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A dispetto del risultato finale, Spal e Napoli portano a casa entrambe qualcosa di buono. Gli azzurri vedono il bicchiere pieno fino all’orlo, per la sesta vittoria consecutiva (record del club) e per come questa vittoria è maturata. Soffrendo, ribattendo ai tentativi dei ferraresi di portarla in parità, creando molto nel finale e trovando infine il coniglio dal cilindro con Ghoulam. Bicchiere mezzo pieno invece per la Spal, che sciorina un’altra ottima prestazione contro una delle big del campionato (dopo Inter e Milan fronteggiate a San Siro) ma resta a bocca asciutta.

Entrambe, ad ogni modo, stanno trovando continuità.

LA PARTITA

Semplici conferma il suo solito 3-5-2, con Borriello ed Antenucci scelti per formare la coppia d’attacco. Nel 4-3-3 di Sarri una sola novità: Maksimovic prende il posto di Albiol al fianco di Koulibaly. Là davanti il trio dei piccoli composto da Insigne, Callejon e Mertens.

Il primo tempo segue un unico canovaccio: i padroni di casa si difendono bene creando grande densità soprattutto nella porzione centrale del campo, lasciando spazio di iniziativa solamente sulle corsie; il Napoli fatica così a trovare varchi nella mischia ferrarese. Ecco che allora i primi 45 minuti si possono sintetizzare fondamentalmente con i due gol. A portarsi avanti è la Spal, con Schiattarella (uno dei più positivi della banda di Semplici) che sfrutta al meglio un ottima sponda di Antenucci spedendo all’angolino dal limite dell’area. La risposta del Napoli si fa attendere però poco più di un minuto. Callejon risolve una mischia in area ferrarese servendo Insigne, che con un 360 simile a quello contro il Benevento fulmina Gomis con il sinistro.

Inevitabilmente, la Spal cala col passare dei minuti. E dopo una prima fase di buon schermo a protezione della porta di Gomis, le maglie si allargano e il Napoli trova molto più spazio sulle corsie. Minuto 72: Ghoulam pennella uno splendido cross a rientrare su cui si avventa, puntuale come sempre, Callejon, che di testa tutto solo batte il numero 1 ferrarese per la seconda volta. Poco dopo i partenopei creano un altro pericolo dalla sinistra: questa volta è Insigne che coglie Milik, ma il polacco colpisce di testa in bocca a Gomis. Un giro di orologio e altro pericolo per la Spal, con Gomis che salva su un tiro incrociato di Mertens da posizione ravvicinata. Gol sbagliato, gol preso. Al 77′ la Spal conquista un calcio di punizione da buona posizione: Viviani, specialista dei calci piazzati, realizza divinamente e riporta il punteggio in parità. Ma il Napoli non è più la squadra che si scompone di fronte alle avversità, continua a macinare gioco. Dopo quattro minuti dal 2-2, Ghoulam decide di mettersi in proprio: serpentina tra un paio di avversari e piazzato di destro (sì, di destro) non irresistibile ma vincente, la palla si insacca. Il Napoli sfiora anche il quarto gol, con Insigne che spreca a tu per tu con Gomis. Al Mazza finisce 3-2.

I MIGLIORI

Tra le fila della Spal, dove sono in molti a fare bella figura, si distingue soprattutto Pasquale Schiattarella. Napoletano doc, il fato gli ha riservato il primo gol in Serie A proprio contro gli azzurri. Ma non solo: prestazione da tuttocampista, sempre lucido nella gestione del possesso, brillante nello smarcarsi dal pressing sarriano e sempre pronto a dare una mano in fase di non possesso. A Ferrara è diventato protagonista e ha forse raggiunto l’apice della sua carriera. Se continua su questi livelli, che sia con la maglia bianco-azzurra o con un’altra, può mantenersi nella massima categoria, dopo averla assaporata con la maglia del Livorno.

