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Chilena

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Coordinazione, tempismo, precisione, potenza. Per raggiungere la storia, la nobiltà del calcio, o addirittura la leggenda.

Non c’è gesto tecnico più nobile della rovesciata in questo nostro pazzo sport, fatto di giocate apparentemente semplici – ma che poi tanto facili non sono – e di altre che paiono impossibili. C’è chi la chiama sforbiciata, chi rovesciata, ma da principio prende un nome diverso: chilena.

La prima volta nel 1914, divenuto famoso nel 1920 per averlo replicato durante la Campeonato Sudamericano (l’antico nome dell’attuale Copa Ámerica) con la maglia del suo Cile, Ramón Unzaga è conosciuto per essere stato il primo giocatore di calcio ad aver realizzato il gesto tecnico della rovesciata. Per ovvi motivi, essendo Unzaga basco ma naturalizzato cileno, ha preso il nome di chilena.
Da qui la storia ci ha regalato tanti colpi di classe, alcuni più eleganti, altri più grezzi, ma sempre di grande rilevanza storica. Gesti che rimarranno per sempre negli occhi di ogni grande amante di questo sport.

LA CLASSE 

Pensate un po’: la rovesciata è un gesto tecnico talmente sublime che riesce ad entrare nella storia anche se non compiuto per realizzare un gol. Chiedere alla Panini, celebre azienda produttrice degli storici Album dei Calciatori che ha come suo simbolo storico la sforbiciata perfetta di Carlo Parola, difensore della Juventus degli anni ’40/50′ che proprio in un Fiorentina-Juventus sventò un’occasione chiara e limpida dai piedi di Egisto Pandolfini con una rovesciata descritta come “uno stacco imperioso, un volo in cielo, una respinta in uno stile unico”. 

 

Stiamo ovviamente parlando di un gesto che è per pochi, servono un tasso tecnico ed una capacità coordinativa non indifferente, considerando che per essere particolarmente efficaci con una rovesciata si ha bisogno molto spesso di un traversone di forza medio-alta. Pensate che un giocatore della qualità di Francesco Totti ha ammesso di aver sempre sognato di segnare un gol in rovesciata, senza esserci mai riuscito nella sua pluriventennale avventura con la maglia giallorossa. Ripeto, Francesco Totti.

Il più recente esempio di rovesciata perfetta è ovviamente quello che è stato visto all’Allianz Stadium solo qualche settimana fa, la chilena di Cristiano Ronaldo che è la dimostrazione massima del gesto tecnico: stacco imperioso (col piede ha raggiunto un’altezza di quasi 2,5 metri, più di quanto i suoi avversari hanno raggiunto saltando di testa), sforbiciata pulita, perfetto contatto tra collo del piede e pallone, e conclusione imparabile anche per un maestro come Gigi Buffon. CR7 è l’esemplare perfetto di atleta abbinato al calcio, e anche nel gesto tecnico della rovesciata si è dimostrato per l’ennesima volta tale.

Non è da tutti farsi applaudire da giocatore avversario, specialmente in Italia, dove il giocatore più temuto è sempre il più bersagliato dai fischi e dallo scherno. Ma il tifo juventino non ha potuto far altro che alzarsi in piedi davanti ad una giocata del genere, una reazione naturale, improvvisa ed irrazionale. Perché non si può far altro in questi casi.

 

https://www.youtube.com/watch?v=a7I9fOwOrc4

Ovviamente, come spesso accade tra fenomeni, c’è una gara tra chi ha segnato il gol più bello. Perché la rovesciata è un gesto tecnico che fa tornare bambini, che ti mette in competizione con chi ha segnato altri gol, e segnarlo con una sforbiciata solitamente ti permette di poter dichiarare “ho fatto il gol più bello”. Il problema sorge quando ci sono più giocatori ad aver segnato così.

