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Chievo, un nuovo successo che viene da lontano

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Stefano Sorrentino

Nell’ultima giornata di campionato è passato nel silenzio generale il nuovo piccolo miracolo targato Campedelli, diventato oramai una costante della Serie A: la salvezza del Chievo Verona. La squadra di Maran ha conquistato in rimonta i tre punti a Marassi garantendosi per la nona volta consecutiva la permanenza nella massima serie. La società veronese non può che rappresentare un perfetto esempio di gestione oculata e di successo. Solo in questi termini si può parlare della presidenza del maggior azionista della Paluani che ha rilevato il club alla morte del padre nel 1992 a soli 24 anni.

UNA GESTIONE VINCENTE

Una piccola realtà, non abituata a palcoscenici importanti, che è stata in poco tempo portata tra le grandi di questo sport. Nel 1994 infatti Malesani ottiene lo storico risultato della promozione in serie B, mai raggiunto fino ad allora. L’impegno profuso da Campedelli per questo progetto ereditato dal padre è encomiabile e insieme alla sua capacità di scegliere con intuito e diligenza i giusti collaboratori, porta il Chievo nella stagione 2000/2001 a tagliare un altro traguardo inimmaginabile fino a qualche tempo prima: la Serie A. Un’emozione fortissima per l’imprenditore veronese che, raggiunta la promozione, afferma emozionato: “Per me è come se fosse un sogno, quando mi sveglierò vi saprò dire.” Il sogno si è però trasformato in realtà consolidata in breve tempo. Solo un anno di purgatorio nella serie cadetta da allora per una delle squadre protagoniste del massimo campionato. Salvezze tranquille ottenute pianificando nel dettaglio e senza sperperi di risorse ogni stagione. Ma non solo. Impossibile dimenticare il primo Chievo di Gigi Del Neri che ha ottenuto la qualificazione alla coppa Uefa al primo colpo e ha occupato la parte alta della classifica per tre stagioni di seguito. Per non parlare poi del quarto posto del 2006 che ha regalato la partecipazione alla Champions League. Ovviamente niente è un caso quando si tratta di una conduzione societaria che ottiene un tale successo.

LE RAGIONI DEL SUCCESSO

Non è così usuale imbattersi in una delle cosiddette “piccole”, che può vantare solo 360 mila sostenitori, numero irrisorio al cospetto di molti club del campionato, in grado di produrre un rendimento così costante. Quest’ultimo è frutto di peculiarità proprie della società Chievo Verona. In primis è rilevante la fiducia che si respira nell’ambiente, fondata sulla pazienza della società e su una piazza tranquilla, merce più che rara nel calcio. I progetti che da altre parti rimangono solo sulla carta, hanno qui la possibilità di concretizzarsi senza affondare al primo scoglio. Nonostante poi un budget ridotto messo a disposizione, vengono ottimizzate le possibilità economiche proprio grazie a una pianificazione di lungo periodo che garantisce continuità di organico. Un aspetto troppe volte sottovalutato ma in realtà di vitale importanza. Solo così si può creare un gruppo solido che tramanda valori tra una stagione e l’altra, facilitando anche l’ingresso di anno in anno di rinforzi limitati ma mirati. Queste sono le linee guida su cui Campedelli ha basato la gestione del club. Grandi meriti vanno poi al management, sempre definito con oculatezza dal presidente, in grado di materializzare queste idee. I direttori sportivi che si sono succeduti negli anni hanno sempre limitato gli acquisti a poche pedine ma necessarie e quasi sempre utili alla causa, grazie al supporto di uno scouting di altissimo profilo.

UNA NUOVA SFIDA

Nember, l’ultimo ds, nonostante la giovane età, ha garantito anche quest’anno pochi rinforzi ma dall’indubbia importanza: Sorrentino, Bastien e De Guzman, grazie anche ai quali la salvezza in anticipo è stata possibile. Purtroppo il rapporto tra Campedelli e Nember si è guastato al termine della sessione invernale di mercato portando alla separazione tra le parti. Un inconveniente che può essere sempre preventivato in una società ma che non inficia i suoi punti fermi. Tutti sono importanti ma nessuno è indispensabile quando esiste un’idea di fondo. Il presidente è ancora alla ricerca di un sostituto ma non ha fretta di decidere perché, come lui sa benissimo, la pazienza è buona consigliera, nel suo caso buonissima.

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Calciomercato

Atalanta, per la corsia sinistra piace Doig: i dettagli

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Doig

L’Atalanta è alla ricerca di un nuovo terzino sinistro in vista della seconda parte di stagione. Il nuovo nome sulla lista sarebbe quello di Josh Doig, di proprietà dell’Hellas Verona. Lo scozzese è una delle poche note positive della deludente stagione degli scaligeri. E diversi club di Serie A lo avrebbero già messo nel mirino, tra cui anche gli orobici.

Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, Doig sarebbe finito anche nei radar di Roma, Lazio, Napoli e Bologna. Tuttavia, la Dea avrebbe una corsia preferenziale nelle trattative con l’Hellas Verona, considerando le numerose operazioni portate a termine nelle passate sessioni di calciomercato.

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Qatar 2022, si formano i primi quattro accoppiamenti degli ottavi di finale

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Sono finite pochi minuti fa Polonia-Argentina ed Arabia-Saudita-Messico, le partite conclusive del Gruppo D.

A passare agli ottavi di finale sono l’Argentina che, grazie alla vittoria per 0-2, ha conquistato il primo postom e la Polonia di Lewandowski, nonostante la sconfitta.

Al termine di questa giornata abbiamo, quindi, ufficialmente i primi quattro accoppiamenti degli ottavi di finale del Mondiale. Di seguito potrete trovare le partite ufficiali.

Olanda-USA

Argentina-Australia

Francia-Polonia

Inghilterra-Senegal

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Calcio Internazionale

Il Manchester United su Gakpo: i dettagli della trattativa

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Gakpo

Il giocatore rivelazione di questo Qatar 2022 è sicuramente l’olandese Cody Gakpo, che si sta mettendo in lue per qualità e completezza tecnica. Nelle prime battute del mondiale, l’attaccante del PSV ha già totalizzato ben tre reti in altrettante partite. Attirando su di sè l’interesse dei top club europei.

Il classe 1999 attualmente gioca nel campionato olandese, dove ha già registrato ben 9 gol e 12 assist in sole 14 partite. Secondo quanto riportato da Nicolò Schira, il Manchester United a farsi avanti per il calciatore. Sarebbe dunque in corso la trattativa tra il club olandese e quello inglese, con quest’ultima che offre a Gakpo un contratto fino al 2027, con opzione per il 2028.

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Calcio Internazionale

Szczesny causa e para il calcio di rigore, è il secondo nella storia

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Juve, sospiro di sollievo per Szczesny

Con il rigore parato a Messi questa sera, Wojciech Szczesny entra nella storia dei Mondiali con un dato abbastanza particolare. Il portiere della Juventus ha prima causato il calcio di rigore e poi si è fatto perdonare parandolo. Un’impresa abbastanza molto particolare. Ma Szczesny non è il primo ad averlo fatto, nella storia dei Mondiali. Come riportato da Opta, prima di lui è toccato al francese Joel Bats, contro il Brasile nel Mondiale di Messico 1986. Sicuramente una bella soddisfazione per Szczesny, che inoltre, in questo mondiale, ha già parato un rigore contro l’Arabia Saudita.

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