Giusto premiare anche Gomis, che soprattutto nel secondo tempo è stato il motivo principale per cui la Spal potesse dirsi ancora in partita. Incolpevole sui gol (forse sul tiro di Ghoulam si poteva fare meglio), decisivo su Milik, Mertens e poi su Insigne nel finale per tenere vive le ultime speranze di strappare un punto alla squadra di Sarri. Non sarà Meret, ma l’ex Torino si sta dimostrando un affidabile sostituto.

L’eroe che non ti aspetti. Ma non pensate che sia frutto del caso. La prestazioni di ieri di Ghoulam è la dimostrazione di una crescita che ha le sue radici nell’estate 2015, quando Sarri si è seduto sulla panchina del Napoli. Più puntuale in fase difensiva, a tratti devastante in quella offensiva. Ieri, un assist pregevole per Callejon e un gol da attaccante d’alta scuola col piede debole, facilitato, certo, da una Spal alle corde fisicamente. Se pochi anni fa sembrava utopia, oggi è una certezza: Ghoulam è uno dei migliori laterali mancini del nostro campionato.

Non fanno più notizia, invece, le prestazioni di Callejon. La solita mole di lavoro per la squadra e due giocate decisive: il tocco per Insigne che ha portato all’1-1, e soprattutto il gol che ha portato i partenopei in vantaggio, con il più classico dei suoi tagli in area. Fanno 4 gol e 2 assist in 6 partite.

I PEGGIORI

La porzione di destra e di sinistra dei ferraresi, soprattutto nel secondo tempo, non trovano sempre l’intesa giusta. In particolare la fascia sinistra, con l’inserimento di Vaisanen al posto di Felipe (causa crampi), dà meno sicurezze. Costa, tanto propositivo in fase di spinta, lascia molte lacune in fase di non possesso e il finlandese si trova spaesato.

Dopo una stagione con 15 gol e 14 assist tra tutte le competizioni e quasi 50 partite sul groppone, è comprensibile come Hamsik sia partito col freno a mano tirato in questa stagione. Anche ieri, prestazione abbastanza indelebile del capitano, che lascia intravedere la volontà di fare la differenza ma pecca di precisione nelle sue giocate. Con l’ingresso di Allan al suo posto, il centrocampo del Napoli ha acquisito una marcia in più. Da registrare anche un Koulibaly più incerto, complice anche l’assenza di Albiol al suo fianco. Da una sua marcatura fin troppo leggera su Antenucci nasce il gol del provvisorio vantaggio ferrarese.

CONSIDERAZIONI FINALI

Come dicevamo in apertura, entrambe le squadre escono arricchite da questa partita. Il Napoli dà ulteriore conferma di essere maturo, capace di soffrire e controbattere da grande squadra. Forse meno brillante dal punto di vista del gioco rispetto a quanto abituati, più concreto e meno “bello”, ma pur sempre a punteggio pieno.

La Spal trova ulteriore conferma della propria solidità, con una fase difensiva organizzata come in poche altre squadre e con interpreti, dal centrocampo in su, tutti di qualità. Borriello e Antenucci non sono riusciti a combinare molto, l’intesa migliore è ancora da trovare, ma non c’è dubbio che sia questa la coppia meglio assortita che può schierare Semplici in attacco. Quando arriveranno anche i gol degli attaccanti, i ferraresi potranno togliersi tante soddisfazioni.

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Lukaku a tutta Inter – La Rassegna del Diez

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La rassegna stampa è senza alcun dubbio il miglior modo per iniziare la giornata. Ecco quindi le prime pagine dei principali quotidiani sportivi nazionali e internazionali per la giornata di oggi.

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Il fallimento del Qatar al Mondiale ai raggi X

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Qatar

“Il successo consiste nel passare da un fallimento all’altro senza perdere l’entusiasmo”. Diceva così Winston Churchill, primo ministro britannico durante la Seconda Guerra Mondiale. Non sarà un testo motivazionale, anche perché il tema centrale sarà proprio l’antitesi di ciò che diceva il leader inglese: l’insuccesso, quello del Qatar.

