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Copa Libertadores, quarti di finale: valanga River. Lanus, Barcelona e Gremio di misura

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Si sono conclusi nella notte tra Giovedì e Venerdì i quarti di finale del massimo torneo sudamericano, la Copa Libertadores, che ci ha riservato, come di consueto, alcune “sorprese” tra le big rimaste ancora in corsa, che sembravano in realtà spacciate. Parliamo soprattutto di River Plate e Lanus che, pur essendo due grandi squadre del panorama sudamericano, sembravano ormai destinate ad una lenta ed inesorabile discesa prima di far ricredere la critica con due prestazione differentemente eccezionali. Colpa anche delle avversarie, nella fattispecie Jorge Wilstermann e San Lorenzo, che hanno fornito una prestazione incolore nella seconda e più decisiva sfida per il passaggio del turno. Il Barcelona Sporting Club resta invece la sorpresa e mina vagante del torneo, seppur già all’andata aveva dimostrato di giocare un calcio pimpante e basato sul ritmo contro un Santos incapace di imporsi all’Urbano Caldeira. Mentre in un confronto sostanzialmente equilibrato, l’esperienza del Gremio e di un certo Lucas Barrios ha prevalso contro un Botafogo impreciso negli ultimi metri.

L’ANALISI DEI MATCH

La copertina va sicuramente alla sontuosa vittoria del River Plate, che trionfa 8-0 al Monumental contro un Jorge Wilstermann in versione Dottor Jekyll and Mister Hyde, che subisce dal primo all’ultimo secondo in una delle peggiori figuracce della storia della Libertadores. Un incubo senza fine per gli aviadores, che sotto il cielo argentino faticano a prendere quota e non riescono mai a costruire gioco, neanché in ripartenza. Riavvolgere il nastro di una partita completamente a senso unico sarebbe inutile e frivolo anche se è da analizzare la prestazione di uno dei capri espiatori di Cochabamba, ovvero Ignacio “Nacho” Scocco, passato dall’essere uno dei calciatori più criticati all’essere un idolo millionario. Il motivo? I 5 gol messi a referto su 8, segnati con una polivalenza spiazzante: da nove puro con un grande killer instinct fino a rivelarsi un attaccante più moderno, che ama arretrare e svariare su tutto il versante dell’attacco, aspetto che il 32 ha sviluppato durante i suoi anni europei in Grecia. La verità sta nel mezzo, ovvero in questo caso tra l’essere un grande atleta e il dover affrontare una difesa costantemente in affanno che di certo gli ha facilitato le cose. In tutto ciò, anche la costante mobilità di un centrocampista tutto tecnica e movimento come Fernandez, esaltato da questa promozione come trequartista, ha aiutato il River ad essere così letale ed i boliviani a non capirci più nulla. Restando concretamente attaccati alla realtà, il vero banco di prova si chiamerà Lanus.

https://www.youtube.com/watch?v=B2wIPF7BRCE

L’altro stravolgimento di situazione lo regala il Lanus, che al Nestor Diaz Perez anestetizza il Ciclon di San Lorenzo fino al risalire la china, concludendo i tempi regolamentari sull’1-0. La differenza la fa il risveglio del bomber Pepe Sand, che sblocca il risultato dopo dieci minuti e spiana la strada ai suoi. Un Lautaro Acosta sempre all’altezza della situazione ed un centrocampo a tre redivivo, che di fatto ingabbia la mediana che aveva fatto le fortune dei rossoblù all’andata, hanno fatto il resto. Ai rigori decidono gli errori di Caruzzo e Blandi, che chiude la sua serata total black dopo un errore sul gol di testa di Pasquini, valevole per il 2-0.

Qui tutti i rigori:

https://www.youtube.com/watch?v=mUK_nZbuDp8&t=4s

Anche il Gremio approda in semifinale contro il Botafogo: partita piuttosto simile a quella d’andata, dove entrambe le squadre si erano scambiate colpi senza però affondare, a causa anche delle polveri bagnate dei due attacchi: questa volta quello del Gremio, affidato ai colpi di Fernandinho e Lucas Barrios, ha fatto la differenza. Il primo grazie al suo estro nel giocare da falso nueve e nel liberarsi sempre per la conclusione dal limite, mentre il secondo grazie alle sue innate doti da centravanti che gli permettono di essere nel posto giusto al momento giusto. Come nel caso del gol, che arriva su calcio da fermo grazie ad uno schema che permette al paraguaiano di poter svettare sul secondo palo.

https://www.youtube.com/watch?v=rLc1hNR9-9o

LA SORPRESA

Chissà cosa penserebbe oggi Eutimio Perez, il catalano del barrìo del Astillero che il primo maggio del 1925 decise di mettere a disposizione la sua casa di Guayaquil per creare il Barcelona Sporting Club, meglio conosciuto come El idolo de Ecuador. Perché dopo vent’anni, dalla finale del 1997, gli ecuadoregni sono tornati nel calcio continentale che conta, e per farlo hanno battuto un pezzo da novanta come il Santos di Ricardo Oliveira. Il Barcelona mostra personalità perché prevale sul possesso palla durante il primo tempo, anche se l’azione da gol vera e propria la crea il Santos su punizione, quando Braz prende il tempo ad Alvarez e di testa colpisce la traversa. Nel secondo tempo gli ecuadoregni la vincono sulle fasce, perché con un Santos sempre in affanno i cross iniziano ad essere sempre più pericolosi e su uno di questi, nato dal mancino educato di Castillo, il fiore all’occhiello di questa squadra, l’attaccante Alvez Sagar, incorna di testa e trafigge Vanderlei. Sostanzialmente, nonostante un finale turbolento condito da tre espulsioni (una dei brasiliani e due ecuadoregne), il Barcelona la porta a casa nonostante in semifinale dovrà fare a meno, proprio a causa del rosso, del suo bomber Sagar.

