I miglioramenti sul fronte coronavirus fatti registrare dalla Cina la rendono un importante polo di attenzione e riferimento per le altre nazioni, Italia compresa. In quest’ottica, dunque, le parole degli addetti ai lavori acquisiscono ancor più valore.

In collegamento dalla Cina con “Radio Anch’io lo sport” di “RadioRai”, Fabio Cannavaro, tecnico del Guangzhou Evergrande, ha parlato della situazione Covid-19 in Cina, sottolineando in primis il rigore e l’efficacia di un piano d’azione ben definito.

“La situazione in Cina è migliorata, io mi trovo attualmente in quarantena dopo essere rientrato. Al nostro arrivo in aeroporto ci hanno chiesto da dove arrivavamo, ci hanno misurato la febbre, ci hanno fatto tutti i controlli, scannerizzato il volto. Sono a casa da 10 giorni, e ogni giorno devo comunicare la mia situazione. Venerdì finisco, arriverà a casa mia la polizia e mi daranno un documento che dovrò portare in giro assieme al passaporto. Grazie a queste regole stanno controllando il virus“.

Fonte: profilo instagram @fabiocannavaroofficial

Un pensiero, poi, è rivolto alla sua famiglia e ai suoi cari.

“Non abbiamo avuto casi di positività in squadra, ma bisogna fare molta attenzione, essere cauti. La preoccupazione è tanta, mia moglie e i miei figli sono a Napoli. Ci sono delle restrizioni in Italia, ma nessuno si prende la briga di dire: ‘Va bene stiamo a casa 15-20 giorni’ senza muoverci'”.

Il Campione del Mondo, infine, rivolge le sue parole alla ripresa del campionato nel Bel Paese.

 “La ripresa del campionato in Italia? Qui ci sono voluti quattro mesi: io ero partito dall’Italia il 5 gennaio. La situazione è molto delicata, quindi penso che ci vorranno ancora due mesi, anche se mi auguro prima. In base all’esperienza cinese, i tempi dovrebbero essere simili“.

(Fonte immagine di copertina: profilo instagram @fabiocannavaroofficial)