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Chi è Tahith Chong?

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Manchester United

I fan del Manchester United sono sempre più entusiasti per un giovane olandese – classe ’99 – che sta facendo faville nella primavera dei Reds:  Tahith Chong.

Nato il 4 dicembre del 1999 a Willemstad, a Curacao, un’incantevole isola caraibica a 60 km circa a nord del Venezuela, Chong si trasferisce giovanissimo in Olanda e a 10 anni entra a far parte dell’Academy del Feyenoord, una tra le migliori del Vecchio Continente.

L’Academy del “Club Van Het Volk” (il club del popolo), è stata premiata per 5 anni consecutivi, con il Rinus Michels Award, premio assegnato al migliore settore giovanile d’Olanda.

Ma ciò è avvenuto prima che le difficoltà finanziarie degli ultimi anni, costringessero i dirigenti del Feyenoord a limitare notevolmente gli investimenti sul vivaio, riorganizzando tutta la struttura del settore giovanile, rallentando così la produzione di talenti.

A Rotterdam, Tahith Chong è considerato il migliore talento del momento, dopo che negli anni passati sono usciti dall’Academy del Feyenoord prospetti del calibro di Robin van Persie e Stefan de Vrij.

QUALITÀ

Tahith Chong è stato naturalmente e lo è tuttora, un punto fermo di tutte le selezioni giovanili Oranje, ha giocato infatti nell’U15, nell’U16 e attualmente nell’U18.

Chong è ala che abbina forza fisica e velocità ad una tecnica sopraffina, doti che gli permettono di realizzare delle reti di pregevole fattura, specialmente con tiri da fuori area e con dirompenti progressioni palla al piede provenienti dalle corsie esterne.

E’ potente, reattivo, esplosivo e quando arriva davanti al portiere avversario, sa essere spesso cinico.
Tatith è la classica ala destra dotata di piedi “buoni”, estrosa, difficilmente arginabile nell’uno contro uno; il suo dribbling, sia negli spazi stretti che  in quelli larghi, lascia sempre di stucco i suoi dirimpettai.
Per questa sua attitudine, viene servito costantemente dai compagni di squadra, che hanno grande fiducia nelle qualità di Chong, in grado di creare quella superiorità numerica, determinante per aprire le chiuse difese avversarie.

Tatticamente è essenzialmente un esterno destro, perfetto per il 4-3-3,  può giocare anche sulla fascia opposta ed anche a centrocampo, avendo considerevoli doti aerobiche, che gli permettono di percorrere molte volte la sua corsia di competenza, aiutando i compagni anche in fase di copertura.

Per caratteristiche fisiche, tecniche e tattiche, Tahith Chong ricorda in maniera impressionante un altro talento che attualmente gioca in Olanda, in prestito al Vitesse, quell’Isaiah Brown che è stato probabilmente il migliore giocatore della  UEFA Youth League con la maglia del Chelsea nel 2015.

https://www.youtube.com/watch?v=YrKk5lWWsdU&t=126s

 

MENTALITÀ VINCENTE

“I think it’s the dream of everyone in this room to play in the first team, but obviously we’re still focused. We’re still working hard to get there. That’s the dream.”

Ecco la differenza tra Chong ed i suoi coetani: lui non si monta la testa.

Ormai, tutti i giovani che vengono notati per le loro capacità e che finiscono al centro dell’attenzione mediatica, iniziano a pensare più ad essa che alle prestazione sul campo: è così che si perdono i futuri campioni, e nascono invece giocatori mediocri, con ottime qualità tecniche/tattiche ma poca attitudine al mondo – psicologicamente molto impegnativo – del calcio.

Lui ha sempre continuato a giocare il suo calcio semplice ma efficace, con qualche grande giocata e sprazzi di talento cristallino; è così che probabilmente diventerà un campione tra qualche anno, e ne sentiremo parlare parecchio. Magari nelle sessioni di mercato, magari già da questa.

QUELLO CHE VERRÀ

Il futuro di Chong è roseo, ha testa, fisico e tanta voglia di migliorarsi. E poi c’è il talento, certo. Di quelli che non vedono l’ora di farsi notare. Anche perché, a soli 18 anni, ha già trascorso un lungo periodo fuori da campo. Tutto a causa di un brutto infortunio al ginocchio.

Ha perso molto tempo ai box, adesso Chong però pensa solo a rifarsi di quel periodo perduto, in attesa della chiamata dalla squadra dei ‘grandi’.

Intanto comunque il suo talento non è sfuggito ai più, compresi i giocatori di FIFA 2018 visto che il giovane Chong lì è stato già inserito nella lista della prima squadra. 

