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Chi l’ha visto?

Juan Camillo Zuniga. Ve lo ricordate?

Nel bellissimo Napoli di Mazzarri, matricola alla scoperta della Serie A, sgaloppava felicemente sulla fascia con la velocità che lo contraddistingue. Da giocatore semplicemente semplice, passò in poco tempo ad essere un pilastro della squadra azzurra, nonché uno dei migliori terzini del massimo campionato italiano. Ma ora? Dov’è finito?

GLI INIZI

Per dare la giusta importanza all’esterno colombiano va data una breve occhiata alla carriera svolta, perché se a diciassette anni sei già in prima squadra nel team più importante del tuo paese, probabilmente hai lasciato il segno molto precocemente.

E così nel 2002 Zuniga gioca nell’Atletico Nacional, la squadra di Medellin. Pensare che ad oggi i biancoverdi hanno già messo i bacheca sedici scudetti, fra cui nove nel nuovo millennio.

Ma non solo, poiché anche in campo internazionale sono ben conosciuti grazie alla conquista di due coppe Libertadores, due coppe Merconorte, 2 coppe Interamericane e una Recopa Sudamericana.

E così Zuniga esplode nel Puros Criollos, collezionando 123 presenze fra i grandi. Sarà proprio il club della sua città a lanciarlo dopo sette anni in squadra, nei quali alzò al cielo ben tre campionati.

ITALIA

L’Italia e il mondo lo scopre nel 2008.

Sbarca in Europa nell’anno in cui il continente – e con se il mondo – conosce una delle più grandi crisi economico-finanziarie della storia del nostro mondo.

E se la crisi economica aumentava, allo stesso modo aumentavano anche i soldi spesi nel mondo del calcio.

L’anno in cui Zuniga arriva a Siena è lo stesso in cui l’Inter spende 55 milioni per puntellare le zone del campo più carenti con Mancini, Quaresma e Muntari, nella stagione in cui  il Milan prova a tornare grande con gli innesti importantissimi di Ronaldinho, Zambrotta, Thiago Silva, Shevchenko, Borriello e Beckham, il Siena sogna in piccolo.

Sacrificando pedine importanti, titolarissimi nei toscani quali i portieri Artur e Manninger assieme ai difensori De Ceglie e Loria, riescono a fare un campagna acquisti mirata e intelligente. In avanti arriva Calaiò, accompagnato da Maccarone, in mezzo al campo Coppola e Kharja, fra i pali il promettente Curci, mentre a completare il pacchetto arretrato Del Grosso, Brandao, Rossi e Belmonte.

Assieme a tutti gli altri prestiti il direttore sportivo si prende il rischio di puntare il proprio milione e mezzo su un esterno offensivo, ma di ruolo terzino: Juan Camillo Zuniga.

DESTINO SEGNATO

Se il suo approdo in toscana lo renderà il giocatore che poi tutti abbiamo imparato a conoscere, va detto che qualora la squadra bianconera si fosse ritirata dalla lotta per il colombiano, altri club sarebbero stati altrettanto pronti a lanciarlo.

Il sedici luglio di nove anni fa rilasciò una dichiarazione, affermando che sarebbe partito per il bel paese, trattando con due squadre.

La prima era il Siena, la seconda il fortissimo Palermo.

Se oggi sembra quasi strano parlare di “fortissimo Palermo” ad onor del vero i rosanero erano una squadra di altissima caratura: facevano parte del gruppo giocatori quali Bovo, Miccoli, Liverani, Cassani, Jankovic, Budan, Mark Bresciano, Simplicio, Amelia, Kjaer, Balzaretti, Raggi, Nocerino e Abel Hernandez.

Ma non solo, poiché nella stessa intervista pare chiaro che se non fosse riuscito a trovare un accordo in Italia, le alte due destinazioni possibili sarebbero state San Paolo e Boca Juniors, i due migliori club di Brasile e Argentina.

MIRACOLO TOSCANO

Con le sue corse sulla fascia e i gol di Calaiò e Ghezzal, il Siena vola, rivelandosi la più forte fra le meno big.

All’Artemio Franchi, stadio di casa, i bianconeri inizieranno una serie positiva che porterà nel girone d’andata a sette risultati utili consecutivi, di cui quattro vittorie e tre pareggi.

