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Le nuove contender della NBA: chi porterà a casa il titolo?

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Le nuove contender della NBA

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Come ogni estate la free agency della NBA promette spettacolo, viste le continue trade che portano i migliori giocatori della lega a vestire nuove maglie e ad accasarsi in nuove franchigie nella speranza di vincere un titolo. Quest’anno le premesse erano alte, basti vedere che sul mercato c’erano più di 200 giocatori tra cui diversi all-star, e fino ad ora sono state rispettate.

Difatti dopo soli tredici giorni sono cambiate moltissime cose, destinate a spostare gli equilibri della lega e della pallacanestro mondiale. Durant, Irving e Leonard hanno deciso di cambiare aria, così come tanti altri pronti ad accettare una nuova sfida. Di sicuro nella prossima stagione vedremo un maggior equilibrio che porterà ad una lotta per il titolo apertissima fino agli ultimi scontri dei playoffs.

E allora che il bello abbia inizio.

L’EST CHE AVANZA

MILWAUKEE BUCKS

Dopo la decisione dello scorso anno di LeBron James di spostarsi in California c’era stato un vero e proprio terremoto nella Eastern Conference che aveva portato Boston ad essere designata come regina dell’est, salvo poi deludere completamente tutte le aspettative. Al contrario invece i Milwaukee Bucks, trascinati dall’MVP Giannis Antetokounmpo, hanno disputato una stagione fantastica, coronandosi come una delle prime forze della NBA.

Ora i cervi del Wisconsin ci riproveranno, dopo aver perso Brogdon, ma aver rinnovato i contratti di Antetokounmpo che andrà a prendere il doppio rispetto a prima e di Middleton, vero uomo barometro della squadra. A loro si aggiungeranno Bledsoe, Hill e l’ultimo arrivato Matthews che daranno una grossa mano soprattutto fuori dall’arco dei tre punti ed in fase difensiva. Tutte le speranze però saranno riposte su Antetokounmpo. Eracle infatti dopo i 27 punti di media con cui ha chiuso la scorsa stagione, non vuole fermarsi più ma continuare a dominare la lega in lungo e in largo.

Allora è proprio il caso di cominciare a dirlo: FEAR THE DEER!

Fonte: account instagram dei bucks

BOSTON CELTICS

Dopo una stagione fallimentare come quella appena trascorsa urgeva un forte ridimensionamento in casa Boston e fino ad ora sembra essere arrivato. Kyrie Irving ha spiccato il volo verso Brooklyn senza che l’amore tra le due parti fosse veramente mai sbocciato. Allo stesso modo hanno deciso di cambiare aria anche Marcus Morris e Al Horford, il primo senza ancora una meta, l’altro invece verso Philadelphia.

Ainge però non è rimasto con le mani in mano, decidendo di tenere Brown, Tatum ed Hayward e di completare il quintetto con Enes Kanter, arrivato da Portland, e Kemba Walker che vestirà il verde per i prossimi quattro anni. Nonostante ciò sembra esserci un evidente problema nel roster dei Celtics, legato alla profondità della squadra. Difatti tra i panchinari a disposizione di coach Brad Stevens, oltre che Smart e Theis, non ci sono ancora giocatori pronti a scendere in campo subito soprattutto nei momenti più delicati della stagione. Proprio per questo Boston forse dovrà aspettare ancora un bel po’ prima  di tornare sul tetto del mondo.

Fonte: account instagram dei Celtics

BROOKLYN NETS

Scacco matto. Questa sembra essere l’espressione più giusta per definire fino ad adesso la free agency dei Nets. Difatti la franchigia di Prochorov ha bruciato le tappe, mettendo in difficoltà l’intera NBA a partire proprio dai tanto odiati cugini dei Knicks. A New York c’era grande hype per il possibile arrivo di due stelle di primissimo livello, tra cui Durant, da abbinare con la possibile scelta alla numero di Zion Williamson. Tutto ciò però è sfumato in pochi giorni visto come Zion sia finito a New Orleans e Kevin Durant insieme a Kyrie Irving siano andati proprio alla corte dei rivali cittadini di Brooklyn, lasciando nella grande mela solamente l’amaro in bocca per l’opportunità persa.

