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Cinque salvezze impossibili della nostra Serie A

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Il punto strappato al Napoli dal nuovo Chievo di Mimmo Di Carlo al San Paolo ha ridato fiducia ad una squadra che ne aveva persa dopo l’avventura di Giampiero Ventura sulla panchina clivense.

Quello che fino a una settimana fa sembrava niente meno che un miracolo sportivo oggi pare una pista percorribile.

Ma quali sono i precedenti “Chievo Verona” che hanno fatto il miracolo mettendo in piedi delle rimonte impossibili e raggiungendo salvezze ai limiti della fantasia?

5 . IL SASSUOLO di DI FRANCESCO

Ad oggi pensare al Sassuolo come squadra-cuscinetto fa un po’ ridere. Grazie al gran lavoro di Squinzi dietro le quinte, i neroverdi in pochissimi anni si sono confermati come capisaldi del campionato italiano. Ma non è stato subito rose e fiori.

Il Sassuolo era una squadra che non si era mai affacciata in serie A prima del 2013. Il debutto in massima serie con mister Di Francesco non è dei migliori: nelle prime quattro partite totalizza zero punti e tante figuracce. Ne prende quattro dal Livorno e ben sette dall’Inter. Gli emiliani non portano alcuna vittoria a casa fino al 20 ottobre. Un lasso di tempo lunghissimo.
Per tutto il girone d’andata il Sassuolo resta inviaschiato nella lotta per non retrocedere. Qualche risultato divertente arriva: Eusebio ne rifila quattro a Milan e Samp, blocca la Roma reduce da dieci vittorie consecutive e pareggia contro il Napoli alla quarta di campionato.
Nonostante ciò la squadra non se la passa bene: dopo diciannove partite sono solo 17 i punti raccolti. Alla ventunesima Squinzi solleva il coach dall’incarico, chiamando in panchina Malesani. Il “Mollo” non convince e i neroverdi, con lui in panchina, perdono quattro partite su cinque, pareggiandone appena una.

Il presidente è costretto a richiamare il tecnico abruzzese, il quale ha cinque gare a disposizione per salvare la formazione emiliana. Vince subito a Verona con il Chievo, poi una sconfitta contro la Juventus campione d’Italia. Alla terzultima giornata a Firenze il Sassuolo vince 3-4 con la Tripletta di Berardi.
Sette gironi dopo segna quattro gol anche al Genoa: ci pensa Floro Flores. È salvezza con un turno d’anticipo; retrocede in serie B il Catania nonostante le vittorie nelle ultime tre gare contro la Roma (4-1), il Bologna (2-1) e l’Atalanta (2-1).

4. IL PARMA DI RANIERI E PEPITO

Quando si pensa a Claudio Ranieri e al miracolo calcistico viene sempre in mente Leicester. È sistematico.
Prendendo una squadra piccolissima il tecnico romano arrivò a vincere la Premier.

Anche a Parma, però, con Ranieri in panchina si è vinto un piccolo scudetto chiamato salvezza: correva infatti la stagione 2006-2007 e le vicende di Calciopoli avevano appena rivoluzionato il campionato italiano.
Il Parma non è penalizzato in alcun modo, ma la formazione è più che modesta.

In porta c’è De Lucia. In difesa Ferdinand Coly, Massimo Paci, Contini, Castellini. A centrocampo Vincenzo Grella, Ciaramitaro, Pisanu e Domenico Morfeo. Davanti Gasbarroni e Budan: ci sono tantissime compagini molto più forti.
Sulla panchina dei crociati è seduto Stefano Pioli.

Non inizia bene il campionato e i gialloblù nelle prime sei partite portano a casa appena un punto. Alla fine del girone d’andata sono solamente 12 i punti all’attivo della formazione emiliana.

Ma poi all’improvviso arriva Claudio Ranieri. Non chiede molto in fase di mercato il tecnico romano: Parravicini sulla mediana e Pepito Rossi in avanti. Rispolvera Luca Bucci e a centrocampo offre una chance a Daniele Dessena. Il girone di ritorno del Parma sarà un trionfo.

Ranieri batte Fiorentina, Siena, Livorno, Palermo, Cagliari, Messina e per ultimo l’Empoli con le reti di Muslimovic, Budan e Gasbarroni.
Nell’annata in cui Fiorentina e Reggina compieranno due miracoli irripetibili, il Parma di Claudio Ranieri e di Pepito Rossi chiude a +3 dalla zona retrocessione, totalizzando la bellezza di 30 punti solo nelle seconde 19 partite.

