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Champions time: alla scoperta del Girone G

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Il girone G della Champions League ha fatto molto discutere: lo Zenit di San Pietroburgo trova, per l’ennesima volta, un raggruppamento tutt’altro che complesso e ciò grazie al recente format che colloca la compagine russa tra i team di prima fascia sebbene i blu-bianco-azzurri non siano allo stesso livello dei club con cui condividono la benevola sorte. A collocarsi nel girone di Malcom e compagni vi sono i campioni in carica della Liga Primeira del Benfica, gli oramai non più sorprendenti tedeschi del Lipsia – le cui apparizioni in Europa stanno divenendo routinarie – ed i pericolosi enfants prodige dell’OL.

ZENIT SAN PIETROBURGO

La contraerea si presenta alla manifestazione europea più prestigiosa da prima della classe: il campionato dello scorso anno, difatti, ha visto lo Zenit tornare vincitore spezzando un digiuno che durava dalla stagione 2014/2015, quando a trionfare in panchina c’era André Villas-Boas: a quei tempi, dopotutto, si poteva contare sullo straripante talento di Hulk in formato ‘capocannoniere del torneo’. Attualmente, invece, a sedere in panchina è Sergej Semak, ex allenatore dell’Ufa che si trova sulla panchina di San Pietroburgo già dalla scorsa stagione, quella del titolo; l’annata attuale è partita sulla falsa riga di quella precedente, con un primo posto in campionato condiviso con il Krasnodar a 17 punti.

Il giovane tecnico dello Zenit ha trovato la quadra attraverso un 4-4-2 vecchio stampo che prevede l’utilizzo di due punte fisicamente devastanti come Dzyuba (197cm) ed Azmoun (186cm) servite dall’estro degli esterni come Malcom – sinora impalpabile e fuori da qualche tempo per un problema all’anca – ed Erokhin. Quest’ultimo, in particolare, è stato schierato con continuità mentre il suo partner abituale sulla fascia opposta, Emiliano Rigoni, è partito alla volta dell’Italia per cercare fortuna alla Sampdoria. A centrocampo, in coppia con Ozdoev, è il promettente Wilmar Barrios il titolare, mentre la difesa è formata perlopiù da veterani: Ivanovic, il trentacinquenne ex-Chelsea, guida difatti il reparto arretrato in collaborazione con Rakitskyi (30 anni), mentre sulle fasce, oltre al solito Smolnikov, è l’innesto di Douglas Santos dell’Amburgo ad aggiungere un pizzico di brio all’avvio della manovra dalle retrovie.

Fonte immagine: profilo Facebook ufficiale del club calcistico in questione.

I campioni in carica si presentano come una squadra fisica con soluzioni aeree importanti e con un mix di interpreti esperti e calciatori più giovani ed estrosi: un ostacolo di rilievo che metterà in difficoltà tutte le squadre presenti nel girone.

BENFICA

Anche il Benfica si presenta al gruppo G come campione in carica del proprio torneo nazionale ma lo fa da esponente del Portogallo il cui campionato, attualmente, è solo al settimo posto nel ranking UEFA. Le Aquile hanno vinto cinque degli ultimi sei campionati nazionali, capitolando solo due stagioni fa dinnanzi ai rivali di sempre del Porto. Quest’anno la spesa principale è stata destinata al reparto offensivo, dove si è aggiunto Raúl De Tomás, giocatore del Real Madrid che ha speso la passata stagione in prestito tra le fila del Rayo Vallecano con cui ha trovato continuità di rendimento ed un bottino di quattordici reti. L’attaccante spagnolo – costato 20 milioni di euro – condivide l’area di rigore con Haris Seferovic, alla sua terza stagione con la maglia del Benfica. Gli Encarnados, proprio come i blu-bianco-azzurri di Semak, adottano spesso il 4-4-2 – anche se con principi e modalità diverse – e vantano elementi di spessore all’interno di tutta la rosa, come Alex Grimaldo, Gedson Fernandes o Ruben Dias: giovani talenti sbocciati con la divisa del Benfica che tenteranno di mostrare il loro potenziale all’Europa che conta.

Fonte immagine: profilo Facebook ufficiale del club calcistico in questione.

Il loro momento non è dei migliori: in campionato brucia ancora la sconfitta subita contro i rivali del Porto e, clamorosamente, in cima alla classifica, vi è il Famalicão – anche se con un vantaggio decisamente esiguo. La coppia d’attacco dei portoghesi deve ancora carburare – Seferovic ha trovato una sola rete, De Tomàs zero –  e ciò potrebbe rappresentare uno svantaggio, specie se si è memori delle straordinarie giocate di João Felix ormai trasferitosi in Spagna. La squadra, tuttavia, è completa in tutti i reparti e possiede un’ampia faretra di scelte soprattutto a centrocampo e sugli esterni con profili importanti come Pizzi, Rafa Silva, Gabriel Pires, Samaris, Fejsa, Zivkovic, Cervi, Taarabt

RASENBALL LEIPZIG

Dopo aver mancato la qualificazione alla UCL della scorsa edizione, i tedeschi del Lipsia si sono rimboccati le maniche e sono tornati sul podio di Germania; dietro ai due soli colossi che si sono contesi il campionato, infatti, il club della RedBull si è qualificato terzo con otto punti di vantaggio sul Leverkusen. Il RB Leipzig attuale, tuttavia, è profondamente differente da quello visto negli ultimi anni sotto l’egida di Ralph Hasenhüttl e si trova, ora, nelle mani di Julian Nagelsmann, tecnico prodigio che ha ottenuto risultati di enorme spessore alla guida del suo precedente club, l’Hoffenheim.