Con “Qatar” non si intende la regione che affaccia sul Golfo Persico e nemmeno l’intera competizione. L’unico vero fallimento è quello della Nazionale, diventata la prima squadra ospitante a perdere l’esordio e anche la prima a essere eliminata dal Mondiale dopo soli due turni.

LA COSTRUZIONE DEI SOGNI

Pensando al cammino della Nazionale mediorientale, bisognerebbe cancellare la parte sul successo nella frase di Churchill. Prima del Mondiale, però, avremmo pensato cose ben diverse se ci fossimo informati bene sul Qatar. Gli Al-Annabi partivano con grandi aspettative, in quanto campioni dell’ultima Coppa d’Asia.

Il loro percorso, lì, era stato perfetto: erano riusciti a imporsi sull’Arabia Saudita (0-2), la Corea del Sud ai quarti (0-1) e il Giappone in finale (1-3). Il primo titolo della loro storia sembrava dare la spinta necessaria per affrontare al meglio questo Mondiale. Le tre Nazionali appena citate, però, sono riuscite ad affrontare questa competizione molto meglio del Qatar che le aveva sconfitte.

La vittoria in Coppa d’Asia aveva effettivamente dato un bel boost di adrenalina e le prestigiose amichevoli di preparazione ne erano la prova (Brasile, Portogallo, Serbia e addirittura Lazio e Fiorentina). Le prime avvisaglie del fallimento erano già arrivate, ma “il dado è tratto” come avrebbe detto qualcuno.

I successi, che in questa parte della storia sono ancora presenti, partivano da ben più lontano. Nel 2004, infatti, si decise di investire sul calcio tramite la creazione dell’Aspire Academy, un’accademia nata per volere della famiglia reale Al Thani con l’obiettivo di reclutare giovani talenti.

A partire dal 2007 ebbe inizio anche il progetto Football Dreams”, che ha il compito di scovare i migliori talenti anche dall’estero. Questi verranno poi naturalizzati tramite l’utilizzo di una regola FIFA, secondo cui sono eleggibili calciatori che per cinque anni consecutivi hanno giocato nel paese interessato dopo il compimento dei 18 anni e che non hanno mai preso parte a partite ufficiali con la nazionale d’origine.

Dopo un lungo processo di selezione, i ragazzi più talentuosi vengono trasferiti nelle varie società europee appartenenti alla famiglia reale del Qatar.

IL CROLLO MONDIALE

Il vero tasto dolente, la caduta rovinosa dopo la (troppo) rapida ascesa. Se vinci l’Europeo ma non ti qualifichi al Mondiale, è ben noto che le critiche non mancheranno. Se vinci la Coppa d’Asia ma esci dopo due giornate alla Coppa del Mondo, essendo anche la nazione ospitante, allora verrà ritenuto un fallimento.

Le difficoltà iniziano presto, al 5′ dell’esordio con l’Ecuador. Nonostante la difesa a 5 e l’atteggiamento conservativo, i sudamericani erano riusciti a passare in vantaggio: gol poi annullato per fuorigioco di Enner Valencia. Non è bastato questo episodio per dare la scossa, probabilmente l’emozione era troppo forte. La doppietta di Valencia ha chiuso il match sullo 0-2.

La solfa non è cambiata nelle gare successive contro Senegal e Olanda, perse rispettivamente 1-3 e 0-2. L’unica piccola soddisfazione è rappresentata dal gol realizzato da Mohammed Muntari, che aveva quasi rimesso in piedi la partita contro i campioni della Coppa d’Africa.

I record negativi e gli insuccessi sono troppi, però, perché la piccola fiaccola rappresentata dal gol possa rappresentare la luce che porta avanti un paese. Il Qatar, infatti, oltre a quanto detto prima, è diventata anche la prima Nazionale ospitante a chiudere il girone del Mondiale con meno di 4 punti. Record che, adesso, non potrà più essere superato.