3. IL CROTONE DI NICOLA

Il Crotone di Nicola è il miracolo che meno ci sorprende perché accaduto più recentemente: si sa che più passa il tempo e più un’impresa eroica prende importanza e viene raccontata maggiormente.
Assicuriamo che fra una decina d’anni saranno in molti a narrare le gesta di questa piccola grande dimensione calabrese.

Il Crotone che disputa il campionato di Serie A nella stagione 2016-2017 è visto come una squadra con pochissime possibilità di salvezza.
È un campionato dove quasi tutti corrono: per tutta la stagione la linea della salvezza viene tracciata dall’Empoli di Martusciello.
I toscani vanno avanti di “0-0” brutti da vedere ma efficaci per allungare su Palermo e Crotone – che di punti non ne fanno mai.
Poi c’è la svolta: il Palermo crolla definitivamente e retrocede con qualche giornata d’anticipo. Quello dei siciliani in Serie B è un ritorno tragico.

La squadra di Nicola, però, dopo sette partite senza vittoria, trova i tre punti a Verona contro il Chievo. Sembrano cambiati i rossoblú: sconfiggono l’Inter per 2-1, poi pareggiano a Torino con i granata e vincono a Marassi per 1-2 sulla Samp. Nel frattempo gli uomini di Martusciello sentono il fiato sul collo e iniziano a correre. In altri quattro match i ragazzi di Nicola collezionano ulteriori 7 punti, giocando contro Pescara, Juventus, Udinese e Milan. L’Empoli solamente tre.

Il presidente dell’Empoli non se la sente di cacciare Martusciello: si arriva all’ultima giornata con un clima surreale. Il Crotone ospita la Lazio, che arriva da un campionato sublime e che è costretta a vincere per non perdere il quarto posto. L’Empoli si presenta sul campo del retrocesso Palermo. Per permettere ai calabresi di salvarsi c’è bisogno della vittoria dei rossoblú e della sconfitta dei toscani: impossibile a dirsi.

In Calabria succede di tutto: Nalini e Falcinelli in venti minuti portano i padroni di casa sul 2-0, ma subito accorcia le distanze Immobile dal dischetto. Poi Bastos si fa cacciare anzitempo e ancora Nalini chiude la pratica.

Fino a quindici minuti dalla fine il Crotone è ancora in Serie B, poi Nestorovski e Bruno Henrique salutano la Serie A con gloria. A quindici minuti dalla fine cambia tutto. Martusciello retrocede. Il Crotone di Nicola è salvo con 34 punti dopo averne fatti 20 nelle ultime nove.

2.  IL CHIEVO DEI MIRACOLI

Chievo è una piccola frazione di Verona che, quando raggiunge la promozione in Serie A, lascia basita l’intera penisola.
Il loro soprannome? I Mussi volanti. I tifosi dell’Hellas Verona lo dicevano sempre: il Chievo verrà in Serie A solamente quando i Mussi voleranno. Ed è così che nella stagione 2001- 2002 i gialloblù ottengono davvero la promozione in massima categoria.

È una squadra folle, con Lupatelli in porta con la 10 sulle spalle. In difesa ci sono Moro, D’angelo, D’anna e Lanna. In mezzo al campo Luciano, Perrotta, Corini e Manfredini. Davanti i due bomber sono Bernardo Corradi e Massimo Marazzina.
L’attenzione mediatica è tutta sulla squadra di Verona: non è normale che una piccola frazione ottenga l’accesso nel massimo campionato italiano e che al debutto nella serie maggiore riesca a vincere allo stadio Artemio Franchi di Firenze per 0-2 contro i campioni in carica della Coppa Italia.

I veronesi non si fermano e nelle prime cinque gare perdono solamente contro la Juventus, trovando la bellezza di quattro vittorie contro Udinese, Piacenza e Bologna oltre che i toscani.
Dopo un pari al Rigamonti di Brescia per 2-2, gli uomini di Delneri prima sconfiggono il Parma di misura con la rete di Corradi e poi rifilano tre gol al Torino.
È pazzesco: il Chievo si sta giocando lo scudetto. Solo a dicembre contro il Milan, il Chievo tirerà dietro il piede rinunciando ad un primo posto che sarebbe stato clamoroso. Sarà la Roma, campione d’Italia in carica, a vincere il titolo d’inverno per un punto.

