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Fulham, sir Ranieri torna in panchina

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Tornare in un campionato dove si è riusciti a scrivere una vera e propria favola non è cosa da tutti. Mettersi di nuovo in gioco – col rischio dietro l’angolo di vanificare quanto di buono è stato fatto in passato – è una scelta molto coraggiosa. Ma Claudio Ranieri, o meglio, sir Claudio Ranieri non è il tipo di uomo che guarda alle proprie spalle. Infatti, ha colto al volo l’opportunità di sedersi ancora in panchina. Il tecnico romano ha accettato la proposta di Shahid Khan, proprietario del Fulham.

D’altronde, la Premier League è casa sua. In Inghilterra è stato apprezzato molto più che in Italia, dove la limitata cultura sportiva non permette ad un allenatore di sbagliare, mai. Contrariamente, in UK, i tecnici nostrani, grazie anche al maggior tempo messo a disposizione, riescono sempre a ottenere ottimi risultati: negli ultimi anni ne sono stati una prova Di Matteo, Conte e Sarri.

Ranieri posa al Craven Cottage di Londra.

Ranieri arriva a Londra con la valigia carica di quell’esperienza di cui i cottages hanno dannatamente bisogno. In estate, tra l’altro, la proprietà pakistana non aveva posto limiti alle richieste di Slaviša Jokanović: alla corte del coach serbo sono difatti arrivati calciatori di tutto rispetto: Seri, Zambo Anguissa, Mitrović ed i prestiti di Schürrle e Vietto. La spesa totale è stata di 109 milioni, cifra fuori dai parametri di tutte le squadre italiane, se non per la Juventus. Evidenza del distacco netto e deciso che sussiste fra la Premier e la Serie A.

Nonostante la faraonica campagna acquisti, il Fulham ha raccolto molto meno del previsto, scivolando all’ultimo posto in classifica; la squadra londinese ha ottenuto solo 5 punti nelle prime 12 partite, risultato che è valso l’esonero per Jokanović e l’assunzione di sir Claudio, suo ex allenatore ai tempi del Chelsea. L’obiettivo salvezza è distanze solo 3 lunghezze. Il campionato è molto lungo e siamo certi che, alla fine, il Fulham riuscirà ad evitare la relegation.

Scopriamo insieme come potrebbe scendere in campo il nuovo Fulham targato Ranieri.

CATENACCIO E CONTROPIEDE?

Nel mondo inglese, il 4-4-2 è un evergreen, riproposto a più riprese in tutte le sue varianti. Più della metà della Premier schiera questo modulo o, in alternativa, il 4-3-3. Tuttavia, si sta facendo spazio nelle ultime stagioni la difesa a tre, chiave di volta del Chelsea di Antonio Conte. Anche Jokanović aveva adottato tale disposizione, ma sappiamo bene come sia andata a finire. L’arrivo di Ranieri probabilmente sarà accompagnato da una rivoluzione tattica: al discreto possesso palla della precedente gestione (media del 50,9% a partita), verrà preferita una maggiore compattezza difensiva.

Il 4-4-2 messo in campo da Ranieri ai tempi del Leicester.

Quello di Ranieri è un calcio molto ‘catenacciaro’: predisposizione a soffrire, lasciando il pallino del gioco agli avversari; recuperare il possesso e verticalizzare rapidamente. In un periodo storico in cui l’estetica sta lentamente soppiantando l’efficacia, il gioco di Ranieri è una novità, ma non in Inghilterra. Perché il Regno Unito è l’ultimo baluardo del football kick and run, improntato sui lanci e sulla grande corsa.

CHI GIOCHERÀ?

Non aspettatevi un Leicester 2.0. Almeno non per quest’anno. Ma i foxes possono offrirci un’ottimo esempio di come i londinesi potrebbero scendere in campo. Tra i pali, Sergio Rico dovrà essere sempre pronto a respingere i tentativi avversari. La difesa verrà schierata a quattro: a destra Fosu-Mensah avrà la libertà di scatenare tutta la sua velocità, a sinistra Bryan potrà fare altrettanto; al centro della retroguardia Mawson e Le Marchand, non due armadi a quattro ante come Morgan e Huth, bensì due difensori molto più moderni.

Mitrović, il bomber serbo del Fulham.

A centrocampo Seri e Zambo Anguissa dovranno macinare chilometri per recuperare palloni da servire ai due esterni: Sessegnon, fenomenale classe 2000 in rampa di lancio, e Schürrle, ormai solo un lontano parente dello splendido esterno visto a Dortmund. In attacco, Mitrović sarà il fulcro del gioco, da sfruttare su palle inattive e cross dalle fasce e Vietto, seconda punta dotata di una tecnica sublime, dovrà raccordare i due reparti. La rosa dei cottages è davvero molto profonda, ragion per cui potremo vedere in campo molto spesso anche il capitano Carney. Ma anche Chambers, McDonald e Johansen, che con Jokanović hanno trovato molto spazio.

