Connect with us

Altri Sport

Ciclismo, presentato il Giro d’Italia 2023: si parte il 5 maggio

Pubblicato

:

Oggi è stato annunciato il calendario e il percorso del Giro d’Italia 2023. 21 le tappe totali, di cui 8 per velocisti, tre contro il tempo, altre 7 con arrivi in salita e 4 tappe mosse. Si presenta così l’edizione numero 106 del Giro d’Italia che partirà per la seconda volta dall’Abruzzo il 5 maggio con una prova cronometrata individuale, per poi terminare il 28 maggio a Roma con la passerella finale ai Fori Imperiali con il vincitore della maglia rosa. Un passaggio per l’intera penisola che comprenderà anche una tappa in Svizzera, in Crans Montana, corrispondente alla tappa numero 13 del giro.

Dopo l’unveiling del calendario, adesso inizia la lotta per la maglia rosa . Chi sconfiggerà Jai Hindley?

Continue Reading
Commenta

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Altri Sport

Mondiali, quali sono le scaramanzie più particolari della storia?

Pubblicato

:

Mondiali

Nel mondo del calcio, e non solo, sono celebri alcuni episodi scaramantici che gli sportivi fanno prima o durante le partite. Possono essere le cose più disparate: oggetti o riti. Ognuno ricorda qualcosa di particolare. Per esempio al Livorno era celebre il presidente Spinelli che andava a vedere gli incontri della sua squadra sempre col cappotto giallo. Ma quali sono gli episodi più particolari nella storia dei mondiali di calcio?

SCARAMANZIE AI MONDIALI

Nella storia dei mondiali se ne sono viste di ogni. Probabilmente gli italiani ben ricordano Giovanni Trapattoni, quando nei mondiali in Corea del Sud e Giappone del 2002 portava con sé dell’acqua santa che versava sul campo prima delle partite.

Famoso poi è anche il bacio di Laurent Blanc sulla testa di Fabien Barthez prima del fischio d’inizio, ai mondiali di Francia 1998. Rimanendo sempre coi francesi, nel 2008 il CT Raymond Domenech ammise che si fidava dell’astrologia quando doveva schierare la formazione. Così è stato per gli europei di quell’anno, ma anche nei mondiali del 2006 e 2010. Così bene però non gli ha portato in entrambi i casi l‘astrologia.

Andando ancora più indietro nella storia, l’attaccante inglese Gary Lineker, capocannoniere dei mondiali del 1986 in Messico, disse che nel riscaldamento non tirava mai in porta, proprio per non sprecare i gol prima dei 90 minuti. Celebre è anche il caso di Eusebio, vincitore della medaglia di bronzo nei mondiali del 1966 in Inghilterra, il quale giocava sempre con una monetina nella scarpa. Sempre nei mondiali giocati in terra britannica, il padrone di casa Bobby Moore era sempre l’ultimo a indossare i pantaloncini.

Anche il portiere belga Michel Preud’homme aveva la sua scaramanzia, ovvero sotto la divisa di gioco indossava la maglietta dello Standard Liegi, suo primo club. Fa specie però che ha abbandonato questa pratica solo nei mondiali di USA 1994, quando paradossalmente fu votato come miglior portiere della competizione.

NON SOLO NEL CALCIO

Non è solo una cosa propriamente del calcio. Uno dei casi più celebri è Rafael Nadal, che prima di ogni battuta si mette i capelli dietro le orecchie e sistema pantaloncini o mutande. Questa è la più nota, ma in realtà il tennista spagnolo è uno degli sportivi più scaramantici in assoluto e fa anche molte altre cose, come una doccia ghiacciata di 45 minuti prima di ogni partita, o il salto prima del lancio della monetina, solo per dirne alcune.

Ce ne sono di particolari anche nel basket. Infatti solo per citarne uno, Jason Kidd, leggenda dei New Jersey Nets e Dallas Mavericks, ora allenatore degli stessi texani, prima di ogni tiro libero si toccava il sedere con una mano e poi con la stessa mandava un bacio verso il canestro.

Continua a leggere

Altri Sport

Formula 1, arriva la sanzione ufficiale alla Red Bull: i dettagli

Pubblicato

:

Verstappen

La tanto attesa decisione della FIA sul caso Red Bull è arrivata e non farà felici i rivali della casa austriaca. La Federazione si è pronunciata sullo sforamento del Budget Cap da parte del team di Chris Horner, comminando una sanzione tarata sull’ammontare di tale irregolarità. Ma vediamo i dettagli.