Una squadra data per spacciata, ma che partita dopo partita si rivelerà la vera sorpresa della serie A.
L’intero ambiente sarà scosso però, dalla morte di Jason Mayele, nazionale congolese, che dopo aver totalizzato 10 presenze in maglia gialloblù in quell’annata, perse la vita in un incidente stradale a soli 26 anni.

Da lì in poi gli uomini di Del Neri andranno a calare partita dopo partita: quel Chievo concluse con un quinto posto miracoloso e a -1 dal piazzamento in Champions League. Ancora oggi quella fantastica cavalcata è ricordata come uno dei più inaspettati miracoli sportivi del nuovo millennio.

1. LA REGGINA DI MAZZARRI

Il campionato 2006-07 è quanto di più surreale possa esistere in un torneo di calcio. Di venti squadre, cinque partono con un segno meno in classifica. La squadra alla quale viene data la seconda penalizzazione più pesante è un piccolo team calabrese con i colori amaranto: la Reggina. Nelle ultime stagioni i calabresi si erano imposti come squadra da salvezza-miracolosa. Ogni anno riuscivano a tirare fuori il coniglio dal cilindro e salvare la categoria in extremis.

La Corte Federale però infligge alla squadra calabrese la bellezza di 11 punti di penalizzazione. Un’infinità.

Tutti questi fattori, sommati ad una squadra normalmente mediocre, traducono la Serie A post-calciopoli in un campionato dove solo due andranno in serie B. Due più la Reggina.
I calabresi partono perdendo 4-3 a Palermo, poi vincono per 2-1 contro il Cagliari e ricascano a Messina per 2-0 (quando il Sud in Serie A era di imponente presenza).

Quella squadra, coordinata in panchina da Mazzarri, giocava con Ivan Pellizzoli fra i pali. Difesa composta da Lanzaro, Lucarelli Alessandro, Aronica e Mesto in difesa. Missiroli, Amerini, Tedesco e Cesar Leon a centrocampo, a sostegno del duo d’attacco Bianchi-Amoruso.
Alla fine del girone d’andata gli amaranto hanno collezionato 23 punti. Ottimi, ma con la penalizzazione si traducono in 12 effettivi.

Al ritorno gli uomini di Mazzarri partono a mille: al Granillo fanno subito un punto contro il Palermo, poi la doppietta di Vigiani regala la vittoria a Cagliari. Sbolognatosi del Messina per 3-1, vanno a vincere anche all’Olimpico di Torino per 1-2 e centrano un punto in casa contro l’Atalanta. Veri mattatori i due centravanti Bianchi-Amoruso che non si risparmiano mai.

Fra febbraio e marzo rischia di mettersi male: gli amaranto collezionano solo due punti in tre partite, buttando per due volte la vittoria contro la Fiorentina – 1-1, Mutu su rigore al 87’ – e il Parma – 2-2 Giuseppe Rossi su rigore al 97esimo.
Sarà, però, come nelle favole, con il sacrificio di sempre, che la Reggina centrerà l’insperata salvezza: in sette incontri totalizzerà sei pareggi e una vittoria, dimostrando carattere e forza di volontà.

A quattro giornate dalla fine Ascoli e Messina tornano matematicamente in cadetteria, il Chievo si trova a 32 punti in zona retrocessione, con il Torino a 33 appena sopra la linea rossa e Cagliari, Siena, Reggina e Catania tutte a 34.
Le ultime gare sono una girandola di emozioni: la linea che divide permanenza e retrocessione è un hotel con porte girevoli.
La Reggina pareggia con la Samp, il Siena perde ma il Toro trova i tre punti.
Tre dalla fine e adesso c’è il Siena terzultimo.

La giornata dopo la squadra di Beretta vince con l’Empoli e raggiunge quota 37. Chievo e Reggina al Granillo pareggiano e, a braccetto, si accomodano entrambe in zona retrocessione. Entrambe a 36.

Alla penultima, però, si mette male: il Chievo batte l’Ascoli e dopo mezz’ora l’Empoli va avanti per 3-0 contro la Reggina. È finita. È Serie B. Anzi no. Al 52’ Vigiani la riapre. Al 56’ Amoroso riaccende le speranze ma a cinque minuti dalla fine, proprio in quel lasso di tempo in cui molti punti sono rimasti per strada, Nicola fa 3-3. Tre a tre. 
Ultima giornata: c’è Catania-Chievo. Chi perde rischia di andare giù. Il Siena, obbligato a vincere, ospita la Lazio.

