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Ci siamo: perchè questo Napoli batterà questo Real

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Ci siamo: perchè questo Napoli batterà questo Real

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Mancano finalmente poche ore alla partita più importante e blasonata della stagione del Napoli: questa sera l’undici azzurro si giocherà il passaggio ai quarti di finale di Champions League, gara di ritorno contro il Real Madrid, al San Paolo. Non solo un traguardo sportivo in palio, ma un ingresso metaforico nell’Olimpo delle migliori otto d’Europa, un posto dove non ci si arriva per caso.

Si parte dal 3-1 maturato all’andata, un risultato che non compromette irreversibilmente le speranze di milioni di tifosi napoletani ma chiama gli uomini di Sarri a una prestazione storica, un’impresa ai limiti dell’epica in una cornice – il San Paolo esaurito in ogni ordine di posto – tra le più adatte ad accogliere l’avverarsi di una favola.

Al di là del carattere eroico e mitologico che questa sfida racchiude, però, è necessario rimanere attaccati alla realtà statistica dei fatti e provare ad analizzare se, sulla carta prima ancora che sul campo, questo Napoli ha possibilità di battere questo Real Madrid.

Per provare ad avere un quadro statistico esauriente, prendiamo in considerazione l’andamento e l’atteggiamento di “quattro squadre” diverse: Napoli di Serie A e Napoli di Champions League confrontate con il Real Madrid, a sua volta distinto tra Liga e massimo campionato europeo.

L’ATTACCO COME MIGLIOR DIFESA

Per provare a rimanere il più possibile attaccati alla filosofia di gioco delle due squadre, decisamente più votate a fare un gol in più dell’avversario piuttosto che a non subirne nessuno, è necessario saper ponderare i dati riguardanti l’atteggiamento difensivo, i quali – tra l’altro – non riservano grosse sorprese.
Il Napoli concede qualcosa di più in campionato in termini di gol-per-partita rispetto al Real Madrid ma parliamo di centesimali (1,12 contro 0,96): un dato di per se poco significativo che non trova ulteriore supporto in Champions, dove le due difese si equivalgono come gol concessi: 11 a testa dopo l’incontro di andata, ciò significa 8 a 10 in favore del Napoli al termine dei gironi eliminatori.
Tuttavia la difesa partenopea “balla” un po’ di più in termini di stabilità e sicurezza, soprattutto in Europa, dove ha commesso finora 7 errori difensivi, 3 dei quali hanno portato a un gol avversario (anche il Real ha preso 3 gol su situazioni difensive errate, ma non presenta altri errori “impuniti” come gli Azzurri).

QUESTIONE DI PALLEGGIO

La differenza tra le due squadre va quindi ricercata – come già premesso – in qualcos’altro, qualcosa che riguardi la gestione delle situazioni offensive. Ed effettivamente, qualcosa salta all’occhio.

Il Napoli, in serie A, è una macchina sforna occasioni: non si tratta solo di possesso palla (un variante oggi meno incisiva), ma di qualità dei passaggi. 642 passaggi per partita, 87% dei quali con successo. Inoltre, di media, 3 passaggi su 5 effettuati dal Napoli sono in avanti: 349 forward passes a partita garantiscono a Sarri 14 occasioni da gol e 18 tiri verso la porta sui 90′, meglio anche della Juventus.

Per certi aspetti meglio anche del Real Madrid, che scambia meno il pallone fra i suoi interpreti, con la stessa percentuale di riusciti e pareggia la media di occasioni create e tiri in porta a partita.

Il discorso cambia,però, quando prima della partita viene eseguito l’inno più sognato d’Europa, e il campo si riempie di stelle.
Sarebbe generalista affermare che in Champions League il gioco del Napoli “peggiora”: è senza dubbio un calcio più pragmatico, ancora più ritmato, accorto nell’evitare passaggi inutili e/o eccessivamente rischiosi. Il quale reclama quindi maggior cinismo sotto porta, viste le minori chance a dsposizione.
In matematica: Hamisk e soci producono un centinaio di passaggi in meno, leggermente meno precisi (85%). Calano in maniera più significativa, invece,  le occasioni da rete: da 14 a 10 per partita, arrivando al tiro un 30% meno spesso.

