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Colpi di genio e colpi di tacco

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Colpi di genio e colpi di tacco

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Verona

La Serie A non è mai stata storicamente una competizione spettacolare, tutt’altro. Nonostante in passato abbia cullato i calciatori più forti di sempre – Maradona, Platini, Ronaldo “il Fenomeno“, Zidane – con il passare degli anni lo stereotipo del campionato più tattico d’Europa non è sparito. Eppure negli ultimi anni, dopo anni di magra, l’Italia è tornata ad essere meta ambita da fuoriclasse del calibro di Cristiano Ronaldo, Lukaku, De Ligt e tanti altri.

Ciò detto, la Serie A è rimasta nell’immaginario collettivo un torneo in cui a farla da padrone sono la tattica, la preparazione fisica, il lavoro in allenamento. Nell’ultima puntata del podcast di Fedez sono stati ospiti Leonardo Bonucci e Giorgio Chiellini; i due difensori della Juventus hanno definito il campionato italiano come il più strategico di tutti, il che è vero, ma che non deve far pensare alla Serie A come un accozzaglia di giocatori bravi a livello tattico, anzi.

La stagione 2021/22 ci sta gradualmente mostrando quanto invece il nostro calcio sia tornato ad essere pieno di talento, di giocatori tecnicamente di altissimo livello e che ci ha dato l’opportunità di ammirare una grande quantità di colpi di genio e colpi di tacco, che è l’oggetto di questo approfondimento. Durante la prima parte di questo campionato ci sono state giocate assurde che vale la pena raccontare.

IL GENIO DI DYBALA

In Italia se c’è un giocatore che ha fatto del colpo di tacco un accessorio indispensabile del proprio gioco, del proprio playmaking, quello è Paulo Dybala. Da tempo immemore ci hanno insegnato l’importanza del giocare semplice, del passaggio funzionale; con Dybala, però, è diverso. L’argentino ha costruito gran parte della sua aura da campione attorno alla sua capacità di essere diverso, di rendersi utile senza mai disdegnare il carattere estetico delle proprie giocate. Citando Rivista Undici:

“Colpire di tacco significa sfruttare l’inevitabile attrazione esercitata dal pallone sugli altri 21 giocatori in campo per ribaltare i rapporti di forza all’interno di un’azione in cui chi difende ha teoricamente adempiuto al compito di respingere chi attacca, restringendo qualità e numero delle scelte a disposizione”. 

Con l’attaccante della Juventus accade questo: quando Dybala ha il pallone tra i piedi è molto probabile che succeda qualcosa di non convenzionale. Ci sono due episodi che è interessante e per certi versi pedagogico ricordare: in entrambi i casi l’avversario in questione è il Milan e ambo le volte Dybala decide di dar sfogo alla propria fantasia sfruttando l’arma meno controllabile che esista, il colpo di tacco.

Nella gara di andata di questo campionato accade che Dybala, dal nulla, crei lo spazio per disegnare un’importante occasione da rete. Ricevendo il pallone da una rimessa laterale, l’argentino non aspetta neanche che la sfera rimbalzi sul terreno. Avrebbe perso un tempo di gioco e aiutato Theo Hernandez ad andare in pressione su di lui; ecco allora che con un saltello si coordina per colpire al volo di tacco sinistro. È uno schiaffetto al pallone, quel tanto che basta per mandare fuori tempo la pressione del centrocampo rossonero: in due passaggi la squadra di Allegri si ritrova in porta, con Rabiot lanciato in area di rigore. Il recupero difensivo Tomori, un treno in allungo e che ha tamponato il tentativo di tiro del centrocampista francese, evita un gol che nelle statistiche sarebbe stato di Rabiot ma che avrebbe chiaramente portato il nome del diez argentino.

Quando vede il Diavolo in Dybala pare che scatti qualcosa, una scintilla di genio che è pure difficile da descrivere. D’altronde è nelle grandi partite che i grandi giocatori fanno la differenza. L’anno scorso, in un San Siro vuoto e silenzioso ci pensò la Joya a illuminarlo di lampi: controllo di destro, poi di mancino se la sposta con la suola e di tacco dipinge un assist perfetto per Chiesa, che davanti a Donnarumma non si fa pregare.

Dybala sa che quello è il solo modo per mandare in porta il compagno e scavalcare la linea di pressione. Dybala è un genio del calcio ed è per questo che merita un capitolo a parte.