Per informazioni chiedere ad Ibrahimovic, non certo il più sobrio tra i calciatori in attività: come tutti quanti si è accodato ai complimenti per il fenomeno portoghese, ma ovviamente non si è potuto trattenere dal tirargli una frecciatina. “Carino, ma provi a fare gol di rovesciata da 40 m”. Lo svedese si riferisce al suo capolavoro realizzato contro l’Inghilterra: un pallone lungo cacciato via da Joe Hart in un’uscita fuori area (quindi di testa), pallone che rimane lì a mezz’aria, e Ibra che senza pensarci due volte si capovolge e scarica un destro che finisce in fondo alla rete della porta lasciata sguarnita dal portiere britannico.

Raramente si può ambire ad un gol più bello di questo, anche se il rammarico per il buon Zlatan sarà quello di averlo segnato in un’amichevole di ormai quasi 6 anni fa. Ed è sicuramente una pecca rispetto al gol realizzato da CR7 nei quarti di Champions.

Rimanendo in tema fuoriclasse, è indimenticabile il colpo di classe realizzato da Ronaldinho contro il Villarreal: nel suo periodo di massimo splendore, riuscì a stoppare il pallone di petto e a rovesciarlo in rete, lasciando a bocca aperta tutto il Camp Nou e i rimanenti 21 giocatori in campo.
Splendida anche la bycicle kick di Wayne Rooney, in una partita che in quel di Manchester è vissuta con un certo trasporto: decidere un derby di Manchester con una rovesciata come quella di Wazza è un modo per entrare nella storia del calcio inglese, del calcio in generale, ma in questo caso anche di una città intera.

Rimarrà nella storia anche la rovesciata di Gonzalo Higuain, quella realizzata contro il Frosinone quando ancora indossava la maglia del Napoli, un gol che ha un peso non solo per la sua bellezza, ma anche per il fatto che contribuì al raggiungimento del record storico di realizzazioni in una singola stagione di Serie A (36 gol); e non dimentichiamo neanche Rivaldo col Valencia o, andando più indietro, Van Basten ai tempi dell’Ajax (contro il Den Bosch).

Chiudiamo questa parentesi con una delle rovesciate probabilmente più belle, ma realizzate da un giocatore tanto talentuoso quanto poco ricordato: lo abbiamo visto in Italia con la maglia dell’Inter, ma in pochi hanno nella memoria la chilena compiuta da Youri Djorkaeff, talento frizzante francese che si esibì in un vero capolavoro nella partita tra Inter e Roma del 1997.

COLUI CHE NON TI ASPETTI

Soltanto ieri abbiamo avuto però la prova concreta del fatto che la rovesciata non è un gesto per soli fenomeni: guardate le prove fornite da Simy Nwankwo dal suo arrivo a Crotone, e capirete che non stiamo parlando assolutamente di un giocatore dalle qualità fuori dal comune. Anzi. Eppure lo sgraziato centravanti degli squali ha sorpreso Szczesny con una chilena tanto efficace quanto poco elegante. Sicuramente non sarà un colpo che rimarrà negli annali del nostro calcio, ma sicuramente a Crotone non lo dimenticheranno facilmente: è il gol che ha fermato la Juventus, è il gol che potrebbe alimentare ancor di più le speranze di una seconda storica salvezza; ma, soprattutto, è un gol che l’attaccante nigeriano difficilmente dimenticherà. A tal punto che dalle tribune si è levato il coro “Simy come Ronaldo”.

Altro giocatore poco conosciuto dai giovani d’oggi, ma che ha realizzato uno dei più bei gol della storia della Champions League, è italiano e ha contribuito con una sua rovesciata al pareggio della Fiorentina contro il Barcellona. 1999/2000, fase a gironi della Champions League, Bonano viene trafitto da una chilena pazzesca che finisce sotto l’incrocio dei pali e che fa esplodere l’Artemio Franchi. Di Batistuta? No. Di Chiesa? Nemmeno. Di Rui Costa? No, neanche lui.

