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Esclusiva - Cobolli Gigli: "Viva Ronaldo. Ma avrei preferito Milinkovic e altri colpi"

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ESCLUSIVA – Cobolli Gigli: “Viva Ronaldo. Ma avrei preferito Milinkovic e altri colpi “

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Negli scorsi giorni abbiamo avuto la fortuna di porgere qualche domanda a Giovanni Cobolli Gigli, ex presidente della Juventus dal 2006 al 2009, su tutto il mondo bianconero, sull’arrivo di Ronaldo, le altre trattative bianconere, per finire con il capitano della prossima stagione.

Giovanni Cobolli Gigli è un dirigente d’azienda italiano, ed è stato per sette anni presidente della Federdistribuzione. Il suo volto è anche molto noto nell’ambito giornalistico, visto che ha rivestito il ruolo di vicepresidente della Federazione Italiana editori giornali e della Associazione italiana editori in quanto a.d. della Mondadori.

Negli ultimi sette anni la società Juventus ha lavorato benissimo, dimostrando molta competenza e di saper programmare nel giusto modo; infatti i risultati parlano per lei. Crede che il dominio bianconero durerà ancora per molto  tempo?

“Condivido in pieno il contenuto della domanda. La Juventus ha lavorato in maniera perfetta, grazie soprattutto all’ottimo impegno del presidente Andrea Agnelli, e dei vari operatori come l’amministratore delegato Giuseppe Marotta e Paratici. Sette scudetti di fila sono un record formidabile, che difficilmente verrà eguagliato o battuto da altre squadre. Nonostante il settimo tricolore conquistato e il quarto trionfo consecutivo in Coppa Italia credo che in prospettiva la Juventus di quest’anno con dei rinforzi in difesa e a centrocampo avrebbe potuto chiudere la stagione in maniera ancor più dignitosa anche in Champions League, sebbene vada ribadito come l’eliminazione sia scaturita negli ultimi minuti dei quarti di finale dopo una prestazione eccelsa da parte di tutti i giocatori in casa del Real Madrid, che a breve si sarebbe laureato campione d’Europa.”

Gli occhi e le orecchie di tutto il mondo sono sull’arrivo di Cristiano Ronaldo in bianconero. Che effetto potrebbe avere sulla Juventus e sul suo mercato successivo?

“Eravamo tutti col fiato sospeso per aspettare quello che sarebbe successo soprattutto nel consiglio d’amministrazione del Real Madrid che avrebbe stabilito il valore del calciatore. D’altra parte devo dire che la Juventus, da squadra che si doveva rinforzare in alcune zone del campo, ha invece seguito la strada che la porta al miglior giocatore del mondo per puntarci  nelle stagioni a venire al fine di conquistare ancora molti trofei. Un’operazione molto brillante ma allo stesso tempo a rischio scommettere tutto su un’unica pedina, privandosi per questa di giocatori importanti come Higuain, Rugani, forse anche di Pjanic che per me sarebbe un fulmine a ciel sereno. Vuol dire da un lato indebolire la struttura molto redditizia per la società ed i tifosi fino alla fine di questo campionato, per inserire una macchina di Formula 1 eccezionale come Ronaldo, rendendo più sguarnita la squadra. Parlando da tifoso mi sarebbe piaciuto molto vedere il Milinkovic-Savic della Lazio con la maglia bianconera per la prossima stagione, ma dovendo la Juve sopportare un esborso finanziario di 100/150 milioni di euro, è difficile immaginare possa aggiudicarsi anche le prestazioni del giovane serbo. Personalmente mi aspettavo un mercato “tradizionale” e strutturato da parte della Juventus, con i soliti rinforzi che avrebbero migliorato la squadra, al posto di un mercato “eccezionale” costituito da un giocatore perfettamente integro dal punto di vista fisico, in grado di fare ancora grandissime cose ma con una carta d’identità che parla in modo chiaro. Inoltre è necessario anche ribadire che qualsiasi calciatore ha dei momenti di alto livello e altri comunque difficili nell’arco di una stagione. L’arrivo di Ronaldo certifica comunque la scelta della via più “innovativa”; quindi viva la Juve e viva Cristiano Ronaldo. Non si può dire nient’altro. Da tifoso mi allineo felicemente alle scelte della società.
Infine è giusto rimarcare gli ottimi colpi effettuati da Marotta fino ad ora, come Cancelo ed Emre Can, che certificano l’ottimo lavoro svolto dalla dirigenza e la programmazione che vi è dietro negli ultimi anni.”

