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Ciccio Lodi, la storia del mago delle punizioni

Ciccio Lodi, la storia del mago delle punizioni

Basta pronunciare il nome di Francesco Lodi che subito le nostre menti vagano nel passato, quando il centrocampista napoletano incantava la serie A con la maglia rossoazzurra del Catania. Effettivamente la carriera di Francesco, detto Ciccio, Lodi può essere ricondotta essenzialmente alla sua parentesi catanese. E non perché si tratti di un periodo fortunato della sua carriera, piuttosto perché Ciccio ha giurato amore eterno ai rossoazzurri ed alla Sicilia.

GLI INIZI E L’ARRIVO A CATANIA

Il primo incontro tra Lodi ed il Catania avviene nel lontano 2011, quando gli etnei decidono di acquistare il cartellino del centrocampista dall’Empoli per poco più di mezzo milione di euro. Fino a quel momento Ciccio aveva calcato i campi di Empoli, Frosinone ed Udine. La sua carriera calcistica comincia infatti in Toscana, nelle giovanili degli Azzurri. Lí è visto come un grande talento,  alcuni lo paragonano addirittura a Roberto Baggio. La sua tecnica è ammirata anche a livello internazionale, tanto che nel 2001, quando Ciccio aveva solamente 17 anni, Don Balon lo ha addirittura inserito nella classifica dei giovani piu promettenti al mondo.

Nonostante le straordinarie premesse, gli esordi di Lodi tra i grandi non sono dei migliori. Disputa 2 stagioni in serie B ed una in A, senza però mai lasciare il segno. Per questo viene ceduto in prestito al Frosinone, in serie B. In terra ciociara Ciccio sembra rinato. Nelle due stagioni gialloazzurre raccoglie ben 84 presenze e la bellezza di  37 gol. Un bottinò veramente notevole, che spinge i toscani a riportare il centrocampista alla base. Qui trascorrerà appena una stagione, prima di tornare a Frosinone con la formula della comproprietà. Anche con i gialloazzurri stata pochissimo: appena 6 mesi. Nel mercato di gennaio viene infatti acquistato, sempre in comproprietà con l’Empoli, dal Catania.

CATANIA

A Catania trova il calore che non ha trovato in tutte le altre piazze. I catanesi si innamorano di lui, e lui si innamora dei catanesi. All’ombra dell’Etna trascorrerà 3 stagioni incredibili. Su tutte l’annata 2012/2013, culminata con l’incredibile ottavo posto, ad un passo dall’Europa League. Con la maglia numero 10 sulle spalle Ciccio dipinge calcio ed il Massimino si innamora follemente di lui. E se c’è qualcosa in particolare che i siciliani ricorderanno piacevolmente di Ciccio sono le punizioni. Uno specialista di fama mondiale. Tanto che OptaPaolo lo ha inserito nella top5 calciatori per gol segnati su punizione nel decennio 2010-2019, secondo solo a Messi, Ronaldo e Pjanic.

Una in particolare, nel corso dei 3 anni, merita una menzione d’onore. È il 23 aprile 2011, la Juventus ospita il Catania allo stadio Olimpico. Il risultato è sul 2-1 per i padroni di casa. Tutto sembra ormai in discesa per i piemontesi, quando al minuto 94’ viene fischiato un calcio di punizione per il Catania. Dal limite dell’area si appresta a battere Ciccio Lodi. La palla supera la barriera e va ad insaccarsi dove Buffon può solamente guardare. Juventus 2-2 Catania. La panchina siciliana esplode in un’esultanza incredibile. Tutti entrano in campo per abbracciare l’autore della meraviglia, Lodi è assaltato dai suoi compagni.

 

L’ADDIO AL CATANIA E L’INIZIO DEL GIROVAGARE

Al termine delle strepitosi stagioni catanesi si trasferisce al Genoa, provando a giocarsi addirittura le sue carte per andare al mondiale brasiliano. Ma nonostante le premesse, la parentesi ligure sarà disastrosa. Ciccio disputa una stagione del tutto incolore, registrando solamente 9 presenze in tutto l’anno. Ciò a causa dell’allora allenatore del Genoa Gasperini, che ha più volte criticano aspramente, anche in pubblico, Lodi e le sue prestazioni. Per questo motivo nel gennaio dello stesso anno, dopo appena 6 mesi, decide di far ritorno a Catania. Con gli etnei Ciccio torna a respirare aria di casa e rinasce. In appena metà stagione, 20 presenze e 2 gol.