IL TITOLO È SALVO

La violazione in termini di budget da parte della scuderia è di circa 1,7 milioni di euro, verificatasi ufficialmente per un errore degli addetti alla distribuzione delle risorse in denaro della squadra. La pena comminata dalla FIA, di conseguenza, è una multa di 7 milioni e una riduzione del 10% del tempo disponibile per fare test aerodinamici in galleria del vento.

Dunque, il titolo piloti e quello costruttori – entrambi appena conquistati – rimarranno in mano a Max Verstappen e a Christian Horner, scontentando le altre scuderie della griglia; le quali, però, potrebbero comunque trarre vantaggio dalla sanzione tecnica inflitta alla Red Bull.

Continua a leggere

Altri Sport

Il caso sul budget cap in Formula 1: cosa rischia la Red Bull?

Pubblicato

:

Verstappen

Max Verstappen è per la seconda volta campione del mondo. Il numero 1 della Red Bull con quattro gare di anticipo ha chiuso il discorso mondiale piloti. Lo ha fatto nella maniera più rocambolesca possibile, viste le decisioni arrivate a gara finita in quel di Suzuka. Infatti Charles Leclerc ,che ha concluso in seconda posizione, è stato penalizzato, chiudendo quindi la corsa dietro a Sergio Perez. Durante l’intervista Max Verstappen ha quindi scoperto. senza poi realizzare anche durante il podio. di aver vinto il suo secondo titolo.

“Vincere il Mondiale qui è incredibile. Oggi la macchina volava in ogni condizione, sono contento di aver potuto correre e di aver vinto. Questo titolo è anche più bello del 2021 per il lavoro di squadra che c’è dietro”.

Max Verstappen nel post gara di Suzuka

Quello ancora più incredibile però è stato il contesto generale della situazione. Tanta confusione. Pilota compreso che continuava a non capire. Forse anche per la tensione extra-mondiale del 2022. Si, perché i riflettori di tutta la Formula 1 sono tutti puntati su altro, quasi come se la vittoria del Mondiale del pilota olandese passasse in secondo piano. Il fatto incredibile che tutto questo collega sempre Verstappen ed un suo mondiale. Ma quello dello scorso anno. Proprio quello vinto all’ultimo giro ad Abu Dhabi a discapito di Lewis Hamilton. Perché il campionato del mondo del 2021 di Formula 1 non è ancora stato chiuso. A riaprire tutto è stato il “Budget gate“. Un caso importantissimo, che potenzialmente potrebbe influenzare tantissimo anche il Mondiale 2023. Quindi se per il momento, non ci sono essere dubbi per quello di quest’anno, dobbiamo capire e scoprire perché il titolo del 2021 è una battaglia “politica” ancora aperta.

LA DURA POSIZIONE DI MERCEDES E FERRARI

Il tutto nasce nella settimana del Gran Premio di Singapore, corso circa 2 settimane fa. Nel paddock e nel mondo della F1 iniziano a circolare voci e indiscrezioni pesantissime: due team avrebbero violato il budget cap dopo le verifiche effettuate sui bilanci del 2021. Si parla di Aston Martin in maniera lieve e, in maniera incredibile, della Red Bull. Il team austriaco inoltre avrebbe sforato il budget cap con alcuni milioni di differenza che, per gli addetti ai lavori, possono valere una stagione. A parlare in maniera forte e decisa sono stati i team principal delle due squadre più forti (politicamente parlando) con interessi riguardo al mondiale dello scorso anno, di quello presente e quelli a venire:

“Si parla di milioni di dollari, la differenza tra vincere e perdere. Noi abbiamo fiducia nella leadership e nella trasparenza della FIA, perché quello dei costi è uno dei fattori più importanti del regolamento di questa nuova Formula 1. Siamo preoccupati, il regolamento era molto chiaro. E non riguarda solo la stagione 2021, ma anche quella in corso e la 2023, visto che la macchina per la prossima stagione è già pronta”.

Toto Wolff, Team principal della Mercedes a Sky Sport

“Se uno legge il regolamento, questo budget cap ha l’obiettivo di rendere questo sport corretto. Noi per stare dentro al tetto abbiamo fatto uno sforzo incredibile, limitando sviluppi e organizzazione, prendendo del margine al primo anno. Abbiamo interagito con la FIA da sempre. C’è del ritardo e il fatto che c’è vuol dire che ci sono discussioni aperte su cui nascono speculazioni. Parlare oggi del 2021 però è un peccato, perché ha implicazioni su due mondiali. Se si parla di qualche milione, anche fossero 4, non sono pochi. Sono 70 persone in un ufficio tecnico. È un mezzo secondo. Anche rientrare nella penalità minore, non sono noccioline. Il tema è importante. Ne va della credibilità. Aspettiamo. Sarebbe un problema grosso da gestire”.

