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La diaspora del Chelsea del 2012

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Dove vedere Chelsea-Tottenham

Nel 2012 si è consumata un’impresa sportiva incredibile, non tanto popolare quanto dovrebbe. Una risalita dal baratro verso il paradiso attraverso tutto tranne che un bel gioco. Non sarà piaciuta a tanti per i più disparati motivi, eppure la Champions League conquistata dal Chelsea nel 2012 ha qualcosa di magico. Dallo Stamford Bridge contro il Napoli fino alla finale dell’Allianz Arena, passando per l’incredibile notte del Camp Nou. Tutto è iniziato dall’esonero di Villas-Boas con Di Matteo scelto come sostituto, il vero artefice di questa cavalcata. Ma a 6 anni di distanza, che fine hanno fatto questi protagonisti?

METEORA

Quella Champions doveva essere una rampa di lancio per Roberto Di Matteo. Invece pian piano si sono perse le sue tracce. Nell’estate successiva, Abramovich era già intenzionato a cacciarlo a causa di quel gioco estremamente conservativo. Il ben servito arrivò però dopo la sconfitta per 3-0 allo Juventus Stadium, con il Chelsea costretto a retrocedere in Europa League.

Dopo 2 anni torna ad allenare, vola in Germania per sostituire Jens Keller allo Schalke 04. In Champions viene eliminato agli ottavi dal Real Madrid mentre chiude la stagione al 6º posto in Bundesliga. Si dimette subito dopo per chiare divergenze sul futuro con la società. Nel 2016 si siede sulla panchina dell’Aston Villa ma passano solo 4 mesi e viene esonerato a fronte di una sola vittoria in 12 partite.

PIÙ A NORD

Petr Cech è stato il baluardo della conquista della Champions League. È stato il miglior portiere della competizione e per ovvie ragioni: grandi parate e 3 rigori neutralizzati tra semifinale e finale. Con l’arrivo nel 2014 di Courtois e le conseguenti panchine, dopo un anno il portiere ceco ha deciso di cambiare aria e restare a Londra ma vestendo la maglia dell’Arsenal. In teoria doveva essere un portiere quasi finito, in teoria però.

DUE SUPERSTITI

La difesa titolare della finale contro il Bayern Monaco era composta da: Bosingwa, Cahill, David Luiz e Ashley Cole. I centrali sono ancora a Londra, con il brasiliano che ha vissuto una parentesi al Psg. Mentre Ashley Cole dopo due anni è volato a Roma a servizio di Garcia. Dopo un anno viene messo fuori rosa cosìcché vola in California a svernare con i LA Galaxy, e tutt’ora è in attività negli USA. Il terzino portoghese, idolo degli appassionati di Fifa, ha abbandonato il Chelsea subito dopo la vittoria dell’Allianz per passare al Qpr. Dopo una sola stagione parte per la Turchia per accasarsi al Trabzonspor. Nel novembre del 2015 si svincola per poi tornare sempre nello stesso club nel gennaio successivo, ritirandosi poi a fine stagione. Proprio il portoghese è stato l’architetto dell’impresa del Camp Nou. Lo ha rivelato poi Drogba: con la difesa in difficoltà a causa dell’infortunio di Cahill, la mancanza di David Luiz e l’espulsione di Terry, la difesa era in grossa emergenza. Durante l’intervallo interviene lui, s’impone come difensore centrale, spostando Ivanovic sulla fascia e Drogba sulla corsia opposta. Questo fu motivo di carica per tutta la squadra che poi resse fino all’ultimo.

A Monaco non c’erano in campo Terry e Ivanovic, ma una giusta menzione va fatta ad entrambi. Il capitano storico del Chelsea ha abbandonato la maglia blues la scorsa estate per andare all’Aston Villa. Anche il serbo ha lasciato la scorsa estate, ora gioca in Russia per lo Zenit.

