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Copa América, guida al girone C

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Ancora qualche giorno al fischio d’inizio della Copa América 2019, che si aprirà alle ore 02:30 del 15 giugno con il match tra i padroni di casa del Brasile e la Bolivia, due delle squadre che appartengono al gruppo A della competizione. Tre gruppi, 12 squadre partecipanti, passeranno le prime due di ogni girone e le due migliori terze.

Dopo avervi illustrato il girone A ed il girone B, ora tocca al terzo ed ultimo raggruppamento: il girone C, composto da Cile, Ecuador, Giappone e Uruguay.

CALENDARIO

1° giornata Uruguay-Ecuador 17/6 (ore 00:00), Giappone-Cile 18/6 (ore 1:00)
2° giornata Uruguay-Giappone 21/6 (ore 1:00), Ecuador-Cile 22/6 (1:00)
3° giornata Cile-Uruguay 25/6 (ore 1:00), Ecuador-Giappone 25/6 (1:00).

URUGUAY

Una delle favorite alla vittoria finale è indubbiamente l’Uruguay. La celeste, guidata dall’intramontabile Oscar Tabarez, è la selezione che attualmente ha vinto più edizioni del torneo, ben 15. Quest’anno in Brasile vorranno sicuramente arrivare fino in fondo e firmare il sedicesimo titolo, regalando ad un popolo intero la gioia di un trionfo prestigioso come la Copa América, che manca in bacheca dal 2011, quando a guidare l’attacco della Celeste c’era DiegoEl CachaForlan. I motivi per cui l’Uruguay è una formazioni che parte con i favori del pronostico sono molteplici: l’esperienza della squadre è uno dei punti forti, infatti i giovani presenti nella lista dei convocati sono davvero pochi, e soprattutto non titolari; un altro motivo è la qualità della rosa, sono parecchi i giocatori che giocano in top club e che sanno giocare insieme tra loro, lasciando da parte individualismi; inoltre l’organizzazione delle Celeste coordinata da “El Maestro” è una delle qualità per cui la squadra ha sempre fatto bene in qualsiasi ambito anche in competizioni intercontinentali come il Mondiale, tant’è che nelle ultime 3 edizioni ha sempre centrato la fase ad eliminazione diretta.

Se si analizzano i reparti della selezione uruguayana si hanno giocatori chiave in ciascun reparto: a difendere la porta ci sarà il solito Fernando Muslera, non un uno dei migliori portieri del torneo, ma con exploit positivi o negativi che possono condizionare fortemente il cammino della squadra. A dare maggiore sicurezza all’estremo difensore ci sarà una difesa impenetrabile con Diego Godín e José María Gimenez a fare da guardia nella zona centrale coadiuvati da Martin Cáceres sulla fascia destra, mentre su quella sinistra da Diego Laxalt. Il modulo predefinito dal C.T. uruguayo è da anni il 4-4-2, ma al posto della solita linea a 4, Tabarez predilige il rombo con Lucas Torreira vertice basso, mezzala destra Nahitán Nandez mentre a sinistra uno tra Matias Vecino e Rodrigo Bentancur, oppure insieme, con il centrocampista juventino sulla trequarti. Qualora ci fosse la staffetta tra i calciatori di Inter e Juve, sulla trequarti potrebbe agire Giorgian De Arrascaeta alle spalle della coppia offensiva più temibile delle coppa: Luís Suarez ed Edinson Cavani.

Immagine presa dal profilo Instagram ufficiale dell’Uruguay

Il reparto offensivo è quello che, insieme al centrocampo, potrebbe garantire lo spettacolo perché l’intesa tra i due bomber di Barcellona e PSG è ottima. Il supporto arriva anche dai centrocampisti che macinano gioco proprio per mettere i due centravanti nelle migliori condizioni per poter segnare. La panchina è decisamente assortita con alcuni giocatori che potrebbero essere degli autentici jolly. Dalla Liga ci sono Cristhian Stuani, Federico Valverde e Maxi Gómez: il primo è un esperto bomber che arriva da una stagione stupenda con il suo Girona dove ha segnato ben 19 gol sui 37 realizzati complessivamente dalla squadra (pur non evitando la retrocessione dei catalani). Il secondo, invece, è un centrocampista di grande qualità tecnica e che, a partita in corso, consentirebbe un importante iniezione di fantasia ed ottimi passaggi per poter chiudere, o eventualmente, aggiustare il risultato. Anche Maxi Gómez arriva all’appuntamento con il torneo dopo aver disputato un’ottima annata, l’apporto dato al Celta Vigo è stato fondamentale per la salvezza grazie ai suoi 13 gol e 5 assist che, sommati ai 20 centri e 6 assist del più esperto Iago Aspas, hanno fatto la differenza per evitare la retrocessione.

L’Uruguay parte come una delle favorite, ma solo il campo ci dirà la verità.

Foto presa dal profilo Instagram ufficiale dell’Uruguay

CILE

Il Cile è il campione uscente delle ultime due edizioni della Copa América, risultato raggiunto grazie al gioco pragmatico di Jorge Sampaoli e successivamente di Pizzi, e ai forti individualismi che aveva tra i reparti. L’invecchiamento dei giocatori chiave della selezione cilena ha iniziato a farsi sentire e, con le altre squadre del continente che si sono rafforzate, non hanno permesso l’accesso al Mondiale di Russia 2018, fallendo un appuntamento importante e dando i primi segni di un ciclo logoro.