Mattia Binotto, Team principal delle Scuderia Ferrari

LA RISPOSTA RED BULL E LA FIA

“A meno che non ci sia un chiaro ritiro di queste dichiarazioni, prenderemo la cosa incredibilmente sul serio e valuteremo le opzioni a nostra disposizione. È assolutamente inaccettabile fare commenti come quelli di ieri totalmente diffamatori per la squadra, per i marchi e anche per la Formula 1. Si tratta di una comunicazione privata tra il team e la FIA. Come può una squadra conoscere i dettagli della nostra richiesta? Come può un team sapere se una squadra è in violazione o meno?”.

Christian Horner, Team principal della Red Bull

Chiaramente Horner cerca di prendere dure posizioni dopo le parole di Ferrari e Mercedes, ma lascia sfuggire un dettaglio che fa intuire che qualcosa di profondamente vero ci sia. Infatti non smentisce le voci che riguardano la Red Bull, ma indirettamente conferma che c’è un dialogo tra FIA (la federazione che controlla il mondo degli sport motoristici, lato automobilistico) ed il team, probabilmente in trattativa per trovare un compromesso in modo da non far pesare così tanto le possibili penalità. In tutto questo, la FIA e la Formula 1 comunicano che dopo queste importanti indiscrezioni (che forse non sarebbero dovute uscire così facilmente) verrà rilasciato un comunicato riguardo il caso Aston Martin e Red Bull il 5 ottobre.

Arrivati alla fatidica data, per tutto il giorno si attende un sussulto o qualche comunicato, ma verso la sera ecco che la FIA rinvia ancora una volta le questioni al 10 ottobre, quindi un giorno dopo quella che sarebbe stata la conquista del secondo titolo da parte di Verstappen. Ed è qui che ci ricolleghiamo alla confusione e alla quasi indifferenza da parte del contesto generale della Formula 1 sul concentrarsi più sul giorno dopo che alla celebrazione del Mondiale del pilota olandese, cosa che ormai era scontata anche per Leclerc.

“Il titolo di Max era solo questione di tempo. Ci aspettavamo vincesse il titolo di campione. Dobbiamo sfruttare queste ultime gare per migliorare come team e fare meglio l’anno prossimo”.

Charles Leclerc a Sky Sport nel post gara di Suzuka

IL COMUNICATO

Ecco che quindi si arriva al 10 ottobre. Questa volta nessun rinvio o particolare attesa. La Formula 1 e FIA comunicano che l’Aston Martin e la Red Bull hanno violato il regolamento per quanto riguarda il budget cap.

Tutto confermato secondo quindi le indiscrezioni dei giorni e delle settimane prima. Ma quello che è stato lasciato passare è il termine che viene utilizzato dalla stessa FIA per annunciare le penalità ancora da comunicare. Perchè, come tutto il regolamento della F1, ci sono grandi variazioni per quanto riguarda le penalità sulle violazioni al budget cap.

All’Aston Martin viene assegnata una “Procedural Breach”, mentre alla Red Bull la medesima della casa motoristica inglese con in più una “Minor Financial Overspend”. Tradotto, la Red Bull ha commesso una violazione finanziaria minore del 5% del Cost cap. A primo impatto leggendo il comunicato si pensa subito ad una penalità lieve che non avrà grosse conseguenze. Invece, a fare il punto della situazione per spiegare ancora meglio la situazione, ci ha pensato il telecronista di Sky Sport F1 Carlo Vanzini:

“La questione è più complessa del solito. In Italia leggo di penalizzazione lieve. No, Minor Bridge sta per il nome che è stato dato dal regolamento della FIA per questa penalità sotto al 5%. Questo 5% di 145 milioni sono circa 7 milioni. Non si sa quale sia la cifra precisa. In questi giorni sicuramente Red Bull ha lavorato con la federazione per dimostrare che alcune voci non erano dentro al budget cap. La Red Bull quindi è riuscita a rientrare in questa percentuale. Ma questo non significa che sia meno grave”.

PRECISAZIONI

“Parliamo di violazione di regolamento. La sanzione prevista dal regolamento è quella di una multa. Per vizio procedurale (Procedural Breach) significa che una delle voci non sono state inserite all’interno del budget cap. Come se alcune spese non siano state presentate. Il problema è che le sanzioni possono essere molteplici. Una reprimenda pubblica o una multa. Oppure l’esclusione dalle sessioni, un limite sull’utilizzo della galleria del vento o una limitazione sul budget cap in futuro”.