Al termine della stagione, riprova a fare un salto di qualità, approdando al Parma. Sfortunatamente per lui, sarà l’ennesima scelta sbagliata. L’annata 2014/2015 fu infatti disastrosa per i ducali. Per chi non ricordasse, si tratta della farsa messa in atto da Giampiero Manenti, conclusasi poi con il fallimento del club. Lodi si trova così ancora una volta senza squafra.

Il Catania vive anch’esso un periodo disastroso a causa dell’inchiesta calcio scommesse, terminata con la retrocessione in Lega Pro della società siciliana. Per questo motivo Ciccio esclude il ritorno in Sicilia e decide di tornare, 5 anni e mezzo dopo, ad Udine, dove rimarrà per due anni, collezionando circa 25 presenze e 2 gol.

L’ENNESIMO RITORNO

Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano, dice un famoso proverbio. E sembra proprio avesse ragione. L’amore tra Ciccio Lodi ed il Catania è troppo grande per non tornare. Per questo il centrocampista decide di scendere addirittura di due categorie pur di tornare dove è stato bene. Il suo obiettivo è di far tornare il Catania dove merita, in Serie A a suon di punizioni.

Ciccio ci proverà, e da trascinatore guiderà il suo Catania fino ai playoff, sfiorando la promozione in Serie B per due anni di fila. Nel 2020 arrivano i problemi finanziari del Catania, che manda delle lettere di licenziamento alla maggior parte dei calciatori, invitandoli a trovare una nuova sistemazione. Lodi è affranto: deve abbandonare la sua amata terra. Lo fa da uomo vero, lasciando una lettera ai migliaia di tifosi che ogni settimana si riunivano allo stadio ad urlare il suo nome. Scrive:

È tutto così strano. Io con un’altra maglia. Io senza l’Etna a proteggere me e la mia famiglia. Io senza la mia seconda pelle.[…] È stato un gesto d’amore anni fa di tornare a Catania e lasciare la serie A. Così come gesto d’amore e d’affetto verso questa società, è questo mio addio. […] Ero convinto di chiudere la mia carriera a Catania. Ma è andata così.

[…] Ero tornato per contribuire al ritorno nel calcio vero del mio Catania. Non ce l’abbiamo fatta. Non ce l’ho fatta. […] E questo sarà per sempre il mio più grande rimpianto. Ma per il Catania si tifa sempre, nella buona e nella cattiva sorte. Ciao Catania. Non sarà mai un addio. Mai. Perché questa sarà per sempre casa mia. Ciccio Lodi

L’ENNESIMO RITORNO A (QUASI) CASA

Si trasferisce così alla Triestina, nel girone B della Serie C, dove però non troverà la felicità sperata. Per questo motivo  dopo appena 1 anno Ciccio decide di tornare (quasi) a casa. Approda a Messina, città siciliana a meno di 100 chilometri da Catania, casa sua. È l’ennesima retrocessione di categoria, in quanto il Messina milita in Serie D, ma a Ciccio non importa. Ancora una volta è una scelta di cuore:

Qui vivo, ho famiglia e mi sono stabilito qui. Questo fa capire cosa è la Sicilia per me. La scelta di tornare é avvenuta dopo un grave lutto familiare prima di Natale. Ero da solo a Trieste, mia moglie a Catania – racconta Lodi – Dentro di me ho pensato che era il momento di avvicinarmi a casa, in quella situazione così importante non potevo restare solo a Trieste.

Trascorre così 6 mesi a Messina, realizzando 12 gol in 20 presenze, prima di trasferirsi ad Acireale. La distanza da casa sua diminuisce ancora. Questa volta i kilometri che lo separano da Catania sono 19, appena 30 minuti di auto. Nonostante lo avessero cercato diverse squadre, anche di categorie superiore, Ciccio ha fatto l’ennesima scelta di cuore, perché quando ti innamori delle Sicilia é davvero difficile lasciarla. 

 

 

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