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Giovani per il futuro

Chi è Besaggio, il 2002 arrivato alla Juve con Del Piero come idolo

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Juventus

CHI È BESAGGIO, IL 2002 VICINO ALLA JUVE CON DEL PIERO COME IDOLO – La Juventus non guarda solo al presente, ma anche al futuro. Nelle scorse settimane La Vecchia Signora ha piazzato il colpo corrispondente al nome di Kenan Yildiz, talento classe 2005 che proprio oggi ha fatto l’esordio nel Campionato Primavera.

Mentre lui si apprestava a scendere in campo con la squadra di Montero, i bianconeri si sono avvicinati alla chiusura per Michele Besaggio, l’anno scorso protagonista proprio nel Campionato Primavera con 11 gol e 7 assist con la maglia del Genoa.

 

Una stellina ora pronta ad unirsi alla Juventus Under 23 per iniziare a prendere confidenza con il calcio professionistico.

CONOSCIAMOLO MEGLIO

Michele Besaggio nasce il 18 aprile 2002. Inizia a giocare a calcio fin da piccolo, calciando i suoi primi palloni nel Merlara, società dilettantistica in provincia di Padova. A 14 anni viene ingaggiato dal Vicenza, dove inizia la sua trasformazione calcistica. Arrivato come calciatore prettamente offensivo, gioca negli Allievi del club solitamente nel ruolo di mezz’ala, maturando doti che gli permettono di crescere e di farsi notare.

Nel 2018 il Genoa è il club più lesto ad acquistarlo. Anche in rossoblù è schierato nei tre di centrocampo, tuttavia non mette da parte quei suoi guizzi offensivi maturati in giovanissima età. Nella stagione 2020-21 il raggio d’azione gli viene spostato in avanti, venendo schierato tra le linee. I compiti tattici da svolgere sono di meno, il che gli permette di avere maggiore libertà per mettere in mostra il suo estro e la sua fantasia. Conseguentemente, ha maggiori occasioni per attaccare l’area avversaria ed i suoi numeri offensivi migliorano decisamente: chiude la stagione con 9 gol e 8 assist in 31 partite.

Nell’annata scorsa cambia nuovamente il ruolo. Mister Luca Chiappino lo schiera nei tre d’attacco, spesso nel ruolo di ala sinistra. Sicuramente è un’ala atipica che non predilige rimanere staticamente sulla fascia di competenza, ma ha la libertà di andare in giro per il campo ricoprendo le funzioni di mezz’ala, trequartista e persino di attaccante. I numeri sono eloquenti: 31 partite, 11 gol e 7 assist.

CARATTERISTICHE TECNICHE

L’espressione con la quale è possibile definire al meglio l’apporto che Besaggio dà alla squadra è ‘leader tecnico tattico’. Con la personalità di un veterano è il principale punto di riferimento dei suoi, una presenza costante in ogni zona di campo in grado di amministrare il pallone ed orchestrare la manovra. La zona di campo che predilige è tra le due linee offensive, per somministrare palloni puliti negli spazi ai compagni di reparto. Due stagioni fa l’intesa con Yayah Kallon, che ora gioca stabilmente in prima squadra, è stata formidabile. L’anno scorso invece gli attaccanti centrali Aleksander Buksa e Bilel Sahli hanno mostrato una certa propensione a finalizzare le giocate in rifinitura del capitano.

Si ispira a Philippe Coutinho ed il suo idolo è Alessandro Del Piero. In comune all’ex capitano della Juventus ha la propensione a calciare col destro al giro dalle zone del vertice sinistro dell’area di rigore. Il gol segnato alla Spal nella scorsa stagione è di una bellezza unica.

Si occupa di tutti i calci piazzati: oltre ad essere implacabile dagli undici metri, batte i calci d’angolo e le punizioni. Inoltre riesce a calibrare dei traversoni pericolosi anche dalle palle inattive molto distanti dalla porta avversaria. È abile nel dribbling sia nello stretto, sia in velocità; infatti cerca sempre di puntare gli avversari indipendentemente dalla zona di campo risultando imprevedibile. Sporadicamente tenta il tiro dalla lunga distanza, tuttavia ha tutte le capacità per migliorare questa dote.