Fonte immagine: profilo Facebook ufficiale del club calcistico in questione.

I moduli usati dal tecnico variano dal 4-4-2 al 4-3-3 anche se, probabilmente, l’innesto di Patrik Schick potrebbe far propendere maggiormente all’utilizzo del primo modulo citato; il ceco, da seconda punta in appoggio a Werner o Poulsen potrebbe difatti ritagliarsi uno spazio importante, mostrando, magari, un potenziale che a Roma hanno solo intravisto ma di cui non hanno mai goduto. Il suddetto schema, inoltre, permetterebbe al tecnico di utilizzare Werner nel suo ruolo principale – ossia da punta e non da ala – con i soliti Sabitzer e Forsberg a guidare il gioco sulle fasce. Di livello anche il reparto difensivo che vanta profili importanti: Upamecano su tutti – mai in campo, però, sino ad ora – ma anche il giovane Klostermann o il portiere ungherese Péter Gulácsi. A centrocampo, invece, Demme N’Kunku, Kampl e Laimer si giocano i due o tre posti da titolare a disposizione.

In campionato, il Lipsia, è in vetta in solitaria: tre partite e nove punti in cassaforte per una squadra che sembra crescere di anno in anno.

OLYMPIQUE LYONNAIS

Qualificatosi alla Champions League da terzo in classifica – a meno diciannove punti dal PSG ed a meno tre dal Lille – troviamo l’Olympique Lyonnais guidato, sino alla scorsa stagione, da Bruno Génésio e che ora, invece, si trova nelle mani del tecnico Sylvinho. La squadra francese ha avuto modo di mettere mano al mercato in maniera notevole, concentrandosi concretamente soprattutto in difesa e a centrocampo: dal Lille e dalla Sampdoria sono arrivati a titolo definitivo Youssouf Koné e Joachim Andersen, mentre a centrocampo è stato fatto un importante investimento su Jeff Reine-Adélaïde (acquistato per 25 milioni di euro) e Thiago Mendes (rilevato dal Lille per 22 milioni). In attacco, invece, Nabil Fekir non è stato effettivamente sostituito ed il tecnico brasiliano, in assenza di un giocatore da quelle caratteristiche, ha elaborato un semplice ma efficace 4-3-3 che vede protagonisti più giocatori: Depay, – che si disimpegna sia da ala che da punta – Dembélé, con Cornet e Terrier sulle fasce; l’ago della bilancia, per ora, sembrerebbe essere Memphis Depay che sta trovando continuità di rendimento e di gol (già 4 gol ed 1 assist per lui), giocando spesso da ala, lasciando a Moussa Dembélé l’opportunità di disimpegnarsi da centravanti.

A centrocampo, probabilmente, si sentirà la mancanza di un fuoriclasse come Tanguy Ndombélé il quale, però, è stato rimpiazzato adeguatamente dai due nomi sopracitati che stanno già trovando spazio nello scacchiere dei titolari del club, nonostante in pianta stabile Tousart ed Aouar rappresentino già delle certezze per il presente ed il futuro.

In difesa, tra i pali, è confermatissimo Anthony Lopes, mentre sulle fasce troviamo il neo-arrivato Koné ed il solito Dubois; i due centrali di difesa titolari sono il giovane Denayer, ex Manchester City, ed il nuovo acquisto, Joachim Andersen.

Fonte immagine: profilo Facebook ufficiale del club calcistico in questione.

La scorsa annata l’Olympique Lyonnais era stato capace di passare il girone di UCL da seconda, sconfiggendo il Manchester City all’andata e portando a casa un pareggio al ritorno. I francesi, poi, sono capitolati agli ottavi di finale, dove uno straripante Barcellona ha messo fine al loro cammino. Attualmente, Sylvinho ed i suoi non navigano nella zona alta di classifica del campionato, tanto che nelle ultime due gare la squadra ha raccolto solo un punto: troppo poco per una squadra con un tale potenziale e con investimenti rilevanti alle spalle.

La sensazione è che l’OL si giocherà le proprie carte mostrandosi all’altezza del girone in questione: un gruppo in cui appare difficile individuare una favorita ed una sfavorita ed in cui la condizione fisica e pochi altri dettagli saranno l’ago della bilancia. Il gruppo G non è un gruppo che contiene nomi altisonanti né squadre favorite per il trionfo finale, ma è un gruppo equilibratissimo che promette scintille.

