La Superlega, topic del quale si vocifera la segreta esistenza ormai da anni, assume contorni sempre più reali. Nella giornata di oggi, difatti, la UEFA ha emanato un comunicato dai toni assai perentori in cui viene assunta una netta presa di posizione nei confronti di tale evenienza. Riportiamo gli estratti più significativi:

La UEFA (…) ha appreso che alcuni club inglesi, spagnoli e italiani potrebbero aver intenzione di annunciare la creazione di una cosiddetta Super League a loro ristretta. Se ciò dovesse accadere, ci teniamo a ribadire che (…) resteremo uniti per fermare questo cinico progetto, un progetto che si fonda sull’interesse personale di pochi club. (…) Il calcio si basa su competizioni aperte e meriti sportivi; non può essere altrimenti. Come annunciato in precedenza (…) ai club interessati sarà vietato giocare in qualsiasi altra competizione a livello nazionale, europeo o mondiale, e ai loro giocatori potrebbe essere negata l’opportunità di rappresentare le loro squadre nazionali. Ringraziamo quei club di altri paesi, in particolare i club francesi e tedeschi, che si sono rifiutati di iscriversi. (…) Chiediamo a tutti gli amanti del calcio di unirsi a noi nella lotta contro un progetto del genere se dovesse essere annunciato. 

UEFA contro la Superlega

Partendo dal presupposto che sarebbe uno spreco di tempo spendersi in toni tanto livorosi nei confronti un problema per ora inesistente, possiamo affermare con certezza – proprio grazie a questo comunicato – che qualcosa di grosso bolle davvero in pentola. Dalle riunioni dalle sfaccettature carbonare inerenti al tema, sembrerebbe che ora si passando stia all’azione: la raccolta delle adesioni e la presa di posizione dei diretti interessati.

Stando alle news raccolte da Mundo Deportivo, il Barcellona avrebbe firmato nella giornata di sabato la sua adesione al progetto unendosi, così, ad altre dodici squadre: Manchester United, Manchester City, Liverpool, Arsenal, Chelsea, Tottenham, Real Madrid, Atletico Madrid, Juventus, Milan e Inter.
A farsi portavoce del progetto, in particolar modo, sarebbero state Real Madrid e Manchester United.

All’appello mancano le illustri firme delle ultime due finaliste della Champions League, PSG e Bayern Monaco. Il PSG, stando agli ultimi rumors, sarebbe intenzionato a declinare l’invito: Nasser Al-Khelaifi è parte del board UEFA ed è a capo di BeIN Media Group, emittente che ha investito ingenti somme di denaro per poter proporre la Champions League ai propri abbonati.
Il Bayern Monaco, dal canto suo, si era già espresso in tempi non sospetti sulla questione:

Credo che il format attuale sia un buon sistema. I campionati nazionali rappresentano la base per qualificarsi alla Champions“.
– Rummenigge, SEO Bayern Monaco

  • Come è strutturata la Superlega?

La Superlega, sebbene ci siano ancora diversi aspetti del quale si è all’oscuro, stando al Times, è strutturata in maniera estremamente semplice: a prendere parte alla competizione sarebbero un totale di 20 squadre; 15 club avrebbero la partecipazione garantita (i 13 firmatari di cui sopra più altri due dei quali non si conosce ancora l’identità; si vocifera che uno di questi possa essere la Roma); i rimanenti 5 avrebbero la possibilità di guadagnarsi un posto attraverso i risultati conseguiti nel proprio torneo nazionale (Serie A, Liga, Premier ecc.). Il torneo dovrebbe incominciare a svolgersi durante la stagione 22/23 o, al più, 23/24.

  • La Superlega non sostituirebbe le cosiddette “domestic leagues“.

Serie A, Premier League, Liga ecc. continuerebbero ad esistere senza alcuna modifica strutturale. La Superlega, difatti, mira a soppiantare la Champions League e non i tornei nazionali. Si svolgerebbe, pertanto, durante il corso della stagione, in concomitanza con il calendario di ciascun campionato.

  • Come funzionerebbe la Superlega?

La competizione prevede la separazione della totalità delle squadre in due gruppi da 10. All’interno di questi due gruppi, i club si sfidano tra loro – in gare di andata e ritorno – in un minicampionato volto a decretare una classifica finale. Coloro che raggiungeranno le prime quattro posizioni nel proprio girone procederanno allo step successivo della Superlega, ossia alla fase eliminatoria. Da questa fase – che prevede quindi 8 club – si procede ai quarti di finale (andata e ritorno), alle semifinali (andata e ritorno) ed infine alla finale (partita secca). Ogni squadra disputerà da un minimo di 18 partite stagionali fino ad un massimo di 23.

  • Perché creare un nuovo format?

Il format attuale della Champions League è oggetto di numerose critiche ormai da lungo tempo. La massima competizione continentale viene etichettata come obsoleta e poco remunerativa rispetto all’ipotesi di una Super League che garantirebbe guadagni ben più sostanziosi. A sponsorizzare questo nuovo torneo sarebbe, difatti, la JP Morgan, una delle banche più potenti al mondo che si sarebbe detta pronta ad investire fino a 6 miliardi di euro nel progetto. Il modello preso in analisi per questa nuova competizione trae ispirazione da NBA e NFL e potrebbe prendere il nome di European Super League.

  • Perché i grandi club sono disposti a schierarsi contro la UEFA?

Perché avrebbero una partecipazione garantita a prescindere dal rendimento nel proprio torneo nazionale ma, soprattutto, per un fattore economico: a ciascuna società sportiva, annualmente, verrebbero garantiti introiti sino ad un massimo di 350 milioni di euro. Numeri da capogiro se rapportati alla cifre attuali ed ancor più appetibili in un momento storico di magra.

  • Cosa accadrà?

Difficile a dirsi. Da un lato sembra saranno i club ad avere il coltello dalla parte del manico: una Champions League priva delle principali protagoniste perderebbe qualsiasi fascino e appeal. Dall’altro lato, è altrettanto vero che se UEFA può contare sull’appoggio delle leghe nazionali, queste ultime avrebbero davvero la facoltà di escludere le partecipanti della Super League dai tornei nazionali. Un’ipotesi senz’altro surreale. UEFA, comunque, rimane  sulla difensiva e si dichiara pronta ad intentare un’azione giudiziaria da oltre 50 miliardi di euro per i club che vorranno abbandonare l’attuale format.

Seguiranno aggiornamenti.