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Class of 2000

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È UNA QUESTIONE DI MARKETING

In un calcio che brucia le tappe ed il denaro ad una velocità incredibilmente rapida, i protagonisti non possono essere altri che i calciatori: vere e proprie star di un business che, a livello sportivo, rende con pochi eguali al mondo. I professionisti delle varie squadre, difatti, compaiono in spot televisivi, mobilitano migliaia e migliaia di euro e diventano simboli di marchi sportivi, nel tentativo di convincere il cliente a spendere del denaro per ottenere, in cambio, qualcosa che lo avvicini al proprio idolo. Sono soggetti a questo marasma mediatico anche i ragazzi più giovani, spesso oggetti d’asta dei grandi brand che tentano d’accaparrarsi il benestare dei calciatori prima che diventino delle vere e proprie star, bruciando sul tempo le aziende rivali.

Marcus Rashford, classe 1997 ed appena 20enne, è già un importante ‘uomo Nike’.

Siamo catapultati, dunque, in un calcio in cui gli avvenimenti accadono in maniera sempre più rapida e precoce; lo stesso sport per il quale dopo due ottime partite sei un fenomeno e dopo qualche prestazione non all’altezza sei un bidone. In questa realtà tanto appariscente e di sogno quanto crudele e spietata emergono continuamente numerosi protagonisti: stiamo parlando dei millennials, i quali, effettivamente, demarcano un muro generazionale tra il vecchio calcio e quello nuovo in arrivo.

UNO SGUARDO IN CASA PROPRIA

Dando uno sguardo al nostro paese in merito al tema, gli occhi non possono che volgere su Moise Kean, Pietro Pellegri ed Eddy Salcedo. Le personalità prese in considerazione, in tal caso, sono assai contrastanti. Il giovane ragazzo militante nell’Hellas Verona – ma di proprietà della Juventus – ad esempio, reagisce al successo mostrando una goliardia non indifferente: comprensibile, forse, visto lo stipendio ed il clamore mediatico da egli stesso causato, ma malsano in rapporto alla sua crescita umana e professionale. Il giovane centravanti italo-ivoriano ha infatti come idolo il Mario Balotelli e non manca di prendere ispirazione da lui stesso, commettendo qualche sciocchezza di troppo; ne è un esempio il comportamento che gli ha causato l’allontanamento dal ritiro della Nazionale under-19 per ‘motivi comportamentali’ mai approfonditi.

Pietro Pellegri, invece, vanta una personalità decisamente differente: il ragazzo, dopo aver segnato la sua prima doppietta in Serie A, è subito apparso a disagio ai microfoni, lasciando intravedere quella sana ingenuità che, probabilmente, dovrebbe esser padrona di molte personalità così giovani. Si ricorda, in particolare, una gag mediatica con Fabio Caressa, culminata con il messaggio veicolatogli dal cronista che lo invitava a godersi la sua spensierata giovinezza.

Di Eddy Salcedo, di contro, non si sa molto: il ragazzo del Genoa conta appena una presenza nel massimo campionato italiano ma, nonostante ciò, ha mosso l’interesse di gran parte dei top club nostrani, Inter, Milan e Juventus su tutti. I nerazzurri stessi erano arrivati ad offrire cifre monstre per ingaggiarlo ed i cugini rossoneri avevano seguito il medesimo comportamento. Alla fine nessuno è stato in grado di spuntarla, ma le notizie riguardo il pacchetto ‘Pellegri + Salcedo’ hanno intrattenuto – ed intrattengono tuttora – i fan del calciomercato.

NEL VECCHIO CONTINENTE

Se ne potrebbero citare a frotte, ma ci soffermeremo solo su alcuni di essi. Un nome salito alla ribalta recentemente proviene dalla Bundesliga ed è di nazionalità tedesca. Il suo nome è Jann-Fiete Arp, un giovane attaccante di appena 17 anni che ha avuto modo di giocare tre partite con l’Amburgo, segnando una rete contro l’Hertha Berlino ed una contro lo Stoccarda.

