Lagny-sur-Marne è un piccolo comune di 20 mila anime a est di Parigi, nel cuore della banlieue della capitale francese. Un paese della provincia uguale a tanti altri, in cui tutti, o quasi, si conoscono e dove la vita scorre tranquilla. Eppure, il piccolo centro abitato a 30 km dalla città dell’amore per eccellenza ha dato i natali a due grandi talenti del calcio europeo, uno affermato, l’altro in piena ascesa. Paul Labile Pogba nasce a Lagny-Sur-Marne il 15 marzo 1993, muovendovi i primi passi di una carriera straordinaria. Quattro anni più tardi, il 14 novembre 1997, invece, è la volta di Christopher Alan Nkunku, il nuovo che avanza, pronto a travolgere tutto.

La tripletta rifilata al Manchester City durante la prima giornata dei gironi di Champions League, ha definitivamente puntato le luci sul talentuoso centrocampista offensivo, all’occorrenza attaccante, nato e cresciuto tra le fila del PSG. Nonostante la sconfitta patita dal suo Lipsia per 6-3, Nkunku ha fatto sfoggio di tutto il suo cristallino talento, segnando il primo hattrick della sua carriera. Due reti segnate di testa, una con un diagonale destro potente e preciso. Forza, qualità e tempi di inserimento perfetti, caratteristiche ideali per il centrocampista moderno.

GLI INIZI

Christopher inizia a giocare a calcio prestissimo, quando ha appena 6 anni. Cresce e impara l’arte del gioco nell’AS Marolles, dove vi rimane fino al 2009. Dopo un anno trascorso nell’RCP Fointanebleau, Nkunku riceve la chiamata più importante della sua vita calcistica. Gli osservatori del Paris Saint-Germain rimangono colpiti dalle sue qualità e il ragazzino di Lagny-Sur-Marne si trasferisce sotto l’ombra della Tour Eiffel. Finita la trafila delle giovanili è pronto per il grande salto, quello che lo fa atterrare in prima squadra.

Nkunku inizia ad allenarsi al fianco di campioni di primo livello. Crescere in un ambiente competitivo e colmo di grandezza come quello che trova casa al Parco dei Principi agnon può che fargli bene, permettendogli di crescere circondato da calciatori del calibro di Verratti, Ibrahimovic, Thiago Silva, Neymar, Mpabbè e chi più ne ha più ne metta. Christopher debutta con la maglia parigina l’8 dicembre 2015, in un match di Champions League contro lo Shaktar Donetsk. Nel marzo successivo fa il suo esordio anche in Ligue 1. Solo la stagione successiva, però, Nkunku fa conoscenza con l’eccitazione emozionale che scaturisce dal realizzare una rete. Il 12 marzo 2017 firma il momentaneo 0-2 in casa del Lorient, trovando il primo gol della sua carriera.

IL SALTO

Il talento della provincia non trova molto spazio, tuttavia, riesce a sfuttare ogni opportunità che gli viene concessa. Nel 2018, a marzo, realizza la prima doppietta. Il suo nome inizia a circolare. Parigi non è il posto adatto per essere valorizzato. Christopher ha bisogno di minuti, luci della ribalta, deve definitivamente sbocciare. L’opportunità arriva nel 2019, quando il Lipsia versa 13 milioni di euro nelle tasche di Al-Khelaifi per portarlo alla corte di Julian Nagelsmann.

In Sassonia Nkunku trova la sua dimensione. L’impatto del talento di Lagny-Sur-Marne è inaspettato, forse più del previsto. È un centocampista completo, ha gamba, corsa, doti tecniche di primo livello, riuscendo a calciare indifferentemente sia di destro che di sinistro. I 175 centimentri di altezza non gli impediscono di competere anche a livello aereo, sfruttando un’intelligenza tattica superiore alla media che gli consente di prendere il tempo agli avversari. Gli inserimenti, partendo dalle retrovie, sono l’arma che lo rendono imprevedibile, dandogli la possibilità di trovare spesso la via della rete. Ha visione di gioco, dote messa in risalto dalla facilità con cui è in grado di servire i propri compagni, propiziando numerose occasioni da rete.

La prima stagione in Germania è da incorniciare. Nkunku segna 5 reti e serve 16 assist in tutte le competizioni, contribuendo in maniera decisiva al terzo posto finale raggiunto dai Bullen e, soprattutto, alla conquista della prima semifinale di Champions League della storia del Lipsia. Eliminato l‘Atlético Madrid ai quarti, sarà proprio il PSG, sua alma mater, a porre fine ai sogni dei ragazzi di Nagelsmann. L’annata successiva Christopher salta sette partite per problemi alla caviglia, prima, e alla schiena, dopo. Nonostante i problemi fisici, colleziona 7 reti e 11 assist, dimostrandosi ancora una volta fondamentale nel raggiungimento del secondo posto in Bundesliga, solo alla spalle del Bayern Monaco.

LA RSPONSABILITA’

In nazionale deve ancora debuttare, avendo, al momento, giocato solo per l’Under-21. Il futuro, però, sembra essere suo. I margini di miglioramento sono ampi, figli della giovane età e di un calcio, quello del Lipsia, che si sposa con le sue caratteristiche. La filosofia del club di proprietà della Red Bull, le cui fondamenta poggiano sulla formazione e sul lancio di giovani promesse, è perfetta per la crescita di Christopher. In una squadra rimasta orfana dell’allenatore che è riuscita a farla entrare tra il novero delle grandi europee e di giocatori importanti come Upamecano, Konaté e Sabitzer, emigrati altrove, Nkunku ha il compito di prendersi sulle spalle la responsabilità di una squadra che punta al bersaglio grosso, vincere.

Il suo valore di mercato sta crescendo a vista d’occhio, sfiorando, ormai, i 50 milioni di euro. Gli occhi del calcio internazionale sono puntanti su di lui, pronto a prendersi le luci della ribalta, conquistand i cuori degli appassionati. Questa stagione potrebbe essere quella della definitiva esplosione. La tripletta messa a segno contro il City di Guardiola ne è un monito e se il buongiorno si vede dal mattino, la strada sembra essere quella giusta. Forza, duttilità, qualità. Solo alcuni dei tratti che rendono Christopher Nkunku uno dei calciatori più promettenti del panorama internazionale, un Diez tuttofare pronto a dominare.

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