La palla ora passa a Mou. Chong scalpita, i tifosi lo aspettano, alcuni lo chiamano Arjen (o almeno così fa un altro possibile fenomeno come Angel Gomes). Il riferimento è chiaro e forse già pesante ma le premesse ci sono tutte. La folta chioma caratteristica lo mette sempre più in luce a discapito degli altri, ma oltre ad un vistoso capello è il piede il suo primo alleato per farsi notare da tutti e stupire. Nel calcio moderno conta ancora quello, per fortuna.

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Salvatore Carmando e la storia del fisioterapista amico di Maradona

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Maradona

“Lo sai che io ti amo

ovunque tu sarai, ti seguiremo

nella mente c’è un ricordo che non mi abbandona

Il bacio di Carmando a Maradona!”

C’è una storia forse poco nota al grande pubblico, una storia di amicizia e di sport, la storia di uno dei più grandi fisioterapisti che una squadra di calcio abbia mai avuto. Quel coro sopra riportato rappresenta la testimonianza dell’amore di un popolo, quello partenopeo, che ringrazia e rende omaggio ad un grande professionista.

Mai nella storia del calcio una tifoseria aveva dedicato cori ad un membro dello staff. Quindi, per una volta, non ci soffermeremo a parlare delle gesta di un numero diez ma approfondiremo l’importanza di un massaggiatore all’interno degli equilibri di una squadra e la sua storica amicizia con il numero diez più forte di tutti i tempi, Diego Armando Maradona.

GLI INIZI DELLA CARRIERA

Salvatore Carmando nasce a Salerno ma diventerà napoletano d’adozione, figlio di Angelo Carmando, fisioterapista della Salernitana a cavallo tra gli anni ’40 e ’50, allora guidata da Gipo Viani (di cui approfondiremo nei prossimi articoli la sua importanza).

Salvatore approda al Napoli la prima volta nella stagione 1974-1975, dapprima nelle giovanili e poi nella stagione 1976-1977 come 1° massaggiatore ufficiale della squadra, che lascerà molti anni dopo, precisamente nel 2009.

L’INCONTRO CON MARADONA

Salvatore Carmando è stato per Maradona un amico, un confidente, un fidato consigliere, non semplicemente un massaggiatore.

Maradona e Carmando si trovano subito, nel primo ritiro di Castel del Piano, come afferma lo stesso Salvatore in un’intervista a “La Famiglia Cristiana” <<Mi osservò per un po’ di tempo mentre lavoravo, in silenzio. Poi Maradona mi scelse: sarai tu il mio unico massaggiatore. Non si faceva toccare da altri e per stendersi sul lettino dei massaggi aspettava che tutti i compagni fossero andati via dallo spogliatoio. Restavamo lì, da soli. Per ore. Nacque così un rapporto personale, oltre che professionale»

Ma per capire davvero l’importanza che Carmando aveva per Maradona basta sapere che nel 1986 il pibe de oro, in occasione dei Campionati del Mondo del 1986 che si sarebbero tenuti in Messico, volle Salvatore come massaggiatore della Nazionale Argentina, un’iniezione di stima e fiducia che Carmando ripagherà, anche nei momenti più difficili di quelle settimane.

Infatti come racconta lo stesso ex-fisioterapista, Carmando durante quegli interminabili giorni in Messico, fu per 10 giorni colpito da dissenteria, giorni terribili che misero a dura prova la sua permanenza con la nazionale Albiceleste, ma alla fine sappiamo tutti come ando’ a finire.

Carmando ricorda quei momenti in un’intervista rilasciata ad areanapoli.it “Arriviamo in Messico e per dieci giorni la dissenteria non mi dà tregua. A un certo punto avviso Diego che non ce la faccio più e che voglio andare via. Lui capisce che faccio sul serio solo quando mi vede preparare la valigia: viene in camera mia e mi ferma. ‘Resisti almeno un altro po’, dai’. Un attimo dopo Maradona lascia il ritiro con un componente dello staff della nazionale argentina e ricomparire dopo un’ora, trascinando due cassette d’acqua minerale italiana. Non seppi mai dove le aveva trovate, Ma il mal di pancia mi passò”.

La Nazionale Argentina vince la Coppa del Mondo e Carmando assiste al goal del secolo, dalle tribune del mitico stadio Azteca di Città del Messico e gioisce insieme all’amico Maradona una vittoria aspettata e sognata sin da bambino.

LA MONETINA DI ALEMAO

Un altro avvenimento curioso che rafforza ancora di più il rapporto tra Carmando e i suoi tifosi è rappresentato dal famoso episodio della monetina di Alemao, quel famoso 8 Aprile del 1990, dove in palio c’era uno scudetto e il Napoli di Maradona era ospite al Comunale di Bergamo per giocare contro l’Atalanta.

Vedete, se oggi per un calciatore è difficile giocare solo in alcuni stadi, dove si sente maggiormente la pressione del tifo di casa, un tempo era cosi’ per tutte le partite giocate in trasferta.

