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Cittadella - Hellas Verona, la Serie A ad un passo

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Cittadella – Hellas Verona, la Serie A ad un passo

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Un sogno, una speranza, una realtà. Questo può diventare per il Cittadella l’ottenimento della promozione in Serie A. Cittadella che nel match di ieri sera è riuscito a battere con il risultato di 2-0 l’Hellas Verona di mister Aglietti, aggiudicandosi l’andata della finale playoff. Un match caparbio per i ragazzi di Venturato, che pur soffrendo la spinta avversaria mai hanno rinunciato ad una creazione di gioco. Adesso il piccolo centro urbano in provincia di Padova, a ragion veduta, inizia a sognare. Sarebbe infatti una promozione storica per il club, che solamente 4 stagioni fa si ritrovava a disputare il campionato di Lega Pro.

Una stagione, quella delle due squadre, leggermente discontinua sul piano dei risultati. Soprattutto dalla compagine veronese ci si attendeva un rendimento di certo maggiore. Nonostante ciò di ufficiale, ora come ora, c’è gran poco e qualsiasi pronostico potrebbe ancora essere ribaltato.

IL PRIMO TEMPO

I primi 15 minuti della partita vedono un Cittadella in perfetto dominio del match. La squadra di Venturato chiude ogni linea di passaggio ai veronesi e al minuto numero 6 trovano il gol del vantaggio sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Rete realizzata da Davide Diaw, abile nello smarcarsi perfettamente al centro dell’area.

Tuttavia, in seguito al gol subito, il Verona inizia a prendere campo, obbligato a rimontare la momentanea situazione di svantaggio. Al 10′ è Laribi che con tiro da fuori colpisce un clamoroso palo a Paleari battuto. Il Verona effettua un ottimo pressing e grazie ad un sistema difensivo basato su marcature preventive non concede una costruzione di gioco fluida al Cittadella. L’Hellas, inoltre, cerca di apportare un gioco stilisticamente assai intrigante, con un giro palla sempre rasoterra, destinato a confluire nelle zone laterali dal campo. Sfortunatamente per la squadra di Verona, tutti i traversoni destinati al centro dell’area vengono spazzati dalla difesa avversaria, sempre attenta ad ogni intervento. Aglietti giustificherà ciò a fine partita sostenendo una mancanza negli inserimenti da parte delle mezzali ed una non chiusura sul secondo palo da parte dell’esterno collocato sul lato debole del campo.

NESSUNA DIFFERENZA NELLA RIPRESA

Nella ripresa il canovaccio della partita non cambia. Al 54′ Paleari deve superarsi su un colpo di testa di Santiago Colombatto. Colombatto che successivamente verrà ammonito, salterà quindi il match di ritorno, in quanto diffidato. Al minuto 78′ il portiere del Cittadella compie un’ulteriore ottimo intervento su un inserimento dalla sinistra di Lee Seung-woo. Verona che si spinge molto in zona offensiva, alla disperata ricerca del gol. Spinta offensiva rivelatasi eccessiva, dato che al 79′ il Cittadella sfrutta una ripartenza per realizzare il gol del 2-0. Ancora Davide Diaw butta la palla in rete, realizzando così una doppietta. Verso l’85’ c’è spazio anche per una traversa colpita da Pazzini su una grande girata da calcio d’angolo.

Il Cittadella si aggiudica il match soffrendo però parecchio le velleità veronesi. La squadra di Venturato ha confermato un cinismo lasciato intravedere lungo tutto la stagione. Non si pensi al Verona però come una squadra ormai vinta. Gli scaligeri hanno dimostrato un’indubbia qualità tecnica e le possibilità di una rimonta al Bentegodi sono discretamente alte.

LE STELLE DELLE DUE SQUADRE

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Un match, quello di ieri sera, che testimonia le qualità fatte intravedere dalle due squadre durante tutta l’annata. Gli interpreti, per il match più importante della stagione, sono più o meno rimasti invariati. Analizzando la rosa del Cittadella si può notare come Alberto Paleari abbia dimostrato anche ieri di essere forse il miglior portiere della Serie B. Grandi interventi durante tutto l’arco della stagione ne hanno comprovato le qualità tecniche, che spingono il giocatore ad interfacciarsi verso un campionato di maggior livello agonistico. Lo stesso Davide Diaw, arrivato a gennaio dalla Virtus Entella, pur impiegandoci del tempo ad entrare nel contesto cittadellese, da un mese a questa parte sta giocando su livelli molto alti. Prendendo in esame l’annata del Cittadella, non si può non citare il centravanti Gabriele Moncini. Per lui, ieri sera, una partita non entusiasmante. Nonostante ciò, fra campionato e playoff, ha realizzato 15 marcature stagionali. Il Cittadella deve soprattutto ringraziare lui se, ad oggi, appare come la favorita numero uno per diventare la terza promossa nel massimo campionato italiano.

