Il Manchester City che si avvia a vincere la sua terza Premier in quattro anni è una squadra che non può fare a meno di un giocatore come Ruben Dias. Il centrale portoghese, prelevato dal Benfica la scorsa estate per 68 milioni di euro, ha aggiunto il tocco in più ad una squadra che negli ultimi anni ha si segnato tanto, ma che mostrato diverse sbavature e problemi in difesa.

Ruben Dias si presenta alla stampa inglese, da Eurosport.it

La scorsa stagione i problemi fisici di Laporte hanno costretto Guardiola ad adattare Fernandinho come difensore centrale, ed i Citizens hanno concluso la stagione con 35 gol al passivo. Per ovviare ai problemi del pacchetto arretrato, la scorsa estate il Manchester City ha deciso di scommettere con decisione su Dias, il difensore più pagato dell’era Guardiola, una figura che qualche mese fa portò Jamie Carragher, leggenda del Liverpool, a dire che un fallimento di Dias al City sarebbe coinciso con il fallimento di tutto il progetto del tecnico spagnolo.

Nonostante fosse il suo primo anno in una big europea Dias non ha deluso, anzi. Il centrale ex Benfica ha contribuito infatti, sensibilmente, a migliorare il dato dei gol subiti dalla sua squadra, sceso a 24 con ancora quattro partite da giocare.

 

LA FABBRICA DEL TALENTO

Nativo di Amadora, città del distretto di Lisbona, Ruben entra nell’ academy  del Benfica a 11 anni e compie l’intero percorso di gavetta nelle squadre giovanili. Il 16 settembre del 2017 fa il suo debutto in prima squadra, ed a fine stagione s’impone come il difensore più importante delle Águias, nonostante la presenza nella rosa di un veterano come Luisão.
Non deve sorprendere il grande successo di un giocatore così giovane, data l’ottima qualità del settore giovanile del Benfica.

João Cancelo, Renato Sanches, Éderson o João Félix sono solo alcuni dei giocatori fatti crescere a Lisbona e poi venduti all’estero per rinforzare i migliori club europei. Il Caixa Football Camp, situato alle porte di Lisbona ed inaugurato nel 2006, ospita non solo la prima squadra delle Aquile, ma anche tutte le squadre giovanili. Il complesso lo si potrebbe definire come una vera e propria scuola di calcio.

Come spiegava l’anno scorso il coordinatore tecnico del settore giovanile delle aquile, nell’accademia si trovano quasi 500 ragazzi. Un numero che potrebbe sembrare molto alto ma che per la visione societaria rappresenta un investimento.
Visione giusta o sbagliata? Questa è tutta un’altra storia. Ad ogni modo, secondo Transfermarkt, il Benfica ha incassato un miliardo di euro in cessioni dall’estate del 2009 a oggi. Solamente João Felix, Rúben Dias e Semedo, provenienti dal settore giovanile, hanno fruttato oltre 200 milioni.

 

FISICO MA CORRETTO

Dopo qualche stagione di problemi in difesa, il City ha finalmente puntellato il reparto arretrato grazie alla figura del portoghese.
In Premier League il ragazzo ha assicurato continuità giocando il 91% delle partite del City, ed ha contribuito fortemente a rendere più difficile la vita agli attaccanti avversari.

Con Dias in campo calciatori come Haaland, Mbappé e Harry Kane sono rimasti a secco. A livello difensivo Ruben è un giocatore molto fisico ma abbastanza corretto: con il Benfica ha giocato 137 partite ricevendo 31 ammonizioni e solamente un’espulsione. Questa stagione in 29 partite di Premier ha ricevuto 3 cartellini gialli.

Passando dal Benfica al City, Ruben Dias è sicuramente cresciuto come giocatore. L’esempio lampante lo abbiamo nel miglioramento del dato relativo ai tackle, sceso dall’1.3 a partita della scorsa stagione allo 0.7 di quest’anno. Segno che non ha bisogno di ricorrere a metodi bruschi ma che riesce a rimanere in piedi scegliendo meglio come rendersi utile in fase difensiva.

 

LA SPECIALITÀ DELLA CASA

Nonostante sia un difensore affidabile in fase difensiva, il vero pezzo forte del repertorio di Ruben Dias è però il gioco con i piedi.
Praticamente ambidestro, nella sua precedente squadra giocava sempre come centrale di destra, ma con la nazionale portoghese ha dimostrato la sua flessibilità giocando a sinistra.

Da lui parte la manovra del City, data la sua bravura nell’impostazione e la sua capacità di giocata lunga. In Premier il portoghese viaggia sulla media di 3.6 palle lunghe a partita e registra il 93% di precisione nei passaggi. In quest’ultima statistica risulta il migliore di tutto il campionato. Se volessimo fare un paragone tra le maggiori leghe europee, Dias sarebbe il migliore per passaggi riusciti, e si metterebbe alle spalle giocatori come Frenkie de Jong o Marco Verratti.

In Champions League il dato riguardo ai passaggi riusciti arriva a 95%, superiore al 93% di un certo Toni Kroos. La sua bravura con i piedi inoltre gli permette di avanzare con la palla senza troppi problemi, e di giocare anche a 50 metri dalla sua porta.

 

SCUDIERO CERCASI

Ruben Dias probabilmente dà il meglio quando è in coppia con un giocatore che si occupa della fase prettamente difensiva, come ad esempio John Stones. Al City ha trovato anche Aymerick Laporte, con il quale ha una buona intesa, sebbene i due abbiano caratteristiche molto simili. Al Benfica non aveva al suo fianco un giocatore del genere, quindi potrebbe non aver espresso tutto il suo potenziale, mentre nella nazionale portoghese ha avuto al suo fianco l’evergreen Pepe a fargli da scudiero.

Dias e Stones festeggiano, da ManchesterEveningNews.co.uk

Alle ottime abilità tecniche vanno aggiunte le qualità mentali, cruciali nello sviluppo di un giocatore. Dias ha carattere e leadership e l’ha ampiamente dimostrato al Benfica, dove ha meritato la fascia di capitano nonostante la giovane età. Al City ha la possibilità di dimostrare la sua stoffa e il cammino in Champions potrebbe riservare ancora qualche soddisfazione.

 

(fonte immagine di copertina: ManchesterEveningNews)