 

Nonostante ami giocare al servizio dei compagni, negli ultimi mesi sta affinando le caratteristiche da attaccante d’area. Spesso attacca la profondità andando a finalizzare soprattutto i cross provenienti dalla destra.

Evidenti sono anche i miglioramenti nei duelli aerei. Altro aspetto che lo contraddistingue è la cattiveria agonistica e la forza di non mollare un centimetro. Nel pressing è sempre molto aggressivo, riuscendo a mettere in difficoltà i difensori avversari con la sua fisicità.

Unione di carattere, tecnica, senso tattico e qualità. Le aspettative nei suoi confronti sono elevate, per questo la Juventus non ha esitato un attimo e ora si appresta a portarlo a Torino.

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ESCLUSIVE

ESCLUSIVA – Ravarelli: “A Monza ho vissuto emozioni indelebili”

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Sensi

ESCLUSIVA – Gianluca Ravarelli è un giovane portiere classe 2003 del Legnano, che attualmente milita nel girone A della Serie D. Autore di una buona stagione fin qui, la prima tra i grandi, condita da 15 presenze, 3 clean sheet e un rigore parato.

Fino all’anno scorso faceva parte della Primavera del Monza e ha vissuto molto da vicino la scalata verso la Serie A. Oggi ha deciso di raccontarsi in esclusiva ai microfoni di Numero Diez, per spiegare il suo percorso dando un occhio al futuro.

Quando hai capito che saresti diventato un portiere e cosa ti ha portato a scegliere questo ruolo?

Fare il portiere è una passione che ho dentro da quando sono piccolo, tramandata da mio nonno e poi da mio padre che hanno giocato in questo ruolo. Posso dire di averlo nel sangue. Anche prima di incominciare a giocare a calcio, quando avevo 3/4 anni, andavo al campetto la domenica con mio padre per incominciare a fare qualche tuffo tra i pali”.

Come hai reagito quando è arrivata la chiamata del Monza? Ti sei sentito appagato o l’hai presa come un punto di partenza?

“Dopo aver fatto una grande stagione negli allievi B con la Masseroni, ho avuto la fortuna di avere qualche proposta da squadre professionistiche, tra cui il Monza. Ora che ci penso non ero consapevole dell’importanza della squadra e della società in cui stavo andando, solo successivamente me ne sono reso conto. Ero ovviamente molto contento, fu la mia prima volta in una squadra professionistica e non sapevo bene cosa aspettarmi, anche se non ho avuto nessun problema a fare gli allievi A, anno in cui ci siamo fermati per Covid”.

Tre anni nel settore giovanile, con un occhio sulla prima squadra: come hai vissuto la proprietà Berlusconi e la scalata della Prima Squadra?

Io ho incominciato a vivere la Prima Squadra al mio secondo anno di Monza, subito dopo aver fatto l’U17 (allievi A). L’estate successiva sono stato chiamato a fare la preparazione con la Prima, erano appena saliti dalla C alla B. Per me era qualcosa di straordinario vedere tutto ciò che c’era dietro ad un allenamento, tutto il personale a completa disposizione, le strutture stupende e soprattutto i compagni di squadra che mi sono trovato davanti. C’era gente che, oltre ad aver fatto la Serie A, aveva partecipato pure alla Champions. Quell’anno sono stato molto fortunato perché mi hanno convocato in campionato contro il Pisa, un’esperienza che mi rimarrà per sempre impressa nella mente. Purtroppo la stessa stagione non siamo riusciti a conquistare la serie A perché siamo usciti ai playoff contro il Cittadella”.

Una convocazione tra i grandi per il match di Coppa Italia contro il Cittadella nella scorsa stagione: come ti sei sentito? Com’è andata la scelta del numero di maglia?

L’anno dopo, ad agosto è arrivata la convocazione in Coppa Italia contro il Cittadella. Un’emozione da mettere nel bagaglio delle cose che non dimenticherò mai, a partire dalla riunione tecnica e tutto l’avvicinamento alla partita, fino ad arrivare al riscaldamento e al fischio d’inizio. Tutto ciò rappresentava una grande emozione anche per la mia famiglia che mi seguiva anche da lontano in questa meravigliosa esperienza. Purtroppo la scelta del numero non è stata così entusiasmante dato che per comodità fu la società a scegliere per me. Nel primo anno del Monza in B ho avuto il 64, il secondo il 66. Avere la maglia con il proprio nome è molto emozionante: ovviamente queste maglie le ho già messe in bacheca e regalate ai nonni”.