DISPERSIONE

A centrocampo non c’è più nessuno. A Monaco in campo c’erano: Mikel, Lampard, Kalou, Mata e Bertrand, con Malouda subentrato poi. Il nigeriano è volato in Cina nel Gennaio dell’anno scorso, mentre Kalou nell’estate del 2012 è passato al Lille. Attualmente è in Germania, più specificamente all’Hertha Berlino dal 2014. Il diez di quel Chelsea, Juan Mata ha lasciato il Chelsea solo nel Gennaio del 2014 a causa di alcuni problemi con Mourinho. Bertrand è invece una vera e propria sorpresa, fu buttato nella mischia all’improvviso, l’esordio in Champions League arrivò proprio in quella partita. Nel 2014 gioca 6 mesi nell’Aston Villa poi si trasferisce al Southampton dove tuttora gioca. Di Lampard ovviamente si sa tutto, l’addio al Chelsea e la rete spezzacuore con la maglia del Manchester City. Ha giocato con Pirlo nel NY FC per poi ritirarsi l’anno scorso.

Malouda invece è ancora in attività a 37 anni, dopo essersi trasferito al Trabzonspor nel 2013, passa dopo un anno al Metz per poi giocare in India e infine in Egitto. Ora gioca nel Diffrange 03, una squadra del, udite udite, Lussemburgo. Inoltre, Florent dopo aver passato la sua vita a vestire la maglia della Francia, anche nella finale del 2006, dal 2017 gioca per la Guyana Francese, nazione ovviamente non affiliata alla Fifa. Mancano poi Ramires, volato nel Gennaio del 2016 a Jiangsu Suning e accostato spesso all’Inter, e Raul Meireles. L’eccentrico centrocampista portoghese ha ringraziato la società londinese ma dopo l’impresa ha deciso di partire verso il Fenerbahce. Nel club turco gioca fino al suo ritiro che è avvenuto nell’estate del 2016.

LEGGENDE

L’urlo di Marianella al rigore segnato da Drogba lo ricordiamo tutti, la sua scivolata liberatoria è un momento storico del calcio. L’ivoriano ha lasciato così i suoi tifosi, quello che davvero mancava alla società blues. Non è stato un addio, perché dopo essere stato tra i primi a volare in Cina, è tornato dopo 6 mesi in Europa, al Galatasaray. Passa un anno e mezzo in Turchia per poi tornare a casa, allo Stamford Bridge. Torna e torna a vincere con il Chelsea, finita la stagione torna a svernare in MLS, alla corte del Montreal Impact. In America fa ovviamente il bello ed il cattivo tempo.  Dopo aver passato i primi 4 mesi del 2017 come svincolato, Didier si è rimesso in gioco nei Phoenix Rising, il suo ritiro è già stabilito per il prossimo Dicembre.

C’è chi è attualmente con le lacrime per l’addio all’Atletico Madrid di Fernando Torres. El Nino ha vinto poi un’Europa League con i blues e ha anche segnato in semifinale di Champions proprio contro l’Atletico nel 2014. Nell’estate del 2014 arriva a Milano per provare a ritrovare la propria forma con il Milan. Dopo un anno deludente arriva l’aspettato ritorno ai colchoneros. Meno di una settimana fa ha finalmente sollevato il primo trofeo per il club del suo cuore con la vittoria dell’Europa League.

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Polonia-Argentina, le formazioni ufficiali: fuori Lautaro!

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Toni

Polonia-Argentina e Messico-Arabia Saudita, entrambe in programma stasera alle ore 20:00, chiuderanno il girone C del Mondiale. L’Argentina, grande favorita del raggruppamento, deve battere la Polonia per centrare il primo posto e per evitare l’incubo Francia agli ottavi di finale.

