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Emozioni da ex

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Icardi

A San Siro sono gli ex a suonare la carica per l’InterIcardi non si perde l’occasione di pungere per la terza volta su quattro al Meazza la squadra che lo ha lanciato in Serie A, Skriniar dal canto suo non fa da meno, mette a segno il suo secondo gol con la maglia dell’Inter, quasi da punta vera, proprio contro i doriani. L’Inter vince e si gode la vetta almeno per una notte, sperando che i cugini dei doriani facciano lo sgambetto al Napoli di Sarri.

Spalletti invece si gode di più un’Inter plasmata a suo piacimento. Probabilmente fino al sessantaquattresimo minuto è stata l’Inter più bella vista fino ad ora. Le partite durano 90 minuti e nei restanti 25 si stava rischiando di depauperare tutto quello che è stato costruito precedente. Il calo di tensione non è nulla di preoccupante ma il semplice risultato di una distrazione mista alla stanchezza causata dalla coperta corta. Le reti di Kownachi e Quagliarella spodestano l’Inter dal trono di miglior difesa, aspettando ovviamente la Roma e il Napoli, entrambi a quota 5 reti subite.

ICARDI 2.0

Da un lato  il solito Icardi, una vera e propria macchina da guerra che ha il copyright sulle palle all’interno dell’area di rigore. Dall’altro lato c’è un nuovo Icardi cha ha imparato anche a soffrire e offrirsi alla squadra. Grazie a Spalletti, l’argentino si muove di più creando più spazio per i compagni, spesso andando ad iniziare lui stesso le azioni offensive. Il cambio di gioco per Candreva che porta al secondo gol è una testimonianza dell’Icardi 2.0.

SOGNI D’OR(IANI)

La difesa doriana è andata a dormire in anticipo questa notte. Il primo e il secondo gol sono frutto delle disattenzioni della retroguardia difensiva di Giampaolo. Il primo gol inizia dal calcio d’angolo di Candreva che va a servire sul primo palo Vecino. Tutti vanno verso il pallone mentre Skriniar taglia al centro in mezzo a tre doriani dormienti.

La spizzata dell’uruguaiano manda tutti in tilt, compreso Zapata che inseguendo il pallone ha lasciato Skriniar libero di sbagliare lo stop e successivamente aggredire il pallone. Lo slovacco ringrazia il colombiano e Puggioni che è estremamente lento nel tuffarsi.

Nella seconda rete, come detto, Icardi cambia gioco per Candreva. L’ex Lazio scarica su Vecino. L’uruguagio ha 2 occasioni: crossare verso il centro o servire D’ambrosio che nel frattempo si è lanciato in area. Sceglie la prima soluzione, ma inizialmente non va a buon fine. La difesa blucerchiata arretra per ricevere il cross, Silvestre prova ad allontanarla di testa ma la serve ad un Icardi lasciato tutto solo (follia!). L’argentino fa ciò che gli riesce naturale, tira al volo e Puggioni battuto sul secondo palo.

AGGREDIRE LO SPAZIO

Il terzo gol dell’Inter è pura aggressività e velocità. Vecino cammina quasi indisturbato, lancia sulla corsa Perisic che nel frattempo si è inserito nella prateria concessa dai doriani. Icardi segue il movimento del croato e brucia Berezinsky e si fa trovare pronto per la zampata vincente. Il vero marchio di fabbrica dell’ex Sampdoria.

BLACK OUT DA BRIVIDI

La paura fa 64, come il minuto in cui la Sampdoria ha riaperto magicamente la partita. Caprari scarica perfettamente per Quagliarella sulla destra. Nagatomo, che è stato rivitalizzato da Spalletti, se lo perde in malomodo. Nel frattempo Skriniar fissa soltanto il pallone dimenticandosi di Kownachi che sta tagliando alle spalle.

Il nipponico poi lascia troppo spazio a Quagliarella che così ha tutto il tempo di pensare. Lo stabiese crossa sul secondo per il subentrato polacco che quasi indisturbato insacca al volo ammutolendo il San Siro.

La sirena più forte arriva all’ottantacinquesimo, quando a difesa schierata, l’Inter si fa pungere di nuovo dalla Sampdoria. Praet viene seguito a distanza dalla ditta Perisci-Joao Mario così da aver lo spazio per crossare. L’ex Anderlecht lo fa pescando Quagliarella che la spinge dentro di testa. L’errore è, in gran parte, di D’Ambrosio che non resta in linea con la difesa, tenendo così in gioco Quagliarella. Anche Skriniar, come Santon, potevano evitare di farsi cogliere di sorpresa dall’attaccante doriano.

Anche se si rischia di scontrarsi con Spalletti, si può dire che l’Inter ha qualche potenziale per tornare a vincere lo scudetto. La solidità difensiva mista al cinismo di Icardi possono imbrigliare qualunque squadra della Serie A.

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“Balla solo Messi” – La Rassegna del Diez

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La rassegna stampa è senza alcun dubbio il miglior modo per iniziare la giornata. Ecco quindi le prime pagine dei principali quotidiani sportivi nazionali e internazionali per la giornata di oggi.

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I commenti social al Mondiale – giorno 20

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Punto d’informazione, di impressioni e passioni condivise, i social network oggi più che mai raccontano le emozioni dei tifosi. Numero Diez vi presenta la rassegna dedicata ai più importanti messaggi della giornata di ieri.

