Mancano poco più di 13 mesi al Mondiale in Qatar 2022. L’Italia, che deve ancora qualificarsi, ha un grande dubbio: l’attaccante. Tutti ne parlano, si sprecano i paragoni con le altre nazionali, ma una soluzione non si trova. Anche Mancini, a cui non si può imputare assolutamente niente, non riesce a venirne fuori, nonostante diverse prove. Gli attaccanti in lizza sono più di 6-7, anche se il tempo per intervenire diventa sempre meno.

CIRO IMMOBILE

E’ senza alcun dubbio il primo della lista. Perché è stato lui il titolare dell’Europeo vinto, anche se non da protagonista assoluto. Con Mancini ha all’attivo 22 presenze e 8 gol, un buon bottino. Per caratteristiche è forse il peggiore del roster, ma per curriculum è in cima. Ogni stagione supera i 20 gol ed è sempre il primo italiano per reti segnate. Però la Lazio non gioca come l’Italia e con gli azzurri lui va spesso in difficoltà. Questo perché il bomber ex Torino ama giocare in verticale, mentre nella Nazionale gioca spesso spalle alla porta per dialogare con i compagni. Il favorito per il ruolo di 9 comunque è lui ed il poco tempo rimasto gioca a suo favore.

ANDREA BELOTTI

Fino all’Europeo era il vice-Immobile, anzi qualcosa in più. Perché il Gallo si alternava spesso con Ciro, quasi una partita a testa. Per lui, dal 2018 ad oggi, 24 partite e 8 gol, ex aequo con Immobile. Molto dipenderà dalla stagione con il Torino, ma l’ex Palermo ha bene o male delle peculiarità simili a quelle del bomber della Lazio. Il problema è il medesimo. Solo che Belotti non ha esperienza internazionale, quindi parte dietro.

GIACOMO RASPADORI

Il terzo attaccante portato da Mancini all’Europeo. Classe ‘2000, 6 presenze ed un gol con l’Italia. E’ però forse troppo acerbo per disputare un Mondiale da protagonista, contro il Belgio c’è stata la prova lampante. Per caratteristiche sarebbe perfetto: sa legare il gioco, difende bene palla ed ha un tasso tecnico molto alto. Un falso nueve moderno, un piccolo Aguero, come definito da molti. La stagione con il Sassuolo sarà determinante, ma post-Mondiale il ruolo da prima punta potrebbe essere inevitabilmente il suo.

MOISE KEAN

Anche lui classe 2000, coetaneo del giovane attaccante del Sassuolo. 12 presenze e 4 gol con gli azzurri, dal 2018 ad oggi. Dopo Immobile è quello che ha più esperienza internazionale, viste le 15 presenze-e 3 gol- in Champions. E’ diverso da tutti i precedenti, proprio per tratti fisici. E’ un attaccante di stazza, forte fisicamente, ma con uno strappo importante, infatti può giocare anche sulla fascia. E’ un talento ancora inesploso, il suo limite è forse il carattere, fattore che lo ha limitato nei momenti cruciali della sua- giovane-carriera.

GIANLUCA SCAMACCA

Anche lui attaccante del Sassuolo, come Raspadori. Proprio i due giovani attaccanti si alternano nel club neroverde, avvicendamento che probabilmente non fa bene a nessuno dei due. Centravanti classe ’99, alto 195 centimetri per oltre 80 kg. Potenzialmente il migliore da inserire al centro dell’attacco. Fortissimo fisicamente, abile nel gioco aereo, tecnica invidiabile per quella stazza fisica. L’unico problema è che non gioca con continuità e non può quindi esprimersi al meglio, potrebbe dunque rientrare nel giro dopo il Mondiale 2022.

LORENZA LUCCA

Il nuovo che avanza. L’ultima idea di Roberto Mancini. Ancora nessuna presenza in azzurro, ma a breve sarà convocato ed ha solo 3 presenze con l’u21 di Nicolato. 201 cm, un ariete d’area di rigore, straripante fisicamente e bomber di razza. Ma non solo, l’attaccante del Pisa sa giocare con la squadra e spalle alla porta riesce ad aprire spazi per i suoi compagni. Il problema è che gioca in Serie B e anche se dovesse andare in Serie A nella prossima stagione, avrebbe poca esperienza nel massimo campionato. E’ però un’opzione da tenere in conto.

NICOLO’ ZANIOLO

L’opzione più fantasiosa e particolare, ma non da escludere del tutto. Zaniolo ha infatti avuto pochissimo spazio nell’Italia, ma non per questione tecniche, ma per la semplice sfortuna. Ha saltato tutto il 2020 e buonissima parte del 2021 per il doppio infortunio al ginocchio. 8 presenze e 2 gol per lui in azzurro ma soprattutto da esterno sinistro. Avrebbe però i requisiti per fare il centravanti. La tecnica non si discute, ma è dotato anche di una fisicità imponente che gli permetterebbe di giostrare tra la trequarti e l’area di rigore. Gode della stima di Mancini e questa stagione a Roma sarà decisiva per l’ex Inter.

In una delle ultime conferenze stampa, Mancini ha risposto sul rebus centravanti:

“Non so se Chiesa può fare il centravanti, probabilmente nel tempo potrà anche farlo come accaduto col Chelsea. Noi abbiamo ruoli precisi. Abbiamo Kean e Raspadori e poi c’è l’eventualità di Insigne, così come di Bernardeschi che l’hanno già fatto. In più mancano i due centravanti dell’Europeo che per problemi sono a casa.”

L’Italia gioca un calcio fantastico, probabilmente mai visto nella storia della Nazionale. Il problema prima punta, se così si può definire, è un enigma intricato, ma se Mancini riuscirà a risolverlo, allora gli azzurri saranno veramente al completo.