Quel giorno, a Bergamo, ci si giocava lo scudetto.

Al minuto 32′ del secondo tempo una monetina da 100 lire colpisce il capo di Ricardo Rogerio de Brito, al secolo “Alemao” che si accascia a terra.

Carmando corre verso il campo per prestare soccorso ed esclama quelle parole che ancora oggi a Napoli ricordano bene: “Statte ‘n terra”. Carmando disse queste parole semplicemente per curare meglio il calciatore brasiliano, ma vennero interpretate dal pubblico come una “bugiardata” fatta ad-hoc per ingigantire l’accaduto.

I tifosi dell’Atalanta si accanirono sul fisioterapista partenopeo per quelle parole che, secondo loro, avrebbero deciso il campionato.

Il Napoli infatti, a 3 giornate dalla fine, riceve la vittoria a tavolino e quella partita resterà negli annali della storia del calcio poichè il Napoli vincerà lo scudetto tre settimane dopo.

Salvatore Carmando, aldilà di questo episodio controverso, è considerato da tutti il re dei fisioterapisti e oggi tutti ne ricordano l’impegno e soprattutto l’amicizia profonda con El Diez più forte di tutti i tempi, Maradona.

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Calcio Internazionale

La FIFA apre un’indagine su quattro calciatori dell’Uruguay!

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Cavani attaccanti Juve

Una delle tante sorprese di questo Mondiale in Qatar è stata l’eliminazione dell’Uruguay. Al fischio finale della partita, in particolare quattro calciatori in maglia celeste (Muslera, Godin, Gimenez e Cavani) si sono avventati contro l’arbitro, reo di non essere stato impeccabile in alcune decisioni. In particolare Gimenez e Cavani, al fischio finale, sono andati dal direttore di gara e avrebbero rispettivamente dato una gomitata ad un membro della FIFA e aver ribaltato il monitor del VAR. La risposta della FIFA non si è fatta attendere, espressa tramite un comunicato ufficiale.

LA RISPOSTA DELLA FIFA

Di seguito le parole del comunicato:

La commissione disciplinare della FIFA ha avviato un procedimento contro l’AUF per potenziali violazioni degli articoli 11 (comportamento offensivo e violazione dei principi del fair play), 12 (cattiva condotta di giocatori e funzionari) e 13 (discriminazione) del codice disciplinare della FIFA in relazione agli incidenti durante la partita dei Mondiali tra Ghana e Uruguay del 2 dicembre. Sono stati aperti fascicoli separati contro i giocatori uruguaiani José María Giménez, Edinson Cavani, Fernando Muslera e Diego Godín per potenziali violazioni degli articoli 11 e 12 del Codice disciplinare FIFA in relazione agli incidenti verificatisi al termine della suddetta partita.”

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Calcio Internazionale

Il messaggio di Pelé per il suo Brasile: “Siamo insieme in questo percorso”

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Pelé

Il Brasile, alle ore 20:00 italiane, si incontrerà con la Corea per una gara valida per un pass per i quarti di finale del Mondiale in Qatar. Pelè, ex fuoriclasse brasiliano, ha mandato un messaggio alla Seleçao in occasione del match di oggi.

“VI SEGUIRÒ DALL’OSPEDALE”

Di seguito il messaggio di Pelè su Instagram:

Nel 1958, in Svezia, camminavo per le strade pensando di mantenere la promessa fatta a mio padre. So che molti della Nazionale hanno fatto promesse simili e sono anche alla ricerca del loro primo mondiale. Voglio ispirarvi amici miei. Guarderò la partita da qui all’ospedale e farò il tifo per ognuno di voi. Siamo insieme in questo percorso. Buona fortuna al nostro Brasile!”.

Nonostante le pessime condizioni di Pelè, l’ex fuoriclasse non fa altro che pensare alla propria Nazionale e a seguirla anche direttamente dall’ospedale.

 

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Nuovo infortunio per Singo: il comunicato del Torino

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Torino

L’esterno del Torino Wilfried Singo ha accusato un nuovo infortunio che lo terrà ai box nei prossimi giorni. A riguardo è appena uscito un comunicato da parte del club granata che ne specifica i tempi di recupero.

SINGO KO: I TEMPI DI RECUPERO

Di seguito il comunicato del Torino:

Ivan Juric ha diretto una sessione tecnica cui hanno preso parte tutti i calciatori attualmente a disposizione ad eccezione di Singo. Gli accertamenti strumentali cui è stato sottoposto l’esterno granata hanno evidenziato una lesione di primo grado del bicipite femorale destro. La prognosi verrà valutata secondo l’evoluzione clinica dell’infortunio”.

Singo resterà quindi ai box circa venti giorni e cercherà il recupero per la ripresa del campionato per la partita contro l’Hellas Verona che si disputerà il 4 gennaio 2023.

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