del girone.

LO SLAVIA PRAGA 

Capolista del campionato Ceco e proveniente dalla doppietta scudetto – coppa nazionale della scorsa stagione, lo Slavia Praga torna ai giorni di Champions dodici anni dopo l’ultima volta con alle spalle un’ottima stagione in Europa League. Eliminata ai quarti dal Chelsea, futuro vincitore della competizione, lo Slavia ha nel 4-2-3-1 del tecnico Trpišovský la propria granitica certezza arroccata intorno al trequartista Rumeno Stanciu e alla forza di un gruppo capace di ribaltare le sorti di un campionato da tempo in mano ai cugini dello Sparta Praga. Le gare in Repubblica Ceca inoltre, non saranno una passeggiata per gli avversari che dovranno fare i conti con un tifo incendiario e con la fame di Europa propria dei club che non hanno nulla da perdere in un girone impossibile. 

Difficile valutare la reale pericolosità di una squadra che recita il ruolo di cenerentola del girone di ferro: subito la gara di San Siro contro l’Inter all’esordio ci dirà molto delle potenzialità di una squadra scomoda da affrontare in un girone dove è proibito sbagliare. 

IL CALENDARIO 

Prima giornata: 17/09
Inter – Slavia Praga
BVB – Barcellona

Seconda giornata: 02/10
Slavia Praga – BVB
Barcellona – Inter

Terza giornata: 23/10
Inter – BVB
Slavia Praga – Barcellona

Quarta giornata: 05/11
Barcellona – Slavia Praga
BVB  – Inter 

Quinta giornata: 27/11
Barcellona – BVB
Slavia Praga – Inter

Sesta giornata: 10/12
BVB – Slavia Praga
Inter – Barcellona 

Fonte immagine copertina: profilo IG @Inter

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