La Reggina, invece, i campioni d’Europa del Milan. L’ultimo capitolo è pazzesco: il Chievo perde con il Catania. La Reggina batte 2-0 il Milan. È una vittoria storica.

I calabresi chiudono a 40 punti – 51 reali. La classifica finale è questa.

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L’agente di Igor sul futuro: “A Firenze è felice ma non si può mai sapere”

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Fiorentina Igor

Igor, difensore brasiliano fedelissimo di Vincenzo Italiano, sta entrando nel periodo della sua maturità calcistica. Nella giornata odierna, Marcelo Mascagni, agente del difensore della Fiorentina, ha parlato a Spaceviola. Di seguito le parole dell’intervista.

Sullo stato emotivo del giocatore: “Igor è molto felice a Firenze. Rispetto alla SPAL, quella della Fiorentina è una maglia più pesante. Lui si sente a casa.”

Su un possibile interessamento della Juventus: “Sono onesto, non c’è niente. Nessuno della Juventus ha parlato con noi. Lo leggo in giro, ma non c’è niente di vero. Lui è felice a Firenze, ma nel calcio non si può mai sapere”.

Sul sogno della nazionale brasiliana: “È sempre un sogno. Per lui l’idea è quella di trovare spazio per essere nel gruppo del Brasile“.

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Calcio Internazionale

Il Messico saluta i Mondiali dopo i gironi: non accadeva dal 1978

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Messico

Negli ultimi decenni si era diffusa la convinzione che la Nazionale del Messico fosse perseguitata dalla cosiddetta “maldiciòn del quinto partido“, ossia “la maledizione della quinta partita”, che, ai Mondiali, coincide con i quarti di finale, e che il Tricolor non raggiunge dal lontano 1986.

Dopo la mancata qualificazione a Italia ’90, dunque, ebbe inizio per il Messico una lunga serie di eliminazioni agli ottavi di finale, protrattesi per ben 7 edizioni del torneo: la serie è partita da Usa ’94 ed è terminata a Russia 2018. La vittoria di stasera contro l’Arabia Saudita, la prima per la squadra del Tata MartinoQatar 2022, non ha tuttavia evitato la precoce eliminazione ai gironi di Ochoa e compagni. Nonostante avessero gli stessi punti della Polonia, i messicani non hanno potuto prolungare la propria avventura in Qatar in virtù della differenza reti inferiore a quella dei biancorosssi.

Se consideriamo che ai Mondiali del 1982 il Messico non si è qualificato, l’ultima eliminazione in cui gli Aztecas non hanno superato i gironi di un Mondiale risaliva a più di quarant’anni or sono: parliamo dei Mondiali del 1978 in Argentina.

 

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Calcio Internazionale

Argentina, Messi: “L’errore dal dischetto ci ha sbloccato”

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Argentina, Messi parla al termine della partita contro la Polonia

Un’altra grande vittoria per l’Argentina e per il suo totem Leo Messi, la cui prestazione è stata però macchiata dal calcio di rigore, neutralizzatogli da Szczesny. Questo episodio ha fortificato, però, i ragazzi dell’albiceleste, i quali hanno incanalato la partita nella maniera migliore. Queste sono le sue parole: “Paradossalmente dopo il rigore sbagliato abbiamo acquisito ancora più forza, siamo stati bravi a sbloccare la partita e a incanalarla nella direzione che volevamo. Ora pensiamo all’Australia, con cui sarà senza dubbio durissima, anche se l’importante era fare quest’altro passo.

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Flash News

Preoccupano le condizioni di Di Maria: indurimento del quadricipite per lui

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Preoccupano le condizioni fisiche di Angel Di Maria.

El Fideo è uscito anzitempo dal terreno di gioco per problema al quadricipite. Il ct della Selección, Scaloni ha espresso a fine partita tutta la sua preoccupazione per quanto accaduto: “Il giocatore non è uscito per scelta tecnica bensì per un indurimento del quadricipite, le sue condizioni sono da valutare“.

È in dubbio, dunque, la presenza di Di Maria per i prossimi impegni dell’Argentina, che spera di poter prolungare il proprio percorso mondiale oltre gli ottavi di finale contro l’Australia.

 

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