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Calciomercato

Spezia, la pista Lasagna sembra solo una suggestione

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Lasagna

Lo Spezia è alla ricerca di attaccanti e potrebbe affondare il colpo già nella prossima sessione di mercato di gennaio 2023. Secondo Calcio Spezia, il club ligure ha mostrato interesse per Kevin Lasagna. Tuttavia, non è mai stato un vero e proprio interesse concreto da parte degli aquilotti. Ecco perchè quella che legherebbe Lasagna allo Spezia sembra solo una suggestione senza fondamento.

Lasagna sembra essere quasi un pesce fuor d’acqua con la maglia degli scaligeri, con cui non è mai riuscito ad essere davvero decisivo. In totale ha accumulato 62 presenze in gialloblù, con 6 gol e 5 assist. Sull’ex Udinese sembrerebbero forti anche le voci relative a Cremonese, Monza e perfino Lazio, alla ricerca di un centravanti puro come vice-Immobile.

 

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Olanda-Argentina 6-5 d.c.r. , le pagelle: Messi infinito, Gakpo non incide

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Olanda-Argentina

Olanda-Argentina è storia. Al termine di una partita pazza è l’albiceleste ad ottenere il pass per le semifinali della Coppa del Mondo dopo la lotteria dei rigori. Prestazione monstre da parte di Messi, autore di un assist meraviglioso per Molina al 35′ e di un rigore realizzato al 73′. Illude gli Orange uno straripante Weghorst, autore di una doppietta con le realizzazioni all’83’ ed al 100′.

Grande delusione per i ragazzi allenati da Van Gaal, in grado di effettuare una rimonta sensazionale. L’Argentina ottiene dunque la qualificazione alle semifinali della competizione, dove martedì prossimo affronterà la Croazia. Cruyff e Maradona hanno potuto assistere dall’alto un grandissimo spettacolo, spot per lo sport più bello del mondo. Di seguito le pagelle del match.

LE PAGELLE DELL’OLANDA

Noppert 5.5: si prende troppi rischi giocando il pallone con i piedi da dietro, incolpevole sui gol subito.

Timber 5.5: poco lucido nelle scelte, difficoltà evidenti nel giocare il pallone nella fase di manovra.

Van Dijk 6.5: leader indiscusso, non cambia il giudizio positivo nonostante il rigore sbagliato.

Aké 6.5: il migliore della retroguardia difensiva, una sicurezza nei contrasti aerei.

Dumfries 6: prestazione senza infamia e senza lode.

De Jong 6: muove bene il pallone, tradito dai pochi movimenti senza palla dei suoi compagni di squadra.

De Roon 5: 45′ nell’ombra del centrocampo argentino. Troppo poco per una partita di questa portata. (Dal 46′ Koopmeiners 6.5: geniale intuizione sulla rete del 2-2, geniale).

Blind 5: troppo lento nel fare la diagonale alle spalle di Aké in occasione del gol di Molina. Errore da matita rossa. (Dal 64′ De Jong 6: molto efficace nel gioco aereo, gestisce palloni importanti).

Depay 6: cerca di inventare qualcosa senza grandi risultati, rimane il migliore dell’attacco orange. (Dal 78′ Weghorst 7.5: leggendaria doppietta che entrerà nella storia, grande soddisfazione personale).

Bergwijn 5: nullo. Non prova mai l’1vs1 non creando mai problemi alla retroguardia albiceleste. (Dal 46′ Berghuis 6.5: ottimo ingresso in campo, fornisce qualità e visione di gioco. Sfiora il gol del 2-2).

Gakpo 5.5: non riesce ad incidere nella partita più importante. Il suo rimane un Mondiale super positivo. (Dal 113′ Lang sv).

LE PAGELLE DELL’ARGENTINA

E. Martinez 7.5: l’eroe della serata, para due rigori alla lotteria.

Romero 6.5: cattivo agonisticamente e grandi anticipi sugli attaccanti olandesi (Dal 78′ Pezzella 5.5: distratto).

Otamendi 5.5: prestazione da leader macchiata dalla punizione concessa a pochi istanti dal termine dell’incontro dove si è sviluppata la rete del 2-2.

L. Martinez 6: paga la scelta di Scaloni di lanciarlo dal 1′. Perfetto in fase d’impostazione, difesa a 3 promossa. Si perde Weghorst al centro dell’area. (Dal 106′ Montiel sv). (Dal 111′ Di Maria sv).

Molina 7: attacca uno spazio dove solo Messi è in grado di far arrivare il pallone. Lucido nell’insaccare il pallone di fronte a Noppert, si perde Weghorst sul 2-2).

De Paul 6.5: poco appariscente ma essenziale. Lavoro senza palla da top del ruolo, giocatore insostituibile per Scaloni. (Dal 66′ Paredes 5: nervoso e impreciso, prestazione da dimenticare).

E. Fernandez 6.5: performance meno appariscente rispetto alla media ma comunque sufficiente, non sbaglia una scelta. Sfiora il gol al 120′.

Mac Allister 6: sempre posizionato nella zona corretta del campo. Una spina nel fianco con i suoi movimenti tra centrocampo e difesa.

Acuna 6.5: rimedia un’ammonizione sciocca che gli costerà l’assenza nella semifinale. Rimane la sua prestazione migliore in questa competizione. (Dal 78′ Tagliafico 6: buone incursioni sulla fascia sinistra).

Messi 8: vede cose in campo che nessun essere umano è in grado di vedere, dipinge un’opera d’arte da esporre al Louvre con l’assist a Molina. Finisce pure a referto nel tabellino come marcatore con la realizzazione del calcio di rigore: Messi è il volto di una nazione intera.

Alvarez 5: insufficiente. Si sacrifica tanto senza risultare mai incisivo. (Dall’82’ Lautaro Martinez 6: qualche spunto interessante, entra con la voglia giusta. Suo il rigore decisivo).

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