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Conte alla ribalta con il suo Tottenham: può raggiungere la Champions League?

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L’allenatore del momento dopo tante giornate della Premier League non è stato il solito Pep Guardiola con il suo Manchester City, capace di portare un gioco offensivo e creativo da ormai qualche anno con costanza. Questa volta parliamo di uno dei top manager capace di vincere titoli sia in Italia con Juventus e Inter e in Inghilterra con il Chelsea. Parliamo ovviamente del nuovo tecnico del Tottehnam, Antonio Conte. La vittoria contro il City all’Etihad Stadium per 3-2 arrivata al 96′ con Kane ha riportato in piena corsa la squadra per uno dei posti nell’Europa che conta. Subito il suo modo di allenare e il suo carisma hanno portato entusiasmo alla piazza che dopo aver raggiunto la finale di Champions League del 2019 non ha visto altre gioie. Ma ovviamente il progetto non è affatto semplice e la via per una squadra davvero competitiva è ancora lunga.

I PROBLEMI DEGLI SPURS

Il Tottenham viene da anni travagliati. Dopo l’addio di Pochettino che aveva portato la squadra ad una incredibile finale di Champions League sono arrivati top manager come Josè Mourinho che non ha saputo però cambiare in meglio la squadra sia in campo nazionale che europeo (come la rimonta subita contro la Dinamo Zagabria in Europa League). La società di Daniel Levy ha poi cercato altre soluzioni di emergenza come l’ex giocatore del club Ryan Mason concludendo il campionato con un deludente settimo posto. Per cercare di ripartire al meglio il club ha dunque adottato radicali cambiamenti. Dentro un nuovo dirigente come Fabio Paratici e un nuovo allenatore già esperto del campionato inglese, ovvero Nuno Espirito Santo.

L’ex allenatore dei Wolves ha dimostrato, con il club affiliato a Jorge Mendes, buoni risultati negli anni e ha deciso dunque di accettare le sfide di una delle grandi potenze della Premier League. Ma le cose non sono andate bene come le precedenti: gli acquisti di rilievo della squadra sono stati Romero dall’Atalanta per una cifra intorno ai 60 milioni ed Emerson Royal dal Barcellona.

IL CAMBIO IN PANCHINA

Nonostante questi buoni giocatori acquistati per cercare di aumentare la competitività a livello difensivo, i problemi sono rimasti. Soprattutto in campionato i risultati non si sono affatto visti: troppe sconfitte contro le dirette concorrenti al titolo e per un posto in Champions League. Dopo la sconfitta subita in casa contro il Manchester United per 3-0 ecco quindi che arriva l’esonero dell’allenatore portoghese. Dopo giorni di trattative, viene trovato l’incredibile accordo con l’allenatore che aveva da poco conquistato lo scudetto con l’Inter: Antonio Conte.

 “Sono estremamente felice di tornare ad allenare, e di farlo in un club che ha l’ambizione di essere di nuovo protagonista. Non vedo l’ora di iniziare a lavorare per trasmettere alla squadra e ai tifosi la passione, la mentalità e la determinazione che mi hanno sempre contraddistinto, come giocatore e come allenatore. L’entusiasmo contagioso e la determinazione di Daniel Levy nel volermi affidare questo incarico avevano fatto breccia in me. Ora che ho riavuto un’occasione, ho scelto di coglierla con grande convinzione.”

TATTICA E NUOVI ACQUISTI

Conte nel suo Tottenham è ripartito dalle basi da cui sono arrivati grandi successi, ovvero il modulo del 3-5-2 che ovviamente si può modellare in base alle caratteristiche dei giocatori in campo. In porta l’intoccabile da ormai qualche anno Hugo Lloris, con la difesa composta da Romero a destra, al centro Eric Dier e a sinistra Ben Davies. Tutti giocatori molto tecnici per essere dei difensori centrali in grado di costruire dal basso. Come ad esempio Romero, che molto spesso abbiamo visto in azione nello scorso anno con l’Atalanta. L’argentino era in grado di portare palla anche oltre la metà campo avversaria per far ripartire l’azione in maniera rapida. Dier da quasi ormai centrocampista difensivo ha arretrato il suo raggio di azione, mentre Davies da terzino sinistro ha sempre avuto un buon piede mancino.

