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Top Diez: i migliori giocatori africani degli anni 2000

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Top Diez: i migliori giocatori africani degli anni 2000

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Il calcio africano è un movimento in continua ascesa, come testimonia il successo dell’edizione in corso della Coppa d’Africa, la prima estiva. Sono numerosissimi i campioni provenienti dal continente nero che negli anni 2000 si sono imposti sulla scena mondiale. La redazione di Numero Diez ne ha selezionati dieci, eletti come i migliori calciatori africani del nuovo millennio.

DIDIER DROGBA

Sempre meravigliosamente Didier Drogba. Non potevamo che cominciare da lui, probabilmente il più forte giocatore africano del XXI secolo. Ivoriano, classe ’78, Drogba nasce calcisticamente nel Le Mans, spiccando il volo poi con le maglie di Guingamp e Marsiglia. La svolta arriva nel 2004. L’attaccante ivoriano viene acquistato dal Chelsea per circa 36 milioni di euro. È l’inizio di una storia bellissima, fatta di gol e trofei. 164 reti in 381 presenze. Quattro Premier League, Quattro FA Cup, tre coppe di lega, due Community Shield. La ciliegina sulla torta è la Champions League conquistata nella notte di Monaco del 19 maggio 2012. L’ivoriano sigla il gol del pareggio al minuto ’88 e realizza il rigore decisivo, portando il Chelsea sul tetto d’Europa. Meravigliosamente, come ha sempre fatto.

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Fonte: profilo ufficiale Twitter @didierdrogba

SAMUEL ETO’O

Quattro volte calciatore africano dell’anno, primatista in tal senso insieme a Yaya Tourè. Il camerunese classe ’81, oggi in forza al Qatar SC, è un altro dei più grandi rappresentanti del continente nero nella storia del calcio. Viene acquistato dalle giovanili del Real Madrid, senza però mai esordire. Ceduto al Mallorca, nelle Baleari esplode, conquistando il suo primo titolo di miglior giocatore africano e una clamorosa Coppa di Spagna. Ironia della sorte, dopo essere stato scartato dal Real va a fare le fortune del Barcellona. In Catalogna sono anni d’oro, conditi da due Champions e tre campionati spagnoli. Poi arriva l’Inter, nell’ambito dell’incredibile scambio con Ibrahimovic. Il resto è storia nota: Madrid. il triplete. Samuel Eto’o è uno dei giocatori più forti che abbiano giocato nel nostro campionato negli anni 2000, senza ombra di dubbio.

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Fonte: profilo ufficiale Twitter @setoo9

YAYA TOURÉ

Ecco l’altro primatista africano. Dal 2011 al 2014 ha dominato la scena continentale, vincendo il premio di miglior calciatore del continente nero per ben quattro anni consecutivi. Arriva in Europa nel 2001, col Beveren. Poi esperienze in Ucraina e Grecia, con Metalurh Donec’k e Olympiacos. Dopo l’avventura al Monaco, Yaya viene acquistato dal Barcellona, squadra con cui si mette in mostra, soprattutto nell’annata 2008-2009 in cui i catalani trionfano in Champions League battendo il Manchester United in finale. Nell’estate 2010 arriva, di nuovo, la chiamata dell’Inghilterra. Nel 2003 l’Arsenal l’aveva visionato, ma l’ivoriano non aveva colpito i dirigenti gunners. A sette anni di distanza Touré approda in Gran Bretagna, vestendo la maglia blu del Manchester City. In Inghilterra arrivano gli anni migliori dell’ivoriano, coi quattro trionfi personali consecutivi e tre successi in Premier League. L’unico grande rimpianto, alla fine di una carriera eccezionale, resta forse quello di non aver regalato ai citizens il tanto agognato trionfo europeo.

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Fonte: profilo ufficiale Twitter @YayaToure

MOHAMED SALAH

Oggi, con tutta probabilità, è il giocatore africano più forte al mondo. Non a caso ha vinto gli ultimi due premi come calciatore africano dell’anno ed è uno dei favoriti per il pallone d’oro che verrà. In Europa l’egiziano inizia la sua avventura col Basilea, conquistando le mire del Chelsea. La svolta arriva però con l’approdo in Italia. Prima la Fiorentina, con sei mesi talmente spettacolari da far montare in estate un vero e proprio caso diplomatico tra i viola, il Chelsea e la Roma. Proprio i giallorossi sono il trampolino di lancio per Salah, che dopo due anni intensi nella città eterna, con 34 reti in 83 partite, passa nell’estate 2017 al Liverpool. Qui l’egiziano esplode letteralmente. 71 gol in poco più di 100 presenze, il titolo di capocannoniere della Premier League, il FIFA Puskas Award per il gol con l’Everton. Ma anche qualche delusione, l’infortunio in finale di Champions, l’eliminazione precoce ai mondiali. Poi un mese fa arriva la rivincita: dopo appena un minuto Salah apre dal dischetto le marcature nella finale di Champions contro il Tottenham. Il Liverpool è campione d’Europa, guidato dal suo faraone.

