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Chi è Pyyhtia, il classe 2003 che ha spaventato la Roma

Giovani per il futuro

Chi è Pyyhtia, il classe 2003 che ha spaventato la Roma

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Chi è Pyyhtia

CHI È PYYHTIA – Che Thiago Motta sia un allenatore che sui giovani ci crede eccome, non è certamente una novità. Siamo all’82′ della gara tra Roma e Bologna, dentro un Olimpico gremito, con i giallorossi in vantaggio per 1-0 grazie al gol del capitano Lorenzo Pellegrini. Il tecnico dei rossoblù getta un giovane centrocampista in campo, sotto gli occhi, tra le altre cose, di grandi artisti dal cuore romanista come Noemi, Cesare Cremonini e Ultimo.

Una delle frasi più celebri di quest’ultimo recita: “Io che non so vivere senza sognare“. Forse il ragazzo di cui parliamo proprio questa frase se la sente risuonare nella mente. Si tratta di Niklas Pyyhtia, giovane gioiellino del Bologna.

CHI È PYYHTIA

Niklas Anton Juhana Pyyhtia nasce a Turku, in Finlandia, il 25 settembre 2003. Proprio dalla nota cittadina finlandese, comincia il suo percorso calcistico, nel Turun Palloseura, che nel 2019 viene retrocesso nella seconda divisione in Finlandia.

Una disfatta per il club, ma una rampa di lancio per Pyyhtia che a soli 16 anni, appena compiuti, sigla il suo debutto da professionista, in un match pareggiato dal club di Turku contro il KTP. Non è da tutti esordire ad un’età così piccola, eppure il gioiellino finlandese ci è riuscito.

Basta un anno al Turun Palloseura per riconquistare la prima divisione e, proprio in Veikkausliiga, Pyyhtia fa parte dei protagonisti: 1 gol e 1 assist in 18 presenze.

Si trasferisce all’Honka, club emergente della Finlandia. Diventa subito parte integrante dell’undici titolare e chiude la stagione con 4 gol e 3 assist realizzati in 26 presenze. Inoltre, a soli 17 anni, aveva già collezionato 4 gettoni ai preliminari di Champions League.

L’ARRIVO AL BOLOGNA E L’ESORDIO

Le sue prestazioni fanno il giro del mondo. Il Bologna batte la concorrenza e si porta a casa il cartellino di Pyyhtia. Arriva nell’estate del 2021 e il successivo gennaio esordisce contro il Napoli, con Sinisa Mihajlovic che decide di lanciarlo in una serata sfortunatissima.

Quello di ieri contro la Roma è il secondo gettone ottenuto in Serie A con la maglia del Bologna, subentrando con personalità e carisma tanto da andare anche vicino al gol nel finale di gara.

CHI È PYYHTIA: LE CARATTERISTICHE TECNICHE

I giocatori più accaniti di Football Manager lo ricorderanno senz’altro. Pyyhtia è un centrocampista alto 186 cm, dal fisico imponente.

Un centrocampista completo che quando parte palla al piede negli spazi diventa imprendibile, grazie alla sua grande falcata. Bravissimo nel disimpegno dentro a spazi strettissimi,  possiede tecnica individuale da far invidia e un mancino dotato di doti balistiche eccezionali.

E non solo, da regista difensivo è un vero portento. Grazie al suo carisma, al suo fisico imponente e alla sua grande visione di gioco, Pyyhtia riesce a diventare un vero e proprio talento naturale in quel ruolo.

Tatticamente Niklas è ancora alla ricerca della sua posizione più congeniale. Ora come ora, sembrerebbe che quello del mediano sia il ruolo più adatto a Pyyhtia, grazie anche alle sventagliate e ai cambi di gioco che fanno di lui un regista difensivo superlativo.

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Giovani per il futuro

Filippo Scotti può essere l’esterno destro che il Milan sta cercando

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Milan

Ogni volta che un giovane si mette in mostra, diventa oggetto di studio e desiderio per molti addetti ai lavori (e non solo). In modo particolare se gioca nel settore giovanile di uno dei club più conosciuti e titolati del mondo. Gioca come ala destra, ma sa farsi valere in tutti i ruoli della trequarti. Il suo nome è Filippo Scotti e potenzialmente è uno di quei talenti in grado di regalare grandi gioie ai tifosi italiani. La carta d’identità recita: nato l’11 novembre 2006. Basta questo per spiegare tante cose.

