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Calcio Internazionale

Chi è Joao Gomes, il 2001 seguito dal Liverpool

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Chi è Joao Gomes

CHI È JOAO GOMES, IL CLASSE 2001 SEGUITO DAL LIVERPOOL? – 21 anni,  centrocampista, brevilineo, dal Flamengo. Descritto così, Joao Victor Gomes da Silva, sembrerebbe un profilo piuttosto consueto da vedere con la maglia rossa del Liverpool. Basti pensare a due giocatori come Thiago Alcantara o Fabio Carvalho. Il primo, splendido regista, detta i tempi dell’azione della squadra di Klopp come un direttore d’orchestra. Il secondo è un astro nascente che si sta pian piano ritagliando il suo spazio sulla trequarti dei Reds.

Eppure, se vogliamo trovare un giocatore di casa ad Anfield che gli somigli, bisognerebbe virare più su uno come Fabinho. Perchè? Scopriamolo attraverso le sue caratteristiche tecniche.

CHI È JOAO GOMES DA SILVA: LA SCHEDA

Come Fabinho, è un brasiliano. E – sempre come lui – è un brasilianoatipico‘. Gomes risponde infatti alle caratteristiche del mediano duro e puro: intensità, quantità, palloni recuperati e messi subito a disposizione dei compagni. La tecnica non ne risente, anzi tutt’altro: Joao Gomes è anche in grado di fornire assist e giocare da mezz’ala, ma la sua dote naturale è quella del lottatore in mediana.

Il ragazzo lascia anche intravedere una discreta predisposizione alla leadership: da quando è stato promosso in prima squadra al Flamengo, nell’estate del 2021, si è subito imposto come titolare e punto fermo del progetto ad appena 20 anni. Con la maglia rossonera ha messo a referto fino a questo momento 3 gol e 3 assist in 106 presenze ufficiali. Il classe 2001 ha anche vinto con il Flamengo un campionato e una Supercoppa Brasiliana.

Un piccolo difetto, sicuramente migliorabile, è la disciplina sul rettangolo di gioco: sono 5 i cartellini gialli rimediati in questa stagione in 20 presenze; ma – probabilmente – è anche il suo ruolo di incontrista che lo porta a finire spesso sulla lista dei cattivi.

NON SOLO LIVERPOOL

Abbiamo segnalato un interesse del Liverpool nei suoi confronti, ventilato dallo stesso giocatore, che recentemente si è espresso così ad ESPN:

Il Liverpool è una squadra per cui giocherei, ne ho un grandissimo desiderio. Giocare in Champions League è il mio più grande sogno“.

 

Non sono però solo i Reds a potergli garantire la realizzazione del sogno di esordire in Champions: su di lui infatti, c’è anche l’interesse di Milan e Real Madrid. Per ora però, solo le Merengues si sono avvicinate all’idea di formulare un’offerta ufficiale al club carioca, il quale ha fatto sapere che dovrà essere non inferiore ai 30 milioni di euro.

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Calcio Internazionale

Bayern Monaco, per il dopo Lewandowski c’è Harry Kane!

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kane

Dopo il discusso addio di Robert Lewandowski, il Bayern Monaco sta ancora cercando di trovarne il degno successore. Nella scorsa sessione di mercato è arrivato Manè, ma i tedeschi sembrano intenzionati a puntare anche un bomber. Secondo quanto riportato da Tuttomercatoweb.com, il principale obbiettivo del Bayern per sostituire il polacco è Harry Kane, che è sotto contratto con il Tottenham fino al 2024.

Queste le parole di Oliver Khan:

Kane è un sogno, vediamo cosa succederà.

Tutto ciò non esclude comunque che possa esser fatto un tentativo già a gennaio per accaparrarsi uno degli attaccanti imglesi più prolifici di sempre, che non è ancora riuscito a vincere un titolo con il Tottenham.

 

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Calcio e dintorni

Tanta gioia per Mazzocchi: “Ho sperato fino all’ultimo che il mister mi mettesse in campo”

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Mancini

Per completare la bella serata Azzurra sono intervenuti a parlare del match sia Cristante che il debuttante Mazzocchi.

Queste le dichiarazioni del centrocampista della Roma:

“Siamo stati bravi a prenderci queste due partite, ora andiamo a giocarci le finali”.