Fonte: profilo ufficiale Instagram @mosalah

SADIO MANÉ

Compagno di giochi e scorribande del sopracitato Mohamed Salah. Come il collega egiziano, anche il senegalese a Liverpool è letteralmente esploso, dopo esperienze in crescendo al Salisburgo e al Southampton. Il comune denominatore tra i due giocatori africani è senza dubbio Jurgen Klopp, che ha reso le due frecce africane dei giocatori totali. Quest’ultimo anno è stato quella della consacrazione per Mané, con 26 gol in tutte le competizioni e il titolo di capocannoniere del campionato inglese, ex-aequo con Aubameyang e proprio Salah. Manca il titolo di giocatore africano dell’anno, ma solo perché ha la sfortuna, anche se in questo caso si tratta più di fortuna, di giocare al tempo dell’egiziano, che sta dominando la scena. Di sicuro una coppia così forte il continente nero non l’ha mai vista in azione.

Fonte: profilo ufficiale Instagram @sadiomaneofficiel.

KALIDOU KOULIBALY

Oggi è il difensore africano più forte, si candida ad esserlo anche in assoluto. Un metro e 95 di puro granito, un muro invalicabile. Il centrale franco-senegalese negli ultimi anni ha fatto registrare un miglioramento esponenziale, crescendo di stagione in stagione. Sono ormai lontanissimi gli inizi impacciati di Napoli, quando si credeva che quel ragazzone arrivato dal Genk fosse un flop. Invece Kalidou ha smentito tutti, ha preso in mano il Napoli e l’ha guidato ad un passo dallo scudetto. Non è bastato però quel salto in cielo allo Juventus Stadium, quella capocciata che sapeva di tricolore per i tifosi partenopei. Non è bastato, ma Koulibaly ci riproverà, ora che può contare su un compagno di reparto come Kostas Manolas, con cui andrà a costituire una delle coppie difensive più forti in circolazione.

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Fonte: profilo ufficiale Twitter @kkoulibaly26

MICHAEL ESSIEN

Si affaccia al grande calcio in Francia, dove veste le maglie di Bastia e Lione. Nel 2005 arriva ancora il Chelsea di Abramovich, che strappa un assegno di 38 milioni, facendo di Essien il giocatore africano più pagato al tempo. A Londra Michael vive i suoi anni d’oro, instaurando un felling speciale con Jose Mourinho. Proprio il portoghese, Daddy come lo chiama Essien, lo vuole con sè al Real Madrid, dopo sette anni di Chelsea. La carriera del ghanese era però già in calo da qualche anno, a causa anche di frequenti infortuni, e la capitale spagnola non fa che peggiorare la situazione. Sei mesi anonimi, poi il ritorno al Chelsea, il Milan, fino all’anonimato in Indonesia. Oggi Essien è un giocatore del Sebail, compagine azera. La luce del ghanese è stata forse troppo fugace, ma estremamente brillante.

Fonte: profilo ufficiale Twitter @MichaelEssien

SEYDOU KEITA

Il professore, come lo chiamavano a Roma. Il maliano classe ’80 è giunto alla ribalta in Francia, col Lens, conquistandosi la chiamata del Siviglia. Dopo un solo anno in Andalusia arriva il Barcellona. I blaugrana sono l’habitat perfetto per un calciatore ordinato ed elegante come Keità. Qui il maliano vince tutto, in quattro anni si afferma come uno dei migliori centrocampisti del continente nero. Dopo l’addio al Barcellona la sua carriera sembrava avvicinarsi inersorabilmente all’oblio. Prima la Cina, poi sei mesi molto poco convincenti al Valencia. Quando tutto sembra finito, ecco che arriva la Roma. Nella capitale Keita torna ai suoi livelli, disputando due stagioni molto importanti. Nello scacchiere di Garcia è una pedina importantissima, in grado di garantire quel pizzico di esperienza che mancava. Dopo due anni lascia l’Italia, ritirandosi alla fine di una stagione in Qatar. Ha scritto la storia del Mali, stabilendosi come primatista sia di presenze che di reti con la Nazionale.