Ora un’esperienza formativa e da titolare in Serie D con il Legnano: come ti stai trovando? Pensi che sia utile per un giovane scendere di categoria per fare esperienza?

“Penso che sia importantissimo fare esperienza fin da subito in questa categoria, giochi con persone più grandi che ti fanno capire l’importanza di ogni singolo particolare. Inoltre, credo che la Serie D sia una categoria molto sottovalutata, potessi tornare indietro probabilmente ci sarei andato prima. A Legnano mi trovo molto bene, giocare per una piazza così importante è stupendo. Abbiamo la fortuna di avere una grande tifoseria che ci segue ovunque e farebbe di tutto per la maglia lilla”.

Qual è l’arma segreta di un portiere per restare sempre concentrato per 90 minuti?

“Non è semplice per un portiere rimanere sempre concentrato, soprattutto quando la tua squadra attacca molto e devi farti trovare preparato in quelle poche occasioni che capitano. Io cerco di parlare molto con i miei compagni, chiamando le varie marcature e preventive anche in fase di possesso nel momento in cui la squadra è nella metà avversaria”.

Dove ti vedi tra 5 anni?

“Io so sicuramente che cercherò di sfruttare ogni occasione per poter salire di livello, voglio giocare al massimo dei livelli che le mie qualità mi permetteranno. Detto ciò penso che l’anno prossimo intraprenderò un percorso universitario perché penso che il mio cammino scolastico debba continuare e completarsi con ciò. Non posso avere la sicurezza di sapere dove sarò ma ho la consapevolezza che tutte le sfide che intraprenderò le affronterò con tutto me stesso dando il 200%”.

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Calcio Internazionale

Chi è Matheus Franca, il nuovo talentino del Flamengo

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CHI E’ MATHEUS FRANCA – Il nuovo talento in rampa di lancio del Flamengo si chiama Matheus Franca.

Dopo aver dato i natali calcistici a calciatori del calibro di Vinicius Jr. e Paquetà negli ultimi anni, il Mengão potrebbe aver trovato un’altra gallina dalle uova d’oro alla quale si sono già avvicinati alcuni club europei. Ma chi è il nuovo talento della squadra brasiliana?

CHI È MATHEUS FRANCA – POSIZIONE E NUMERI

Classe 2004, Franca si è formato nel settore giovanile del Flamengo ed ha esordito nella massima divisione brasiliana il 6 dicembre 2021.

Esile e longilineo, 67 chili per 184 centimetri, Franca in questa stagione ha giocato muovendosi soprattutto sulla trequarti e non disdegnando la posizione di attaccante in alcune partite del Flamengo.

Bravo nel dribbling e dal piede educato, Franca è bravo a creare superiorità numerica e a liberarsi dalla pressione degli avversari con finte di corpo e con delle accelerazioni eleganti.

Nella stagione 2022 di Serie A brasiliana Franca ha giocato in 17 partite in totale partendo titolare in 7 occasioni e segnando 4 gol, toccando la maggior parte dei palloni nelle zone immediatamente all’esterno dell’area di rigore avversaria.

Franca Heat Map

La heat map di Franca nella scorsa Serie A brasiliana

In Copa Libertadores Franca ha una media gol ancora migliore rispetto al campionato seppur sia ancora prematuro esprimere giudizi sulle sue prestazioni su un palcoscenico internazionale.

Il giocatore del Flamengo ha infatti segnato una rete in due partite giocate nella stagione che ha portato la squadra di Rio a vincere la coppa ma l’ha fatto solo contribuendo alla goleada per 7-1 contro il Deportes Tolima.

CHI È MATHEUS FRANCA – L’INTERESSE DEI CLUB EUROPEI

Come capita spesso per i giovani talenti brasiliani, anche nel caso di Matheus Franca i club europei si sono già attivati e potrebbero presto presentare un’offerta al Flamengo.

Come riportato da Fabrizio Romano due club di Premier League hanno già avviato le trattative per portare il 18enne nel vecchio continente ma i colloqui non sono al momento in fase avanzata.