Veniamo da una grande delusione, però sembra che questo gruppo riesca a condividere le idee, il gioco e i valori morali di Mancini.
“Sì, la delusione è grande e la sappiamo tutti. I primi delusi siamo noi, purtroppo non ci possiamo fare nulla: l’unica cosa che si poteva fare era vincere queste partite. Se non ci crediamo noi, sicuramente le cose non andranno bene. Siamo forti, l’abbiamo dimostrato e possiamo fare belle cose”.

Alcuni giocatori vengono, altri non vengono. Altri non ce la fanno: tutti amano abbastanza la Nazionale?
“Sì, penso che chi viene qui dà sempre il massimo. Le stagioni sono lunghe, ci sono tantissime partite e ce ne sono sempre di più, poi magari passano messaggi sbagliati per varie situazioni, ma io quando vedo un giocatore venire posso dire che li vedo dare tutti il cento per cento”.

Successivamente è arrivato anche Mazzocchi ad esternare anche la sua gioia per il primo gettone con l’Italia:

E’ stato magnifico. Ho sperato fino all’ultimo che il mister mi mettesse in campo. Stasera avevo una voglia incredibile di fare l’esordio. Sono contento che abbiamo vinto e che andremo a disputare altre partite”.

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Calcio e dintorni

Donnarumma dopo Ungheria-Italia: “Il Mondiale è una ferita aperta”

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Gigio Donnarumma

L’Italia rialza la china dopo la mancata qualificazione ai Mondiali. La Nazionale ha battuto per 0-2 l’Ungheria qualificandosi per le final four di Nations League.

Queste le parole di Donnarumma nel post-partia a Rai Sport:

“Ci voleva per ridare un po’ di entusiasmo, anche se non si può tornare indietro e il Mondiale è una ferita aperta. Bisognava ripartire, dovevamo farlo per tutta l’Italia e per chi credeva in noi. Siamo partiti bene con due vittorie, andiamo alle Final Four e cerchiamo di vincerle”.

Cosa succede quando fai una performance come quella di stasera?
Il mio modo non cambia. A volte può capitare un errore e per noi portieri è dura. Però bisogna rimanere concentrati, lavorare sempre al massimo e capire dove si è sbagliato cercando di non rifilarlo. Le partite come stasera si preparano da sole perché sono importanti e speciali. Cerco di prepararle con tranquillità e serenità, ridendo e scherzando nello spogliatoi. Poi quando si entra in campo la testa è lì. Poi può capitare purtroppo come a giugno dove ho fatto un errore che non dovevo fare. C’ho lavorato, ne abbiamo parlato col preparatore. Purtroppo può capitare ma non deve capitare. Era una partita già in discesa e l’ho ammazzata. Devo lavorare anche su quello quando si può giocare e quando non si può giocare. Lavoro. Ora bisogna andare avanti“.

Nelle parate di oggi è più istinto, tecnica o Madre Natura?
“Madre Natura penso. Ci sta anche il lavoro che faccio in settimana. C’è tutto. Devo continuare così, devo farlo per tutta l’Italia e per chi crede in me. Ringrazio la mia famiglia e la mia fidanzata”.

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Calcio e dintorni

Mancini: “Abbiamo rimesso in piedi un gruppo”

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Mancini

Ottimo cammino dell’Italia in Nations League, culminato con la qualificazione alle Final Four. Dopo la vittoria contro l’Ungheria il CT Roberto Mancini ha parlato a Rai Sport, queste le sue parole:

“Abbiamo fatto molto bene per 70 minuti, gli ultimi venti proprio non mi sono piaciuti. Sono contento però sul 2-0 la partita la devi tenere in controllo. Ci siamo fatti schiacciare, non mi sono piaciuti”.

Non era facile darsi un obiettivo dopo il mancato mondiale?

“È importante averla raggiunta per la seconda volta però purtroppo il resto rimane, non c’è niente da fare”.

Un po’ di amarezza se la fa scivolare via?

“Me la lascio scivolare via. Sono stati bravi a rimettere in piedi un gruppo. Hanno dei valori, bisogna lavorarci. Resta l’amarezza. Bisogna scavallare il mese di dicembre”.

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