Il CT colombiano Reinaldo Rueda però vuole riconfermare il dominio delle ultime due edizioni, provando a giocarsi le proprie possibilità fino all’ultimo, facendo forza soprattutto sul morale dei giocatori per l’ultima esclusione dalla Coppa del Mondo. La rosa è variegata con alcuni veri e propri top player, come Sánchez e Vidal, ma soprattutto di buoni giocatori e comprimari.

Foto presa dal profilo Instagram ufficiale del Cile

Tra i pali non ci sarà più Claudio Bravo, ma Gabriel Arías portiere del Racing Club; nella difesa a 4 ci sono Medel e Maripán in centro, mentre sulle fasce Isla e Beausejour. Il centrocampo è composto da 3 calciatori con Erik Pulgar a lavorare in cabina di regia supportato da Arturo Vidal e Charles Aránguiz impiegati come mezzali. Nel reparto avanzato formeranno il tridente Alexis Sanchez, reduce da una stagione negativa allo United ed in cerca di riscatto, Junior Fernandes e Nicolas Castillo, che si giocherà il posto di centravanti con Edu Vargas.

Rispetto alle precedenti edizioni il Cile non è certamente il favorito, con tanti giocatori che giocano nel continente americano e con altri decisamente in età avanzata, ma sicuramente proverà a stupire tutti, sovvertendo il pronostico e difendendo il titolo.

Foto presa dal profilo Instagram ufficiale del Cile

ECUADOR

Uno delle mine vaganti del girone e della competizione potrebbe essere proprio l’Ecuador che non ha niente da perdere e tutto da dimostrare. Storicamente queste compagini sono sempre state ostiche e spesso dal nulla sono riuscite a condurre un buon percorso in Coppa.

Immagine presa dal profilo Instagram ufficiale dell’Ecuador

Il CT Hernan Darío Gómez dovrà affrontare probabilmente il girone più difficile sulla carta, l’organizzazione e le giuste motivazioni però potrebbero consentirgli un exploit non del tutto inaspettato. I nomi dei convocati non sono certamente di prima fascia, gli unici sono i due Valencia: Luís Antonio ed Enner, il primo gioca al Manchester United mentre il secondo milita nel Tigres, ma ha avuto esperienze in Inghilterra con le maglie di West Ham ed Everton. Il resto della rosa è composta da tanti giocatori che militano in patria, ed altri tra MLS e vari campionati in Sud America.

Il Tecnico utilizza come schema di gioco il classico 4-3-3: in porta Maximo Banguera; nei 4 difensori Robert Arboleda, Beder Caicedo, Gabriel Achilier e José Quintero; in mezzo al campo agirà Jhegson Méndez in posizione centrale, affiancato da Carlos Gruezo e Jefferson Intriago; a fare la differenza in zona gol ci penseranno i giocatori qualitativamente più forti e con esperienza, Antonio Valencia ed Enner Valencia, a completare il trio ci sarà Romario Ibarra.

Immagine presa dal profilo Instagram ufficiale dell’Ecuador

 

GIAPPONE

La selezione nipponica è l’altra nazionale invitata a partecipare alla Copa América insieme al Qatar. Il Giappone viene dall’ottimo Mondiale disputato appena un anno fa in cui fece un vero e proprio harakiri contro il Belgio agli ottavi, facendosi rimontare il doppio vantaggio proprio nei minuti conclusivi della gara. La selezione del sol levante sfrutterà la competizione per testare molti giovani e dimostrare che il movimento calcistico giapponese è in netta crescita. Solo 3 giocatori superano i 25 anni e sono: l’estremo difensore Eiji Kawashima, il centrocampista Gaku Shibasaki e l’attaccante Shinji Okazaki. Il CT Hajime Moriyasu ha lasciato a casa parecchi giocatori importanti come Shinji Kagawa, Yuto Nagatomo e Takashi Inui, una mossa azzardata certamente, ma che avrà un grosso impatto nella Nazionale che verrà.

Immagine presa dal profilo Instagram ufficiale del Giappone

Il Giappone probabilmente scenderà in campo con il 3-4-2-1, in porta ci sarà l’esperto Kawashima coperto dai tre difensori Tomiyasu, Itakura e Ueda. A costruire il gioco ci saranno i due centrocampisti centrali Nakayama e Shibasaki, mentre sulle fasce Abe e Miyoshi. Alle spalle della punta Okazaki ci saranno Nakajima e il giovane e talentuosissimo Kubo, che per età avrebbe dovuto partecipare ai mondiali under 20, ma che invece è il titolare della nazionale maggiore. Non è un caso che su di lui ci sia già il Barcellona.

L’obbiettivo dei nipponici sarà di stupire il più possibile attraverso l’utilizzo dei giovani e un girone tosto come quello in cui sono capitati sarà la prova ideale per testarli e fargli guadagnare la giusta esperienza per le competizioni future, in particolare il Mondiale in Qatar nel 2022.

Immagine presa dal profilo Instagram ufficiale del Giappone

 

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram Copa America

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Secondo quanto riportato da FcInterNews, Radu non giocherà alla Cremonese nella seconda parte di questa stagione. Il suo futuro dovrebbe essere all’estero, probabilmente in Ligue 1. Difficile una permanenza in Serie A: su di lui si è mossa solo la Sampdoria, ma la prospettiva sarebbe da vice Audero. Radu invece cerca una squadra in cui giocare da titolare.

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