Diversamente il Real, come sospettabile, si galvanizza nelle grandi serate di calcio: aumentano i passaggi totali, riusciti ed ‘in avanti’, colmando il possibile gap di vantaggio del Napoli. La grande differenza con i partenopei, poi, sta nella  produzione offensiva europea dei Galacticos: nell’arco di 90 minuti di Champions il Real tenta in media 6 conclusioni in più verso la porta di quanto non faccia Napoli (19 a 13). Un +33% di tiri tentati che sarebbe eloquente anche senza prendere in considerazione le individualità dei Blancos, quelle che “vanno al tiro“.

ATTITUDINALMENTE EUROPEI

A livello statistico, dunque, il vantaggio del Real Madrid è limitato e dovuto in gran parte al palcoscenico, la Champions, dove i Campioni in carica giocano sempre un pochino meglio. Il Napoli invece, più umano, delle due gioca un pochino peggio. E forse è questa la differenza tra una buona squadra e un grande club europeo, come aspira a diventare il Napoli: la capacità di accendersi nelle partite che contano. Di alzare ritmi e qualità del palleggio anche davanti a settantamila persone. Di rimanere lucido quando tutti chiudono gli occhi.

Caratteristiche psicologiche che stasera possono battere qualsiasi statistica: potrebbe bastare infatti un solo episodio – un palo, una traversa, una parata – per infiammare una città intera e rendere praticamente tutto possibile.
Ecco perché questo Napoli, sia sulla carta che in campo, può battere questo Real.

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Gasperini in conferenza dopo Milan-Atalanta: “Fischiato un rigorino, conquistato un buon punto”

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Gasperini

Un pareggio che tutto sommato può star bene all’Atalanta quello conquistato a San Siro contro un ottimo Milan. Il tecnico bergamasco Gasperini ha commentato la partita in conferenza stampa. Queste le sue dichiarazioni dopo l’1-1 contro i rossoneri.

PUNTO GUADAGNATO – “Quando esci da queste partite con un punto sei soddisfatto. È stata una partita difficile, e il pareggio premia l’attenzione e la voglia di fare risultato”.

MILAN – “Il Milan è una squadra forte, questa sera abbiamo subito la loro qualità e la loro condizione. Non abbiamo mai mollato, portiamo a casa un punto che muove la classifica”.

SCALVINI – “La spalla è uscita e rientrata, domani lo valuteremo“.

EUROPA – “Non ragioniamo sul lungo, dobbiamo lavorare sul breve periodo. Ci aspettano due settimane difficilissime e dovremo pensare partita per partita. Faccio fatica a fare delle previsioni, essere usciti stasera con un punto deve renderci felici. Per noi è importante l’Europa League come il campionato e la Coppa Italia. Cercheremo di andare fino in fondo in tutte le competizioni”.

DE KETELAERE – “Abbiamo fatto fatica sulle fasce e in attacco, abbiamo cercato di cambiare qualcosina con Lookman ed è andata un po’ meglio. In altre partite riusciremo a far di più, poche volte abbiamo subito come questa sera“.

CALCIO DI RIGORE – “Fa parte di quei ‘rigorini’. Ormai ce ne sono tanti, ci sono dei rigori che non vede nessuno e poi tira fuori il VAR. Un rigore così non lo avevamo da tanto tempo, oggi ce lo prendiamo. Vengo da una generazione per la quale il rigore deve essere una cosa seria, evidentemente alle TV piace un altro calcio. Noi siamo comunque in credito”.

SCAMACCA – “Scamacca ha dato contributi importanti, questa sera sicuramente meno ma da occasioni come queste trai gli spunti per fare meglio nelle partite successive“.

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Pioli ribadisce in conferenza dopo Milan-Atalanta: “Mai rigore quello di Holm, Leao è questo”

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Pioli

Si è conclusa con il pareggio tra Milan e Atalanta la domenica della 26esima giornata di Serie A, in attesa di Roma-Torino e Fiorentina-Lazio. I rossoneri disputano una buona gara, ma vedono aumentare il gap con Inter e Juventus. Al termine della partita, Stefano Pioli è intervenuto in conferenza stampa. Queste le sue parole raccolte dalla pancia di San Siro.

SENSAZIONI – “Quando la squadra gioca così bene deve vincere e noi purtroppo non ci siamo riusciti. C’è delusione ma anche soddisfazione per come la squadra ha interpretato questa partita. Siamo stati compatti e aggressivi, sporcando tutti i loro palloni e facilitando gli interventi difensivi. È mancata solo la vittoria“.