CI VUOLE SENSIBILITA’

Il colpo di tacco non è solo un vezzo estetico. Durante l’arco di questi primi mesi di campionato ci sono stati casi in cui alcuni giocatori hanno completato il proprio percorso di maturità e di crescita, chi si è confermato ad alti livelli e altri ancora che hanno mostrato un lato tecnico che fino ad oggi era rimasto nascosto. Parliamo in ordine di Milinkovic-Savic, Ilicic e Barella: tre grandi calciatori che hanno mostrato una sensibilità nei loro piedi con pochi eguali.

Una decina di giorni fa il centrocampista serbo della Lazio è stato protagonista assoluto della vittoria esterna dei biancocelesti contro la Salernitana. Milinkovic ha messo a referto uno spettacolare assist di tacco volante per il gol sblocca partita di Immobile. Il telecronista di DAZN lo ribattezza scorpionata e in effetti per come il serbo colpisce la palla sembra più una mossa di taekwondo che una skill da calcio giocato. Ma in campo, si sa, è necessario attingere da tutte le risorse possibili. La cosa che più affascina dell’assist al volo di Milinkovic è l’abilità con la quale appoggia la palla esattamente sulla corsa di Immobile, che infatti non ci pensa due volte prima di calciare in porta. Un segno di visione periferica come se ci fosse un terzo occhio sulla nuca di Milinkovic, il cui show è poi andato avanti per tutto il resto del match.

Anche Josip Ilicic fa parte di quella ristretta cerchia di giocatori che a colpi di genio del genere ci ha abituato. All’inizio del campionato, in Atalanta-Fiorentina, Ilicic fa stropicciare gli occhi come solo lui è in grado. Lo sloveno raccoglie un lancio lungo dalla difesa, lo controlla fortuitamente con la schiena per poi avere la lucidità di mettere giù il pallone, sterzare con destro sul sinistro e in un millesimo di secondo servire di tacco – esattamente con la punta del tacco – Zappacosta, che alle spalle arrivava veloce come una locomotiva. Anche in questo frangente siamo di fronte ad un essere disumano, uno a cui piace giocare con la fantasia e che vede traiettorie e spazi che nessuno è  bravo a scorgere.

Tra tutti, però, è Nicolò Barella ad averci stupito per il livello delle sue giocate, alzatesi notevolmente rispetto al suo periodo cagliaritano, in cui avevamo fatto i conti con un ragazzo caratterialmente forte e dalle doti da leader. Una volta all’Inter, invece, Barella si è velocemente evoluto in un centrocampista totale, in grado di fare la differenza in ambo le metà di gioco. Tra i centrocampisti in Italia Barella, classe ’97, è uno dei pochi – se non l’unico – ad aver coniugato in maniera eccellente le sue caratteristiche da interditore e centrocampista difensivo con una vena, scoperta solo da un paio di stagioni, offensiva, che gli permette di arrivare spesso in area di rigore avversaria, di determinare sia con rifiniture al bacio sia con reti pesantissime.

Qui, ad esempio, nel match interno contro il Cagliari, con un colpo di tacco iper-sensibile libera in area il suo compagno Brozovic. Il croato avrebbe pure lo spazio e il tempo per tirare, salvo poi incartarsi nel controllo finale. Nella preparazione della sua giocata Barella è freddissimo, rimane in possesso della sfera nonostante il raddoppio difensivo e dal cilindro tira fuori un coniglio dal quale il pubblico non si aspetta altro che il trucco finale.

 I GOL CHE NON TI ASPETTI

Per chiudere questa speciale carrellata di tocchi di genio ci affidiamo a due gol realizzati con un colpo di tacco. Ma i due bomber in questione sono due giocatori dai quali, forse, non ci si aspetta un tecnicismo così delicato. E invece Mattia Destro e Gianluca Caprari hanno capito come farci rimanere con gli occhi sbarrati davanti il televisore.

Al 7′ di Sassuolo-Genoa, il centravanti rossoblù s’è inventato il gol vantaggio con un bellissimo colpo di tacco su assist di Ekuban: tacco con tunnel annesso ai danni di Chiriches e palla in rete. Che Destro fosse un rapace d’area di rigore lo sapevamo già; che potesse illuminarci in questo modo magari no.

Infine, ecco Gianluca Caprari. Il talento ex Pescara, Sampdoria, Parma e Benevento sembra finalmente giunto a piena maturazione dall’alto di un bottino che recita 8 reti e 5 assist in 21 partite di campionato.

