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Concacaf Nations League e la favola Suriname

Negli ultimi anni, il calcio nei Caraibi e nel centro America è indubbiamente in forte crescita. Da qui l’idea di creare una competizione a gironi, con promozioni e retrocessioni nelle rispettive leghe. Ecco che nasce la Concacaf Nations League, torneo calcistico con cadenza biennale, dove partecipano 41 squadre (molte sono isole caraibiche, ma sono presenti anche squadre di calibro superiore come Messico e Usa). Competizione utile per salire nel ranking FIFA (pur essendoci nazioni non affiliate a quest’ultima, come la Guyana Francese), ma soprattutto per strappare il biglietto delle qualificazioni alla Concacaf Gold Cup, altra competizione molto prestigiosa sempre a cadenza biennale, che esiste dal lontano 1963. Si é conclusa la prima edizione della Nations League e le sorprese non sono sicuramente mancate. Una delle nazionali che ha colpito maggiormente é il Suriname: piccolo paese che si trova in Sudamerica (confina con il Brasile), ma che viene inserito nella Concacaf essendo uno stato di cultura e origine caraibica. Il Suriname é tra l’altro l’unico paese di quella zona territoriale in cui si comunica in olandese.

Infatti, anche se molti ne sono all’oscuro, il campione Clarence Seedorf ha origini proprio surinamesi. L’altra sera sarà sicuramente ricordata a lungo dai tifosi di questa piccola realtà, che ha superato il Nicaragua (1-2 il risultato finale), ottenendo dunque il “pass” verso la Gold Cup del 2021 e la promozione in League A, dove potrà confrontarsi con nazionali sicuramente più attrezzate come Canada, Messico e tante altre. I “Lions”, infatti, si trovavano in League B ossia la seconda delle tre leghe presenti (dove appunto avvengono promozioni e retrocessioni). Continua dunque la crescita di questo gruppo: molti di loro ragazzi giovani che ancora militano nel campionato locale, e altri come Gleofilo Vlijter (10 reti segnate in questi 6 incontri), punta ventenne dell’Aris Limassol nel campionato cipriota. Il primato del girone non era affatto scontato, considerando le altre tre compagini: la favorita era sicuramente il Nicaragua, composta da uomini molto validi che giocano in campionati più blasonati (Costa Rica e Honduras). I centroamericani, però si sono rivelati la grande delusione del girone. Ha fatto meglio del previsto invece Saint Vincent & Grenadine, piccolissima isola dei Caraibi.

Fonte: profilo Instagram Gleofilo Vlijiter

I “Vincy” erano in vetta alla classifica, ma all’ultima giornata il passo falso contro i fanalini di coda del Dominica, regala il primato proprio al Suriname (seppur meritato). Ma andiamo ad analizzare nel dettaglio la rosa di questa nazione “sorpresa”, che ha lasciato a bocca aperta i curiosi che osservano il calcio a 360 gradi. Tra i portieri convocati non spicca niente di particolare, occorre però sottolineare che in questa finestra di Nations League la fascia di capitano é stata assegnata proprio all’estremo difensore: Claidel Kohinor, portiere 27enne che milita nel campionato locale.
Diversa, invece, la situazione legata al pacchetto difensivo. Su tutti sorprende molto Anduello Amoeferie, classe 1991, terzino destro dell’ Inter Moengotapoe (campionato surinamese). Giocatore molto duttile, che infatti viene schierato anche come centrale in una difesa a tre, non ha mai saltato nemmeno una presenza in questa sessione di incontri.

Molto interessante anche Miquel Darson: terzino destro naturale, di 26 anni, che milita nella medesima squadra del compagno di reparto. Il Moengotapoe é sicuramente la squadra più attrezzata nel campionato di questa piccola nazione, infatti anche il mediano di riferimento arriva sempre da qui: si tratta di Sersinho Eduars, che si avvicina alle 40 presenze totali in nazionale. L’alternativa principale invece é Ervin Tjon-A-Loi, centrocampista del Sv Transvaal (Suriname). Seppur in questi reparti ci siano molti giovani (24,3 anni la media di questo gruppo), è inutile negare che almeno al momento non sembrano esserci giocatori pronti per un salto di qualità importante. Non si può dire lo stesso per quanto riguarda l’attacco: tra le ali possiamo apprezzare Ivenzo Comvalius, 22enne che già ha raggiunto il calcio europeo. Infatti, da poco é stato acquistato dall’As Trencin (Slovacchia). Giocatore mancino molto veloce, é nel giro della nazionale solamente da un anno, ma ha già gonfiato la rete 6 volte in 10 incontri. Numeri che fanno sicuramente ben sperare.

Fonte: profilo instagram Ivenzo Comvalius

Passiamo ora però all’elemento probabilmente più esperto di questa rosa. Stiamo parlando di Nigel Hasselbaink: la punta classe 1990, é praticamente una certezza la davanti. Non a caso é addirittura il capocannoniere dell’Hapoel Beer Sheva (squadra che si ricorderanno poco volentieri i tifosi interisti), nonché del campionato israeliano con 6 marcature in 10 giornate. A concludere il pacchetto offensivo, il sopra citato Gleofilo Vlijter, attuale “mattatore” della Nations League. L’ultimo sguardo va obbligatoriamente dato al tecnico: stiamo parlando di Dean Gorrè, ex giocatore Olandese che allena dal 2010. L’ex Ajax, inizia proprio li la sua carriera prendendo in carico i giovani dell’under 18. Nel 2012 viene ingaggiato alla guida della Scozia under 17. Due esperienze inglesi, di cui una al Reading come osservatore, e ora il ritorno nella sua Paramaribo: infatti Gorrè, aveva già allenato per un breve periodo il Suriname nel 2015. Colpisce la compattezza difensiva che é riuscito a trasmettere nonostante i pochi uomini a disposizione, mentre é molto facilitato nel reparto offensivo grazie agli elementi di qualità superiore.

È sotto gli occhi di tutti che, da quando la Concacaf ha deciso di giocare partite con più regolarità (decisione fondamentale, date le troppe poche partite giocate che impedivano la crescita di queste nazioni), il Suriname ha spiccato il volo. Sicuramente, con un forte aiuto della federazione, questo gruppo potrebbe fare ancora meglio. Manca probabilmente quell’esperienza che tanti componenti non hanno. La chiave potrebbe essere uscire dallo stato, affacciandosi a campionati più competitivi. Il tempo per crescere ulteriormente c’è, nel frattempo questo gruppo si gode la promozione in League A e butta un occhio alla prossima Gold Cup. Nel frattempo, si aggrappa a Vlijter e alle sue certezze offensive. Il confronto con squadre del potenziale di Messico, Costa Rica, Stati Uniti, Honduras e Canada potrá solo far bene a questi ragazzi. Per la prima volta calcheranno stadi importanti e dovranno mettere da parte l’emozione compattandosi per ottenere il massimo sforzo. Ma Gorrè sarà li, perché il capitano non abbandona mai il timone sul più bello.

 

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