“Ho voluto lasciare da parte le sanzioni sulla detrazioni di punti sul campionati costruttori e quella sul campionato piloti. Guardando queste ultime posso dire che il mondiale 2021 è messo pesantemente in discussione. E tutto questo sarà importante perchè andrà a creare un precedente per i prossimi anni. I tempi per le penalità potranno essere di 3/4 settimane. Adesso possiamo dire quindi che Verstappen è campione del mondo nel 2022? Oppure dobbiamo aspettare ancora un anno come per il 2021?”.

Carlo Vanzini, report dal profilo Instagram del commentatore.

La cosa più importante, o meglio, la prima conseguenza del comunicato FIA è stata la reazione Red Bull.

Evidentemente non c’è alcuna voglia di patteggiare da parte di entrambe le parti. E chi sa che questa volta la FIA non possa arrivare fino in fondo, mettendo quindi tutto in discussione. Non ci resta che attendere l’attesissima penalità definitiva.

Continua a leggere

Altri Sport

ESCLUSIVA – Bagnulo tra padel e calcio: “Juan Lebron mi ricorda Mbappé”

Pubblicato

:

Bagnulo

ESCLUSIVA BAGNULO – La coppia di giornalisti Gianluigi Bagnulo e Dario Massara si è cimentata, per Sky Sport, alla narrazione in telecronaca del padel, uno sport che è spopolato in questi ultimi anni per giocatori amatoriali e professionisti in tutto il mondo. Dalla loro esperienza sul campo ne è nato un libro pieno di contenuti interessanti sia per i grandi conoscitori di questo sport che non, inglobando personaggi di rilievo ed ex calciatori: “Padel Mania” è questo e tanto altro. Abbiamo avuto il piacere di intervistare Gianluigi Bagnulo, giornalista per Sky Sport e attuale telecronista di padel per la nota emittente.

Cominciamo con il dire che ormai il padel si è sparso a macchia d’olio anche nel nostro paese. Quali sono stati, secondo te, i tre personaggi fondamentali per poter espandere il padel in Italia? 

“La prima persona fondamentale per l’espansione del padel è stata Luigi Carraro, presidente della Federazione Internazionale Padel. Ha lavorato con la sua squadra per rendere questo sport accessibile a tutti e soprattutto glamour: visibile dal punto di vista mediatico attraverso personaggi mediatici. Portandolo in televisione e utilizzando l’immagine di personaggi appassionati di padel che avevano un grosso seguito, ha costruito delle basi solide al pari di altri sport. A tal proposito è stato fondamentale l’incontro con il presidente del PSG, Al-Khelaifi, che raccontiamo all’interno del libro. Non voglio raccontarvi troppo: vorrei che tutti leggessero la storia sul libro. La seconda persona che cito è Fernando Belasteguin perché la sua storia è una dimostrazione incredibile di professionalità, capacità di durare nel tempo e costante promozione al padel: il suo nome è una calamita per gli occhi delle persona che porta visibilità a questo sport. La sua disponibilità ai tornei in Italia è stata decisiva per l’avvicinamento di tante persone. Più che una terza persona cito il gruppo di ex calciatori, partito da Roma e poi diffuso in tutta Italia che grazie all’enorme seguito di cui godono hanno fatto sì che la gente conoscesse il padel grazie a loro”.

Quando hai sentito, insieme a Dario il momento di dire “mettiamo tutto nero su bianco”?

La scintilla è scoppiata quando ci siamo resi conto che le domande da casa durante le telecronache erano decuplicate, insieme alla loro competenza. Abbiamo capito allora che il padel era diventato mania a tal punto da poter parlare alla gente con un libro. Uniti dal percorso in telecronaca con Dario la sensazione è stata reciproca. Abbiamo deciso, dunque, di scrivere questo libro per raccontare tutte le storie che abbiamo imparato nel corso degli anni sui giocatori, chiarire regole contorte e raccontare tutto ciò che un appassionato di padel ha piacere di leggere”.

Il pensiero a freddo di quando ti hanno detto per la prima volta che avresti fatto le telecronache di padel?

“Ci giocavo già da 5 anni. Mi sono reso conto che conoscevo lo sport ma non avevo ancora il vocabolario per raccontarlo. A differenza del calcio, dove parto con una base molto solida costruita negli anni prima da appassionato, poi da giornalista per Sky Sport, avrei dovuto rimettermi sui libri: rimettermi a studiare. Così è stato perché dovevo conoscere al meglio i giocatori e le dinamiche per poi raccontarle alla gente, anche se tanto è stato imparato sul campo. Tanti termini li abbiamo imparati dalle nostre seconde voci e opinionisti che da anni erano in questo mondo: da Gustavo Spector a Saverio Palmieri, passando poi per Niccolò Cotto, Emiliano Siciliani, Mauricio Lopez Algarra e tanti altri. Ogni telecronaca aggiungeva conoscenza per diventare più credibile su questo sport”.