Il ragazzino viene descritto come uno studente modello ed un lucido sognatore che sta coltivando nel migliore dei modi il proprio sogno di divenire un calciatore di successo. Queste le sue dichiarazioni…

“So di avere una grande opportunità e sono davvero felice di essere parte di questa squadra e voglio soltanto concentrarmi sul calcio”. 

Su di lui si è soffermato anche l’allenatore del club, ponendolo sotto la propria ala protettrice ed incoronandolo:

“Per noi, ogni settimana in più che trascorre con la prima squadra, diventa sempre più un’opzione concreta”

Volgendo gli occhi all’Inghilterra, si può chiacchierare molto del talento di Ryan Sessegnon: uno straordinario terzino sinistro – appena diciassettenne – che unisce alla grande fisicità una straordinaria accelerazione e progressione.

Nonostante militi in Championship le qualità del ragazzo sono sotto gli occhi di tutti e non sono oggetto di discussione; molti, effettivamente, sono rimasti stupiti nel vederlo restare al Fulham ed il Tottenham di Pochettino ha tutte le intenzioni di far partire un’offensiva – a gennaio – per il prodigio inglese. Gli Spurs, comprensibilmente, sognano di aggiungere all’organico l’ennesimo giovane promettente, il quale viene paragonato ad un calciatore che a Londra è assai conosciuto e rimpianto: il gallese Gareth Bale.

Per ciò che concerne l’Europa è interessante discorrere anche del talento di Timothy Weah, il cui cognome non può che risvegliare negli amanti del pallone qualche sentimento. Il ragazzo, in effetti, è il figlio di George Weah, straordinario attaccante del Milan dei tempi d’oro; l’ex-rossonero ripone grande fiducia nei confronti dei proprio figliolo:

“Non lo dico perché sia mio figlio, ma Timothy è veloce, ha fiuto del gol e segue le indicazioni del tecnico”.

Il ragazzino ha attirato su di sé le attenzioni grazie ad una straordinario hattrick messo a segno contro i coetanei del Paraguay ed, inoltre, gioca nel ricco PSG, con cui ha recentemente rinnovato il proprio contratto.

AL DI LÀ DELL’EUROPA

Brillare lontano dal continente dorato non è affatto scontato, eppure qualcuno è riuscito ad attirare su di sé i riflettori pur giocando in MLS: è il caso di Alphonso Davies, calciatore 16enne dalla doppia nazionalità, canadese e ghanese. Davies è un meraviglioso esempio di conferma della frase ‘l’eta è solo un numero’, tanto da aver calcato i campi della MLS e delle competizioni americane ben 59 volte, siglando 6 reti e 4 assist. È questo il profilo di un giovanissimo calciatore che di ruolo svolge l’ala, il trequartista o la seconda punta, attirando su di sé le attenzioni dei club di Premier League, con il West Ham in pole position.

IN CONCLUSIONE

In conclusione ci troviamo dinnanzi ad un calcio che presenta una chiave di lettura assai ostica ed in cui il minimo dettaglio è in grado di fare la differenza: in uno sport che brucia le tappe, emergere e mantenersi stabilmente al top è l’unico modo per non essere risucchiati dal vortice delle eventuali critiche che possono piovere su di sé o sulla propria squadra. Ci vogliono talento e fortuna, la fortuna di trovarsi nel contesto giusto nel momento giusto, perché basta davvero poco per fare la differenza. Ecco perchè molti giovani, ad esempio, scelgono club come il Borussia Dortmund per crescere, sulla falsa riga dei campioni precedenti che sono riusciti ad emergere nel medesimo ambiente positivo. In Italia una grande accademia è invece quella dell’Atalanta, da cui, proprio negli ultimi due anni, sono emersi Caldara, Spinazzola, Gagliardini, Kessié, Conti e Petagna.

Questione di scelte, di fortuna e di talento.

Il destino ci mette lo zampino e sa essere tanto munifico quanto crudele.