RIGORE – “Il rigore non c’era, ma fa la differenza. Holm si mette le mani in faccia ma il contatto era più in basso. Per il metro di Orsato questo non era e non sarà mai rigore“.

RIGORI SUBITI – “A volte siamo stati ingenui, attacchiamo tanto ma non prendiamo quasi mai rigori. Forse dobbiamo essere più scaltri”.

RIPARTIRE – “Ripartire è facile. Guarderemo insieme alla squadra la partita, ma è una questione di dettagli. Se ripeteremo prestazioni del genere probabilmente vinceremo diverse partite da qui alla fine del campionato”.

LEAO – “Credo che sia stata una delle prestazioni più belle da quando lo alleno. Ha aggredito, ha puntato continuamente. Questa prestazione per lui deve essere un punto di riferimento. Gliela farò pesare, perché lui ha questo potenziale. Parlerò con lui per capire cosa ha messo di diverso rispetto alle altre volte”.

 

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Il Cagliari si aggrappa a Luvumbo al 96′: 1-1 con un Napoli che non riesce più a vincere

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Luvumbo, giocatore del Cagliari, Serie A, Coppa Italia

Per una Juventus che torna alla vittoria, c’è un Napoli che, invece, manca ancora il ritorno al successo. Contro un Cagliari ben schierato in campo è 1-1 il punteggio finale. Incredibile l’epilogo finale, con Luvumbo che pareggia i conti al 96′ dopo il gol iniziale di Osimhen. Un pareggio amarissimo per Calzona, che nelle prime due panchine azzurre ha racimolato un pareggio col Barcellona e un pareggio in campionato che fino a un minuto dalla fine era una vittoria.

Il gol di Osimhen per il Napoli è il primo in trasferta dopo 527′ di digiuno. Tutto nasce da un errore di Augello in disimpegno: prontissimo il recupero di Raspadori e il cross dalla destra verso il nigeriano. Troppo facile, poi, per uno come lui buttare la palla in rete. Al 96′, sull’ultima palla buona per il Cagliari, ecco il lancio lungo di Dossena dalla difesa verso l’area del Napoli. Male, malissimo la difesa azzurra (in particolare Juan Jesus) che non riesce a spazzare e Luvumbo riesce poi a bucare Meret.

Niente da dire al Cagliari, che ha rischiato di perdere la partita per l’unica vera disattenzione in 90‘. La squadra di Ranieri è rimasta compatta per tutta la durata del match, ma non ha saputo pungere quando necessario. In fin dei conti il pareggio è un risultato giusto per ciò che si è visto per tutto l’arco della sfida. Ricordiamo che, però, è stato annullato un gol al Cagliari nel primo tempo per fuorigioco di Lapadula sugli sviluppi di un calcio di punizione. Rrahmani aveva involontariamente messo la palla in rete di testa.

Con questo pareggio gli uomini di Calzona rimangono molto lontani dalla zona Champions (il Bologna quarto dista undici punti), ma potranno riavvicinarsi nella sfida di mercoledì contro il Sassuolo. Il Cagliari invece rimane dentro la zona retrocessione, ma solo per gli scontri diretti. Ora Cagliari, Hellas Verona e Sassuolo sono a parimerito a 20 punti, con Sassuolo 17esimo.

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[FOTO] Retegui sblocca Genoa-Udinese in rovesciata: 2-0 all’intervallo

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Retegui Genoa Gudmundsson

RETEGUI GENOA UDINESE – Primo tempo avvincente al Ferraris tra Genoa e Udinese. Occasioni, corsa e anche un gol spettacolare.

L’andazzo della gara si capisce già dal primo minuto, con Giannetti che dopo pochi secondi stende Retegui e si prende il giallo. Dopo i tentativi, vanificati, di Ehizibue e Walace, Lucca colpisce di testa in area, venendo però fermato dalla traversa. Subito dopo, al 27′, Okoye si supera sul tentativo a botta sicura di Vasquez, che dopo sei minuti, di testa, trova anche il palo a impedirgli la gioia del gol. Poi il momento della serata: cross in mezzo, Giannetti devia ma la palla s’impenna, servendo a Mateo Retegui l’occasione perfetta per coordinarsi e colpire in rovesciata. Palla sul palo e vantaggio Genoa. I rossoblu aumentano i giri e, sette minuti dopo, trovano anche il raddoppio con Bani, che devia in rete un cross perfetto di Gudmundsson.

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