L’ennesima prodezza di una stagione da top player è arrivata una settimana fa al Bentegodi, nella vittoria contro il Bologna superato per 2-1. Un colpo di tacco volante ad assecondare il cross di Lazovic e a sorprendere uno Skorupski che non poteva aspettarsi gesto di tale estro e bellezza. Una rete se vogliamo parecchio simile a quella storica di Roberto Mancini al Tardini di Parma. Era il 17 gennaio del 1999 quando il fuoriclasse jesino trascinò la Lazio al successo addomesticando il calcio d’angolo di Mihajlovic.

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Editoriale

Graffio Napoli, ruggito del Bologna – l’editoriale di Elio Arienti

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Napoli Juventus resoconto

Inter a parte, torna al proscenio il Milan che, al termine di una partita spigolosa e tutt’altro che priva di episodi da vivisezionare con estrema pignoleria e puntualità, mette sotto una Lazio determinata e caparbia con il gol-partita di Okafor a tempo praticamente scaduto. Non certo una gara, quella tra rossoneri e biancazzurri capitolini, da tramandare ai posteri per spettacolarità di gioco ed eleganza di comportamento (tanto, troppo il nervosismo sul rettangolo verde dell’Olimpico con tre espulsi e ben undici, in totale, gli ammoniti, messi a referto dall’indecoroso arbitro Di Bello, fermato dall’AIA per un mese), ma tre punti importantissimi per mister Pioli e i suoi ragazzi, nella corsa al secondo posto in classifica soprattutto ora ad una sola distanza di lunghezza da Madama, sconfitta a Napoli nel posticipo domenicale.

Continua, invece, la marcia pressoché inarrestabile di una Roma rivitalizzata dal gioco e dalle idee tattiche di Daniele De Rossi che, anche in quel di Monza ha dato dimostrazione di forza, ritrovata concretezza e baldanza guardando, ora, all’Europa non più dallo spioncino della porta di servizio ma da quella principale. Una Roma bellicosa ma anche elegante nel suo incedere al pari di un Bologna che, nella supersfida d’alta classifica, s’è preso la briga di andare ad espugnare il Gewiss Stadium, l’impianto di Bergamo, dove l’Atalanta spesso la fa da incontrastata padrona.

Seppur lentamente prova a riavvicinarsi alle posizioni che contano in chiave continentale anche la Fiorentina con il pareggio di Torino contro l’undici di Ivan Juric: match non certo irresistibile sotto il profilo estetico, ma di straordinario temperamento e grande agonismo.

Non c’è, comunque, solo la lotta per le posizioni di vertice da tenere in considerazione perchè pure sul fondo-classifica servono riflessioni. Ad esempio ci sarebbe molto da dire del Sassuolo in totale caduta libera (quarta sconfitta consecutiva, 17 in totale) superato, nel testa a testa, anche dall’Hellas Verona e con il suo uomo-faro, Domenico Berardi, alle prese con l’ennesimo lungo stop per infortunio che lo costringerà inoltre a saltare i prossimi Europei con la nazionale. Un “brodino caldo” invece, per il Cagliari che, col gol di Jankto, fa tornare il fiatone all’Empoli mentre Frosinone e Udinese si dividono la posta in palio rispettivamente con Lecce e Salernitana.

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Pronostico Inter-Genoa, statistiche e consigli per la partita

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Aaron Martin, calciatore del Genoa e della Spagna, e Hakan Calhanoglu, giocatore dell'Inter e della Turchia - Serie A, Champions League

PRONOSTICO INTER-GENOA, STATISTICHE E CONSIGLI PER LA PARTITA – La 27ª giornata di Serie A si chiude a San Siro, dove nel monday night va in scena Inter-Genoa. Sfida importante soprattutto per i nerazzurri, che hanno la possibilità di portarsi addirittura a +15 sulla Juventus seconda in classifica. Ecco il nostro pronostico per Inter-Genoa, statistiche e consigli per la partita.

PRONOSTICO INTER-GENOA: COME ARRIVANO LE DUE SQUADRE

L’Inter vola sulle onde dell’entusiasmo. La squadra di Inzaghi, considerando tutte lo competizioni, proviene da una striscia di 11 vittorie consecutive. Un momento di forma straordinario, come testimoniano i tre 4-0 rifilati in Serie A rispettivamente a Salernitana, Lecce e Atalanta. Con una vittoria, i nerazzurri potrebbero virtualmente chiudere il discorso scudetto approfittando della sconfitta della Juventus e portandosi addirittura a +15 sul secondo posto.