Fonte: sito ufficiale As Roma

PIERRE EMERICK AUBAMEYANG

Un altro dei calciatori africani del momento. Il gabonese muove i suoi primi passi nel Milan, poi tanta Francia e l’esplosione al Saint-Etienne. Nel 2013 arriva il Borussia Dortmund e per Auba arriva la consacrazione. Negli anni in Germania l’ex Milan cresce soprattutto a livello realizzativo, accentrando sempre di più il proprio raggio d’azione. Nel 2015 diventa il primo giocatore gabonese a vincere il titolo di miglior giocatore africano dell’anno. Dopo cinque stagioni, complice anche il ridimensionamento della società giallonera, arriva il momento di cambiare aria. Nell’estate 2018 dunque l’Arsenal sborsa la bellezza di 64 milioni di euro per assicurarsi le prestazioni del gabonese. Aubameyang diventa il calciatore africano più pagato della storia, ma non delude le aspettative. Nel suo primo anno in Premier conquista la palma di capocannoniere del campionato, in un inedito trio di testa africano con Salah e Mané, e guida i suoi fino alla finale di Europa League. Un inizio niente male in maglia Gunners.

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Fonte: profilo ufficiale Twitter @Aubameyang7

KEVIN-PRINCE BOATENG

Chiudiamo con un giocatore che con un pizzico di testa in più avrebbe scritto tutta un’altra storia calcistica. Boateng nasce in Germania, a Berlino Ovest, ma sceglie la nazionale ghanese, quella del papà. In Germania muove i primi passi da calciatore, arrivando anche a vestire presto le prestigiose maglie di Tottenham e Borussia Dortmund. La sua carriera stenta però a decollare fino al 2010 quando viene acquistato dal Milan. Kevin veniva da un mondiale da protagonista, in cui il Ghana si è dovuto arrendere a un calcio di rigore di distanza da una storica semifinale. Gli anni in rossonero consacrano Boateng, che poi inizia un vero e proprio peregrinaggio nei maggiori campionati europei. Ora il Boa è in attesa di conoscere il proprio futuro, con la voglia di continuare ad incantare e non arrendersi mai.

Fonte: profilo ufficiale Twitter @KPBofficial

 

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram ufficiale @mosalah

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Il Barcellona ha deciso: non sarà De Zerbi il prossimo allenatore!

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In foto: Roberto De Zerbi, allenatore del Brighton, ex Sassuolo. Da giocatore, tra le altre, ha vestito la maglia del Napoli dopo essere cresciuto nel Milan.

Arrivano clamorose indiscrezioni per quanto riguarda la panchina del Barcellona. Come ormai noto, l’attuale allenatore Xavi ha deciso di lasciare il club a fine stagione rinunciando ad un anno di contratto. Così il club si sta muovendo in cerca di un profilo adatto a far ritornare ai vertici de LaLiga la squadra. In questi ultimi giorni, come riporta TMW, erano circolari diversi nomi, tra cui anche il ritorno di Luis Enrique e Roberto De Zerbi, attualmente al Brighton.

CASTING PER LA PANCHINA DEL BARCELLONA: ECCO COME STANNO LE COSE 

Sicuramente la panchina del Barcellona è tra le più ambite nel panorama calcistico internazionale. Tutti i grandi allenatori hanno il desiderio di allenare questo prestigioso club. Con l’addio di Xavi, quindi, si apre ufficialmente il “valzer” della panchina e solamente l’idea di calcio più convincente riuscirà a prevalere.

Nelle scorse ore dalla Spagna sono emerse indiscrezioni rumorose ed abbastanza precise nell’indicare Luis Enrique, attuale allenatore del PSG, come l’uomo individuato dal direttore sportivo Deco per la selezione blaugrana del futuro. Luis Enrique sarebbe un cavallo di ritorno avendo già guidato il Barça dal 2014 al 2017, periodo nel quale ha peraltro condotto la squadra a vincere il Triplete: campionato, Coppa Nazionale e Champions League.

L’altro candidato numero uno era Roberto De Zerbi. Difatti, l’attuale allenatore del Brighton, era stato anche “sponsorizzato” dallo stesso Guardiola che aveva individuato in lui il profilo più adatto. Tuttavia, secondo le indiscrezioni che provengono dai vertici della squadra, questa affermazione rischia fortemente di rimanere inascoltata da dirigenza e proprietà. Poichè il Barcellona ha deciso che non sarà lui il prossimo allenatore.