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Per il Verona, invece, è molto più arduo individuare due o tre profili di spicco nella rosa. Anche per i veronesi l’estremo difensore, Marco Silvestri, ha rappresentato una nota assai lieta per tutto il campionato. Interventi sempre puntuali ed una concentrazione in campo che gli hanno permesso di figurare fra i migliori portieri della B. Altro grande campionato è stato disputato dal sempreverde Giampaolo Pazzini, abile a collezionare 13 marcature in 29 presenze stagionali. Il centravanti ex Milan ed Inter, testimonia sempre più di poter ancora fare la differenza, seppur la sua carta d’identità ormai segni 34 primavere (quasi 35). Ryder Matos e Liam Henderson si sono rivelati inoltre due capi saldi della rosa. Per loro più di venti presenze ed un’importanza tattica estrema.

COME FINIRÀ AL RITORNO?

Difficile prevedere l’esito della partita di ritorno. Al Bentegodi sarà di certo assai difficile vedere un Hellas uscire sconfitto. Come anche in campionato, il fattore casa giocherà un ruolo di assoluto protagonista: nei due scontri stagionali, il Verona ha primeggiato all’andata in casa per 4-0, mentre ha subito una reboante sconfitta al ritorno per 3-0. Le trame di gioco offerte dai veronesi nel match di ieri sera possono soddisfare pienamente il mister Aglietti. Solamente un palo, una traversa e almeno due miracoli di Paleari sono riusciti a fermare gli scaligeri. Nonostante ciò il Cittadella ha attestato una solidità difensiva ingente, dura da scardinare per gli avversari. In contropiede, i ragazzi di Venturato, possono rivelarsi letali, come già hanno dimostrato in precedenza. Di certo il match è tutt’altro che scritto. Il Verona può compiere l’impresa ma il Cittadella parte senza dubbio con i favori del pronostico.

 

 

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ESCLUSIVA – Tavano: “Calzona? Di calcio ne sa tanto, Nicola salverà l’Empoli”

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Tavano Empoli

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Ciccio Tavano, ex attaccante fra le altre di Roma, Livorno ed Empoli. Ecco le sue dichiarazioni in esclusiva ai nostri microfoni:

Il Napoli ha sostituito Mazzarri con Francesco Calzona. È stato il vice allenatore di Sarri all’Empoli tra il 2012 e il 2015. Cosa ricorda della sua persona? Pensa che sia l’uomo più adatto per risollevare le sorti del Napoli dopo una prima metà di stagione deludente?

È una persona che di calcio sicuramente ne sa tanto visto con chi ha collaborato. Se è l’allenatore giusto, questo lo deciderà il campo. Perché se una squadra cambia 2 allenatori, vuol dire che ci sono tanti problemi da risolvere. Comunque confido molto in lui.

Calzona è stato vice allenatore di Sarri, prima dell’approdo sulla panchina della Nazionale. È la sua prima esperienza in una big del panorama italiano da primo tecnico: pensa che per il Napoli ricoprirà le vesti di “traghettatore” fino a giugno o che De Laurentiis possa iniziare un nuovo ciclo con lui?

Questo non lo so. Dipende da cosa si sono promessi e poi non dimentichiamoci che lui è il CT della Nazionale Slovacca.

La rinascita dell’Empoli con Davide Nicola. Cosa non funzionava più con Zanetti prima e Andreazzoli poi? In caso di salvezza, riterreste quello di Nicola un “miracolo” come i suoi precedenti con Crotone e Salernitana?

Quando cambi allenatore lo fai per dare una scossa alla squadra e con l’arrivo di Nicola sembra la scelta giusta. È un allenatore preparatissimo e lo sta dimostrando. Sono convinto che salverà l’Empoli.

Nell’ultimo anno a Empoli ha condiviso il campo con Piotr Zielinski, ai tempi ventenne. Dopo una lunga parentesi a Napoli, andrà all’Inter a fine anno. Si aspettava una crescita tanto ampia da parte sua, fino all’arrivo in una big italiana?

Piotr si vedeva già che aveva qualità enormi e con il passare degli anni è cresciuto tantissimo. Giocatore eccezionale e si merita tutto questo.

Domanda personale: è nostalgico dei suoi anni sui campi? Se sì, cosa le manca di più del calcio giocato?

È normale dire di sì per la passione che ho per questo sport. Poi ti manca la quotidianità di vivere lo spogliatoio e le emozioni di giocare le partite.