In caso di arrivo del portoghese la Juve colmerebbe il piccolo gap che rimane con le grandissime d’Europa, portandosi a casa la tanto cercata Champions League?

“Beh la Juventus è arrivata, molto recentemente, fino alla finale per due volte sfiorando anche un’enorme impresa quest’anno al Bernabeu, dove tutto è svanito per un gol in extremis. Ritengo che la squadra fosse strutturata per essere una grande nel continente, poi il non aver vinto la partita decisiva per la conquista dell’ambito trofeo è un altro paio di maniche. Può esser stato causato forse dalla mancata esperienza o da altri fattori, però la Juve era già tra le cinque più forti d’Europa, e il possibile arrivo di Ronaldo non può far altro che metterla in condizione di scalare questa classifica, a patto che la rosa non venga troppo impoverita.

Secondo molti CR7 rischia di oscurare l’astro nascente Paulo Dybala; per altri invece sarà stimolo per il giovane argentino a migliorarsi. Che ne pensa a riguardo?

“In questo caso credo che, se Dybala è un ragazzo intelligente come sembra essere, l’allenarsi quotidianamente con una figura come Ronaldo accanto non possa far  altro che recargli dei vantaggi. Dal canto mio penso da sempre che chiunque giochi con il portoghese, siccome ha spesso bisogno di sponde e collaborazione in fase offensiva o di pressing, cresca in maniera esponenziale dal punto di vista tecnico-tattico, acquisendo anche la giusta mentalità che permetterebbe a un giocatore come Dybala di diventare quel campione che ad oggi ancora non è, vista la professionalità esemplare del numero sette, a cui si può recriminare solamente  l’elevato stipendio.”

Da quello che si vocifera negli ultimi giorni Higuain ormai potrebbe trovarsi già alla porta di Vinovo, pronto ad iniziare una nuova avventura alla corte del Chelsea di Abramovich; insieme a questa vicenda sono emerse voci sulla possibile volontà del Barcellona di voler acquistare Pjanic, nonostante la Juventus abbia già ribadito come il bosniaco sia una parte centrale del progetto bianconero. Come potrebbe rimpiazzare la Juventus queste due importanti cessioni?

“In primo luogo la partenza dell’argentino immagino che sarebbe giustificata dall’approdo di Ronaldo nella Juve, che lo rimpiazzerebbe nel reparto offensivo. Per quanto riguarda Pjanic  al momento ne so poco, essendo rimasto a dichiarazioni della società, nelle quali il giocatore veniva definito incedibile. Inoltre credo che il calciatore debba rimanere nella rosa che Allegri avrà a disposizione per la prossima stagione, visto che nell’ultima annata il centrocampo bianconero aveva palesato le necessità di rinforzi che sono arrivati con l’acquisto di Can, che insieme a Matudi, Khedira, lo stesso Pjanic e il promettentissimo Bentancur andrebbe a formare una mediana di grande qualità e fisicità. Dopo di che io da nostalgico juventino non mi dimenticherei di Marchisio, poiché un’altra considerazione che faccio nella mia mente è che la Juventus stia sempre più diventando “internazionale”, ed è un gioco di parole, invece che “nazionale”, e questo non posso nascondere che mi dispiaccia. Una delle cose che contraddistingue questa società, anche quando all’epoca ho potuto frequentarla, è l’elevata percentuale di giocatori italiani all’interno della sua rosa, che piano piano si sta abbassando. Però ritengo che sia un gioco forza dovuto alla carenza di talento nostrano. Per quanto riguarda Marchisio non vedo come non si possa riporre nuovamente la fiducia in questo giocatore, colonna portante dei sette titoli juventini.”

Questa è stata l’ultima stagione in bianconero per Gianluigi Buffon, che ha già fatto le valigie in direzione Parigi. Quanto è stato importante Gigi per la Juve e per tutto il calcio italiano? Che impatto crede che avrà con la maglia del Paris Saint-Germain?