Gli appassionati di cinema rimarranno delusi, dato che non ha nulla a che fare con colui che ha interpretato l’alter ego di Paolo Sorrentino in “È stata la mano di Dio”. Anche lui Filippo Scotti, però classe 1999 e di professione attore. Due giovani stelle, pronte a brillare nei loro rispettivi mondi. La scena, oggi, se la prende il primo nominato: il potenziale crack del Milan U19.

CARRIERA E CARATTERISTICHE

Inizia la sua avventura con il pallone tra i piedi in un piccolo club nel lodigiano, il K2 Caselle. La piazza, però, è evidentemente troppo stretta e limitante per un ragazzino che ha un talento fuori dal comune. Scotti si avvicina geograficamente a Milano trasferendosi all’Atletico CVS. La svolta arriva qui, perché gli osservatori del Milan ci mettono davvero poco a capire di avere tra le mani un giovane astro nascente.

Arriva finalmente, dopo molte peripezie, nella squadra della grande metropoli lombarda. La maglia rossonera, finora, l’ha tolta solo per vestire quella della Nazionale. Qualche chiamata in U16 e successivamente in U17. In entrambi i casi, i risultati sono stati molto convincenti: 14 presenze e 8 gol nella prima, 7 presenze e 3 gol nella seconda.

I numeri di Scotti assumono maggior importanza soprattutto se pensiamo alla sua posizione in campo. Può essere utilizzato come trequartista e regista, ma in Primavera preferisce partire dall’esterno destro per poi sfoderare tutta la sua freschezza. Le statistiche riportate prima evidenziano la sua prima caratteristica: il fiuto per il gol, chiaramente non da centrocampista.

A questo aggiunge un’importante falcata e grande qualità. In velocità palla al piede è difficile da tenere, in modo particolare quando ha ampi spazi. Anche quando è difficile trovare varchi nella retroguardia avversaria, è capace di spostare il pallone rapidamente e saltare il marcatore.

COME PUÒ ENTRARE NELLO SCACCHIERE DI PIOLI

Come detto in precedenza, con Abate parte largo a destra per poi accentrarsi e provare la conclusione. Con i pari età dell’U17, forma una trequarti molto interessante con Sia, anche lui nel giro della Primavera ma come ala sinistra, e Perina, trequartista. Le parole del ct della Nazionale U16, Daniele Zoratto, spiegano bene che tipo di giocatore sia: “Scotti è un ragazzo interessante: ha carattere, temperamento e gamba. Attacca la profondità e vede la porta, ha una progressione notevole e quando parte è difficile riprenderlo. Ottime sia le potenzialità che le prospettive”.

L’esterno destro alto è un ruolo presente anche nel modulo del Milan di Stefano Pioli. Non solo, è la posizione in cui i rossoneri hanno più necessità di trovare qualcuno che possa permettere alla squadra di fare un’ulteriore salto di qualità. Chiaramente è ancora presto (ma non prestissimo) per dirlo, però se dovesse proseguire in questo modo il percorso di Scotti, il tecnico della Prima Squadra potrebbe farci un pensierino.

Sembra essere il giusto mix di elettricità, rappresentata al Milan da Saelemaekers, e di tecnica imprevedibile, caratteristica di Messias. Inoltre, possiede una buona struttura fisica, soprattutto per quanto riguarda gli arti inferiori del corpo, anche se ancora in fase di sviluppo. Potrebbe certamente diventare una pedina importante per il Diavolo.

SCOTTI DAL VIVO

Subentrato in Milan-Verona al posto di un deludente Bob Omoregbe, ha saputo dare una scossa notevole con grandi accelerazioni e tanti dribbling tentati. Le sue improvvise fiammate hanno messo in notevole difficoltà la retroguardia ospite, che ha spostato diversi uomini per contenerlo.