Nonostante la giovanissima età, il Flamengo non sarebbe interessato a fare sconti e potrebbe chiedere alle squadre interessate una cifra tra i 15 e i 20 milioni di euro.

Gli 8 gol nelle 25 partite giocate in tutte le competizioni la scorsa stagione rendono Franca un giocatore appetibile per le squadre europee ma sarà importante accompagnarlo nella sua fase di sviluppo. Il club che lo acquisterà avrà la responsabilità di gestire il suo talento e farlo ambientare al meglio nel nuovo ambiente calcistico.

 

Senza un’accurata gestione sarebbe facile sprecare il talento di Franca e l’esempio più recente al quale Franca cercherà di non ispirarsi, qualora riuscisse a giocare in Europa, sarà quello di Reinier. Il 20enne brasiliano è arrivato in pompa magna al Real Madrid nel gennaio 2020, accolto da una cerimonia in grande stile allo stadio Bernabeu salvo poi smarrirsi negli anni successivi.

Nonostante le grandi aspettative attorno al giocatore, Reinier è stato infatti una meteora al Real Madrid avendo giocato solamente tre partite con la primavera dei Blancos prima di essere mandato in prestito al Borussia Dortmund, prima, e al Girona dove gioca al momento.

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ESCLUSIVE

ESCLUSIVA – Vergara si racconta: “Mi ispiro a Zielinski”

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Vergara

Antonio Vergara è un giovane centrocampista che sta facendo molto bene alla Pro Vercelli, squadra attualmente militante in Serie C. Il classe ‘03, nato a Frattaminore, ha mostrato le sue qualità già nella Primavera del Napoli.

In questa stagione in prestito ha collezionato 13 presenze, condite da 3 gol e 2 assist. In esclusiva ha voluto raccontare il suo percorso ai microfoni di Numero Diez.

GLI INIZI DI VERGARA

Ti sei avvicinato al mondo del calcio da bambino. In famiglia c’è qualcuno che ti ha fatto appassionare a questo sport?

“In realtà no, è una passione nata da piccolo ma nessuno in famiglia seguiva il calcio. Ma i miei genitori mi hanno raccontato che all’età di 2-3 anni calciavo i mandarini e le arance”:

Hai mosso i primi passi alla Fratelli Lodi di Frattaminore. Raccontami un po’ di questa esperienza.

“Ancor prima della Fratelli Lodi ho iniziato nel Crispano, una società dove stetti per 9 mesi. Poi è fallita e sono approdato nel nuovo club”.

Le tue qualità si notano subito, tanto che a 11 anni entri nelle giovanili del Napoli, seguendo le orme di quale mito?

“Il mio idolo è sempre stato Messi. È nato con un talento pazzesco, ha grande tecnica e visione”.

L’ESPERIENZA DI VERGARA AL NAPOLI

Come raccontato dal tuo agente Davide Pinto, tra i 15 e 16 anni eri più basso rispetto ai tuoi compagni di squadra. Ma poi sei cresciuto e hai confermato le tue qualità. Come hai superato questo momento difficile, c’è stato qualcuno che ti ha aiutato?

“In quei momenti vedevo tutti più alti di me e non la vivevo bene. Il calcio e gli allenamenti erano l’unico modo per stare bene, mi facevano divertire ed essere spensierato. Ho fatto alcune visite per vedere se c’era qualcosa che non andasse ma poi sono cresciuto. La mia famiglia mi è rimasta sempre vicino”.

Ti ha scoperto Gianluca Grava, attuale responsabile tecnico del settore giovanile del Napoli. Quanto è stato importante nel tuo percorso professionale?

“Si può dire che siamo arrivati insieme al Napoli. Mi ha sempre trattato come un figlio. Ogni volta che andavo da lui c’era sempre”.

Entri poi a far parte dell’Under 17, scalando presto le gerarchie e giocando in primavera. Come sono stati questi anni di crescita?

“Ho giocato due anni nella Primavera del Napoli. Il primo anno entravo da subentrato, mentre nel secondo ho giocato da titolare e mi sono trovato benissimo”.

L’ESORDIO DI VERGARA AL DIEGO ARMANDO MARADONA

Mister Spalletti il 6 settembre 2021 ti fa esordire in prima squadra al Maradona contro il Benevento. Che emozioni hai provato?