RITROVARE LA RETTA VIA

Il Fulham, nonostante sia una neopromossa, dispone di un parco giocatori di tutto rispetto. Alcuni hanno reso poco rispetto alle grandi aspettative: Seri e Vietto su tutti. Proprio dal rilancio della rosa e, in particolare, dei calciatori più talentuosi partirà la nuova era Ranieri. Il primo era stato ad un passo dal firmare con il Barcelona, poi l’interesse di Roma e Napoli. Alla fine l’ha spuntata la Black and White army; ma a Londra l’ivoriano non è riuscito a imporsi e a differenza di Vietto che incarna il classico calciatore che difficilmente si adatta ad un gioco fisico come quello inglese, Seri ha tutte le carte in regola per fare davvero bene.

Seri, il faro del centrocampo.

Se da una parte il ragazzo ricorda quel Kantè che abbiamo imparato ad amare proprio grazie a Ranieri, Jean Michaël possiede una tecnica differente, di alto livello. Calcia molto bene dalla distanza ed è pericolosissimo sui calci piazzati. Un mix di qualità fisiche e tecniche che lo rende il più adatto ad illuminare il 4-4-2 che disegnerà sir Claudio.

Discorso diverso per Luciano Vietto, uno che fuori dai confini spagnoli ha trovato le difficoltà che tutti si aspettavano. Il suo talento è cristallino, questo è chiaro, ma probabilmente la Premier non è il giusto palcoscenico in cui esibirsi: starà al nuovo coach farlo brillare insieme al resto del team per questa nuova ed eccitante sfida, sul medesimo sfondo d’Albione che ha già visto accadere miracoli.

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Genoa-Cittadella, le probabili formazioni: rischio turnover per Coda

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Genoa

Dopo una settimana decisamente movimentata in casa Genoa, il focus è ora tutto sulla sfida di domenica 4 dicembre contro il Cittadella. I rossoblù tornano al Ferraris, che si preannuncia gremito come al solito. La Gradinata Nord, per i primi 15 minuti, protesterà rimanendo in silenzio.

La protesta è rivolta non alla squadra, come la situazione di crisi potrebbe far pensare, bensì contro la giustizia sportiva che ha comminato severe sanzioni ad alcuni tifosi genoani rei di aver violato delle norme esultando in occasione del gol dell’1-2 di Yeboah in Venezia-Genoa. Garantito il massimo sostegno a giocatori e staff dunque, nonostante gli striscioni comparsi in settimana a Marassi e al Pio.

Dal canto suo, il gruppo ha soprattutto pensato a ricompattarsi in questi giorni di preparazione, come testimoniano le dichiarazioni di Bani e Strootman a margine della festa di Natale del settore giovanile. I due hanno dato ragione a Blessin riguardo alle pesanti critiche mosse dal tecnico per l’atteggiamento della squadra e si sono detti concentrati a migliorare il rendimento.

Bisognerà farlo in fretta, poichè dopo la sfida al Cittadella a Genova l’8 dicembre arriverà il Sudtirol. Il weekend seguente, poi, ci sarà la trasferta di Ascoli. Intanto, però, ecco le probabili scelte dei due allenatori per Genoa-Cittadella.

LE PROBABILI FORMAZIONI DI GENOA-CITTADELLA

In ragione del tour de force in arrivo, Blessin pensa a un turno di riposo per Massimo Coda: al suo posto potrebbe giocare Puscas. Il rumeno non ha brillato nella trasferta di Perugia, ma la prima occasione da titolare in casa potrebbe galvanizzarlo. A centrocampo ancora indisponibile Badelj, mentre il ristabilito Sturaro si candida a una maglia dal primo minuto. Dopo l’esito negativo dell’esperimento in Umbria, si dovrebbe tornare al 4-2-3-1.

Nel Cittadella di Gorini sono tre le assenze pesanti: a Felicioli e Baldini si è aggiunto anche Beretta, che non partirà per un problema al polpaccio. Antonucci agirà alle spalle dei due attaccanti, centrocampo a 3 con Carriero, Pavan e Branca.

Genoa (4-2-3-1): Semper; Hefti, Bani, Dragusin, Sabelli; Strootman, Sturaro; Gudmundsson, Aramu, Jagiello; Puscas. All.: Blessin

Cittadella (4-3-1-2) Kastrati; Vita, Perticone, Frare, Cassandro; Carriero, Pavan, Branca; Antonucci; Tounkara,Varela. All.: Gorini

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Verso Turris-Avellino: Rastelli recupera Aya

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Turris Avellino

In casa Avellino, continua la preparazione verso il match contro la Turris in programma domenica alle 17:30. Gli irpini, dopo il pareggio casalingo contro la Juve Stabia, sono obbligati a vincere per sperare ancora nei playoff.