Proprio questo è stato un fattore chiave: dal suo ingresso in campo, ha permesso di liberare diversi spazi al compagno dall’altra parte, Sia, anche lui classe 2006. Tanti difensori erano attratti sulla destra per limitare le avanzate di Scotti, che riusciva spesso a creare superiorità grazie a giocate individuali e corali.

Rapidità, gamba, capacità di attaccare lo spazio ma anche di superare l’uomo nell’uno contro uno. Per concludere: un importante fiuto del gol e grande abilità con entrambi i piedi. Il Milan è pronto ad accogliere un nuovo potenziale crack del panorama italiano.

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Calcio Internazionale

Chi è Dario Osorio, il 2004 che incanta l’Europa

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Osorio

CHI E’ DARIO OSORIO, IL 2004 CHE INCANTA L’EUROPA –  Dario Osorio si appresta a diventare uno dei baby fenomeni del calcio europeo.

Darío Esteban Osorio è un calciatore cileno nato a Hijuelas il 4 gennaio del 2004. E’ un attaccante dell’Universidad de Chile e della nazionale cilena. Cresciuto nel settore giovanile dell’Universidad de Chile, debutta in prima squadra il 21 febbraio 2022 in occasione dell’incontro di Primera Division perso per 3-2 contro il Nublense. Dopo un paio di apparizioni da titolare trova la sua prima rete in campionato il 27 marzo 2022, nell’incontro vinto per 2-0 ai danni dell’Union Espanola. Le grandi qualità tecniche e tattiche mostrate in squadra attirano le attenzioni, su di lui, da parte della nazionale cilena. In primis gioca con l’Under-20 e Under-23, prima di passare, il 10 giungo 2022, in nazionale maggiore, disputando l’incontro perso per 0-2 contro la Tunisia, valido per la Kirin Cup. In totale, in nazionale maggiore, vanta ben 3 presenze senza alcun gol all’attivo. Grazie ai suoi 184 cm di altezza è bravo nel dribbling e nell’uno contro uno: grazie a queste caratteristiche arriva facilmente presso l’area avversaria calciando con molta facilità verso la porta.

IL SUO INIZIO DI STAGIONE

Attualmente il campionato cileno è appena iniziato: nella prima giornata l’Universidad de Chile ha perso, il match casalingo, per 3-1 contro l’Huachipato. Nel match inaugurale il gioiellino di Hijuelas non è stato convocato. Stanotte, invece, andrà in scena la seconda partita, dove la squadra di Dario Osorio affronterà l’Union Espanola. Quest’ultima squadra porta molti ricordi al classe 2004, visto che il cileno ha trovato il primo gol in campionato proprio contro di loro. Stando alle ultime notizie che arrivano dal Cile, l’allenatore Mauricio Pellegrino dovrebbe lanciarlo da titolare.  Nonostante la giovane età, Osorio, nel gennaio del 2023 è stato incluso da Patricio Ormazabal nella rosa della nazionale Under-20 cilena partecipante al campionato sudamericano di categoria in Colombia.

L’EUROPA SI MUOVE PER DARIO OSORIO

Negli ultimi giorni il giocatore è finito sotto la lente di ingrandimento dei dirigenti del Milan, pronti ad acquistarlo a titolo definitivo. Oltre all’interesse dei rossoneri, il giocatore ha degli estimatori anche in Premier, soprattutto sponda Aston Villa.

La situazione è da monitore con molta attenzione ma, sicuramente, nei prossimi anni tutti sentiranno parlare di Dario Osorio.

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Chi è Sekou Diawara, il 18enne scovato dall’Udinese

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Sekou Diawara

L’Udinese è sempre a caccia di nuovi talenti da fare crescere ed esplodere e i casi di De Paul, Molina e Udogie, tra gli altri, ne sono l’esempio. L’ultimo arrivato alla corte di Andrea Sottil è un belga classe 2004 e si chiama Sekou Diawara. Ma chi è e perché ha attirato le attenzioni dei talent scout bianconeri? Facciamo un passo indietro e scopriamo di chi si tratta.