https://www.youtube.com/watch?v=kd2JqzQGjdY

COPA LIBERTADORES, QUARTI DI FINALE 2017:

LANUS-SAN LORENZO 2-0(2-2 computo totale, 4-3 dcr)

SANTOS-BARCELONA SC 0-1(1-2 computo totale)

RIVER PLATE-JORGE WILSTERMANN 8-0(8-3 computo totale)

GREMIO-BOTAFOGO 1-0(1-0 computo totale)

SEMIFINALI, 22 OTTOBRE 2017:

RIVER-LANUS

BARCELONA SC-GREMIO

 

 

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Qatar 2022 con più spettatori nella fase a gironi rispetto a Russia 2018

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Qatar 2022

Il Mondiale in Qatar è unico per diversi motivi ma, per quanto riguarda le partite in campo, sta avendo alti livelli di gradimento. In giornata, la FIFA ha pubblicato un report sul numero di spettatori durante le 48 partite della fase a gironi.

Si è verificato un aumento rispetto a Russia 2018, con 2,45 milioni di spettatori dal vivo contro i 2,17. Elevati anche i biglietti venduti, ben il 96% e la partita con più spettatori è stata Argentina-Messico, allo  stadio Lusail di Al Daayen, dove sono stati riempiti tutti i 88.966 spettatori.

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Scaloni nel post-partita: “Di Maria? Speriamo che possa migliorare”

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Scaloni

Lionel Scaloni, commissario tecnico dell’Argentina, si è presentato nella consueta conferenza stampa dopo la vittoria contro l’Australia per 2-1 che ha garantito il pass per la qualificazione ai quarti di finale. Nonostante ai nastri di partenza fosse considerato come un avversario non molto ostico, il CT dell’ Albiceleste ha sottolineato le criticità della sfida visti i meriti degli avversari:

È stata una partita difficile, ci hanno messo una pressione soffocante, che ci è costata soprattutto nel primo tempo. All’intervallo abbiamo però fatto delle correzioni. Menomale che poi Leo Messi ha aperto la partita e poi abbiamo alzato il ritmo”

Un grande assente della sfida è stato Angel Di Maria e Scaloni ha voluto approfondire le sue condizioni fisiche:

“Questa sera non poteva giocare, anche se averlo in panchina è sempre una tentazione. Speriamo che con il passare dei giorni possa migliorare e mettersi in gioco. L’Australia è stata un avversario complicato: bene che tutti capiscano che la difficoltà di questa competizione è massima“.

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La gioia di Romero: “Diamo sempre il massimo, siamo pronti per tutto”

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Romero

Ai sorrisi a metà di Leo Messi, si contrappone in casa Argentina la gioia di Cristian Romero. Il difensore del Tottenham, con un passato in A con Atalanta e Genoa, è apparso nel post-partita contentissimo per il risultato e ambizioso per il prossimo futuro.

Il classe 1998 è al suo primo Mondiale e vuole impressionare tutti e ottenere il miglior risultato con la casacca della sua nazionale.

Ecco le sue parole, che hanno uno sguardo anche alla sfida di settimana prossima contro l’Olanda per i quarti di finale:

Una gioia immensa. Nel finale abbiamo chiuso in sofferenza per merito dell’avversario, ma abbiamo mostrato carattere, gioco e personalità. Sono contento per questo gruppo, può succedere di tutto ma dimostriamo di dare sempre il massimo. Dobbiamo giocare ogni partita come una finale. L’Olanda sarà un’avversaria molto difficile, adesso ci godiamo qualche ora quello che sta succedendo ma poi penseremo a come giocare contro di loro. Siamo un gruppo giovane e siamo pronti a tutto”. 

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Caos Juventus, nel mirino anche l’acquisto di Kulusevski

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Kulusevski

La Juventus, negli ultimi giorni, è al centro del ciclone dell’inchiesta mossa dalla Procura di Torino.

Come riporta il Corriere dello Sport, l’ultimo dettaglio scoperto sarebbe quello relativo ad una scrittura privata tra la Vecchia Signora e l’Atalanta. I messaggi riguardo ad un trasferimento sarebbero stati nascosti agli ispettori Consob, e il loro contenuto smentirebbe le dichiarazioni di Fabio Paratici, allora dirigente Juve. L’acquisto che gli inquirenti hanno nel mirino è quello di Dejan Kulusevski.

L’impegno della società bergamasca sarebbe stato solo “morale” per l’affare Kulusevski, pagato 35 milioni più 9 di bonus nel gennaio 2020.

Nella scrittura privata, secondo i magistrati che si stanno occupando della situazione del club piemontese, l’ad Percassi s’impegna ad acquistare il cartellino, a titolo definitivo, di un giocatore della Juventus, suggerito dalla stessa società bianconera, per il valore di 3 milioni di euro. Così, nel dicembre del 2019, il club nerazzurro acquistò nel giugno 2020 Simone Muratore per 7 milioni di euro.

La cessione del calciatore bianconero ha determinato la rilevazione di una plusvalenza di oltre 6 milioni nella relazione finanziaria del 30 giugno 2020.

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