“Innanzitutto un saluto affettuoso a Gigi da tifoso, e se lo incontrerò glie ne darò uno da amico. Buffon è stato un pilastro per la Juventus, diciassette anni bellissimi, in cui ci ha regalato grandi cose, ma anche per gli italiani, vincendo una Coppa del Mondo; resterà nella storia di questo club e del calcio mondiale, essendo ancora ad oggi uno dei più forti portieri al mondo, se non il migliore. Il fatto che vada al PSG lo considero un fatto naturale, visto che aveva annunciato che questa sarebbe la sua ultima stagione in bianconero e per questo Marotta e Paratici hanno programmato l’acquisto di un nuovo portiere, che al momento è Perin, nonostante sia al secondo posto nelle gerarchie dietro a Szczesny, e in amicizia con Agnelli si sono salutati lasciando aperta la porta per un futuro posto in società, una volta che Buffon non giocherà più.

Infine non vorrei arrivare ad una finale di Champions contro il culb parigino, con Buffon che para qualche rigore per dirne una. Ad oggi comunque il Paris Saint-Germain è un’ottima squadra, con un presidente ricchissimo, e penso che con un buon allenatore  possano puntare alla vittoria della coppa dalle grandi orecchie, visto che per loro è un obbiettivo primario per il basso livello della Ligue 1.”

Dalla prossima stagione quasi sicuramente la fascia di capitano passerà a Giorgio Chiellini. Ritiene abbia il carisma ed il carattere giusto per rivestire un ruolo così importante all’interno della squadra?

“Si! Con quattro punti esclamativi. Assolutamente e senza ripensamenti. E’ un giocatore formidabile, combatte su ogni palla, dà sempre l’anima sul campo e si vede a primo impatto quanto sia forte il suo carisma e quanto positivo il suo carattere. Credo incarni al meglio il concetto di “juventinità”. Non vedo al momento persona più adatta questo ruolo.”

Fino ad ora molte squadre si stanno muovendo sul mercato,piazzando anche diversi colpi importanti. Tra tutte si stanno distinguendo Inter, Roma e Napoli che stanno cercando di diminuire il distacco con la “vecchia signora”. Quale pensa che nel prossimo campionato possa rivestire il ruolo di anti-Juventus?

“Per simpatia direi la Roma, in quanto Eusebio Di Francesco è un ottimo allenatore, ma ancor prima una gran persona, però solo per simpatia. Più in generale i rischi potrebbero arrivare dal Napoli, che ha acquistato un allenatore come Carlo Ancelotti, molto esperto soprattutto in campo internazionale, in grado di migliorare sicuramente gli ottimi risultati portati dalla gestione Sarri. Inoltre molto dipenderà da quanto sia disposto a spendere De Laurentiis in questa sessione di mercato, anche se fino ad ora si è dimostrato molto attivo e determinato, dicendo di voler trascorrere con la squadra tutti i venti giorni di ritiro. Per quanto riguarda l’Inter non si può dire che fino ad ora il mercato non sia di alto livello, con acquisti importanti, che potranno rendere al meglio sotto l’attento sguardo di Luciano Spalletti.

Riordinando: metto come prima il Napoli con dietro a pochi metri l’Inter e per terza la Roma.”

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ESCLUSIVA – Zapelloni: “Difficile non pensare Verstappen campione del mondo, Pioli è a fine corsa”

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Pioli

Umberto Zapelloni, nota penna sportiva de il Giornale e Il Foglio, è intervenuto ai nostri microfoni per analizzare la stagione di Formula 1 che verrà, alla luce dei test terminati ieri in Bahrain, e per parlare della situazione del Milan, il cui prossimo mese sarà decisivo per le sorti europee e per la panchina dell’allenatore Stefano Pioli.

Diciannove piloti sanno che non vinceranno il Mondiale quest’anno“. Ha ragione Alonso alla luce dei test appena terminati in Bahrain?