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De Ligt: “Faremo di tutto per ribaltare il risultato dell’andata”

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de Ligt

Giornata di vigilia per il Bayern e per la Lazio. Le due squadre si affronteranno domani sera all’Allianz Arena in vista del ritorno degli ottavi di finale della Champions League. In merito a questa partita, Matthijs De Ligt, ha voluto esprimere le sue considerazioni ai microfoni di Sportmediaset. Il giocatore ex Juventus si è soffermato sulla partita chiarendo, anche, il suo futuro.

L’INTERVISTA DI DE LIGT 

PARTITA – “Per noi e per loro è una partita molto importante. Stiamo vivendo un periodo un po’ difficile visto che siamo a 10 punti dal Bayer Leverkusen in campionato, quindi per noi è una gara molto importante. Il Bayern Monaco è una delle squadre più forti al mondo, è obbligatorio quasi arrivare ai quarti.

RESPONSABILITÁ – Lavoriamo per diventare migliori tutti i giorni e giocare meglio. Quando sei secondo in classifica per un calciatore del Bayern Monaco non è una cosa buona, stiamo lavorando per vincere la partita. Speriamo di riuscirci domani”.

CONDIZIONE – “Per me è molto importante, sono stato mezza stagione infortunato ed è stato molto difficile. Quando sei un giocatore, vuoi sempre scendere in campo. Ora mi sento molto bene, sono in forma e ho confidenza con il campo. Spero di aiutare nel miglior modo possibile la squadra.

FUTURO – “Ho ancora 3 anni di contratto dopo questa estate, sono molto felice qua.

 

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L’Arsenal punta ancora su Jorginho: ecco la proposta per il rinnovo

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Jorginho

Jorginho, centrocampista dell’Arsenal, sembra destinato a rimanere a Londra. Il giocatore ex Napoli sembrava tentato dalle proposte della Saudi Pro League con due squadre in particolare interessate: l’Al Hilal e l’Al Ittihad. Questi rumors erano stati confermati dalla presenza del suo agente, Joao Santos, avvistato nel quartier generale di uno dei due club. A quanto sembra, però, il futuro del giocatore azzurro sarà con i Gunners.

FUTURO DI JORGINHO: L’ARSENAL PENSA AL RINNOVO 

Jorginho, così, dovrebbe rimanere alla corte di Arteta. Il giocatore ha il contratto in scadenza nel giugno del 2024 e la società sembra intenzionata a prolungarglielo. Secondo le informazioni che circolano, come riferito da TMW, la proposta in arrivo da parte dell’Arsenal sarebbe per un anno (30 giugno 2025) con inserita però anche un’opzione per proseguire assieme fino al 2026. Segno che la dirigenza punta molto forte su di lui considerando la sua grande esperienza anche a livello europeo.

Arrivato all’Arsenal da poco più di un anno – si è trasferito nel gennaio 2023 – con i Gunners il centrocampista ex Napoli e Verona, tra le altre, ha messo insieme 41 presenze e 1 gol in tutte le competizioni. In questa stagione è stato utilizzato poco, anche se nell’ultima di campionato è partito titolare.

 

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Champions, Europa e Conference League cambiano format: il video UEFA

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Champions League italia

La stagione 2024/25 non sarà un’annata come le altre per le Coppe Europee. Dall’anno prossimo, infatti, Champions LeagueEuropa LeagueConference League cambieranno definitivamente aspetto.

Le tre competizioni elimineranno gli ormai consueti gironi da 4 squadre e vedranno un solo, grande, girone da 36 contendenti. Ogni squadra giocherà contro 8 avversari diversi (in Conference contro 6), giocando 4 sfide in casa e 4 in trasferta.

Al termine di questa prima fase, che si concluderà a gennaio, le prime 8 delle graduatorie saranno automaticamente qualificate alla fase ad eliminazione diretta, mentre le squadre posizionatesi tra la 9′ e la 24′ si giocheranno la qualificazione tramite i playoff, mentre le restanti 12 squadre saranno definitivamente eliminate da tutte le competizioni.

Questo nuovo format permette ad ogni squadra di giocare almeno due partite in più rispetto all’attuale sistema a gironi; otto partite che possono, potenzialmente, diventare 10 se la squadra giocasse i playoff.

Una novità importante è anche quella riguardante le eliminate, che non scaleranno da una competizione all’altra (come accaduto con le terze dei gironi fino a questa stagione) ma vengono escluse dalla corsa ad ogni trofeo.

Insomma, dalla prossima stagione le Coppe europee non saranno più le stesse, ma promettono comunque di continuare a farci vivere nuove e appassionanti storie di calcio.

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