Scaloni, dunque, lancia Enzo Fernandez, grande protagonista nell’ultima gara con il Messico, dal 1′, con De Paul e Mac Allister a sostegno. Matura una sorpresa in attacco: Lautaro Martinez partirà dalla panchina a favore di Julian Alvarez. Nella trafila polacca, Milik siederà inizialmente in panchina; il suo posto sarà occupato da capitan Lewandowski, il quale sarà sostenuto da Zielinski e Swiderski. Di seguito, proponiamo le formazioni ufficiali:

Polonia: (3-4-2-1) Szczesny; Glik, Kiwior, Bereszynski; Cash, Krychowiak, Bielik, Frankowski; Zielinski; Swiderski, Lewandowski. Ct: Michniewicz

Argentina: (4-2-3-1) E. Martinez; Molina, Otamendi, Romero, Acuna; De Paul, E. Fernandez; Di Maria, Messi, Mac Allister; J. Alvarez. Ct: Scaloni

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Canada, Herdman: “Il Marocco è una grande squadra. Vorrei rimanere fino ai Mondiali del 2026”

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Fino ad ora il Canada sta mettendo in mostra buone prestazioni sul campo, ma, fino a questo momento, non ha raccolto alcun punto. Delle due gare contro Belgio e Croazia, quella contro il Belgio ha fatto scalpore: i ragazzi di Herdman hanno giocato contro una grande squadra come il Belgio, che, però, li ha sconfitti immeritatamente.

Le ottime risposta, ricevute dalla sua Nazionale, l’allenatore del Canada è intervenuto nella consueta conferenza stampa per parlare del suo futuro e quello della sua selezione, che passa dalla partita contro il Marocco e dal prossimo Mondiale del 2026, a cui proprio non intende mancare.

“Il Marocco è una grande squadra ma noi meritiamo di uscire da questo Mondiale con almeno con un punto. Se sarò ancora il ct? Il mio desiderio è di rimanere alla guida del Canada almeno fino al Mondiale del 2026. Non scoverete alcun appassionato a questo progetto sportivo o a questi giocatori o allo stesso staff come lo sono io”.

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Chi è Miguel Crespo, il centrocampista nel mirino del Napoli

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Chi è Miguel Crespo

CHI È MIGUEL CRESPO – Il Napoli ha iniziato la stagione 2022/23 nel miglior modo possibile. Dopo gli addii di colonne portanti dello spogliatoio nonché pedine fondamentali all’interno della rosa partenopea quali Lorenzo InsigneKalidou Koulibaly, Dries MertensDavid Ospina, in molti erano pronti al peggio. L’occhio della critica e dello spettatore comune vedeva una rosa privata di elementi essenziali, tra l’altro non rimpiazzati o sostituiti da oggetti misteriosi. Parte della tifoseria aveva addirittura chiesto a gran voce la testa di mister Luciano Spalletti, che l’anno scorso aveva comunque raggiunto l’obiettivo stagionale della qualificazione alla UEFA Champions League 2022/23.

Ma il tecnico toscano è rimasto al suo posto ed è riuscito a donare un’anima brillante, concreta ma soprattutto vincente alla squadra, consentendo ai suoi uomini di portar fuori le proprie migliori qualità. E così abbiamo visto l’exploit di Kvaratskhelia, la riconferma del possente centrocampo targato Zambo Anguissa-Lobotka-Zielinski, la leadership di capitan Di Lorenzo, la precisione difensiva di Kim. Il Napoli è diventata una macchina praticamente perfetta e i risultati in campionato e Champions League non fanno altro che confermarlo. Occhio però alle possibilità provenienti dal mercato.

Il direttore sportivo del Napoli Cristiano Giuntoli avrebbe appuntato una serie di nomi sul proprio taccuino. Tra i profili presenti nella wish-list da consegnare al patron Aurelio De Laurentiis spicca quello di Miguel Crespo, centrocampista nato a Lione ma di passaporto portoghese. Il classe 1996 oggi in forza al Fenerbahce ha attirato l’attenzione di diversi club europei, pronti all’eventuale (ma verosimile) battaglia nel mercato invernale.