Oltre a ciò comunque i Nets non si sono fermati, mettendo alla corte di coach Atkinson anche l’esperto DeAndre Jordan e Garrett Temple, che insieme a Dinwiddie, Prince, Allen e LeVert andranno a formare una perfetta second unit.

Quest’anno però la franchigia potrà consolidarsi sia come gruppo sia dal punto di vista del gioco per puntare al titolo probabilmente tra due anni, vista l’assenza di Durant fino all’estate 2020; anche se in NBA le sorprese sono sempre dietro l’angolo…

Fonte: account instagram di Durant

PHILADELPHIA 76ERS

Dopo due stagioni terminate con l’uscita al secondo turno dei playoffs è tempo di puntare definitivamente e decisamente al titolo per i 76ers. La franchigia della Pennsylvania infatti ha dalla sua parte due fenomeni che devono solamente esplodere fino all’ultimo come Joel Embiid e Ben Simmons volenterosi di prendersi tutto e subito. Nonostante la squadra abbia perso Jimmy Butler, accasatosi a Miami, Philly è stata in grado di mettere insieme un quintetto stellare, a cui prenderanno parte Harris, Richardson e Horford insieme al duo delle meraviglie.

Sicuramente lo spettacolo sarà garantito ma non solo quello, dal momento che sono stati riscattati anche i contratti di Scott e Ennis, che con i nuovi arrivi di O’Quinn e Neto andranno a comporre una panchina rodata e dal grande talento.

Nella città della pace e del sorriso si tornerà a sognare con molta più speranza.

Fonte: account instagram di Embiid

WESTERN CONFERENCE

Dopo cinque anni di dominio incontrastato da parte dei Golden State Warriors,  che hanno portato a ben tre titoli, la musica sembra esser cambiata con nuove pretendenti sempre più agguerrite ad ovest.

GOLDEN STATE WARRIORS

L’egemonia ormai è finita, i Raptors hanno chiuso uno dei capitoli e delle dinastie più vincenti della storia del gioco. Nella baia però i più fedeli sono rimasti ancora con la volontà di continuare a vincere. Curry, Thompson e Green infatti saranno la base per la franchigia del futuro, che dopo gli addii di Durant, Cousins ed Iguodala, ha già deciso di ripartire da giovani dalla grande prospettiva come Looney, rifirmato, Evans, McKinnie e la new entry Willie Cauley-Stein, arrivato dai Kings con tanta voglia di mettersi in mostra.

Il vero colpo di Bob Myers però resta D’Angelo Russell. Il playmaker è reduce da una stagione clamorosa a Brooklyn, grazie alla quale è diventato un all-star. Nonostante ciò però vi sono diversi dubbi su quanto in fretta riuscirà ad integrarsi nella macchina perfetta dei Warriors e di coach Kerr, con il rischio che possa esser scambiato prima del previsto.

Fonte: account instagram dei warriors

LOS ANGELES LAKERS

Come dicono in America, ogni squadra che ha con sé LeBron James non può non esser considerata una contender. L’anno scorso infatti si era creato un grosso scalpore attorno alla move che aveva portato il re in California per provare a riportare in alto il nome della città degli angeli. La mancata qualificazione ai playoffs però ha fatto capire come servisse qualcosa di più per mettersi l’anello al dito, tanto che Pelinka ha sacrificato Hart, Ingram e Ball per arrivare a niente di meno che Anthony Davis, il probabile futuro della lega insieme a Leonard.

Oltre a lui però la dirigenza californiana non si è formata, allestendo un’ottima squadra formata da Danny Green, Bradley, McGee, Rondo, Cook, Caldwell-Pope, Dudley, Daniels, insieme agli altri due pezzi da 90: il giovane Kuzma e DeMarcus Cousins.

La squadra c’è e anche l’obiettivo è stato fissato e ora le Finals sono nel mirino.

Fonte: account instagram dei lakers

LOS ANGELES CLIPPERS

Finalmente dopo alcune stagioni di oblio la città di Los Angeles avrà due squadre all’altezza del suo nome, con l’arrivo alla corte di coach Doc Rivers del campione NBA Kawhii Leonard e di Paul George, arrivato grazie ad una trade con i Thunder.

