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I cinque gol più belli della Supercoppa Italiana dal 2010 ad oggi

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Domenica, alle 17:45, si terrà una delle sfide più importanti dell’intera stagione calcistica italiana. Juventus e Lazio si contenderanno la vittoria della Supercoppa Italiana, primo trofeo dell’anno. Un dualismo che in tale competizione si è già ripetuto in due recenti edizioni (2015 e 2017) con una vittoria per parte. La sfida di domenica sarà decisamente molto intrigante, anche perché la Vecchia Signora si vorrà vendicare dell’umiliazione subita in campionato per 3-1 proprio contro la squadra laziale. Un match dunque da non perdere e per approcciare alla partita nel migliore dei modi, noi della redazione abbiamo scelto cinque imperdibili gol degli ultimi dieci anni, siglati proprio in Supercoppa.

5) ALESSANDRO MURGIA, JUVENTUS-LAZIO 2-3, 2017

Partita molto divertente la finale del 2017 fra, guarda caso, Juventus e Lazio. La squadra di Simone Inzaghi parte molto meglio, mostrando una predominanza territoriale netta. Non casualmente al 32′ Ciro Immobile sblocca il risultato su calcio di rigore. Dopo il vantaggio, la Lazio continua ad attaccare a testa bassa. La Juventus è in totale appannamento e anche dopo la ripresa il monologo non cambia, tanto che Immobile raddoppia al 54′. Pare oramai tutto scritto, ma con una Juventus stellare mai niente è facilmente conseguito. La squadra bianconera dal 70′ circa inizia ad alzare il suo raggio di azione, portandosi ripetutamente in fase offensiva. Dybala accorcia le distanza all’85’ con una punizione magistrale (che rivedremo successivamente). Incredibilmente, al 91′, la Juventus si procura un calcio di rigore che proprio il talento argentino va a battere, spiazzando completamente Strakosha. Oramai bisogna resistere, mantenere il pareggio e andare poi negli spogliatoi pronti per il supplementare. Tuttavia Jordan Lukaku decide di fare una grande sgaloppata sulla fascia, saltando completamente Mattia De Sciglio. Crossa basso centrale e sul pallone si avventa Alessandro Murgia che altro non può fare se non ribadirla in rete. Un gol esteticamente non eccelso, ma che per importanza è incredibilmente singolare.

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4) CARLOS TÉVEZ, JUVENTUS-NAPOLI 2-2 (5-6 DCR), 2014

Nel 2014 la compagine bianconera era una vera e propria armata, con un centrocampo fra i più forti di tutta la sua storia e una difesa ancora piuttosto solida. Una stagione particolare quella per la squadra torinese, in quanto dopo tre meravigliosi anni di successi, la dirigenza aveva deciso per l’esonero di Antonio Conte. A subentrargli ci aveva pensato Massimiliano Allegri, tecnico ampiamente criticato da parte dei tifosi juventini. L’incontro inizia subito bene per la Juventus, con Tévez che al 5′ sblocca subito le marcature. La Juventus tuttavia non ottiene un controllo del gioco totale ed anzi soffre contro il tridente offensivo avversario. Higuaín soprattutto rappresenta la maggior preoccupazione per la retroguardia torinese che fatica a contenere la fisicità dell’argentino. Proprio dopo la ripresa, al 68′ Gonzalo la pareggia con una conclusione di forza. Si va dunque ai tempi supplementari. La Juve spinge maggiormente in questo frangente e riesce a trovare il 2-1 grazie ad una superba azione di classe sempre del suo numero 10: Carlos Tévez. Leggero velo a disorientare Koulibaly e conclusione a incrociare, dove il portiere non può arrivare. Al 118′ però Higuaín riuscirà a trovare la via del pari e ai calci di rigore il Napoli porterà a casa il trofeo.

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3) KWADWO ASAMOAH, JUVENTUS-NAPOLI 4-2, 2012

Il 2012 per la Juventus è senza dubbio un anno di consolidamento del proprio primato, dopo la vittoria del primo scudetto targato Antonio Conte. Proprio il mister pugliese aveva chiesto alla società di intervenire in fase di mercato e l’acquisto più oneroso, pari a 18 milioni, era stato proprio Asamoah, dall’Udinese. Esterno tutta fascia estremamente funzionale per il 3-5-2 dell’ex tecnico della nazionale azzurra. La partita nasconde per la Juve molte più insidie di quanto si possa pensare dal risultato. Cavani porta infatti in vantaggio la formazione partenopea ma, successivamente, proprio Asamoah risponde in modo pazzesco. Cross a cambiare gioco, Kwadwo si avventa sul pallone e in terzo tempo, al volo, realizza una conclusione magistrale che batte un comunque colpevole De Sanctis. La Juve però soffre e poco prima dell’intervallo subisce il 2-1 targato Goran Pandev. Nella ripresa, la formazione bianconera assume molta più fiducia, anche se Cavani continua ad essere una costante spina nel fianco. Nonostante ciò la società degli Agnelli trova il pareggio su calcio di rigore di Arturo Vidal. Ai supplementari, l’autogol di Maggio e la rete di Vučinić consegneranno il titolo a Madama. 