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L’agente di Bayeye apre al mercato: “Al Torino non gioca, andrà via a gennaio”, poi il retroscena su Juric

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Bayeye

Tra i primi acquisti della campagna estiva, Brian Bayeye dopo le amichevoli del pre-campionato, non ha più giocato con il Torino: solo una presenza in partite ufficiali, contro il Palermo in Coppa Italia, quando è subentrato a Singo, al 37′ del secondo tempo.

A riguardo, il suo agente Vincenzo Pisacane, a TorinoGranata.it, ha parlato della situazione del suo assistito: “Il problema è alla base perché in realtà Bayeye doveva andare in prestito già quest’anno: questa era l’idea con il Torino. Avevamo Reggina, Palermo, Modena e Ternana che lo volevano, poi però purtroppo Juric gli ha detto “non andare via che mi servi qui, resta con noi e non ti preoccupare che troverai il tuo spazio”. Invece gli ha fatto perdere sei mesi. Juric dice che il giocatore non ha perso sei mesi perché Brian ha imparato molto. Ma io penso che un giovane come lui debba sempre giocare e che sia meglio andare in una categoria inferiore e giocare sempre piuttosto che stare in Serie A e non giocare mai. Quindi sicuramente Bayeye andrà in prestito da qualche parte a gennaio“.

Sulla possibile nuova destinazione, Pisacane non si è sbilanciato: “Ci sono un po’ di squadre che l’hanno visto, però il mercato è a gennaio e siamo a novembre, quindi aspettiamo un attimo e vediamo“.

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Calcio Internazionale

Haller, un passo in più verso la guarigione

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Haller

Il mondo del calcio si stringe attorno a Sebastian Haller, attaccante del Borussia Dortmund. Il giocatore francese naturalizzato ivoriano è, ormai da diversi anni, alle prese con un tumore ai testicoli e ha completato nella giornata di oggi la seconda operazione chirurgica. A rendere pubblico l’esito positivo dell’intervento è lo stesso calciatore attraverso il suo profilo Instagram.

IL MESSAGGIO

Haller, attraverso un breve messaggio pubblicato sotto ad una foto che lo ritrae sorridente sul suo letto d’ospedale, ha voluto rassicurare così i suoi tifosi e seguaci: “Completata una nuova tappa. L’operazione numero 2 è andata a buon fine! Un grande grazie al team medico per l’aiuto quotidiano, non vedo l’ora di passare allo step successivo”

Dopo un lungo calvario iniziato nell’estate dello scorso anno, Sebastian Haller sembra finalmente essere sulla strada della riabilitazione. 

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Calcio Internazionale

Due anni dalla scomparsa di Diego: il ricordo di Infantino

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Fifa, Maradona sospeso dal videogioco

Due anni fa veniva a mancare il talento più grande e cristallino che il mondo del calcio abbia mai visto. La controversa figura di Diego Armando Maradona, in un modo o nell’altro, ha conciliato tifosi e appassionati di tutto il mondo,  elevandosi a tal punto da diventare una vera e propria leggenda di questa disciplina. In occasione del secondo anniversario della morte del Pibe de Oro si è allora espresso Gianni Infantino, presidente della FIFA.

IL RICORDO DI INFANTINO

L’ho sempre detto, lo ribadisco anche ora che sono più convinto che mai: ciò che Diego ha fatto per il calcio, facendoci innamorare di questo bellissimo gioco, è unico. Maradona è immenso e merita la nostra eterna gratitudine per averci stupito con il suo incredibile talento e sì, anche per essere stato così unico a modo suo: per essere stato una leggenda, un eroe, un uomo. Per essere stato Maradona. La tua figura è in primo piano in tutte le favole del calcio, riposta in pace Diego”. 

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Calciomercato

La Fiorentina ci prova per Arnautovic: secco no del Bologna

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Arnautovic

L’inizio stagionale di Marko Arnautovic è stato sensazionale. L’attaccante austriaco, capace di insaccare la rete 8 volte in 13 partite, ha confermato in questo primo segmento di campionato la sua caratura.  A mettere gli occhi sul classe ‘89 è stata, tra le altre, la Fiorentina di Rocco Commisso.

LA PROPOSTA

Per fare proprie le prestazioni del centravanti del Bologna il board del Giglio avrebbe messo in tavola un ipotetico scambio tra attaccanti. Secondo la Gazzetta dello Sport, infatti, la proposta presentata al ds rossoblu Sartori prevedeva un ipotetico cambio di casacca tra Arthur Cabral e Arnautovic. In aggiunta alla suddetta formula (regolata formalmente da un doppio prestito dei due giocatori) la Viola avrebbe offerto al Bologna 12 milioni, da riscattare eventualmente  al termine del periodo “di prova”.

LA RISPOSTA

Giovanni Sartori, responsabile dell’area tecnica del club emiliano, ha spezzato sul nascere la trattativa. Il Bologna, come dimostrato nella finestra di calciomercato estiva, non intende infatti privarsi del proprio numero 9. Così come Juventus e Manchester United (le quali hanno dimostrato interesse nei confronti dell’austriaco), la Fiorentina dovrà tenere a freno il desiderio di avere il giocatore tra le proprie fila, e di formare la pesante coppia d’attacco Jovic – Arnautovic. 

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