Buon momento anche per il Genoa, reduce dalla vittoria casalinga per 2-0 contro l’Udinese. Nelle ultime 11 partite, la squadra di Gilardino ha incassato una sola sconfitta, contro l’Atalanta. Classifica al momento assolutamente non preoccupante quella del Grifone, tredicesimo in classifica e con un distacco di almeno 8 punti sulla zona calda della classifica. Un’impresa a San Siro, potrebbe addirittura proiettarlo nella parte sinistra della classifica.

PRONOSTICO INTER-GENOA: PRECEDENTI

Gli ultimi 5 precedenti a San Siro tra Inter e Genoa vedono un netto dominio da parte dei nerazzurri, sempre vincenti e senza subire gol. Per altro anche con risultati abbastanza netti, come il 4-0 della prima giornata della Serie A 2021/22. L’ultima vittoria rossoblù a San Siro contro l’Inter risale addirittura al 1994. In questa stagione, nella gara di andata del Ferraris il risultato è stato 1-1 con le reti di Arnautovic e Dragusin.

PRONOSTICO INTER-GENOA

I favori del pronostico da parte dei bookmakers pendono ovviamente dalla parte dell’Inter. La vittoria dei nerazzurri e dunque il segno 1 la troviamo a quota 1.25. Decisamente meno probabile una vittoria del Genoa, quotata a 12.00. Il segno X invece lo troviamo a quota 6.00. Il nostro pronostico è la combinazione 1+OVER 2.5 a quota 1.80.

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ULTIM’ORA – Ansia Sassuolo: Berardi esce per infortunio contro il Verona

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Sassuolo berardi

Sfortunatissimo Domenico Berardi in Hellas Verona-Sassuolo. Il fuoriclasse neroverde è rientrato oggi da un lungo infortunio che gli aveva fatto saltare sei gare, ma è stato costretto al cambio per un nuovo infortunio. Dopo un rilancio errato di Montipò, Berardi ha controllato il pallone con il petto, ma ha poggiato male il piede al terreno e ha subito chiesto il cambio. La paura più grande è che si tratti di un problema al tendine d’Achille. Chiaramente serviranno accertamenti.

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Le parole di Baroni e Carnevali prima di Verona-Sassuolo

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Marco Baroni, allenatore dell'Hellas Verona - Serie A

Tra le partite più delicate di questo 27° turno di Serie A c’è indubbiamente il lunch match tra Verona Sassuolo, appaiate in classifica, ma con stati d’animo profondamente differenti. Nel pre-gara, ai microfoni di Sky Sport, si sono espressi al riguardo Marco Baroni, allenatore dei gialloblù, e Giovanni Carnevali, amministratore delegato dei neroverdi.

LE PAROLE DI BARONI

MASSIMA ATTENZIONE – “Dovremo affrontare tutti insieme questa partita, sia coloro che partono titolari, sia quelli che entreranno a gara in corso. Servirà un’attenzione massima per cento e passa minuti, il Sassuolo è conscio del momento che sta vivendo, ma rimane una squadra con grandi possibilità tecniche”.

TUTTE FINALI – “Da qui a maggio tutte le nostre partite saranno delle finali, e la squadra dovrà essere capace di restare sempre dentro la gara, mostrando compattezza anche mentale. Match come questi si risolvono spesso per le piccole cose, e dovremo essere in grado di curare anche i minimi dettagli”.

RESTARE IN PIEDI E CORRERE – “La squadra ha creato le condizioni per restare in piedi in un momento non facile. Adesso dobbiamo iniziare a correre per raggiungere ciò che sembrava impossibile”.

LE PAROLE DI CARNEVALI

BALLARDINI – “In un momento di difficoltà come quello che stiamo vivendo, Ballardini è il profilo adatto per dare la scossa giusta. La squadra ha dei valori, ma indubbiamente ha anche delle carenze; siamo fiduciosi nel fatto che il nuovo allenatore riuscirà a portarci ciò che è mancato prima”.

SERENITÀ – “Continuerò a presenziare agli allenamenti senza stravolgere nulla. Dobbiamo mantenere la serenità e l’equilibrio che non devono mancare in momenti come questo”.

BERARDI – “In undici stagioni di Serie A ci era già capitato un momento come questo, e chiamando Iachini quest’ultimo riuscì a portarci qualcosa di importante. Il ritorno in campo di Berardi può darci tanto anche all’interno dello spogliatoio, è il nostro campione ed è con lui che abbiamo portato a casa risultati e punti. Speriamo rientri in condizione nel miglior modo possibile”.

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