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2) WESLEY SNEIJDER, MILAN-INTER 2-1, 2011

Un Milan fresco vincitore del campionato si trovava a disputare un trofeo proprio contro la sua acerrima rivale. L’Inter, pur in una stagione ampiamente negativa, era comunque riuscita con l’avvicendamento in panchina di Benítez e Leonardo a conquistare un secondo posto, i quarti di finale di Champions League, ma, soprattutto, la vittoria della Coppa Italia. Due squadre dunque estremamente performanti, ma che avevano ampie risposte comunque da dare. L’Inter parte decisamente molto meglio e sblocca il risultato al 22′ grazie ad una magistrale punizione di Sneijder. Da posizione defilata, il talento olandese decide di calciare la palla all’incrocio del primo palo, dove un incolpevole Christian Abbiati non può oggettivamente arrivare. Una magia balistica forse unica nel proprio genere, che però poco servirà alla squadra interista. Con il passare del tempo, il Milan di Max Allegri ottiene sempre più campo e al 66′ Zlatan Ibrahimović riacciuffa il pareggio. Dopo neanche dieci minuti, tuttavia, il Milan sigla il 2-1 definitivo, con una bella rete di Kevin-Prince Boateng.

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1) PAULO DYBALA, JUVENTUS-LAZIO 2-3, 2017

Come affermato precedentemente, sulla meravigliosa punizione di Paulo Dybala nella finale dell’edizione del 2017 ci saremmo senza dubbio tornati. Senza snocciolare il riassunto del match, il calcio da fermo siglato da Paulo ha avuto un’importanza specifica netta. La Juventus proveniva infatti dalla celeberrima sconfitta di Cardiff, che ancora tanto bruciava nei cuori bianconeri. Una sconfitta dalla quale il ciclo Allegri probabilmente non è riuscito a risollevarsi mai, finendo per stagnare in una mediocrità dilagante. Vincere con la Lazio significava dare una grande dimostrazione di forza, ma non solo a livello mediatico. I giocatori erano infatti parecchio scioccati dal risultato della finale e una ripresa era doverosa. Tuttavia, la squadra sembra impalpabile e subisce subito due reti in maniera fredda, distaccata. Servirà la freschezza di un Douglas Costa subentrante per dare nuova linfa alla squadra. Con la punizione siglata, Dybala aveva scacciato momentaneamente qualche demone, comunque riapparso a distanza di circa dieci minuti.

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(Fonte immagine copertina: profilo IG @lalaziosiamonoi)

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Flash News

Verso Turris-Avellino: Rastelli recupera Aya

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Turris Avellino

In casa Avellino, continua la preparazione verso il match contro la Turris in programma domenica alle 17:30. Gli irpini, dopo il pareggio casalingo contro la Juve Stabia, sono obbligati a vincere per sperare ancora nei playoff.

Il tecnico Massimo Rastelli però, dovrà ancora far fronte alla situazione infortunati. Aya ha recuperato definitivamente ed è tornato ad allenarsi in gruppo ma è l’unica nota positiva. Dall’Oglio e Di Gaudio infatti, stanno ancora smaltendo i fastidi lavorando a parte. Così come Ricciardi e Micovschi, che stanno continuando il programma di recupero prima del reintegro.

L’Avellino ha disperato bisogno di trovare punti lontano dal Partenio Lombardi. Il rendimento esterno, sino ad ora, è stato disastroso. Soltanto 4 punti conquistati in 8 uscite, frutto del pareggio contro il Foggia e della vittoria di Francavilla, alla prima in panchina di Rastelli.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram Us Avellino

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ESCLUSIVA – Luca Toselli sulla Juve: “Giusto confermare Allegri”

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Juventus

La Juventus sta attraversando uno dei periodi di maggior difficoltà della sua storia. Risultati che faticano ad arrivare e dimissioni improvvise di tutto il C.D.A., situazioni che non fanno passare nottate tranquille ai tifosi bianconeri. In esclusiva per Numero Diez la voce di Luca Toselli, influencer grande esperto e tifoso della Vecchia Signora seguito da centinaia di migliaia di persone sui propri account social. Di seguito l’intervista.