Credo proprio che Alonso abbia ragione. Ad oggi è difficile pensare un esito diverso da Verstappen campione del mondo, soprattutto per come è terminata la scorsa stagione e per come è iniziata quella corrente. Altrettanto difficile, però, che possa vincere ventiquattro gare su ventiquattro o un numero simile a quello dell’anno scorso. Penso che solo un terremoto interno alla Red Bull, con il caso che ha avvolto il Team Principal Horner, possa essere l’unica possibilità per non dare ragione ai risultati finora visti in pista. La stabilità e costanza della monoposto Red Bull sono qualcosa di superiore: hanno modificato completamente il concetto di auto, traendo spunto da una filosofia Mercedes, e sono comunque riusciti a rimanere davanti. Bisogna però valutare quanto effettivamente siano davanti a tutti. L’anno scorso il distacco fu impressionante, forse quest’anno sarà inferiore. Non hanno provato le gomme morbide (che nel primo GP della stagione non verranno utilizzate, ndr), mentre la Ferrari già l’anno scorso sul giro secco era molto rapida. Questo aspetto è tutto da vedere“.

Un’opinione più specifica sulla Ferrari? Come ha lavorato in questi giorni di test?

Ha sicuramente lavorato bene. È arrivata ai test con una macchina migliore dello scorso anno. I piloti sono contenti del loro feeling con la vettura e c’è una costanza di rendimento importante, cosa che nel campionato precedente era mancata. Quest’anno il setup è più facile da mettere a punto, c’è una buona base su cui migliorare. Uno dei punti deboli era il degrado gomme, ma dai test ora sembra abbastanza contenuto. È una macchina sincera: a differenza dell’anno scorso in cui ogni curva era un’incognita, ora i piloti sanno come la vettura effettivamente si comporta. Lo sviluppo è sempre stato punto uno dei punti deboli della Ferrari, ma già lo scorso anno abbiamo visto una scuderia che è riuscita a migliorare positivamente la macchina. Auguriamocelo anche per quest’anno.

Senna e Prost. La sfida infinita” (edito da 66thand2nd e pubblicato a gennaio 2024, ndr) è il titolo del suo ultimo libro: possiamo aspettarci un’altra vera rivalità quest’anno o i discorsi sono rinviati al 2026?

L’augurio è che possa capitare. Negli ultimi anni il più eclatante è stato il duello Hamilton-Verstappen ed è stato bellissimo. A differenza di Senna e Prost in questo caso c’è una differenza generazionale enorme, forse sarebbe meglio un confronto Verstappen-Leclerc, ma qui la differenza sta nel curriculum. L’olandese vanta un palmarès che il monegasco per ora si sogna. Senna-Prost è stato un confronto senza eguali: in primo luogo erano compagni di pista, poi erano bravissimi ad alimentare le polemiche fuori dalla pista, cosa che, per esempio, Hamilton fa, ma Verstappen no, se non sporadicamente a inizio stagione. Senna-Prost è una rivalità unica nel mondo dello sport, non solo nel circus della Formula 1“.

Il Milan affronterà nel prossimo mese Atalanta, Lazio, il doppio confronto con lo Slavia Praga, Hellas Verona e Fiorentina. È il mese decisivo per le sorti europee e per quelle di Pioli sulla panchina rossonera?

Sarà un mese fondamentale. Il Milan deve mantenere il posto Champions in campionato. Il distacco in classifica dalle inseguitrici c’è, ma considerate le ultime uscite in cui subiscono due gol a partita non si sa mai. Inoltre portare a casa l’Europa League creerebbe consapevolezza nei giocatori e ciò aiuta a vincere ancora, vedasi l’Inter dell’anno scorso. Il Milan è da diverso tempo che non vince un trofeo diverso dallo scudetto, quindi un successo europeo servirebbe eccome.

Sono convinto che Pioli sia a fine corsa: in certe partite ormai si notano troppi scollamenti. Lui ha fatto benissimo con il Milan, lo ha portato a un livello di consapevolezza che la squadra non aveva prima. Ha sì fatto qualche scivolone di troppo come i cinque derby persi, ma la media punti in questi anni rimane discreta. Anche le squadre di Serie A dopo un po’ devono cambiare allenatore. La prossima partita con l’Atalanta è complicata. Loro sono una squadra pericolosa e in questo momento sono molto in forma. Sono curioso di vedere De Ketelaere contro il Milan perché sta diventando il giocatore che probabilmente aveva intravisto Maldini, ma che Pioli non aveva saputo riconoscere“.

Nel caso in cui Pioli lasciasse il ruolo di allenatore, chi sarebbe il suo preferito per la panchina del Milan?