“È stata un’emozione indescrivibile. Ai tempi facevo il raccattapalle e sapere di poter indossare le scarpette, calcare l’erba di quello stadio e sentire il boato dei tifosi nelle azioni più belle è assurdo”.

L’APPRODO ALLA PRO VERCELLI

Ora sei alla Pro Vercelli in prestito e stai facendo benissimo: hai collezionato 13 presenze condite da 3 goal e 2 assist. Ti aspettavi questo inizio così florido?

“Sì, me lo aspettavo. Sono il primo ad avere fiducia nelle mie qualità. Ho sempre sperato e creduto in me stesso e in ciò che posso fare”.

Come ti stai trovando a Vercelli?

“Benissimo”.

Quest’anno qual è il tuo obiettivo e quello della squadra?

“Il mio obiettivo è quello di salire di categoria e di fare sempre bene, senza pensare ai gol e agli assist, spero solo di farne il più possibile per aiutare la squadra. Mentre l’obiettivo della Pro Vercelli è quello di giocarsi il campionato ai playoff.

Posso chiederti chi è il compagno col quale ti trovi di più?

“Mi trovo benissimo con tutti i compagni di squadra, ma passo molto tempo insieme a Corradini”.

Sei un trequartista che può giocare anche come centrocampista e ala di destra. Attualmente chi ti ispiri?

“Mi ispiro a Piotr Zielinski, centrocampista del Napoli. Mi sono allenato un anno con lui in prima squadra ed è troppo forte”.

Quale qualità gli vorresti rubare? 

“Le sue sterzate”.

Un tuo pregio e un tuo difetto in campo.

“Essendo un trequartista, sono bravo ad inventare delle giocate, mentre vorrei migliorare la fase difensiva per aiutare la squadra”.

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Calciomercato

Chi è Arda Guler: il prodigio turco che ha fatto impazzire il Napoli

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Chi è Arda Guler

CHI È ARDA GULER – Ecco chi è Arda Guler, il bimbo prodigio turco con il Diez sulla schiena che ha fatto invaghire il Napoli, pronto a spendere cifre da far girare la testa pur di accaparrarsi un fantasista con il fiuto del gol, bravo anche a mandare in rete i compagni.

CHI È ARDA GULER? LE ORIGINI

Arda Guler nasce ad Ankara – in Turchia – il 25 febbraio del 2005. Calcisticamente muove i primi passi nel Genclerbirligi, polisportiva della sua città natale, prima di essere notato dal Fenerbahce. I gialloblù lo acquistano nel 2019 e ne avvertono sin da subito il talento e la precocità. Prova di questo è il fatto che ad inizio 2021 il ragazzo fa già parte della rosa U19 da sottoleva e, nell’estate successiva, si aggrega alla Prima Squadra.

CHI È GULER – I PRIMI TRAGUARDI E LA NAZIONALE

Avendo esordito nel calcio dei grandi ancora ben lontano dalla maggiore età, l’impatto di Arda Guler è stato a dir poco notevole. Nella stagione 2021/22 i suoi numeri con il Fenerbahce recitano 3 reti e 3 assist in 12 presenze totali. Quest’anno – in proporzione – può fare ancora meglio: prima della pausa per il Mondiale, ha messo a segno 2 gol in 5 presenze in campionato, più un gol e un assist in 4 partite disputate in Europa League. Stabilmente nel giro della nazionale turca U17 – con la quale ha realizzato 4 gol – lo scorso 19 novembre ha esordito direttamente con la selezione maggiore, bruciando tutte le tappe. Il Guardian lo ha inserito nella lista dei 60 migliori talenti nati nel 2005.

CHI È ARDA GULER – GLI SCENARI DI MERCATO

È chiaro che Arda Guler sia sulla bocca di molti addetti ai lavori e in un futuro prossimo potrebbe spiccare il volo verso un top club. Il Fenerbahce ha già agito inserendo una clausola rescissoria variabile sul suo contratto. Parte da 5 fino ad arrivare a 20 milioni di euro, in base al minutaggio che raggiungerà in stagione. PSG e Tottenham hanno già sondato la pista, ma la società più interessata pare essere il Napoli, a cui Guler è già stato proposto in passato. Alla corte di De Laurentiis può arrivare un altro Kvara nel corso della prossima estate?

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