CHI È MIGUEL CRESPO

La storia calcistica di Miguel Crespo inizia già nel 2005, quando ad appena nove anni entra a far parte delle selezioni giovanili dell’EF Luciano de Sousa. Nell’arco di pochi anni il ragazzino inizia a girare: Porto, Artur Rego, AD Barroselas, CD Feirense, Neves, Merelinense. Ma lo step decisivo viene fatto con il passaggio al Braga, club certamente di maggior prestigio che lo inserisce tra le fila della squadra B. Nelle due stagioni arriverà continuità e i primi numeri importanti: 51 presenze, condite da 3 reti e 4 assist.

Il primo giorno del calciomercato estivo 2019 arriva la chiamata dell’Estoril Praia, che riesce a prelevare gratuitamente il suo cartellino. Nel suo nuovo club confermerà le proprie qualità, sfiorando la doppia cifra nelle 60 gare disputate in due stagioni: alla fine dell’esperienza con il club portoghese, lo score conclusivo sarà di 9 reti e 5 passaggi vincenti per i compagni.

Il calciomercato 2021 porterà Miguel Crespo in Turchia, con la chiamata del Fenerbahce che verserà circa 1.5 milioni di euro per assicurarsi le sue prestazioni. L’approdo in un campionato particolare come la Süper Lig poteva destabilizzare il processo di crescita di un calciatore proveniente da una realtà completamente diversa, ma fortunatamente non è andata così. Allo stato attuale, il calciatore ha 45 match all’attivo con lo storico club turco, impreziosite da 3 gol e 4 assist.

La sua crescita ha attirato l’interesse di diversi club dei principali campionati europei. Già ad ottobre l’Inter aveva fatto un sondaggio per Crespo per arricchire la possibilità di scelta in mediana di Simone Inzaghi. Oltre ad altre pretendenti straniere (soprattutto in Francia), tra i club italiani è affiorato l’interesse del Napoli, che adesso potrebbe fare sul serio.

NAPOLI PIAZZA IRRINUNCIABILE?

La grande conferma arriva direttamente da Domingo Lopes, agente del calciatore che di certo negli ultimi mesi sta ricevendo parecchie telefonate da ogni parte d’Europa. Ai microfoni di CalcioNapoli24Lopes ha elogiato la duttilità del suo assistito, il quale sa ricoprire diversi ruoli a centrocampo, sia in posizione offensiva che in quella di copertura. Pur non avendo ancora ricevuto alcuna chiamata diretta, un’eventuale proposta del Napoli sarebbe difficile da rifiutare. Lo stile di gioco dei campani, unito al progetto prestigioso che Spalletti e Giuntoli stanno tirando su, potrebbe risultare decisivo nella scelta finale.

Abbiamo compreso chi è Miguel Crespo e quali sono le sue intenzioni. Le sue capacità tecniche e la sua voglia di migliorarsi lasciano ben sperare; chissà se presto lo vedremo sui campi di Serie A, magari in maglia azzurra.

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Vlahovic sulla presunta lite con Rajkovic: “Sono gravi sciocchezze”

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Vlahovic

La situazione del Mondiale della Serbia è già precaria a causa dell’ultimo posto attuale nel proprio girone; questa situazione non tende a migliorare nemmeno nello spogliatoio con le vicissitudini, che si sono create attorno a Dusan Vlahovic.

Oggi è trapelata un’indiscrezione riguardante proprio il bomber della Juventus, che avrebbe una presunta relazione amorosa con la moglie del portiere e compagno di nazionale, Predrag Rajkovic.

A placare qualsiasi polemica è intervenuto il numero 9 della Juventus, durante la conferenza stampa. Queste sono state le sue parole:

Mi dispiace molto iniziare la conferenza stampa in questo modo. Non c’è bisogno di commentare queste gravi sciocchezze messe in giro da persone frustrate che lavorano contro gli interessi della Nazionale. Siamo uniti più che mai, l’atmosfera è fantastica. Se necessario sono pronto ad agire per vie legali per difendere il mio nome”.

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