È DA CONSIDERARE UN FALLIMENTO TOTALE?

Senza dubbio, perché il Qatar resterà per molto tempo nell’immaginario comune come la peggior Nazionale ospitante di sempre. La preparazione, le aspettative, i grandiosi progetti sono stati spazzati via insieme agli undici che sono scesi in campo nelle tre gare di questo Mondiale. Oltre alla qualità tecnica è mancato anche lo spirito giusto per affrontare una competizione di questo tipo.

Anche Xavi, che in Qatar ci ha vissuto e lavorato come giocatore e allenatore dell’Al-Sadd, si era espresso in modo positivo riguardo la squadra di casa:

Il Qatar non è solo la nazione ospitante, può davvero diventare la mina vagante del torneo. Il progetto del Mondiale ha portato miglioramenti non solo nelle strutture, ma anche in campo. Oggi il Qatar ha una nazionale in grado di competere sulla scena più prestigiosa del calcio mondiale, una nazionale in grado di dire la sua al Mondiale“.

A dimostrazione che era stato fatto tutto il possibile e, dunque, a dimostrazione del fallimento.

Era la prima partecipazione nella loro storia, questo è da tenere in considerazione, ma la fiamma che contraddistingue le grandi squadre non è mai stata presente. E allora, dopo aver analizzato la parte sul successo e quella sul fallimento, non resta che guardare l’ultima parola della frase di Churchill: l’entusiasmo.

I dubbi riguardanti questo Mondiale c’erano e ci sono ancora, ma ciò che sembrava non mancare, almeno al paese ospitante, era proprio la componente emotiva. Quando si è spenta questa, allora, restando coerenti con quanto detto da Churchill, si sono spente anche tutte le possibilità di arrivare al successo. Ancora una volta, i soldi non hanno fatto la felicità.

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Svizzera, Yakin si gode la qualificazione: “È stato molto emozionante”

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Svizzera

Dopo la vittoria nella partita decisiva contro la Serbia, che ha qualificato la sua Svizzera agli ottavi di finale dei Mondiali in Qatar, il commissario tecnico elvetico Murat Yakin ha esternato i suoi sentimenti alla stampa:

È stato molto emozionante. Nei primi minuti siamo stati protagonisti in campo, con un forcing molto organizzato, poi però ci siamo fatti sorprendere e siamo andati addirittura in svantaggio. La squadra però ha reagito e dopo il match ho sentito dentro di me un enorme senso di soddisfazione per quanto fatto dai ragazzi: mi sono seduto nello spogliatoio, mi sono goduto il momento e ho lasciato soli i giocatori“.

Ora gli elvetici, martedì sera, affronteranno il Portogallo di Cristiano Ronaldo per sognare i quarti di finale.

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Il ct della Serbia Stojkovic sul suo futuro: “Certo che resto”

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Nel post-partita della gara contro la Svizzera, il commissario tecnico della Nazionale della Serbia, Dragan Stojkovic, è intervenuto ai microfoni di Sportal.rs:

“Prima di tutto vorrei congratularmi con la Svizzera per la vittoria, che direi è meritata. Noi non siamo ovviamente soddisfatti del nostro cammino, ma dobbiamo considerare tutti i problemi che abbiamo avuto da quando siamo arrivati ​​qui, tenendo conto della preparazione fisica e dei vari infortuni rimediati dai nostri giocatori chiave. I ragazzi però hanno lottato, hanno dato il massimo, anche se non basta per questo livello”.

In seguito, il selezionatore ha tenuto a sottolineare che proseguirà l’impegno con la Nazionale delle Aquile bianche:

“Certo che resto. A marzo inizieremo le qualificazioni per Euro 2024 e abbiamo una grande voglia di battagliare: sarò molto soddisfatto se i miei giocatori saranno sani e al top della forma in quel momento”. 

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