Il tecnico Massimo Rastelli però, dovrà ancora far fronte alla situazione infortunati. Aya ha recuperato definitivamente ed è tornato ad allenarsi in gruppo ma è l’unica nota positiva. Dall’Oglio e Di Gaudio infatti, stanno ancora smaltendo i fastidi lavorando a parte. Così come Ricciardi e Micovschi, che stanno continuando il programma di recupero prima del reintegro.

L’Avellino ha disperato bisogno di trovare punti lontano dal Partenio Lombardi. Il rendimento esterno, sino ad ora, è stato disastroso. Soltanto 4 punti conquistati in 8 uscite, frutto del pareggio contro il Foggia e della vittoria di Francavilla, alla prima in panchina di Rastelli.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram Us Avellino

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ESCLUSIVA – Luca Toselli sulla Juve: “Giusto confermare Allegri”

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Juventus

La Juventus sta attraversando uno dei periodi di maggior difficoltà della sua storia. Risultati che faticano ad arrivare e dimissioni improvvise di tutto il C.D.A., situazioni che non fanno passare nottate tranquille ai tifosi bianconeri. In esclusiva per Numero Diez la voce di Luca Toselli, influencer grande esperto e tifoso della Vecchia Signora seguito da centinaia di migliaia di persone sui propri account social. Di seguito l’intervista.

L’ERA ANDREA AGNELLI

Nove Scudetti, cinque Supercoppe Italiane e cinque Coppe Italia, questi i successi della Juventus nei dodici anni di gestione Andrea Agnelli. Quali parole ti senti di rivolgere nei confronti dell’operato dell’ormai ex presidente?

“Un ringraziamento per gli anni che ci sono stati di vittorie e successi nonostante gli ultimi non siano andati bene. Probabilmente la presidenza di Andrea Agnelli era ormai giunta al termine. Il fatto che si sia arrivati alla divisione per altre cause è un dispiacere ma probabilmente ci stava dopo dodici anni un cambio in cima alla piramide della Juventus”.

LE PREOCCUPAZIONI DEL MOMENTO

Da tifoso che sente la maglia bianconera come una seconda pelle, quali sensazioni stai provando in questo periodo così delicato?

“Confusione e sorpresa. Non mi spaventa il fatto di avere un presidente, bensì la dinamica e le tempistiche nel quale è avvenuto questo cambiamento. Vista dalla nostra prospettiva viviamo questo avvenimento in modo confusionario e, come un qualcosa in continua evoluzione”.

LE POSSIBILI NUOVE FIGURE DIRIGENZIALI

Prima Del Piero poi Trezeguet: due leggende del club che si sono proposte di tornare per aiutare la loro vecchia squadra. Pensi che potrebbero contribuire alla rinascita del club?

“Vedo molto più adatto Del Piero a livello dirigenziale, Trezeguet penso sia maggiormente un uomo da campo. È ovvio che due figure del genere che nel momento più buio della storia bianconera hanno deciso di scendere all’inferno con la Vecchia Signora è un qualcosa che non può fare altro che piacere”.

IL RUOLO DI MASSIMILIANO ALLEGRI

L’unico mai messo in discussione in questi giorni così intensi è stato Massimiliano Allegri. Si è parlato di possibili dimissioni non accettate, condividi la scelta di tenere il tecnico o avresti optato per un altro profilo?

“Riguardo Allegri penso sia un discorso in continua evoluzione. In caso di dimissioni di Agnelli per un nuovo progetto tecnico avrei capito un immediato cambio in panchina ma, in questa situazione di confusione, cambiare anche l’allenatore sarebbe stato un problema per i giocatori. Allegri dovrà tenere il ruolo di collante in questo momento così delicato”.

LA POSSIBILE REAZIONE IN CAMPO DELLA SQUADRA

In conclusione, come credi possa reagire la squadra sul lato sportivo al rientro dalla sosta? Riusciranno i ragazzi a gestire il peso di giocare in queste condizioni?

“Questa è la mia più grande paura. Sicuramente il momento non è felice e, qualcuno, potrebbe avere delle preoccupazioni a livello di campo. Sappiamo tutti benissimo che all’interno del rettangolo verde di gioco la testa conta tanto e, tutta questa situazione extra-campo, potrebbe provocare dei malumori”.

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Calcio Internazionale

Barcellona, interesse per Onana: le ultime

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Onana

Il Barcellona, nonostante i problemi riguardo alla liquidità, agirà sul mercato di gennaio: sono infatti tanti i nomi di Inter e Milan e che piacciono al club blaugrana.

BARCELLONA-MILANO: ASSE CALDO

Al Barcellona piacciono tanti nomi dell’Inter: si comincia da Lautaro e Skriniar concludendo con Brozovic. Ma non si ferma qui, infatti passando all’altra parte di Milano piacciono molto sia Rafael Leao, che Bennacer.

Secondo Tuttosport, però, l’obiettivo principale del Barcellona per gennaio è un portiere che faccia da vice a Ter Stegen: tutti gli indizi portano ad Onana. L’ex Ajax è un obiettivo concreto dei blaugrana, che stanno preparando un piano per sferrare l’attacco finale a gennaio.

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