SEKOU DIAWARA: GLI INIZI

Sekou Diawara nasce a Deinze, in Belgio, l’8 febbraio 2004 da genitori originari della Guinea. Ben presto entra a far parte del settore giovanile del Gent, uno dei club più importanti della Jupiler Pro League. Lì rimane fino alla stagione 2018/19, quando si trasferisce a parametro zero al Genk. Viene subito aggregato al settore giovanile, dimostrando ottime doti offensive. La stagione successiva, le sue prestazioni vengono premiate con il passaggio in under-18. Lì disputa una stagione e scende in campo 7 volte, quello che gli basta per mettere a referto 4 reti e 1 assist.

SEKOU DIAWARA: LA PROMOZIONE IN UNDER-21

La stagione successiva, 2020/21, sì rivela ancora più importante per lui. Viene promosso in under-21 e, come possiamo ben immaginare, nemmeno contro avversari molto più grandi di lui sfigura. Dal 2020 al 2023 è sceso in campo 13 volte con l’under 21, mettendo a segno anche 5 reti e 1 assist.

SEKOU DIAWARA: IL TRASFERIMENTO ALL’UDINESE

Il 25 gennaio 2023, l’Udinese ufficializza l’acquisizione delle sue prestazioni sportive e firma un contratto con i bianconeri fino al 30 giugno 2027. Viene aggregato immediatamente nell’under 19 ma, considerando la cura dei friulani nella crescita dei giovani talenti, non è da escludere che possa fare il suo esordio in Serie A già nei prossimi mesi.

SEKOU DIAWARA: UN CENTRAVANTI FISICO PER SOTTIL

Diawara è un centravanti molto forte fisicamente, veloce, alto 187 cm e potente.  Sa fare la differenza nello spazio aperto ed è anche dotato di una discreta tecnica di base. È un giocatore capace di fare reparto da solo, ma sicuramente non è il classico finalizzatore di area di rigore.

Non solo Diawara può rappresentare l’asso nella manica dell’Udinese, ma anche la Nazionale belga ripone molte speranze nelle sue potenzialità. Ha già disputato dei match con la maglia del Belgio under-16, under-17 e, attualmente, milita tra le fila dell’under-19. Ad oggi, con le selezioni giovanili del suo Paese ha messo già a segno 5 reti in altrettante presenze.

 

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Inter U19-Fiorentina U19 1-2, le pagelle della Supercoppa Primavera

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Primavera

La Fiorentina di Alberto Aquilani, detentrice della Coppa Italia, affronta l’Inter di Christian Chivu, campione d’Italia in carica. Si tratta del campionato Primavera, che mette in scena le promesse di oggi e le stelle del domani.

Vincono proprio i Viola, dopo una partita, di fatto, a senso unico. La splendida punizione di Amatucci e la rete di Berti affondano l’Inter, che fa fatica a reagire. Nella ripresa una strepitosa rete di Owusu accorcia le distanze, ma la Fiorentina riesce a gestire fin troppo bene e porta in casa un preziosissimo bis: Coppa Italia e Supercoppa Primavera.

PAGELLE INTER

Botis 6: Non ha colpe sui due gol subìti ed è abile a non farsi risucchiare dalla prestazione deludete della difesa. Però, non fa registrare neanche qualcosa di così esaltante da guadagnarsi grandi meriti.

Zanotti 5.5: Colpevole del fallo da cui scaturisce il gol del vantaggio viola, vive una partita di enorme sofferenza contro le accellerate di Kayode e Di Stefano, pur facendo vedere, saltuariamente, qualche spunto positivo.

Fontanarosa 5.5: Non gioca una brutta partita, ma, da buon capitano, riassume la prestazione dell’Inter: imprecisa, motivata ma fin troppo disattenta e in difficoltà nel concretizzare una reazione.

Di Pentima 6: Gioca la sua solita partita di anticipi e interventi precisi, proponedosi di tanto in tanto in fase di regia, ma senza trovare mai il colpo di genio (dal 78′ Stankovic s.v.).

Dervishi 5: Errore pesantissimo in occasione del gol di Berti, quando sbaglia passaggio e copertura, concedendo una prateria al centrocampista viola (dall’83’ Esposito s.v.).

Martini 5.5: Ogni linea di passaggio che cerca di costruire, viene catturata dai tentacoli del diretto concorrente Falconi. Sostituito dopo una prestazione opaca (46′ Kamaté 6: Fornisce maggiore qualità e spinta all’Inter, garantendo anche un rapido ed efficace cambio di passo).