Nel centrocampo troviamo l’intoccabile Hojbjerg, giocatore che unisce alla grande tecnica anche la quantità e che si rivela come ottimo giocatore di interdizione. Così come uno dei due acquisti di gennaio Bentancur. L’uruguaiano ha sempre mostrato lacune dal punto di vista tecnico, ma dal punto di vista difensivo si è sempre rivelato un grande giocatore per poter spezzare il ritmo alla squadra avversaria. In questo caso troviamo alcune soluzioni che il tecnico italiano adotta in base a due giocatori: Harry Winks, ottimo regista, trasforma il modulo in 3-5-2 con il solito duo in attacco Kane-Son. Mentre l’altro giocatore che sposta gli equilibri in zona offensiva è il secondo acquisto di gennaio Dejan Kulusevski che può alternarsi con Lucas Moura. In questo possiamo trovare il modulo nella variante del 3-4-2-1, con i soliti due sterni che a sinistra possono essere Reguilon o Sessegnon, a destra invece Doherty o Emerson Royal.

Tottenham

ULTIMI IMPEGNI E OBIETTIVI

“Bentancur e Kulusevski sono il prospetto ideale per il Tottenham. Perché il Tottenham cerca giocatori giovani, giocatori da far crescere, da far sviluppare, non giocatori pronti.”

Nelle ultime uscite il Tottenham di Conte è andato incontro a tre sconfitte di fila, cosa che non succedeva all’italiano da 12 anni. Ma la vittoria contro il Manchester City con protagonisti Kane e Kulusevski, autore del gol iniziale e di un assist, può aver dato la fiducia necessaria per le prossime partite. Nella partita andata in scena a Manchester abbiamo potuto osservare la grande fase difensiva e di ripartenza degli Spurs, che con il possesso palla del 28% hanno comunque tirato maggiormente in porta della squadra di casa. Insomma, in pieno stile nostrano.

“Per noi era importante a livello di prestazione. Stiamo crescendo attraverso il lavoro. Venire qui in casa del Manchester City e segnare quasi 4 gol significa comunque che dobbiamo continuare a lavorare per aumentare il nostro livello.”

Ora il neo Tottenham guidato da Conte punta all’unico obiettivo stagionale rimasto: qualificarsi per la prossima Champions League. La corsa sarà aperta fino all’ultimo contro squadre come Manchester United, West Ham e Arsenal (City, Liverpool e Chelsea ormai già troppo avanti). Ma con questa compattezza nel gruppo, migliorando ulteriormente la fase difensiva e sfruttando la capacità offensiva del reparto stellare della squadra, il Tottenham avrà tutte le carte in regola per giocarsela, ripartendo dall’ultima partita contro i campioni in carica.

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Marocco-Portogallo sarà anche Hakimi vs Cancelo, la sfida dei terzini moderni

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Marocco-Portogallo

Finalmente Qatar 2022 entra nel vivo e, come ogni grande evento calcistico, anche questo strambo e inusuale mondiale ci ha riservato e continua a riservarci delle sorprese. Spagna, Germania e Brasile inaspettatamente eliminate da compagini nettamente inferiori, ma anche grandi outsider come il vivace Marocco e la Croazia, che fino ad oggi hanno disputato un mondiale impeccabile.

Una delle sfide di questi quarti vede infatti scontrarsi proprio il Marocco contro il Portogallo, inaspettatamente senza Ronaldo negli 11 titolari, altro insolito tratto di questo folle mondiale.

Anche senza il campione portoghese, ad oggi spirito libero data la sua discussa rescissione con lo United, la sfida tra queste due squadre rimane comunque molto interessante, dato che pone sul tavolo diversi temi e discussioni tecnico tattiche.

Una tra tutte l‘affascinante sfida tra i terzini delle due nazionali: da una parte Achraf Hakimi, esplosiva scheggia del PSG, dall’altra Joao Cancelo, qualitativo e dinamico esterno tuttofare del City di Guardiola. Parliamo di due dei più forti esterni “difensivi” del mondo, ma con fondamentali differenze di gioco.

IL TERZINO TECNICO

Il portoghese è un giocatore particolarmente tecnico e raffinato, veloce e con un’ottima visione di gioco. Solo apparentemente schierato nel ruolo di terzino sinistro in una difesa a 4, il lusitano si rivela essere in realtà fondamentale nella manovra dei citizens, quasi come se fosse una mezz’ala aggiunta.

