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Cittadella, la favola del bel gioco che ha la meglio sull’economia

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Una favola, quello che sta realizzando con tempo, dedizione, passione, intelligenza; è un vero e proprio miracolo targato principalmente Roberto Venturato. Il tecnico italo-australiano è alla guida del Cittadella dal 2015. In 6 anni il Citta si è sempre qualificata ai play-off di Serie B senza però mai riuscire ad arrivare in Serie A; svanita per la seconda volta in sei anni, in finale contro il Venezia.

Fonte foto: profilo Instagram @ascittadella1973

2015: L’ANNO DELLA SVOLTA

Dopo una brutta retrocessione in Serie C, nella stagione 2014-15,  la società decide di puntare su Venturato.

Mi sono bastati pochi minuti per accettare”

Inizia così la sua avventura in granata, fortemente sponsorizzata dal direttore generale Stefano Marchetti, alla ricerca dell’erede giusto di Glerean, Maran e Foscarini. Al suo primo anno, il Citta termina la stagione al 1° posto con 11 punti di distacco sul Pordenone secondo. Centrata la promozione in B, il percorso nella cadetteria è un’assidua partecipazione ai play-off. Questo splendido risultato sorprende tutti e porta, di conseguenza, la società veneta a confermarlo sulla panchina.

LA STRATEGIA SUL MERCATO DELLA SOCIETÀ

Le scelte sul calciomercato si basano su una considerazione a 360° del profilo calcistico in questione; importa poco il passato. Ogni giocatore deve essere funzionale al gioco di Venturato. Ecco perché l’estate scorsa dalla Serie C sono arrivati giocatori come Camillo Taverenelli dal Gubbio, Elhan Kastrati dal Trapani, Paolo Grillo dalla Sicula Leonzio, Proia e Gargiulo, due tra i centrocampisti più prolifici del campionato, presi da Bassano. Soprattutto Enrico Baldini. L’esterno offensivo che, nella stagione precedente, militava nel Fano e che quest’anno ha ridimensionato i sogni di gloria del Monza di Berlusconi con una tripletta nella semifinale d’andata degli spareggi promozione.

LA FILOSOFIA DEL CITTADELLA DI VENTURATO

In questi anni Venturato è riuscito a fare le nozze con i fichi secchi, come si suol dire. Si può creare un prodotto calcistico molto godibile, anche senza tirare fuori un euro. Secondo i dati Transfermarkt, la rosa dei granata vale 10.5 milioni di euro. Solo Cosenza (con 9.35) e Reggiana (8.53) sono meno care. Non è da meno neanche il monte ingaggi, che risulta essere il quart’ultimo della categoria. Piccolo dato: i 40 mila euro ,attribuiti a Baldini, costituiscono lo stipendio più basso dell’intera B. Sono le idee e la competenza i segreti di base di questo club, come rivelato dallo stesso allenatore in un’intervista a La Repubblica nel 2016.

“Il nostro segreto è la competenza di chi ha costruito questa rosa; abbiamo pescato un po’ ovunque giocatori che non avevano ancora avuto la bravura di esplodere, o la fortuna di giocare con continuità. Abbiamo puntellato la squadra con molte promesse.”

Cittadella

Fonte foto: profilo instagram @ascittadella1973

CHI È VERAMENTE ROBERTO VENTURATO?

L’avventura del Venturato allenatore inizia a Pizzighettone, dapprima nelle giovanili. Poi approda in prima squadra, dove permane per cinque anni. Il gruppo che allena è fatto di persone comuni, prima ancora che di professionisti del calcio. Per esempio, il suo miglior giocatore è Giovanni Parmesani, per metà calciatore e per metà trasportatore. Questo ragazzo è il simbolo di una piccola società, che ambisce a raggiungere la ribalta dei pro. A traguardo in saccoccia il mister di Atherton si fa ammaliare dal richiamo della Cremonese di Emiliano Mondonico, alla ricerca di un vice. La scelta si rivela azzeccata, perché è lui a prendere il timone a marzo del 2009. Ma conosce anche un risvolto negativo: al termine della stagione 2009-2010, i grigiorossi arrivano in finale dei play-off per la Serie B. La sconfitta nel derby lombardo contro il Varese lo fa rimpiombare nel limbo del dilettantismo. Dal quale esce grazie al Cittadella, dopo le parentesi con Pergolettese e Piacenza.