I successi i casa contro Roma e Fiorentina portarono tanta consapevolezza nei propri mezzi, tanto che il Siena riuscì a centrare il quattordicesimo posto in massima divisione, piazzamento storico.

Sotto la guida di Marco Giampaolo Zuniga crescerà enormemente attirando su di se gli occhi di mezza italia.

SOLE, MARE, CUORE.

Corre l’estate 2009 e sulla panchina del Napoli è seduto Roberto Donadoni: non durerà ancora per molto, giusto il tempo di cambiare la carriera all’esterno colombiano.

In quella sessione di mercato il Napoli si rifà il look, puntando più in alto possibile.

Ed è per questo che in due mesi i partenopei si rivoluzionano. Arriva fra i pali Morgan De Sanctis, dietro Hugo Campagnaro, sulla corsia laterale viene acquistato Zuniga: il terzino di colore viene profumatamente pagato.

I partenopei sborsano la bellezza di 8,5 milioni, battendo la concorrenza delle altre big italiane.

Inoltre in mezzo al campo il Napoli si assicura le prestazioni dell’atalantino Cigarini, concludendo con un doppio colpo in avanti: arriva il bomber austriaco Hoffer, devastante con il Rapid Vienna, accompagnato dal “napoletanissimo” Fabio Quagliarella.

GRAZIE WALTER

Sarà un cambiamento drastico, però, a lanciare Zuniga in maglia azzurra: il 6 ottobre del 2009 Donadoni viene sollevato dal suo incarico, causa lo scarsissimo rendimento della squadra. Al suo posto arriva Walter Mazzarri, che tanto bene aveva fatto come mister della Reggina.

Il coach toscano risponderà immediatamente alla crisi individuano uomini cardine del gruppo, quali De Sanctis, Gargano e Hamsik. Inoltre cambierà modulo attuando il suo 3-5-2.

Con la difesa a tre, il colombiano Zuniga avrà l’opportunità di mettersi in mostra come esterno di centrocampo, sfruttando la sua grande velocità, l’ottimo dribbling e il grandissimo controllo del pallone che la stragrande maggioranza delle volte lo renderà inarrestabile.

BIG

Ed è esattamente in questi anni che il Napoli compie il processo che lo porterà ad essere la big italiana che noi tutti oggi conosciamo: la prima stagione in rimonta si chiuderà con un sesto posto valido per l‘Europa League e nelle annate successive avverrà la trasformazione decisiva.

L’arrivo di Cavani dal Palermo insieme alla conferma in toto dei titolari consentiranno ai partenopei di concludere la stagione in terza posizione, centrando una storica qualificazione in Champions League.

Per Zuniga avverranno miglioramenti vistosi nella massima serie, dove totalizzerà ben 162 presenze, fornendo comunque diciotto assist, ma soprattutto rendendosi protagonista di spinte decisive sulla fascia di competenza.

DALLE STELLE ALLE STALLE

Le stagioni che corrono lo rendono senza troppi dubbi uno dei migliori terzini del maggior campionato italiano di calcio, tanto da attirare l’attenzione delle migliori squadre italiane. La Juventus, fresca vincitrice del primo scudetto post-calciopoli, si interesserà al profilo, così come l’Inter vincitrice di tutto appena un anno e mezzo prima.

Il giocatore, però, sceglierà di rimanere lì dove è diventato grande, credendo in un progetto che anno dopo anno è persino diventato più importante delle sue qualità.

Sarebbe potuto diventare veramente grande se avesse fatto scelte più azzeccate.

Verrà prestato prima al Bologna, poi al Watford, senza mai tornare il Camilo Zuniga che noi tutti conosciamo.

Dopo l’infortunio di Ghoulam, oggi, il Napoli ha provato ad inserire nelle liste il colombiano, ma il terzino, ormai totalmente in rottura, se l’è cavata così:

“Ho un contratto con il Watford e sto trattando con loro la rescissione. Non è una questione di soldi. Voglio stare in Colombia, a casa mia, con la mia gente, nel mio paese”

Nel frattempo oggi Zuniga è in villeggiatura mentre qualche documento statistico e formale lo dichiara ancora di proprietà del Napoli. Nel frattempo lui si trova in spiaggia in Sudamerica.

Not Bad Camillo. Not Bad!

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