L’hype che c’è quest’anno sui Clippers non è mai stato così alto tanto da potersi considerare probabilmente la favorita numero uno per il titolo. Difatti il quintetto sarà completato da Patrick Beverley, Lou Williams e Montrezl Harrell, che daranno sostanza qualità e soprattutto tanta difesa, oltre al duo di cui si è già parlato. Difatti Rivers vorrà ripartire proprio da qui, ovvero da una squadra rocciosa e solida in fase difensiva che possa poi dare sfogo in attacco alle sue due bocche da fuoco, Leonard e George.

L’occasione di una vita per i Clippers, quella di battere i rivali di sempre e di mettere un marchio in una città da sempre tinta di giallo e viola e di diventare, anche se solo per qualche mese, padroni di Los Angeles.

Fonte: account instagram dei clippers

HOUSTON ROCKETS

Negli ultimi anni gli unici che sono stati in grado di competere seriamente ad ovest con i Warriors risultano essere proprio gli Houston Rockets. La franchigia del Texas infatti per quattro volte negli ultimi cinque anni ha sbattuto sul muro di Curry e compagni che per i razzi sono diventati una vera e propria maledizione.

Dopo l’eliminazione di quest’anno però c’è stata una vera e propria spaccatura nello spogliatoio dei Rockets tra le due stelle della squadra: James Harden e Chris Paul. Alla fine la dirigenza ha optato per dare via quest’ultimo e portare vicino al barba un suo vecchio amico e compagno di squadra: Russell Westbrook. Arrivato dai Thunder ora il numero 0 avrà la grande occasione di tornare a competere per un titolo, anche se molti sono i dubbi legati al suo approccio all’interno del gioco estremo di Houston della Morey Ball.

Comunque la quadra andrà trovata in fretta, altrimenti per Houston potremmo già parlare di ultima spiaggia.

Fonte: account instagram di bleacher report

PORTLAND TRAIL BLAZERS E DENVER NUGGETS

Altre due squadre che potrebbero dare fastidio alle primissime della lega e dare continuità all’ottima stagione appena trascorsa sono indubbiamente i Blazers e i Nuggets.

Denver ha stupito tutti, con un percorso di crescita straordinario, basato su giovani stellari come Harris, Jokic e Murray che la hanno portato ad essere la seconda forza della Western Conference. In questa annata sarà obbligatorio consacrarsi e mettere basi solidissime per il futuro. Fino ad ora il roster è rimasto lo stesso e forse la vera aggiunta potrebbe essere il recupero di Micheal Porter Jr, fermo ancora ai box per i problemi alla caviglia.

Dal canto loro invece i Blazers quest’anno dovranno sfruttare al massimo la crescita di Lillard e McCollum, che sembra essere arrivata al massimo, visto anche l’ottimo rendimento nell’ultima post-season. A Portland però molto è cambiato; sono andati via quattro pezzi importanti degli ultimi anni per i pionieri come Harkless, Aminu, Kanter e Turner che saranno difficilmente rimpiazzabili soprattutto per il lavoro sporco che effettuavano. Allo stesso modo alla corte di coach Stots sono arrivati Whiteside, Bazemore, Hezonja, Labissiere e in particolar modo ha rifirmato Rodney Hood che in Oregon si è ripreso dopo alcuni mesi di smarrimento a Cleveland.

Fonte: account instagram di Jamal Murray

Le previsioni ora non si possono fare, ma di sicuro spettacolo e divertimento non mancheranno nella prossima stagione.

Fonte immagine in evidenza: account Instagram ufficiale Toronto Raptors

 

 

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Harden imita Beckham: vuole una stella per i suoi Houston Dynamo

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James Harden, cestista statunitense che ha vestito la maglia dei Philadelphia 76ers nell’ultima stagione, ha deciso di acquistare qualche tempo fa alcuni azioni degli Houston Dynamo. Harden ha trascorso ben nove anni in Texas e ha deciso quindi di investire sulla squadra di calcio di Houston che disputa la MLS. Ora, con l’arrivo di Lionel Messi all’Inter Miami di proprietà di David Beckham, il play americano sogna un colpo simile per la sua squadra. Ha infatti rilasciato recentemente alcune dichiarazioni a USA Today Sports: Cerchiamo un campione che venga a Houston. Sappiamo tutti quanto incredibile è Messi, che a Miami insieme alla sua famiglia si sta trovando bene. Anche noi cerchiamo qualcuno che venga nella nostra franchigia e siamo sicuri che lo troveremo. Non me ne occupo io direttamente, ma il club è al lavoro”.