Cittadella, Venturato

Fonte foto: profilo Instagram @ascittadella1973

LO STILE DI GIOCO DEL CITTA

In possesso di palla la squadra spesso si dispone con un 3-4-1-2, i terzini hanno grandi doti atletiche; a volte salgono  sulla linea dei centrocampisti per supportare lo sviluppo dell’azione. Spesso sono i centrali a impostare la costruzione dal basso. Il possesso palla con cui si cerca di far allargare la squadra avversaria è importante e libera uno dei centrocampisti. A questi il compito di alimentare l’azione. Che coinvolge maggiormente le fasce laterali; quando la palla arriva a uno degli esterni, il centrocampista della zona forte si allarga creando una sorta di catena. In questo modo c’è supporto per i terzini e si crea anche spazio per il movimento a tagliare dell’attaccante nello spazio lasciato libero. Un’altra giocata è la verticalizzazione centrale sul trequartista. Quest’ultimo, spesso marcato, scarica su uno dei tre centrocampisti, che, a loro volta, provano a mandare in porta una delle punte. Le varie verticalizzazioni, che il Cittadella attua, non impediscono alla squadra di creare un’elevata densità in area di rigore. Questo è possibile perchè tutta la squadra è dotata di tantà quantità agonistica. Fattore che permette di svolgere tale duro lavoro. Uno dei punti di forza dei ragazzi di Venturato è la forte partecipazione alla fase offensiva; in area di rigore sono spesso presenti almeno 4 giocatori; mentre alcuni si trovano appena fuori, pronti a ribattere eventuali respinte. Situazione dettata anche delle qualità di inserimento senza palla che possiedono tutti e tre i centrocampisti.

C’è ciò e tanto altro dietro i continui e assidui exploit della favola Cittadella: una favola che ha deciso di puntare sul bel gioco più che sull’economia.

Cittadella

Fonte foto: profilo Instagram @ascittadella1973

Fonte foto: profilo Instagram @ascittadella1973

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Calciomercato

Salernitana-Bakayoko, affare complicato: la situazione

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Bakayoko

Molte squadre stanno approfittando della sosta Mondiali per sondare il terreno in vista della sessione invernale di calciomercato; la Salernitana starebbe pensando a Bakayoko, in partenza dal Milan.

Quello del centrocampista francese sarebbe il primo nome in cima alla lista degli esuberi e il club rossonero starebbe cercando di piazzarlo. A tal proposito, ci sarebbe stata una prima chiacchierata informativa con il ds dei granata Morgan De Sanctis. Le intenzioni della Salernitana sono chiare: la trattativa può andare in porto soltanto con un’eventuale cessione di Coulibaly o con l’ingaggio del centrocampista a carico del Milan. 

Bakayoko, quest’anno, non è mai sceso in campo. Il club campano rifletterà sulla proposta ma al momento sembrano non sussistere le condizioni necessarie affinchè la trattativa si concretizzi.

 

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Flash News

Dida a 360 gradi: “Con l’Ajax la parata più bella; Ibra e Vieri gli attaccanti più forti mai sfidati”

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Ibrahimovic

Nelson Dida, ex portiere del Milan e attuale preparatore dei portieri, si è raccontato ai canali ufficiali della società durante la Milano Games Week.

L’ex portiere brasiliano si è espresso a 360 gradi, cominciando dagli attaccanti più forti affrontati:

Vieri e Ibra sono fra gli attaccanti più forti che ho affrontato, giocatori che possono risolvere una partita da soli”.

Poi su Maignan:

Mike è un amico ed è venuto al Milan con l’idea di vincere, e ha vinto subito. Faceva di tutto per migliorarsi in allenamento ed è cresciuto veramente tanto. Può crescere tanto e su tutto. Non aveva fatto tanto in senso di preparazione, ma il Milan ha tutto può far crescere questi ragazzi”.

Dida ha poi fatto un salto nel passato:

“Ho avuto una bellissima storia nel Milan, ho vinto due Champions e un campionato. Ho fatto tanto e sono soddisfatto. Serginho era mio amico, lui abita qua a Milano e quindi siamo sempre assieme. Abbiamo questa amicizia da quasi 20 anni”.

Infine sulla parata più bella:

Quella con l’Ajax, me la ricordo tanto, mi sono anche fatto male. Ho fatto il massimo che potevo e mi sono strappato un muscolo della schiena”.

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Calcio Internazionale

Rodri commenta il suo nuovo ruolo: “Da centrale mi trovo bene”

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Delph

Al termine del match contro la Germania, il centrocampista spagnolo Rodri ha parlato ai microfoni di La1.

Il calciatore del Manchester City si è soffermato sul suo nuovo ruolo di difensore centrale:

“Cerco di imparare ogni giorno, è un ruolo diverso ma mi trovo bene con i miei compagni. Capisco il ruolo e l’importanza che devo dare alla squadra”.

Poi, sulla partita:

Sul gol potevamo fare meglio, ma Musiala è stato anche fortunato sul rimbalzo. Sapevamo che sarebbe stato complicato: i tedeschi sono molto forti, ma abbiamo giocato bene e preso un punto che ci permette di arrivare alla sfida col Giappone con le massime garanzie”.

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Calcio Internazionale

Luis Enrique post Spagna-Germania: “Abbiamo cercato di fare il nostro gioco”

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Luis Enrique

Al termine di Spagna-Germania, il tecnico spagnolo Luis Enrique ha analizzato il match ai microfoni della RAI, commentando il pareggio maturato tra le due Nazionali.

L’ex allenatore di Barcellona e Roma ha dichiarato:

“Oggi è stata una partita molto difficile, i tedeschi giocano bene e pressano forte. Abbiamo cercato di fare il nostro gioco, abbiamo fatto degli errori sul risultato di 1-0. Siamo contenti perché siamo primi nel girone ma non abbiamo ancora fatto nulla”.

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