Dove trovarci

Luca Clemenza, il 10 che verrà…

Non è Messi, non è Hazard e non è nemmeno James Rodríguez. Il numero diez in questione si chiama Luca Clemenza, stella della Primavera juventina. Un classe ’97 con un futuro da campione. Un futuro che la sfortuna tempo fa ha provato a rovinare, ma senza riuscirci…

LUDE ET LABORA

Gioca e lavora” come rivisitazione del famoso “Ora et labora”. Già, perché un ragazzo come Clemenza deve giocare a pallone divertendosi, senza scordarsi però che per diventare un vero professionista bisogna conoscere anche il verbo lavorare. È proprio quest’ultima parola che ultimamente viene spesso abusata da molti per far capire che al giovane fiore bianconero manca ancora qualcosina per sbocciare definitivamente. Questione di palestra forse. Sì, perché quel fisico che ogni weekend pascola sopra manti erbosi a tratti dipinti di bianco, necessita al momento un incremento quantitativo fondamentale.

Ma a parte questo dettaglio che riguarda le varie fibre muscolari, negli gli arti inferiori del giovane scorre un sangue che oltre a trasportare ossigeno, consegna alle varie cellule anche un talento cristallino. Un talento da coltivare e da far sfogare. Chi lo ha visto giocare sa di cosa si sta parlando. Quella visione di gioco stupefacente e quel tocco palla straordinario. A tutto ciò viene sempre associata una conduzione del pallone da vero campione.

Se dovessimo paragonarlo a qualche grande giocatore della Serie A, non sarebbe blasfemia definirlo come la fusione tra Marchisio e Bernardeschi. Clemenza infatti nasce come trequartista, eppure le sue qualità lo portano spesso ad abbassarsi in mediana per riciclare più palloni possibili. Inoltre, riesce ad imporre il proprio gioco anche quando viene posizionato sulle fasce laterali. Un jolly che ogni allenatore vorrebbe avere nella propria rosa. Tra i suoi pregi troviamo anche il tiro dalla distanza. Preciso e pulito. Lo stesso che ad ogni punizione si può ammirare con grande piacere. La maggior parte delle volte, le sue prestazioni valgono quantomeno il prezzo del biglietto.

TODAY, TOMORROW, TO…

L’unico rimpianto (forse) della sua carriera rimane l’infortunio patito esattamente un anno fa. Il crac accade in quel di Viareggio. Quel Viareggio che prima di essere un torneo giovanile, è spesso la vetrina principale dove i fenomeni del domani si mettono in mostra, sognando un giorno di calpestare rettangoli di gioco più importanti, come magari San Siro. Un po’ come l’Opéra di Parigi per le aspiranti ballerine insomma. Sta di fatto che quel problema avuto al ginocchio è ormai acqua passata.

La scelta di tenerlo come fuoriquota in Primavera per questa stagione è stata sicuramente una mossa studiata per farlo tornare come prima. Come se quello stop fosse stato soltanto una pausa che non comprometterà il suo percorso con destinazione Serie A. I numeri in effetti parlano chiaro. 21 le partite giocate. 13 i gol segnati. 6 gli assist generati. E quella fascia da capitano sul suo braccio viene costantemente onorata con enorme professionalità. Da migliorare forse rimane solamente il passaggio, non sempre preciso anche per via dei mille e vari movimenti fatti dai compagni ad ogni azione. Ma ripetiamo, FORSE.

Il suo futuro sarà deciso a breve. Anche perché diverse squadre di A si stanno già facendo avanti per provare a portarselo a casa anche solo temporaneamente. Si parla di Sassuolo e di Pescara. Ma noi ci ritagliamo la possibilità che il ragazzo possa essere addirittura aggregato alla prima squadra. In ogni caso, se tutto dovesse andare per il meglio, questa giovane promessa un giorno potrà dire la sua nel calcio che conta. Good luck Luca!

 

Lascia un commento

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Altro in Alla ricerca del Diez