Di Mauro Bressan. Chi? Mauro Bressan, un centrocampista che oggi gira l’Italia insegnando proprio l’arte della rovesciata, ha una “scuola” tutta sua che si affilia alle società di calcio per spiegare come ci si coordina nel gesto tecnico più romantico del gioco del calcio. E visto quello che ci ha messo in mostra, c’è soltanto da ascoltare.

Follia, irrazionalità, puro istinto, probabilmente anche fortuna, ma anche coraggio e qualità. Voilà.

Ci è riuscito in Champions anche un difensore centrale come Philippe Mexes, non certo il giocatore che ti aspetti: a Bruxelles contro l’Anderlecht decise di andare incontro alla follia, esattamente com’è andato incontro a quel pallone che fluttutava per aria al limite dell’area dei belgi. Capolavoro e altra rovesciata “italiana” nella storia della Champions.

E oltre a lui anche il Toro di Sora Luiso in un Piacenza-Milan di fine anni ’90, Stefano Mauri contro il Napoli con la maglia della sua Lazio e chi più ne ha, più ne metta. La rovesciata non è materiale soltanto per i più prestanti atleticamente o per i più dotati tecnicamente.

L’esempio più lampante ha un nome, un cognome, un altezza ed un peso: Peter Crouch, 201 cm per 75 kg.

https://www.youtube.com/watch?v=Rhkxr5YUrUE

E non solo…

SPECIALISTI

Come in ogni aspetto della vita, esistono quegli individui che sono particolarmente capaci nel fare, nel creare, nel compiere un qualcosa. Ed ovviamente anche il gesto tecnico della rovesciata ha la sua lista di specialisti.

Detto di Peter Crouch – sicuramente il meno atteso ed il più incredibile e sorprendente – molto spesso si dice che nella chilena c’è sempre quella follia che caratterizza l’uomo latino, quello caldo e impulsivo che prende decisioni di pancia anziché ragionare e utilizzare la testa. E non è un caso che due degli specialisti abbiano sangue italiano, o comunque siano entrambi cresciuti in Sudamerica, patria della chilena e continente noto per un grandissimo numero di calciatori molto calientes e probabilmente anche locos.

Il primo è senza dubbio un personaggio che ha fatto della sua carriera una storia inverosimile e sulla quale potremmo scrivere più di un romanzo. Pablo Daniel Osvaldo, l’italo-argentino che ha indossato le maglie di Fiorentina, Atalanta, Bologna, Roma e Inter, e con le quali ha regalato sprazzi di classe non comuni a tutti, alternandoli a follie e a episodi da condannare. Ma in quanto a rovesciate è stato secondo a pochi.

Ritiratosi all’età di 30 anni, ha realizzato alcune delle chilene più belle e tecnicamente più raffinate del calcio italiano e non solo: con una ha portato la Fiorentina in Champions – a Torino contro il Toro – entrando nella storia viola, a Roma ha fatto esplodere varie volte lo stadio Olimpico grazie alla sua sana follia. E probabilmente gli è stata annullata la più bella che fosse mai stata realizzata nella sua breve parentesi calcistica. Oltretutto, era regolare. Oltre il danno, la beffa.

Per concludere questo splendido viaggio per metà in volo e per metà a terra, non potevamo che parlarvi di un cileno esperto in chilenas: Mauricio Pinilla.

Ne ha fatte di tutti i tipi con le maglie di Palermo, Cagliari e Atalanta, ha fatto innamorare tutti i tifosi d’Italia, anche coloro che non hanno mai condiviso con lui il colore della maglia. Perché giocatori così ti entrano nel cuore, sono quelli che ti fanno innamorare da bambino di questo sport, sono quelli che guardi con ammirazione e che sogni di imitare quando calchi qualsiasi campo verde (non sempre sono verdi purtroppo); Pinilla è l’emblema della locura sudamericana, della follia che ti porta a realizzare un gesto tecnico che non solo è di difficile realizzazione, ma che probabilmente sarà anche doloroso nella sua conclusione, perché anche riuscire a ricadere a terra senza farsi male non è cosa da tutti.