Se le alternative sono Conte o Thiago Motta farei il cambio, se invece sono meno intriganti allora rimarrei con Pioli e penserei a sistemare le lacune che questa squadra ha. L’allenatore sta comunque facendo miracoli con la rosa di cui dispone. Conte mi piacerebbe tantissimo, è un allenatore che riesce a tirare fuori il 130% della squadra che allena. Se lui dovesse accettare l’incarico, è perché la società gli ha proposto un mercato di livello, per cui la situazione sarebbe molto interessante. Thiago Motta sta facendo un ottimo lavoro con giocatori che non sono di primissimo livello. Se arrivassero lui e Zirkzee insieme sarei molto contento“.

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ESCLUSIVA – Teo Teocoli: “Milan, ti manca una vera identità. San Siro? Non mi è mai piaciuto”

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Stefano Pioli, allenatore del Milan - Serie A, Coppa Italia, Champions League, Europa League

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Teo Teocoli, volto storico della comicità italiana ed icona milanese e soprattutto milanista.

Come vede da tifoso la situazione del Milan negli ultimi tempi?

La squadra non ha ancora una vera identità. Abbiamo visto acquisti che si diceva fossero sbagliati che poi si sono rivelati buonissimi, e sto parlando di De Ketelaere. Abbiamo visto mettere in panchina sei titolarissimi e perdere una partita con il Monza. Poi magari sei partite vinte, due pareggiate, in definitiva non è una squadra regolare! Anche contro il Rennes appena ha segnato Leao poi lo ha messo in panchina. I giocatori devono giocare. Gli inglesi giocano sempre, non sono dei marziani, non fanno turnover, la squadra migliore gioca, punto. Capisco che si allenano tutta la settimana, che gli impegni sono tanti, ma se io tifoso vado allo stadio e vedo fuori Leao, Loftus Cheek e altri non mi diverto“.

Come vede la posizione di Pioli? Ad oggi lo confermerebbe?

Non mi voglio sbilanciare, però lo voglio più coraggioso. Non mi lasci fuori i sei più bravi per risparmiarli per una partita vinta 3-0 all’andata. Il Rennes doveva segnare 3 gol per passare e quindi scoprirsi e un paio di gol infatti li hanno presi… Se vinci 3-0 in casa poche volte poi si ribalta il risultato. Vorrei che il Milan fosse una squadra meno familiare: si vogliono tutti bene, tutti innamorati di Pioli ma in campo poi non è così“.

Da milanese e da assiduo frequentatore di San Siro come vede la questione stadio?

A me San Siro non è mai piaciuto per una questione di posizione, non c’è mai il sole. Una volta quando c’erano i due anelli ci sedevamo e prendevamo il sole, si poteva anche girare tutto lo stadio. Oggi invece è uno stadio pieno di settori, non si può andare da nessuna parte. Sarà un’esigenza moderna.

Vedere Milano già piena di lavori dappertutto, metropolitane non ancora finite. Non siamo neanche in un periodo brillantissimo economicamente per fare due stadi. Che poi se fai due stadi non succede niente, se fai un centro sportivo come le squadre inglesi con palestre, campi di allenamento, ecc. non enorme come San Siro, più piccolo, più agevole allora sì. Però ripeto io ho vissuto tutte le metropolitane di Milano e ne ho pieni i co****** (ride ndr). Milano cresce, per fortuna nostra in altezza perchè altrimenti non ci staremmo, e quindi dovrebbe essere sì una città di affari e di fiere, ma tutte fuori! Se vai in centro nei periodi di festa non si cammina, io rimpiango la Milano degli anni 60′, con i Navigli senza gli happy hour. Le cose belle di Milano dovevano essere lasciate libere, pulite, visibili e frequentabili come monumenti. Perchè i Navigli sono un monumento, invece c’è tutto un fermento di altre cose che non riguardano tutti.

In definitiva dei due stadi a me non frega niente (ride ndr). Sono andato per quasi sessanta anni in uno stadio solo, una domenica gioca l’Inter, quella dopo gioca il Milan e non ci sono stati mai problemi. Questo stadio è ben brutto, a me anche architettonicamente non piace, è una costruzione un po’ antiquata. Mi piacerebbe quello che chiamano la Cattedrale, quello è più suggestivo. Però ripeto lei parla con uno che ha un po’ di anni, a me i cambiamenti radicali non piacciono molto… Poi quella del pavese è una zona agricola, con molto verde, tu mi ci piazzi in mezzo uno stadio…“.

