Corre l’anno 2011. Milano, sponda nerazzurra. L’Inter deve tornare a vincere dopo il secondo posto alle spalle dei cugini milanesi del Milan, freschi campioni d’Italia. La situazione non è per nulla facile dopo l’addio di Leonardo che ha lasciato il club nerazzurro dopo la vittoria in Coppa Italia. Per la stagione 2011/2012 Gian Piero Gasperini diventa il nuovo tecnico dei biscioni e con lui arrivano nuovi innesti provenienti sopratutto dal Sud America: Forlan, Mauro Zarate, Ricky Alvarez e il “Divino” Jonathan.

(Fonte: profilo Instagram @jonathan2_oficial)

VINCENTE IN BRASILE

Ma facciamo un passo indietro. Jonathan Cìcero Moreira, conosciuto da tutti come Jonathan, è un grande prospetto del calcio brasiliano. Da poco vincitore del Mondiale Under 17 con la maglia della Selaçao, passa titolare nella prima squadra del Cruzeiro. Nella società di Belo Horizonte conquisterà ben tre campionati Mineiro rispettivamente nel 2006, 2008 e 2009. Dopo 131 presenze e 6 gol abbandona la casacca dei Raposa per andare al Santos di Neymar dove da non protagonista andrà a vincere la Copa Libertadores (tutto sommato, all’età di 25 anni ha appena vinto tutto quello che c’era da vincere in Brasile e Sud America ).

(Fonte: profilo Instagram @jonathan2_oficial)

Jonathan è quindi pronto al grande passo e la chiamata non tarda ad arrivare: per 4,5 milioni passa all’Inter lasciando da vincente la sua patria.

L’EREDE DI MAICON

Il terzino brasiliano arriva come l’erede di Maicon e visti i grandi risultati in Brasile, c’è tanta aspettativa da parte dei tifosi nerazzurri. Nel complesso la stagione dell’Inter è sia deludente per risultati che per le prestazioni in campo dei suoi nuovi giocatori e cambia per ben tre volte allenatore: prima Gasperini, poi Ranieri ed infine Stramaccioni che rimarrà il tecnico anche per la stagione 2012/2013. Jonathan invece ha una nuova squadra: il Parma lo preleva in prestito per 6 mesi nel 2012. Il Divino fa segnare 12 presenze ed il primo gol nel campionato italiano. Rientra poi nell’Inter per la stagione 2012/2013 carico e convinto di poter fare bene dopo l’esperienza a Parma, ma nemmeno con Stramaccioni riesce a trovare spazio.

(Fonte: profilo Instagram @jonathan2_oficial)

“Devo dire che era molto difficile sostituire un giocatore che ha fatto la storia dell’Inter, il primo periodo infatti non è stato facile. Sono stato mandato a Parma e lì posso dire di aver avuto la possibilità di conoscere il calcio italiano. Sono stato benissimo. Lì ho imparato la lingua italiana”

Con l’arrivo di Mazzarri diventa l’esterno destro titolare nel 3-5-2 e nella stagione 2013-2014 realizza ben 5 gol in 31 presenze. Nonostante la somma dei gol, il giocatore appare comunque di basso livello e non adatto ad una grande squadra come l’Inter che milita in un campionato così importante: errori sotto porta, sbavature in difesa e spesso scivolate in area di rigore che portano Jonathan da essere erede di Maicon ad un clamoroso flop di mercato.

DA BIDONE A IDOLO DELLA TIFOSERIA

Jonathan a causa di un grave infortunio termina la stagione nell’autunno del 2014 per un’infiammazione al soleo e non scenderà più in campo con la maglia nerazzurra. Il fatto curioso e comico avviene proprio in questo periodo: al brasiliano viene dato il soprannome del Divino e passa da essere quel giocatore rifiutato da tutti e ritenuto scarso ad idolo incontrastato della tifoseria. Questo grazie anche al potere dei social e sopratutto al trio dei celebri “Gli Autogol” che grazie a parodie comiche e sarcastiche rendono questo giocatore un idolo (un po’ come successe al Talismano Padoin alla Juventus).

“Queste cose fanno parte del gioco, so che i tifosi fanno queste battute, è un classico quello di prendere in giro i calciatori. La storia del Divino la prendo con ironia tanto che per strada capitava che mi chiamassero così e io con gentilezza salutavo. Non sono divino, ma il calcio è anche questo”

Ritornando al calcio giocato, Jonathan lascia l’Inter nel 2015 dopo essersi svincolato per ritornare nella sua terra dove tanto ha vinto con le maglie del Cruzeiro e del Santos, ma questa volta con la casacca del Fluminense. Con la maglia rossoverde vincerà una Primeira Liga nel 2016 e lascia la squadra dopo un anno e mezzo. Di recente il terzino destro ha motivato la scelta di non continuare con l’Inter perchè il richiamo del Brasile era forte. C’era il bisogno di un ritorno in patria non da giocatore finito e soprattutto  i figli – nati in Italia –  dovevano imparare bene la loro madrelingua. Ha influito tanto, ovviamente, la scelta della dirigenza di non continuare il rapporto con il calciatore visto il grave infortunio e lo scarso impiego.

MA CHE FINE HA FATTO JONATHAN?

Jonathan, dopo l’esperienza nel Fluminense, ha firmato un contratto con l’Athletico Paranaense, squadra in cui milita tutt’ora. Come ha mostrato in età giovanile, Jonathan rimane un vincente nella sua terra: vince la Coppa Sudamericana nel 2018 insieme al campionato statale e la Coppa del Brasile nel 2019.

(Fonte: profilo Instagram @jonathan2_oficial)

Questo flop di mercato è comunque riuscito a restare nei cuori di chi tanto lo aveva odiato o insultato. L’unico merito riconosciuto al Divino sarà quello di essere ricordato per sempre nei ricordi dei tifosi interisti delusi per tanti anni dopo l’addio di Moratti e l’inizio dell’era Thohir. Un giocatore che non hai mai fatto vedere tutto il suo talento, tanto che – come racconta Federico BuffaPelè disse:

” – Se avessi avuto metà del suo talento, sarei diventato il giocatore più forte di tutti i tempi – .  Non lo diventerà mai…”

(Fonte immagine in evidenza: profilo Instagram @jonathan2_oficial)