Siete riusciti a raccogliere i maggiori esponenti del padel italiano ed ex calciatori nel libro, insieme al “Goat” Belasteguin: il vostro libro è interessante sia per il neofita che per il più grande appassionato. Era il pieno obiettivo? Quali erano le aspettative?

“L’obiettivo era arrivare a tutti. Cercare di parlare a qualsiasi fascia di “padelisti” presenti in Italia. Dal giocatore più appassionato, chi gioca ma voleva sapere di più, fino a chi lo pratica sporadicamente o lo segue quando capita. Nel corso di questo mese di pubblicazione abbiamo ricevuto feedback positivi da tutte queste fasce. C’è chi ha potuto approfondire la conoscenza dei personaggi che aveva visto giocare ma di cui non sapeva la storia, chi ha trovato l’ironia dei “10 padelisti tipici” e chi, ancora, ha risolto ogni dubbio sul regolamento”. 

Sky Sport è stata l’emittente precursore di questo sport: sentite di prendervi anche voi il merito?

Lasciamo che lo dica Belasteguin. Nella prefazione che ha scritto per il nostro libro, per cui lo ringrazierò sempre, ha citato direttamente Sky Sport come televisione che ha contribuito alla crescita del padel in Italia acquisendo i diritti per prima, aiutandone la diffusione. Ci siamo mossi in anticipo, siamo contenti dei risultati e di aver preso parte alla crescita di questo sport”

La gente cresce con il padel e viceversa. Dove pensi si possa arrivare in futuro e perché non è la solita moda del momento? 

Non è una moda perché implicherebbe che duri poco e poi passi. Il padel, invece, è in costante espansione: ogni giorno c’è più gente che ci gioca, ci investe e lo guarda. Penso che siamo solamente all’inizio di questo processo, il margine di crescita è infinito: continueranno ad aprire i campi e ci appassionerà ancora di più quando avremmo giocatori italiani pronti a competere contro i migliori al mondo”.

Uscendo un attimo dai riflettori: quale giocatore pensi che salirà sul tetto del mondo?

Questo è stato l’anno della consacrazione di Coello: è finito il tempo di chiamarlo “Arturito”, adesso è diventato Arturo. È stato l’anno in cui ha dimostrato che è pronto a prendersi il numero 1 del ranking nei prossimi anni. Tra i giovani ragazzi a me piacciono Miguel Yanguas, sulla stessa strada di Lebron, che è un giocatore di destra che vale come uno di sinistra può giocare sia a destra che a sinistra e dotato di una delle più belle volee di rovescio nel circuito. Inserisco anche Javier Garrido, che può contare su una prepotenza fisica e smash da paura”.

Siccome prima abbiamo citato dal libro i “10 padelisti tipo”, in quale categoria ti metteresti?

Sono un umile giocatore di destra, che ha imparato a giocare bene con la parete avendo poca mano. Tra i profili elencati nel libro sono sicuramente il “rosicone” che se perde la prende male ma allo stesso tempo è consapevole dei suoi limiti” 

Sbilanciamoci sui confronti: potresti paragonare giocatori come Lebron, Belasteguin, Tapia a tre stelle del calcio mondiali?

Juan Lebron mi ricorda Mbappé. Talento puro, mezzi atletici devastanti e quel pizzico di egoismo che lo rende non facilmente simpatico ai suoi compagni di squadra. “Bela”, invece, è stato accostato erroneamente a Messi poiché entrambi argentini. C’è una grossa differenza tra i due: Messi è un talento naturale mentre Belasteguin è un conoscitore supremo del gioco molto più di un talento naturale. Con questa premessa lo paragono a Xavi: una leggenda che anche in tarda età riesce a rimanere al livello con gli altri.. Infine, per Tapia, ho scelto Dybala, ovvero un altro argentino, perché come tutti i talenti puri può risultare incostante, ma quando è nella giornata giusta ti regala dei gesti tecnici che non vedi da nessun altro”.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

I nostri approfondimenti

Giovani per il futuro

Esclusive

Fantacalcio

Serie A

Trending

Scarica L'App

Copyright © 2022 | Testata giornalistica n.63 registrata presso il Tribunale di Milano il 7 Febbraio 2017 | numero-diez.com | Applicazione e testata gestita da Número Diez SRL 12106070969