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Clamoroso Lebron James, le sue parole sul possibile ritiro: “Ci devo pensare”

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Nella nottata italiana i Los Angeles Lakers di Lebron James sono stati battuti, e eliminati per 4 a 0, dai Denver Nuggets per 111-113. Lakers che non riescono a riaprire la serie e che manda i Nuggets alle Finals aspettando la vincente di Miami-Boston.

Oltre che per la sonora sconfitta sulle 4 partite, il mondo del NBA è rimasto scosso per le dichiarazioni di Lebron James nel post partita, che lasciano pensare ad un possibile ritiro:

“Ho molto su cui pensare a livello personale sulla possibilità di proseguire con il basket, devo riflettere a fondo”

Dichiarazioni bomba del 4 volte campione NBA, che nonostante abbia ancora 2 anni di contratto, con l’ultimo opzionale, non pare più cosi certo di voler continuare a calcare i parquet della NBA. L’idea a cui tutti pensavano era quelli che il “Re” avrebbe aspettato il draft del figlio Bronny, per giocare una stagione insieme a lui. Ha poi confermato alla domanda sul possibile ritiro ai microfoni di un giornalista ESPN.

Poco prima, sempre nella conferenza stampa post partita, si è espresso così su una domanda riguardante la sua visione sulla prossima stagione:

Vedremo cosa succede… non lo so. Non lo so. Ho molto a cui pensare a dire il vero. Personalmente, quando si tratta di basket, ho molto a cui pensare. Penso che sia andata bene, anche se non mi piace dire che è stato un anno di successo perché non sto giocando per nient’altro che vincere titoli in questa fase della mia carriera. Non mi diverto solo a fare una finale di Conference. L’ho giocata molte volte. E non è divertente per me non essere in grado di fare una finale di campionato”.

 

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[VIDEO] Finale di Basket islandese: parte un coro contro la Juventus

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juventus

Simpatico siparietto quello avvenuto sabato durante la finale Scudetto del campionato islandese di basket.
Durante un momento di pausa del match tra Valur Reykjavik e Tindastoll, lo speaker del palazzetto ha fatto partire la celebre canzone dei Ricchi e Poveri, “Sarà perché ti amo”.

Fino a qui nulla di strano, ma durante il ritornello, il pubblico si lancia nel celebre coro (di matrice milanista) contro la Juventus, proprio sulle note della canzone.

Un episodio che ha già fatto il giro del mondo e che ha strappato un sorriso a molti in Italia, anche ai tifosi bianconeri.

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Basket

Curry contro LeBron: sfavoriti a chi? Stanotte ritorna in scena il duello

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LeBron James Curry

Non saranno le Finals del quadriennio 2015/2018, ma questa notte sarà di nuovo Steph Curry contro LeBron James. E la Lega già si infiamma, per la serie che questi due talenti potrebbero mettere in piedi.

Il primo guida ormai dal 2009 i Golden State Warriors, con cui ha vinto 4 anelli e segnato un’epoca. Il secondo si è legato con i Los Angeles Lakers nel 2018, laureandosi campione NBA per la quarta volta nella sua storia la stagione successiva.

I PRECEDENTI

Nel 2018 i Golden State Warriors di Curry, Thompson, Durant e Green hanno spazzato via i Cleveland Cavaliers di LeBron James nelle Finals con un nettissimo 4-0. Da un lato abbiamo, probabilmente, la squadra più forte della storia come quintetto titolare. Dall’altro lato un roaster in evidente fase calante che LeBron James, se non da solo quasi, ha trascinato alle Finals. Le sue ottave Finals NBA consecutive, tra Miami Heat e Cleveland Cavaliers.

Nonostante il risultato senza repliche, infatti, dalle parti di Cleveland, King James fu idolatrato come una divinità, quando a fine anno svestì la casacca della franchigia dell’Ohio. Il motivo di tale amore incondizionato del pubblico dei Cavs è dovuto al fatto che il primo addio, che a tutti è sembrato un vero e proprio tradimento, commercializzato all’inverosimile con “The Decision“, è stato ampiamente colmato. Nella sua seconda avventura ai Cavs, LeBron ha portato la squadra ad un livello superiore. E, soprattutto, ha portato a casa il primo anello della storia della squadra. Lo ha fatto con un’impresa degna di nota: prima e unica volta nella storia che una squadra in svantaggio di 3-1 in una serie di Finals è riuscito a ribaltare e vincere.