Grygar 6: Riesce paradossalmente a tirarsi fuori dalla mediocrità generale dei suoi, facendo bene sprazzi di genialità e buonissime qualità individuali.

Andersen 5: Primo tempo completamente anonimo, in cui non fa particolari errori, ma neanche nulla per valorizzare i suoi, dopo il quale lascia il campo (dal 46′ Owusu 7: Il suo ingresso significa un cambio di manovra per l’Inter, anche se non riesce a gestire la manovra da solo. Il gol è un colpo di classe sopraffina).

Iliev 5.5: Da lui ci si aspettava molto di più, viste le qualità tecniche e balistiche presenti nel suo bagaglio da giocatore etichettato come uno dei migliori del campionato Primavera.

Zuberek s.v.: La sua sfida dura poco più di 5 minuti, prima di lasciare il campo per un infortunio al ginocchio, che ci auguriamo non sia niente di grave ( dal 5′ Curatolo 5: Gettato in campo “a freddo”, apapre comprensibilmente spaesato, ma nel corso del march non riesce mai a entrare in partita).

Carboni 5: Ha il compito di trascinare i suoi ed è l’unico che riesce a creare qualcosa nel primo tempo, anche se niente di pericoloso. Però rovina la sua partita con un fallo inutile che gli costa il rosso nei minuti finali, in cui i suoi stavano tentando l’assalto per il pareggio.

All. Chivu 5: La sua squadra è totalmente succube degli avversari e la colpa è da attribuire, probabilmente, al fatto che tutti i duelli in mezzo al campo vanno a favore dei viola. Scelte e gioco da rivedere per l’allenatore campione in carica del campionato Primavera, ma che deve dire addio alla Supercoppa.

PAGELLE FIORENTINA U19

Martinelli 6: Nonostante sia tra i più piccoli in campo (2006), si mostra affidabile, sicuro e di enorme qualità tra i pali. Nei minuti finali si perde un po’.

Krastev 6: Tanta solidità e ottimi interventi in difesa, arriva anche a colpire nell’area neroazzurra, ma non è così tanto preciso da trovare la gioia del gol (dall’80’ Comuzzo s.v.).

Biagetti 6.5: Veste i panni del ragno laborioso che, a poco a poco, costruisce con costanza la tela perfetta della costruzione bassa della Fiorentina. Sbaglia poco, quasi nulla.

Lucchesi 6: Annulla totalmente le offensive di Iliev, soffocando così tanto il bulgaro, da costringerlo a cambiare lato di campo per trovare qualche spazio in più.

Vigiani 6: Sicuramente passa più inosservato di molti compagni, ma questo non è un male: quando la Viola non sa dove andare, trova in lui un ottimo rifugio per la manovra.

Berti 6.5: Recupera e si confeziona completamente da solo la rete del raddoppio, bruciando l’intera difesa dell’Inter e mettendo in cassaforte il vantaggio dei suoi (dall’87’ Vitolo s.v.).

Amatucci 7.5: Dipinge l’1-0 con una punizione incantevole, che non lascia scampo a Botis e prosegue giocando un match di rara intensità ed efficienza.

Falconi 6: Tanta sostanza e buona volontà per un giocatore di grandi qualità, che si piega anche a fare da mastino e da rifinitore, vista una gara che si mette in discesa dal 2-0 in poi.

Kayode 6.5: Solido, martellante e mai banale nelle sue giocate, che lo rendono un costante pericolo per la retroguardia interista.

Toci 6: Cerca costantemente, ma invano, di trovare lo spazio giusto nella difesa dell’Inter per arrivare alla rete, ma non è fortunato. Nel complesso, però, un match a cui gli manca solo il gol (dal 79′ Sene s.v.).

Distefano 7: Una partita con l’argento vivo addosso, in cui si mostra ispiratissimo e sempre nel vivo dell’azione: la gioia del gol si ferma sul palo.

All. Aquilani 8: L’uomo di coppa si conferma “uomo di coppa”, portando a casa una vittoria fondamentale, che rimpolpa la bacheca della selezione Primavera della Fiorentina.

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