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Flash News

L’Inter certifica l’aumento dei ricavi e prosegue la ricerca del nuovo main sponsor

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Inter

Il Consiglio di Amministrazione dell’Inter avvenuto ieri certifica l’aumento dei ricavi societari, anche se con un “ma”. Ovvero i mancati introiti di Digitalbits.

Secondo il Corriere dello Sport, l’accordo prevedeva 16 milioni che avrebbero già dovuti essere versati nelle casse nerazzurre come prime due rate di un totale di 24 milioni complessivi per la stagione. Nonstante questi mancati ingressi, il CdA ha registrato un aumento del 31% dei ricavi, che mostrano la bontà del lavoro commerciale svolto dall’Inter. In ogni caso la società ha fatto sapere che si avvarrà di ogni mezzo per tutelare i propri interessi e diritti per far valere gli accordi presi e non rispettati con Digitalbits.

NUOVO SPONSOR

Nel frattempo procede la ricerca di un nuovo main sponsor, che secondo alcune indiscrezioni porterebbero ad HiSense, sponsor anche del Mondiale in Qatar.

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Flash News

Murillo sveglia la Sampdoria: “I tifosi hanno ragione, dobbiamo dare di più”

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Stankovic

Campionato fin qui da dimenticare per la Sampdoria, penutima con soli 6 punti, a 7 punti dallo Spezia che occupa l’ultima casella utile per la permanenza in Serie A. La situazione della squadra di Stankovic è fotografata anche dai numeri, che vedono la differenza reti dei blucerchiati ad un impietoso -21, la peggiore di tutto il campionato.

LA CARICA DI MURILLO:

La ripresa post Mondiale della rincorsa alla salvezza dovrà avere un altro ritmo, e a suonare la carica a tutto l’ambiente della Sampdoria ci pensa Jeison Murillo, in un’intervista al Secolo XIX:

Comincia un nuovo percorso. In campo dovremo trovarci come una famiglia, siamo tutti sulla stessa barca, per cambiare rotta dobbiamo lavorare molto forte. Ognuno sa di doversi guardare allo specchio, di dover lavorare e dare di più di quanto fatto. I tifosi sono arrabbiati e hanno ragione, ci hanno sempre sostenuto e noi siamo finiti sempre più dietro. Ma dobbiamo essere positivi, tornare in campo e lottare per il club. Abbiamo 40 giorni, dobbiamo sfruttare al massimo ogni allenamento“.

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Flash News

UFFICIALE, Luca Lotti entra nel CdA dell’Empoli

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Empoli

L’Empoli, attraverso una nota ufficiale, ha reso noto il nuovo CdA che guiderà il club toscano. Corsi confermato presidente, l’ex Ministro dello Sport Luca Lotti entra a far parte della società come consulente. Ecco le parole della nota:

Empoli Football Club comunica che l’Assemblea dei Soci ha nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione. Il CdA è composto da Fabrizio Corsi (Presidente), Rebecca Corsi (Vice Presidente e Amministratore Delegato), Stefano Calistri (Consigliere). Empoli Football Club rende inoltre noto che Luca Lotti ha assunto la carica di collaboratore e consulente esterno, addetto ai rapporti con soggetti istituzionali e privati, finalizzati al raggiungimento degli obiettivi della società“.

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Calcio Internazionale

Dramma in Argentina, muore Andrés Balanta dell’Atletico Tucuman

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Il calcio argentino è in lutto per la morte di Andrés Balanta, calciatore colombiano dell’Atletico Tucuman. Il centrocampista aveva 22 anni, e aveva accusato un malore poco dopo l’allenamento della squadra argentina con i suoi compagni di squadra come riferisce Tyc Sports.

Dopo l’intervento dello staff medico dell’Atletico Tucuman nello spogliatoio, che ha tentato di rianimarlo con il defibrillatore. Il ragazzo è stato trasportato al Centro de Salud di San Miguel de Tucuman, dove si è spento dopo i vani tentativi degli operatori sanitari di salvargli la vita.

L’Atletico Tucuman ha espresso il proprio dolore per la scomparsa di Balanta, così come la Federcalcio colombiana che ha manifestato la vicinanza alla famiglia dello sfortunato centrocampista.

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