L’intuizione di Guardiola nello schierarlo a piede invertito (ruolo che ricopre anche in nazionale) si è rivelata essere azzeccatissima. L’ex Juve e Inter, infatti, in questo modo va ad agire in zone più centrali del campo e si ritrova a giocare col suo piede naturale (il destro), fungendo da orologio tecnico della squadra e apportando qualità a tutta la manovra.

Data la licenza offensiva conferitogli dal cervellotico allenatore spagnolo, Cancelo si ritrova spesso a incidere anche da ala d’attacco, dando così la possibilità all’attaccante esterno di ruolo di riempire l’area di rigore e accentrare il proprio raggio di azione.

TERZINO DI PROGRESSIONE

Hakimi è un giocatore ugualmente incisivo ma con caratteristiche più “classiche”. Il marocchino è un esterno con una progressione fuori dal normale e devastante in campo aperto.

Non brilla nella tecnica, nonostante sia assolutamente di livello, ma risulta essere particolarmente incisivo nell’aggressione allo spazio e nel dribbling in velocità. Ottimo tra l’altro nel recupero palla, anche grazie alla sua predominanza dal punto di vista fisico e della velocità, caratteristica che potrebbe mettere in notevole difficoltà il talento classe ’94 portoghese sopracitato.

IL DUELLO

Il duello tra i due sarà sicuramente avvincente e intrigante, gli uno contro uno saranno molteplici e l’ago della bilancia della partita verterà molto anche su chi sarà più incisivo durante i 90 minuti.

Una cosa è certa: il terreno di gioco sulle due fasce subito dopo il match non sarà in buone condizioni.

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Messi esulta: “Siamo una squadra che capisce i momenti della partita”

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Lionel Messi è stato l’uomo partita della gara dei quarti di finale del Mondiale tra Argentina contro l’Olanda. La Pulga, intervistato nel post-partita, ha dichiarato:

C’è tanta gioia, tanta felicità. Non volevamo i supplementari e i rigori, abbiamo dovuto soffrire e ce l’abbiamo fatta. Impressionanti! Siamo tra i quattro migliori al mondo perché dimostriamo di voler giocare ogni partita con la stessa voglia e la stessa intensità. Siamo una squadra che capisce i momenti della partita e quando deve giocare, lo fa. Idem se c’è da difendere”.

Il numero dieci dell’Albiceleste ha parlato anche della Croazia, prossima avversaria dell’Argentina nella semifinale del torneo:

“Hanno dimostrato di essere una grande squadra e a tratti hanno giocato alla pari col Brasile. Lavorano da tempo con lo stesso allenatore, si conoscono molto bene”.

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Neymar: “Ultimo Mondiale? Troppo presto per dirlo”

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Neymar

Dopo il prematuro addio dal Coppa del Mondo Neymar, che oggi ha raggiunto Pelé in testa alla classifica marcatori all-time della nazionale brasiliana, si è espresso sul suo futuro.

Stando a quanto riportato dal quotidiano Globo Esporte e confermato dall’insider di calciomercato Fabrizio Romano, la stella dei verdeoro ha risposto a chi gli chiedeva se questo fosse stato il suo Mondiale:

“È troppo presto per dirlo. Non ho ancora le idee chiare, non posso garantire nulla”.



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Ozil difende Ronaldo: “Non riesco a capire come mai tutte queste critiche”

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Mesut Ozil ha lasciato il panorama delle Nazionali già da qualche anno, eppure sui social si è espresso a proposito di una delle tematiche più influenti di questo Mondiale. Il tedesco infatti è intervenuto sulle tante polemiche circolate intorno al suo amico Cristiano Ronaldo, con cui ha condiviso l’esperienza al Real Madrid.

Il giocatore dell’ İstanbul Başakşehir ha voluto difendere l’asso portoghese ricordando la sua gloriosa carriera da giocatore:

Non riesco a capire come mai tutte queste critiche a Ronaldo. Tra poco spegnerà 38 candeline, è davvero così sorprendente che non faccia più i gol che faceva prima? Dovremmo essere tutti felici di aver visto un giocatore simile giocare a calcio in questi 20 anni. Non c’è nessuno delle nuove leve che possa  eguagliare Cristiano. Rimarrà sempre nella categoria dei goat. Dovremmo portare tutti rispetto a uno degli atleti più forti della storia”.

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