La chilena che torna dal cileno, come ogni cosa della vita è ciclica. Come se dentro Pinilla ci fosse lo spirito di Unzaga, il primo cileno che ha vissuto il calcio a testa in giù.

 

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Inghilterra

Dopo la vittoria sul Galles per 3-0 Jude Bellingham è stato intervistato ai microfoni della Bbc, il centrocampista ha espresso la sua felicità per la prestazione di Marcus Rashford e per la sua prima doppietta in Nazionale: “Sono molto felice per Rashford, in partite così la pressione è alta anche per battere una punizione, ma lui l’ha calciata in modo fantastico. Lui è un grande giocatore, quando punta l’uomo mette sempre in difficoltà la difesa avversaria. Come altri giocatori che abbiamo in attacco lui fa la differenza, questa sera ci ha messo in un’ottima situazione ed ha meritato il premio come man of the match“.

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De Zerbi sul calcio inglese: “In Inghilterra c’è più voglia di attaccare”

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Roberto De Zerbi, allenatore del Brighton è intervenuto su Rai Sport ospite della trasmissione “Il Circolo dei Mondiali” anche e soprattutto per parlare dell’esperienza che sta vivendo in Inghilterra: “Quello inglese è un calcio un po’ diverso rispetto a quello italiano, in alcune cose è meglio e in altre peggio. Di sicuro la passione che c’è negli stadi, sia nel nostro che negli altri, è maggiore rispetto a quella che c’è oggi in Italia. I calciatori vivono le partite con meno pressione, c’è più gusto nel giocare e c’è tanta voglia di attaccare, in questo c’è un po’ differenza tra noi e loro”.

Dopo un inizio non buono la squadra di De Zerbi si è ripresa e al momento occupa la settima posizione in classifica.

Il tecnico ex Shaktar e Sassuolo sta portando e adattando la sua filosofia al metodo inglese e del Brighton, in un periodo non molto lontano potremmo ammirare De Zerbi come uno degli allenatori migliori in Europa e come eccellenza italiana.

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Ecuador, Alfaro non ci sta: “Eliminazione dal Mondiale duro colpo”

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ecuador

Dopo le tre partite della fase a gironi del Mondiale, si è conclusa l’avventura a Qatar 2022 dell’Ecuador. Il commissario tecnico dei sudamericani, Gustavo Alfaro, in seguito alla sconfitta per 2-1 subita contro il Senegal che ha sancito l’eliminazione della sua Nazionale, ha commentato così in conferenza stampa tutta la propria amarezza. Ecco le sue parole:

Sono immensamente triste. È un duro colpo, una grande frustrazione per noi. Essere eliminati è veramente doloroso. Ma l’Ecuador non deve perdere di vista ciò che questi ragazzi hanno realizzato. È una generazione molto giovane. Ora ha acquisito esperienza, che servirà in futuro. Non ho dubbi che avranno la loro vendetta”.

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Asse caldo Roma-Torino, pronto uno scambio per gennaio?

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Anche se manca ancora un mese dall’inizio della sessione invernale di calciomercato, iniziano a circolare le prime voci di possibili trattative.

Secondo quanto riportato da La Stampa, la Roma sarebbe interessata all’acquisto di Sasa Lukic, centrocampista in forza al Torino. Il giocatore serbo è rimasto alla corte granata nonostante gli screzi di quest’estate con il suo allenatore ( Juric, ndr.), ma non ha mai nascosto la sua volontà di intraprendere una nuova avventura.

La società giallorossa sarebbe disposta ad inserire nella trattativa Marash Kumbulla pur di arrivare all’acquisto di Lukic. Il difensore è fuori dalle grazie di José Mourinho e reclama più minutaggio.

La trattativa sembra comunque molto complicata, difficilmente Juric lascerà perdere un giocatore chiave come il centrocampista serbo a gennaio.

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