Quell’estate, LeBron ha lasciato la sua Cleveland e la Eastern Conference, per sbarcare ad Ovest, per la prima volta in carriera, a quasi 34 anni. Con la casacca gialloviola, LeBron ha subito scritto la storia, vincendo il titolo nel 2020 e, soprattutto, tenendo alto il nome di Kobe Bryant, leggenda e volto storico dei Lakers tragicamente scomparso nel gennaio dello stesso anno. Ma dal 2018, non ci sono più stati scontri in un play-off tra Steph Curry e LeBron James. Ci si è andati vicini, se si pensa che nella stagione 2020/21 le due squadre si sono affrontate in un play-in, in cui è stato il King ad avere la meglio.

Ma si tratta di una sfida facilmente oltrepassabile. In primis, perchè non è reputata parte della post-season. In secondo luogo, perchè è stata una sola gara disputata, non una serie.

COINCIDENZA DELLE STELLE

LeBron James è di Akron, Ohio. Per tutti ora è “Il King“, ma per anni è stato “Just a kid from Akron“. Un’etichetta nata per erssere dispregiuativa e limitante nei suoi confronti e che ora, invece, lui stesso sfoggia con orgoglio. Il ragazzo venuto dal niente, in possesso solo di un talento sconfinato, schiacciato dalle attese sin dal suo ingresso nella Lega a soli 18 anni. Ed ora diventato leggenda.

Ma se andassimo a leggere, invece, data e luogo di nascita di Steph Curry, ritroveremo un nome familiare. Anche in questo caso, Akron, Ohio.

Le due stelle più rappresentative del basket americano degli anni 2010, vincitori di 7 titoli complessivi su 1o disponibili tra il 2010 e il 2020 concittadini. Nati nello stesso ospedale di Akron, a poco più di 3 anni di distanza. Quando le stelle (in questo caso, in senso astronomico) decidono di dare alla luce altre stelle (ora parliamo di Curry e James), il risultato non può che essere esplosivo. Stanotte, dopo 5 anni dall’ultima volta, i due si guarderanno di nuovo negli occhi in una serie da dentro-o-fuori valida per i Play-off. Con la consapevolezza che solo uno dei due potrà andare avanti.

La cosa più ironica, però, è che i due fuoriclasse sono arrivati a questa sfida scollandosi l’etichetta di chi li dava come “sfavoriti“. Memphis Grizzlies (avversari dei Los Angeles Lakers) e Sacramento Kings (avversari dei GSW) avevano dalla loro un miglior piazzamento in regular season e sembravano favoriti, con una eventuale Gara 7 in casa. Per i Grizzlies questa Gara 7 non si è neanche giocata. Curry, invece, ha letteralmente vinto quella giocata contro i Kings, con la migliore prestazione della storia in termi di punti segnati (50) in una Gara 7.

Da stanotte saranno l’uno contro l’altro, in una sfida che si prospetta già elettrica e piena di colpi di scena.

TUTTO SU SKY

La diffusione dell’NBA in Italia, ormai da anni, è governata da SKY. Su SkySport NBA (ed in streaming su NOW) sarà possibile assistere alle prime quattro gare in diretta e in replica. Si inizia stanotte alle 4:00 ora italiana.

Gara 1

LIVE nella notte tra martedì 2 e mercoledì 3 maggio ore 04:00

Repliche mercoledì 3 maggio ore 11:00, 14:00, 19:30 e 22:45

Gara 2

LIVE nella notte tra giovedì 4 e venerdì 5 maggio ore 03:00

Repliche venerdì 5 maggio ore 11:00, 14:00, 19:30 e 22:45

Gara 3

LIVE nella notte tra sabato 6 e domenica 7 maggio ore 02:30

Repliche domenica 7 maggio ore 14:00 e 19:30

Gara 4

LIVE nella notte tra lunedì 8 e martedì 9 maggio ore 04:00

Repliche martedì 9 maggio ore 11:00, 14:00, 19:30 e 22:45

Eventuali gara 5, gara 6 e gara 7 verranno comunicate in seguito.

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