L’ERA ANDREA AGNELLI

Nove Scudetti, cinque Supercoppe Italiane e cinque Coppe Italia, questi i successi della Juventus nei dodici anni di gestione Andrea Agnelli. Quali parole ti senti di rivolgere nei confronti dell’operato dell’ormai ex presidente?

“Un ringraziamento per gli anni che ci sono stati di vittorie e successi nonostante gli ultimi non siano andati bene. Probabilmente la presidenza di Andrea Agnelli era ormai giunta al termine. Il fatto che si sia arrivati alla divisione per altre cause è un dispiacere ma probabilmente ci stava dopo dodici anni un cambio in cima alla piramide della Juventus”.

LE PREOCCUPAZIONI DEL MOMENTO

Da tifoso che sente la maglia bianconera come una seconda pelle, quali sensazioni stai provando in questo periodo così delicato?

“Confusione e sorpresa. Non mi spaventa il fatto di avere un presidente, bensì la dinamica e le tempistiche nel quale è avvenuto questo cambiamento. Vista dalla nostra prospettiva viviamo questo avvenimento in modo confusionario e, come un qualcosa in continua evoluzione”.

LE POSSIBILI NUOVE FIGURE DIRIGENZIALI

Prima Del Piero poi Trezeguet: due leggende del club che si sono proposte di tornare per aiutare la loro vecchia squadra. Pensi che potrebbero contribuire alla rinascita del club?

“Vedo molto più adatto Del Piero a livello dirigenziale, Trezeguet penso sia maggiormente un uomo da campo. È ovvio che due figure del genere che nel momento più buio della storia bianconera hanno deciso di scendere all’inferno con la Vecchia Signora è un qualcosa che non può fare altro che piacere”.

IL RUOLO DI MASSIMILIANO ALLEGRI

L’unico mai messo in discussione in questi giorni così intensi è stato Massimiliano Allegri. Si è parlato di possibili dimissioni non accettate, condividi la scelta di tenere il tecnico o avresti optato per un altro profilo?

“Riguardo Allegri penso sia un discorso in continua evoluzione. In caso di dimissioni di Agnelli per un nuovo progetto tecnico avrei capito un immediato cambio in panchina ma, in questa situazione di confusione, cambiare anche l’allenatore sarebbe stato un problema per i giocatori. Allegri dovrà tenere il ruolo di collante in questo momento così delicato”.

LA POSSIBILE REAZIONE IN CAMPO DELLA SQUADRA

In conclusione, come credi possa reagire la squadra sul lato sportivo al rientro dalla sosta? Riusciranno i ragazzi a gestire il peso di giocare in queste condizioni?

“Questa è la mia più grande paura. Sicuramente il momento non è felice e, qualcuno, potrebbe avere delle preoccupazioni a livello di campo. Sappiamo tutti benissimo che all’interno del rettangolo verde di gioco la testa conta tanto e, tutta questa situazione extra-campo, potrebbe provocare dei malumori”.

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Calcio Internazionale

Barcellona, interesse per Onana: le ultime

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Onana

Il Barcellona, nonostante i problemi riguardo alla liquidità, agirà sul mercato di gennaio: sono infatti tanti i nomi di Inter e Milan e che piacciono al club blaugrana.

BARCELLONA-MILANO: ASSE CALDO

Al Barcellona piacciono tanti nomi dell’Inter: si comincia da Lautaro e Skriniar concludendo con Brozovic. Ma non si ferma qui, infatti passando all’altra parte di Milano piacciono molto sia Rafael Leao, che Bennacer.

Secondo Tuttosport, però, l’obiettivo principale del Barcellona per gennaio è un portiere che faccia da vice a Ter Stegen: tutti gli indizi portano ad Onana. L’ex Ajax è un obiettivo concreto dei blaugrana, che stanno preparando un piano per sferrare l’attacco finale a gennaio.

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Calcio Internazionale

Tata Martino non è più il CT del Messico: le ultime

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Messico

Nonostante la vittoria del Messico ieri sera, ormai l’esperienza di Gerardo Martino sulla panchina della Nazionale Messicana sta per volgere al termine. Decisiva sembra essere stata infatti la non qualificazione agli ottavi di fiamme dei Mondiali in Qatar.

MESSICO-TATA MARTINO: È FINITA

Lo ha confermato lo stesso Tata Martino ieri sera dopo la partita con l’Arabia Saudita:

Dovrò trovarmi un altro futuro, la mia esperienza sulla panchina del Messico è terminata quando l’arbitro ha fatto il triplice fischio. Il mio contratto con la Nazionale termina qua”.

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