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Verona, senti Colomba: “L’Hellas ha tutte le carte in tavola per salvarsi”

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Verona

LE PAROLE DI COLOMBA – Franco Colomba, ex tecnico di Verona e Bologna, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni de L’Arena in vista del prossimo match proprio tra gli scaligeri e i rossoblù. Ecco le sue parole:

IL PROGETTO DEL BOLOGNA – “I rossoblù non sono una meteora. Sono un gruppo costruito a ragion veduta e nel tempo. D’altronde a Verona Giovanni Sartori lo conoscete molto bene. Se sono con le prime in classifica è perché ci sono arrivati per gradi e sul campo”.

SU ZIRKZEE – “Sono tante le individualità del Bologna. Credo che Zirkzee sia quella più visibile. Morfologicamente no ma per tipo di gioco a me ricorda Higuain. Come l’argentino a lui piace iniziare l’azione d’attacco e poi concluderla. Nel gol alla Lazio c’è tutto questo compresa la rabbia di Zirkzee nel metterla dentro”.

SU BARONI – “I gialloblù sono tosti, hanno cambiato tantissimo però sono competitivi. Bravo Sogliano e Baroni. Quest’ultimo è un ragazzo serio con un passato di livello. Mette equilibrio in tutte le cose che fa. Sa traghettare un gruppo in difficoltà in acque più tranquille”.

THIAGO MOTTA PRONTO PER UNA BIG? – “Questo non lo so, lui è stato un ottimo calciatore. Ha carisma ed idee. Thiago Motta sa come far rendere al meglio la squadra. Non si perde mai d’animo. Il Bologna rispecchia il suo carattere. Se la rete non giunge nel primo tempo, ecco che come per incanto arriva nella ripresa”.

LOTTA SALVEZZA – “Penso che l’Hellas abbia tutte le carte in regola per salvarsi. D’altronde penso che sia a due punti da dove si respira un’altra aria. Molto dirà il match in casa col Sassuolo”.

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Champions League

0-0, ma ritmi alti e un’occasionissima per Lautaro: il resoconto dei primi 45′ di Inter-Atletico

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Lautaro Martinez, Rodrigo De Paul, giocatori di Inter e Atletico Madrid, Serie A, La Liga, Champions League, Coppa Italia

Terminato il primo tempo di Inter-Atletico Madrid, sfida valida per l’andata degli ottavi di finale di Champions League. In un San Siro preparato alla perfezione per il grande evento, le due squadre vanno negli spogliatoi sul risultato di 0-0. L’incontro è indubbiamente piacevole, con ritmi alti in entrambe le metà campo. Lato Atletico registriamo poche occasioni, con la squadra più improntata ad attendere il gioco dell’Inter, seppur abbastanza impreciso negli ultimi 20 metri. Le maggiori chance da gol capitano proprio ai nerazzurri e la più eclatante è quella per Lautaro Martinez. Al 38′ l’argentino viene servito da Thuram al limite dell’area, ma il tiro esce strozzato e viene respinto dalla difesa. Peccato, perchè il capitano nerazzurro era posizionato perfettamente davanti allo specchio della porta.

Nel finale di primo tempo attimi di ansia per Thuram, che si è accasciato per un apparente problema muscolare. Dopo qualche secondo di medicazione in campo il francese ha ripreso a giocare, anche se la postura e la faccia non fanno presagire nulla di buono. Inzaghi ha già mandato Arnautovic a scaldarsi.

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Che primo tempo tra Monza e Milan! 2-0 brianzolo malgrado l’infortunio di Di Gregorio

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Monza

Primo tempo intenso, sotto il punto di vista delle emozioni, quello che va in scena all’U-Power Stadium tra Monza e Milan. La partita prosegue sui binari dell’equilibrio, in una sorta di stallo tattico che complica la creazione di vere e proprie occasioni da gol.

Malgrado i favori del pronostico, i rossoneri si scagliano contro un Monza coriaceo che ha la prima occasione della gara quando Djuric gira verso la porta un cross di Carboni che scheggia il palo e finisce sul fondo. La gara cambia nel giro di due minuti: al 40′ sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Di Gregorio e Pablo Marì collidono su una palla alta. Il contrasto è durissimo e ad avere la peggio è il portiere brianzolo, che abbandona il campo stordito al 43esimo minuto di gioco.

Dopo una lunga pausa per consentire le medicazioni all’estremo di casa, il Milan viene sorpreso dalla ripartenza del Monza, che al 45′ si conquista un calcio di rigore con Dany Mota, bravo a sfruttare l’ingenuità di Thiaw. Dal dischetto Pessina è infallibile e spiazza Maignan per l’1-0. Al sesto degli otto di minuti di recupero concesso, poi, è ancora una volta Dany Mota a beffare il Milan. Grande azione di Colpani che scappa via sulla destra, pallone offerto al portoghese che apre il piattone e fa 2-0.

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