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Calcio Internazionale

ESCLUSIVA – Cannavaro può tornare ad allenare: c’è la chiamata, trattativa intavolata

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Cannavaro

Fabio Cannavaro può concretamente tornare ad allenare una squadra di calcio, ma questa volta si tratterebbe di una nazionale. Dopo l’ultima esperienza a Benevento, il campione del mondo 2006 ha ricevuto la chiamata della Corea del Sud, la cui selezione ha da poco esonerato Jurgen Klinsmann. La squadra di Heung-Min Son e Kim Min-Jae (che ha vinto lo scudetto col Napoli) viene dalla sconfitta in semifinale in Coppa d’Asia per mano della Giordania ed è pronta al grande cambiamento in vista delle qualificazioni mondiali per il 2026.

Secondo quanto appreso dalla nostra redazione, Cannavaro sta prendendo in considerazione la proposta della nazionale asiatica e sarebbe pronto a chiamare con sé i collaboratori che tanto lo hanno aiutato nelle precedenti esperienze in Cina, tra cui Francesco Troise, assistente tecnico, e Franco Cotugno, preparatore dei portieri.

Per quanto concerne le tempistiche, la trattativa è ancora agli albori. Il Pallone d’oro 2006 dovrà conciliare i suoi pensieri futuri con il ruolo di testimonial della Nazionale azzurra durante le due amichevoli in USA di marzo. Anche per questo possiamo confermare che Cannavaro non siederà già sulla panchina della Corea del Sud per le due partite di qualificazione ai Mondiali 2026 del 21 e 26 marzo contro la Thailandia.

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ESCLUSIVA – Giaccherini non ha dubbi: che elogio al centrocampo dell’Inter!

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Giaccherini

Emanuele Giaccherini è stato un giocatore importantissimo dello scorso decennio, simbolo della dedizione e del valore della gavetta. Partito dalla leghe minori, è arrivato a vincere due Scudetti con la Juventus e a raggiungere una finale degli Europei nel 2012. Oggi ha cambiato ruolo, ma è rimasto in questo mondo, lavorando come commentatore e opinionista su DAZN.

L’abbiamo intervistato, in esclusiva, per farci raccontare alcuni aneddoti sulla sua carriera e le sue opinioni su alcuni temi caldi del calcio attuale. Tra questi c’è una sua presa di posizione sul centrocampo dell’Inter e il percorso in Champions League. Di seguito le dichiarazioni di Giaccherini.

GIACCHERINI SUL CENTROCAMPO DELL’INTER E IL PERCORSO IN CHAMPIONS LEAGUE

Ad agosto una tua dichiarazione a DAZN che ha fatto discutere: “Il centrocampo dell’Inter per me è il più forte d’Europa”. Ad oggi, sei ancora d’accordo?

Sono ancora d’accordo: per me Barella, Çalhanoglu e Mkhitaryan stanno dimostrando di essere un gran centrocampo. Ho detto il primo d’Europa, se togliamo Bellingham al Real Madrid lo riconfermo, è un giocatore che da solo riesce a fare cose incredibili. La forza dell’Inter, però, sta nel centrocampo: possiamo parlare di Lautaro e Thuram o della difesa, ma per me quel reparto è il fulcro di quella squadra. Nei risultati che sta ottenendo l’Inter c’è tanto merito nel centrocampo“.

Come ne pensi del percorso in Champions League dell’Inter?

“Mi aspettavo che l’Inter arrivasse prima nel girone, per me era la squadra più forte. La Real Sociedad sta facendo vedere anche in campionato di non essere quella grande squadra che ha affrontato l’Inter, sia all’andata che al ritorno hanno fatto delle ottime partite contro i nerazzurri, ma per me si portavano dietro l’entusiasmo della scorsa stagione e ora l’hanno un po’ perso”.

L’Atletico Madrid, invece, è una grande squadra ma c’è una distanza di valori: all’Inter è andato stretto quel risultato, se avessero avuto più cattiveria avrebbero potuto vincere 2/3-0, non lo dico io ma i numeri della partita. La qualificazione ora le devono conquistare a Madrid, ma sicuramente andranno con lì con personalità, senza guardare l’1-0 ma cercando di vincere”.

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